Ven. Set 20th, 2019

Abbiamo provato PlayerUnknown’s Battlegrounds su PS4, un crescendo di follia.

È impossibile raccontare il trend del 2018 nel mondo videoludico senza citare gli fps con modalità battle royale.

Sono stati almeno tre i titoli che hanno portato una rivoluzione in un mercato che sembrava essere diventato saturo di proposte e che, da qualche anno, riproponeva titoli con un multiplayer ripetitivo e senza una sfida reale per i giocatori.

Poi, la parola e-sport è arrivata sulla bocca di tutti. E con essa anche una serie di twitch star ovvero di ragazzi che grazie allo streaming delle loro partite sono riusciti a trasformare la propria passione in una professione.

Ma non è tutto oro ciò che luccica e questo gli sviluppatori di videogiochi lo sanno bene.

Per questo motivo l’offerta di prodotti in multiplayer non può e non deve ristagnare nelle solite modalità, obbligando i giocatori a ricercare il divertimento nell’acquisto di skin e oggetti aggiuntivi.

Ciò che abbiamo notato in PlayerUnknown’s Battlegrounds, finalmente approdato su Playstation 4 dopo un fortunato esordio su sistemi PC e Xbox, è che la semplicità ripaga, sempre.

PlayerUnknown’s Battlegrounds è un gioco che richiede un po’ di tempo prima di entrare nelle dinamiche di gioco. I casual gamer proveranno un po’ di fastidio nel primo approccio a questo gioco: PlayerUnknown’s Battlegrounds è un vero e proprio ecosistema, dove i giocatori vivono le mappe e devono imparare ogni volta dai propri errori.

Le regole di oggi, insomma, non sono le stesse di ieri. 

Per questo motivo affrontare una recensione di PlayerUnknown’s Battlegrounds senza avere chiaro un processo di evoluzione delle dinamiche di gioco potrebbe portare a fare delle considerazioni errate.

Grafica e giocabilità

Partiamo innanzitutto da un assunto di base: la grafica non è sempre il punto di arrivo. Nonostante PlayerUnknown’s Battlegrounds se la cavi benino dal punto di vista dei render, in alcuni punti si ha come la sensazione di giocare a un gioco old-gen, con alcuni asset non proprio precisi ed oggetti che non hanno proprio una grande stabilizzazione all’interno dell’ambiente.

La sensazione generale è che si tratti di un gioco ancora in una fase di beta avanzata, dove dovremo attendere ancora un po’ prima di raggiungere il livello di titoli più blasonati.

Alle porte di una nuova generazione e di una nuova prospettiva per Playstation, ci aspettiamo di vedere qualcosa in più da titoli che ormai dovrebbero sfruttare tutta la potenza di una console che sta per conoscere il pensionamento.

Multiplayer

Dopotutto, moltissimi case history ci hanno insegnato che la grafica non è essenziale ma che l’importante è il divertimento.

Così, dopo aver accettato di accedere alla partita, dopo una rapida scazzottata con qualche giocatore random nella sala d’attesa, siamo pronti a lanciarci dall’aeroplano e ad accedere alla mappa.

E le mappe, signori, sono davvero enormi. 

Catapultati in un vero e proprio ecosistema, dovremo cercare di recuperare nel minor tempo possibile armi e attrezzature per salvaguardare la nostra sopravvivenza e, allo stesso tempo, muoverci verso il punto focale della mappa e immaginare una strategia di attacco.

Il lato negativo?

Per più della metà del tempo si ha la sensazione di essere soli come cani all’interno della mappa, in una costante necessità di mettere alla prova le proprie abilità di corsa o di mimetizzazione, strisciando nei campi di grano o tra l’erba alta.

PlayerUnknown’s Battlegrounds è essenzialmente un gioco di sopravvivenza che propone al giocatore un esperimento: quanto dureresti, tu, nella vita reale, in una situazione del genere?

Così niente elementi fantastici o situazioni surreali, nessuna costruzione di oggetti, case o potenziamenti al limite del verosimile, nessun salto di 30 metri o jetpack.

Ci sei soltanto tu, e il resto del mondo vuole farti fuori.

Per questo motivo il limite ma anche la peculiarità principale di PlayerUnknown’s Battlegrounds è quello di introdurci in un carattere realistico, in una situazione dove anche la solitudine è un’arma.

Considerazioni finali


PlayerUnknown’s Battlegrounds è un titolo da apprezzare lentamente, da giocare con strategia e, probabilmente, non adatto a chi accende la Playstation 4 per fare una partita a FIFA e poi tornare ai propri affari.

Giocare a PlayerUnknown’s Battlegrounds ci ha trascinati in una situazione surreale quanto possibile, nella quale abbiamo avuto la necessità di giocare una decina di partite prima di entrare nelle vere dinamiche di gioco.

PlayerUnknown’s Battlegrounds è un gioco da affrontare con una strategia, una sinergia con gli alleati e una certa accortezza quando si gioca da soli.

Il nostro consiglio, probabilmente, è quello di andare alla ricerca di alleati e di avviare dei party vocali sulla Ps4 in modo da aumentare il divertimento e di lanciarsi in un’avventura in una piazza virtuale unica.

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: