Si sa, viaggiare è bello. Ma è ancora più bello viaggiare con stile. E’ per questo motivo che quando Sandqvist, azienda svedese specializzata nella produzione di borse e accessori per un “urban lifestyle”, ci ha inviato la sua weekend bag ne siamo rimasti piacevolmente colpiti.

Sandqvist è stata fondata a Stoccolma nel 2004 da Anton Sandqvist. I paesaggi nordici caratterizzati da foreste, fiumi, e aree disabitate sono stati l’ispirazione principale per produrre oggetti da un design semplice, funzionale e bello, in accordo con i valori svedesi. Tutto ciò dona carattere a questa borsa e la avvicina ad uno stile urban ed hipster, un prodotto che non può mancare nelle vostre giornate al sole in giro per il mondo.

Weekend Bag

La weekend bag che abbiamo avuto il piacere di provare è il modello Jordan del colore Waxed Blue. Non c’è da dire molto sull’estetica della borsa: bellissima. I materiali sono di alta qualità, il cotone canvas con dettagli in pelle sono gli elementi che colpiscono a prima vista. La solidità dei manici e la resistenza delle cerniere sono gli elementi chiave che vi convinceranno a fare questo acquisto.

Questa borsa è adatta ad un viaggio di 3/4 giorni ed è molto capiente: le dimensioni sono 52 × 31 × 21,5 cm ~33 L, durante il periodo primaverile ed estivo con le calde temperature vi permetterà di portare un bel po’ di vestiti. Un altro punto di forza di questo prodotto è sicuramente la compattezza; non è un borsa che va incontro ad usura e garantisce un’ottima resistenza sia sui ganci che collegano i manici al corpo che alla base di appoggio.

Specifiche tecniche:

Waxed heavy 18oz cotton canvas
Water resistant black Cordura® bottom
Leather details
Outer zipper pocket
Outer slip pocket
YKK® metal zipper closure
Two inner zipper pockets
Removable and adjustable shoulder strap

Disponibile in varie colorazioni direttamente sul sito di Sandqvist.

Buon weekend! 🙂

Ottobre 2016. Siamo a San Giovanni a Teduccio, Napoli.
L’iOS Developer Academy, in partnership con Apple, viene inaugurata e apre le porte ai primi duecento studenti.
Tra una scrittura di codice ed un’altra, urge una pausa. Fortuna che di fronte l’ingresso principale vi è un bar, che è anche moderno e luminoso in contrasto con i palazzi fatiscenti del paese.
Tuttavia entrando nel bar in questione la prima cosa che salta all’occhio non è l’arredamento moderno né la grande varietà di dolciumi sul bancone, bensì il volto di Steve Jobs, enorme, che ti scruta. Ha la canonica posa pensierosa con la mano sotto al mento, quasi come se fosse in costante attività pianificatrice.
Una stampa in bianco e nero vista e rivista, ma che lì, in quel particolare luogo, assume un significato tutto particolare.
“Avranno aperto questo bar da poco o tutt’al più avranno deciso di esporre la foto in seguito all’apertura della iOS Developer Academy”, (facendo magari anche una scelta infelice), è il pensiero di tutti.
Qualcuno più spavaldo chiede apertamente alla barista il motivo di quella coincidenza.
“E’ lì da novembre 2014” risponde la barista. Fiera e senza pensarci due volte, come se quella domanda gliela avessero posta altre cento volte. “Non si parlava neanche dell’academy a quel tempo” aggiunge mentre schiuma un cappuccino.
E così, tra un sorso di caffè e l’altro, Steve Jobs è lì, con lo sguardo rivolto all’esterno verso l’Academy, come a contemplare il suo piano perfetto.

Gennaio, tempo di resoconti e buoni propositi. Oggi vogliamo parlarvi di cinque libri che, pur non essendo appena usciti in libreria, ci sono piaciuti molto e che quindi vogliamo consigliarvi per questo nuovo anno.

Iniziamo subito!

  1. LE CINQUE PERSONE CHE INCONTRI NEL CIELO – Mitch Albom

Questo libro è “la fiaba che divori quando sei innamorato, la storia che tieni accanto se ti senti perduto”. Un romanzo poetico, pieno di insegnamenti e di speranza.
Eddie, vecchio e solo, ha condotto una vita normale, come quella di tanta gente. Ha 83 anni, lavora ancora in un luna park e non sa che il giorno del suo compleanno sarà anche l’ultimo della sua vita: infatti, quando una bambina rimane intrappolata nella grande ruota panoramica, Eddie si arrampica per salvarla, ma precipita e muore. Si risveglia in cielo e scopre che, come ciascuno di noi, vi incontrerà cinque persone conosciute in vita. Queste persone (fra cui la moglie, morta da molto tempo) gli sveleranno il senso della sua esistenza.

Se siete curiosi potete acquistarlo su amazon a circa 8 euro -> http://amzn.to/2jn8kbQ

 

2) LA FELICITA’ DELLE PICCOLE COSE – Caroline Vermalle

“Per una sorta di miracolo basta una voce, un cuore, un certo modo di vedere le cose, per illuminare tutto di colpo”

Parigi. La neve cade dolcemente sulla città, come in una cartolina. Un uomo passeggia lungo la Senna diretto verso casa. E’ un avvocato di successo con la passione per i quadri impressionisti. Affascinante, ricco e talentuoso, l’uomo sembra avere tutto quello che si può desiderare dalla vita. Fino a quando, un giorno, riceve una misteriosa eredità: biglietti e disegni che hanno tutta l’aria di una caccia al tesoro. Convinto di essere sulle tracce di un quadro dimenticato da Monet, l’uomo decide di tentare di scoprire il tesoro. Inizia così un viaggio tra i luoghi prediletti dai suoi amati pittori impressionisti…

Se vi ha incuriosito potete acquistare questo libro su amazon per circa 6 euro -> http://amzn.to/2inRTxO

 

3) IL PARADISO DEGLI ORCHI – Daniel Pennac

Il libro narra la storia di Benjamin Malaussène, che di mestiere fa il capro espiatorio, mansione per la quale viene strigliato dai clienti per oggetti malfunzionanti. Anche se il lavoro è molto duro, Benjamin è costretto a svolgerlo poiché ha una famiglia molto numerosa alle spalle: Clara, Therèse, Jeremy, il Piccolo e il cane Julius. La famiglia Malaussène vive nel quartiere di Belleville, accanto a un ristorante arabo gestito dalla mamma adottiva della famiglia, Jasmina, e da tutta la sua famiglia. Infatti, la vera madre dei Malaussène è uno spirito libero e molto spesso scompare per lunghissimi periodi, tornando incinta e abbandonata dal suo ennesimo grande amore. La storia ha inizio quando, nel Grande Magazzino dove Benjamin lavora, iniziano ad esplodere una serie di bombe. L’uomo viene subito sospettato a causa del suo lavoro e per la sua presenza nell’edificio ogni qual volta una bomba esploda. Nonostante tutti questi inconvenienti, Ben riesce sempre a tenere di buon umore i suoi fratelli raccontandogli delle storie del libro che egli stesso ha scritto…

Curiosi del finale? Acquistate il libro ->http://amzn.to/2j4rvru

E’ quasi Natale e non hai trovato ancora il regalo giusto per la tua fidanzata/amica/sorella/cugina nerd? Ti aiutiamo noi.

Iniziamo subito:

1. Se è impazzita per la nuova stagione di Una Mamma per Amica, apprezzerà sicuramente questa tazza del diner Luke: (sì, anche io non ho potuto fare a meno di chiederla a Babbo Natale)

 

 

Potete trovarla su amazon a questo indirizzo:
 ‘CafePress Luke’ s Diner Stars Hollow Gilmore M & # 228; dchen Tazza-Standard-Multi Color

 

2. Ok, non è proprio geek, ma ad una fan della serie Pretty Little Liars piacerà sicuramente:

 

Potete trovarla su amazon a questo indirizzo: Collana Medaglietta – Pretty Little Liars

 

3. Nostalgica di Breaking Bad? Perchè non regalarle una t-shirt natalizia a tema?

Anche questa potete trovarla su amazon al seguente link: Breaking Bad Heisenberg Christmas Women’s T-Shirt
4. A chi non piace Harry Potter? Una delle nuove uscite dei POP Funko sono proprio i personaggi di questa fortunata saga. Che ne dite di un Silente in miniatura?

Silente è reperibile, oltre che ad Hogwarts, al seguente link su amazon: Funko 15 – Figurina Harry Potter Silente

 

5. Infine, se avete una fidanzata che ama Star Wars e allo stesso tempo adora cucinare, significa che oltre ad essere molto fortunati, potete ringraziarla con un simpaticissimo guanto da forno di BB8!

Lo potete trovare al seguente link ad un prezzo veramente conveniente:
Underground Toys – Gants de Cuisine Star Wars – BB-8 – 0882041030747

 

Risolto il problema?

Se stai leggendo questo post, e hai un’età compresa tra i 18 e i 30 anni, non puoi non approfittare dell’imperdibile offerta che Tim ha riservato per te.
Il piano tariffario si chiama TIM Young & Music FULL, e offre, al costo di 12 euro ogni 4 settimane, le seguenti risorse:

  • fino a  5 gb di traffico internet
  • 500 minuti
  • 500 sms
  • Tim Music incluso

Cosa significa fino a 5 GB? Tim conosce le tue esigenze: ormai infatti l’uso dello smartphone presuppone l’uso costante della navigazione online…e molto spesso i gb non bastano! Ecco perchè TIM premia la tua fedeltà aumentando i gb disponibili da 3 a 5 nel corso dell’anno. Spieghiamoci meglio: nel momento dell’attivazione dell’offerta hai 3 giga, dopo sei mesi diventano 4, e dopo un anno 5!
Così, grazie ai gb e a Tim Music incluso nell’offerta, potrai ascoltare tutta la musica che vuoi senza pensieri, e alla tariffa più bassa di sempre!
Buzzoole

E’ inutile girarci intorno. Tutti noi, almeno una volta nella vita, abbiamo guardato un film in streaming. L’impresa è stata sicuramente ardua: pop up come se piovesse, foto di perdite di peso improbabili, vincite di macchine di lusso e proposte lavorative da far invidia a Paris Hilton. Ma, alla fine, ce l’abbiamo fatta. Abbiamo risparmiato il biglietto del cinema e siamo riusciti a guardare il tanto bramato film ad una qualità degna di un cellulare anni ’90.

Fortunatamente oggi, grazie a servizi come Netflix o Infinity, questo problema si presenta sempre più di rado. Abbiamo un catalogo fin troppo ricco che ci consente non solo una visione ad alta definizione, ma soprattutto una visione legale.

Per le associazioni antipirateria infatti, guidate dall’olandese Brein, la questione è molto semplice: lo streaming e il download di materiale pirata sono esattamente la stessa cosa, dunque bisogna punire chiunque operi in tal senso. Il caso è stato sollevato negli ultimi giorni dalla Brein davanti alla Corte di Giustizia Europea, la quale però ha risposto con la teoria secondo la quale l’utente che guarda uno streaming non autorizzato di fatto non sta violando la legge.

Le motivazioni alla base di tale asserzione risiedono nella dinamica stessa della visione online: troppo semplice inciampare in contenuti pirata, dunque l’utente, a differenza di quando effettua spontaneamente un download, non può essere perseguito per la sola visione in streaming.

La Brein ha a questo punto sollevato una seconda questione: è permesso usare software di riproduttori video che permettono la visione di materiale pirata? In particolare la Brein si riferisce al venditore di media player Filmspeler.nl, accusandolo di pirateria. Infatti, sostiene l’associazione, quando si riproduce un film in streaming, sul media player usato viene creata una copia temporanea del contenuto, andando dunque a ledere il diritto d’autore e quindi cadendo nell’illegalità.

Anche in questo contenzioso la Corte europea si è mostrata in disaccordo. Motivo? Non è l’utente a compiere l’operazione di “copia” ma il dispositivo stesso. Secondo le Autorità infatti riprodurre un contenuto in streaming non equivale a effettuare un download pirata, azione che è considerata illegale, ma equivale a guardare un’opera, cosa del tutto permessa.

Questa posizione al momento non è ancora una sentenza, il verdetto finale sarà infatti atteso all’inizio del 2017.

Potete premere play.

Il marketing attuale ha trovato nelle attività ludiche uno straordinario mezzo di comunicazione, promozione e vendita. Come poter utilizzare questo strumento nella società odierna per avere dei risultati materiali? La risposta a questa domanda sarà data da sette casi attuali di successo, ognuno appartenente ad un diverso settore.

1. DUOLINGO (ambito: Formazione) è uno strumento di apprendimento di lingue straniere divertente e gratuito che propone lezioni brevi ed efficaci di cui fruire a casa o in mobilità, in qualsiasi momento della giornata.  La strategia di gamification di Duolingo include elementi temporali (è possibile fissare obiettivi giornalieri e se vengono rispettati l’utente riceve punti extra),  ed elementi social (si possono sfidare altri utenti ricercandoli tra gli amici di Facebook o Google Plus). E’ stato dimostrato dall’Università di New York che 34 ore di Duolingo siano più efficaci di un intero corso di lingua semestrale.

 

2. The Fun Theory (ambito: Ecosostenibilità) è una campagna ecologica by Volkswagen secondo la quale il divertimento è la strada per modificare le nostre pessime abitudini. Per dimostrarlo le scale della metropolitana in Svezia sono state trasformate per un giorno nei tasti di un pianoforte che suonavano al passaggio delle persone. Volskwagen ha voluto così provare che, se stimolate attraverso il divertimento, la maggior parte dei cittadini (oltre il 66%) sceglieva gli “ecologici” scalini alle meno faticose scale mobili. Un’ altra prova è stata fatta trasformando un semplice bidone per la raccolta differenziata del vetro in un videogioco in cui è possibile accumulare punti se si inseriscono i rifiuti nel contenitore corretto. Anche in questo caso l’impatto è stato fortissimo e ha visto la partecipazione di un centinaio di persone mentre il normale bidone, poco più avanti, è stato utilizzato nello stesso lasso di tempo solamente due volte.

 
3. The Gen Game (ambito: Ecosostenibilità) è una start up che ha come obiettivo la riduzione dell’energia elettrica nelle case. Gli utenti guadagnano punti ogni volta che, in seguito alla notifica dell’app, inviata dall’Utility,  abbassano i consumi nelle proprie case nel corso della giornata ed in determinate ore. Il risparmio dei consumi diventa un vantaggio per la Utility che può quindi evitare di dover incrementare la produzione o l’acquisto di energia da terzi.La piattaforma prevede una classifica e chi vince guadagna denaro in termini di sconti sull’acquisto dell’energia o altri premi.

 

4. Foursquare (ambito: Turismo e cultura) è un app lanciata nel 2009, è uno dei casi di gamification di maggior successo. Il funzionamento è semplicissimo: ogni volta che ci si trova in un posto che si reputa piacevole (un ristorante, un bar, un museo, una piazza) si effettua un check-in geolocalizzandosi. Se ci si registra un numero considerevole di check-in in un determinato luogo, si viene nominati “sindaci” di quel luogo, carica garantita almeno fino a quando un altro amico non supera i numero di check-in e subentra nel ruolo di sindaco. Questo meccanismo ha riscosso un enorme successo tra gli utenti. Perchè? Perché diventare sindaco di un luogo è una scusa per passare il più tempo possibile nei luoghi che si ama e da cui, in qualche modo, ci si sente rappresentati. Non è difficile immaginare a questo punto che ruolo giochino i luoghi commerciali in questo scenario. Bar e ristoranti hanno imparato infatti a sfruttare questo meccanismo offrendo offerte speciali per i sindaci del luogo, aumentando a dismisura la motivazione degli utenti a frequentare quel luogo, portando con sé anche gruppi numerosi di amici.

 

5. PlayOriginal (ambito: Marketing) Il famoso brand di abbigliamento Original Marines ha lanciato nel 2014 #PlayOriginal, un concorso che sfrutta la gamification per coinvolgere la clientela. La campagna consiste nel premiare il cliente che dimostra fedeltà  e interesse verso il brand con un bonus. Al termine del concorso i primi della classifica vincono dei premi. La campagna si articola su due percorsi: uno “reale” ed uno virtuale.
La tecnica utilizzata per tracciare i comportamenti fisici (legati al punto vendita) consiste nel rilasciare un codice a fronte di un acquisto presso il negozio, codice che andrà poi inserito all’interno dell’app.
Per quel che concerne invece l’aspetto virtuale, #PlayOriginal entra in contatto con l’utente attraverso azioni base compiute attraverso i social network: registrazione, condivisione di contenuti sul proprio profilo, visite.
Il successo è stato immediato: il miglioramento del traffico web è risultato evidente.

 

6. Respondwell (ambito: Salute e benessere) è una piattaforma per la fisioterapia che mette a disposizione un assistente virtuale per illustrare ai pazienti come effettuare i movimenti corretti nel corso della loro riabilitazione.
Respond well, grazie alla tecnologia Microsoft Kinect (una tecnologia nata appositamente per scopi ludici, costituita da una telecamera e un sensore che permettono all’utente di interagire senza controllori ma solo con il proprio corpo), traccia i movimenti del soggetto e li confronta con quelli ideali fornendo nell’immediato un feedback. Il paziente può quindi correggere i propri movimenti e velocizzare i propri progessi, comodamente a casa propria. Inoltre Respond well consente di partecipare a sfide con amici e di scegliere e personalizzare l’assistente virtuale.

 

7. Car2go (ambito: Trasporti) Tutte le app che consentono di reperire velocemente l’auto da condividere, saltarci su, guidare e raggiungere la destinazione, devono essere estramemente semplici ed efficaci. Pochi tasti da premere, magari con una sola mano mentre si cammina. Ma la vera sfida è coinvolgere l’utente in una guida ecologica ma soprattutto economica, visto che il prezzo che si paga è funzione solo del tempo e non del consumo effettivo del carburante. Uno stile di guida responsabile consente quindi all’azienda sia un risparmio sui consumi sia una minore usura del mezzo e quindi alla fine minori costi di manutenzione.  Grazie a tecniche di gamification, l’app installata sul computer di bordo dell’auto fornisce al guidatore indicazioni in tempo reale sul punteggio “ecologico” della guida. Emblematico che l’icona scelta sia proprio quella di una verde fogliolina in modo di far leva sulla coscienza ecologica del guidatore.

 

 

 

 

Fonti: Il potere della Gamification, usare il gioco per creare cambiamenti nei comportamenti e nelle performance individuali – Vincenzo Petruzzi,  Franco Amicucci, Giordano Fatali, FrancoAngeli 2015

Solo nelle ultime settimane abbiamo assistito alla presentazione di ben tre assistenti robotici: Google Home, Amazon Echo e Zenbo di Asus.
C’è chi aiuta in cucina, chi gestisce l’illuminazione e il riscaldamento, chi legge le favole ai bambini.
Azioni molto utili, ma solo quando ho visto per la prima volta Zenbo, il robottino dagli enormi occhi blu, mi è venuta davvero voglia di acquistarne uno.
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Questo desiderio mi ha rievocato ricordi di un Natale lontano, quando chiesi alla signora befana un Tamagotchi.
Evidentemente fui buona quell’anno, tanto da ricevere l’ultimo modello. Potevo dargli da mangiare, fargli fare una passeggiata e trascorrere così qualche pomeriggio di noia.
Sono passati gli anni, la tecnologia si è evoluta, e ora se acquistassi Zenbo potrei addirittura scattare foto, ascoltare musica e fare molto di più di fingere di nutrirlo.
Eppure il meccanismo alla base sembra lo stesso: avere compagnia.
Non è un caso che, a seguito di una stima dell’OMS, secondo la quale il 22% della popolazione mondiale avrà più di 60 anni nel 2050, la robotica abbia colto la palla al balzo iniziando ad ipotizzare una serie di robot per anziani per dire addio alle difficoltà di chi si trova a vivere da solo.
Tra gli umanoidi che aspirano a diventare la nostra futura compagnia c’è Sota, un robottino made in Japan, che, per soli 800 euro promette di diventare il migliore amico degli anziani e di tutti coloro che hanno perso la propria autonomia.
Ma un robot, un avatar, un assistente virtuale, non può avere una funzione ontologicamente valida quanto un essere umano.
Chi di voi ha visto il pluricitato film Her, lo sa.
Provate a riflettere non più su quello che i computer fanno per noi, ma su quello che fanno a noi. Apparentemente agiscono aiutandoci a compiere gesti concreti e utili, ad ottimizzare il nostro quotidiano, ma in modo sottile e quasi impercettibile contribuiscono a modificare il modo in cui ci approcciamo con il mondo esterno.
La simulazione di “un’intelligenza quasi umana” ci seduce, ma d’altro canto, mi chiedo, questa seduzione è forse alla base di un disagio sociale o psicologico?
Le connessioni digitali e i robot ci offrono l’illusione di non essere soli, preservandoci dai sacrifici e dalle pretese dell’amicizia. Ci offrono la possibilità di nasconderci nel momento stesso in cui mettiamo in gioco la nostra massima visibilità, grazie alla rete.
Dunque, alla luce delle attuali invenzioni, tutto sommato possiamo affermare che la tecnologia può essere una possibile soluzione a problematiche come la solitudine, ma paradossalmente la soluzione tecnologica finisce per incrementare il problema, prendendone parte, creando altresì nuove forme di solitudine.
Come scrive Sherry Turkle nel suo libro “Insieme ma soli”, siamo sempre più insicuri nelle nostre relazioni sociali e ansiosi nella sfera intima, tanto da chiedere alla tecnologia strategie per facilitare le nostre interazioni sociali e, al tempo stesso, di proteggerci dalle relazioni sociali stesse. Ecco il paradosso della contemporaneità digitale: “Ci aspettiamo più dalla tecnologia che dai nostri simili”.

La “Smart City” è una città che si ripensa in termini di comunicazione ed organizzazione, in chiave tecnologica, sia verso l’esterno che nella relazione con i propri cittadini.

Grazie all’ utilizzo della rete tutti gli oggetti che si trovano in città (arredi urbani, edifici pubblici, monumenti ecc..) possono acquisire un ruolo attivo e diventare collettori e distributori di informazioni sulla mobilità, il consumo energetico, i servizi e molto altro ancora.

Noticity, un’applicazione mobile realizzata da Kes srl (www.kesitaly.it), rappresenta un passo in avanti in questa direzione. L’app è stata creata per la gestione e la segnalazione di eventi critici che possono verificarsi sul territorio della città di Avellino e dei danni che ne conseguono (come ad esempio il fenomeno delle buche stradali, sempre più spesso causa di frequenti richieste di risarcimento da parte degli automobilisti).

Noticity è stata dunque progettata in una duplice veste: una per rendere le persone parte attiva della città con la possibilità di segnalare eventi critici, l’altra a supporto di chi deve intervenire per risolvere la criticità. 

In sintesi Noticity:

• rappresenta un “canale” per la segnalazione di eventi critici sul territorio.

•informa tempestivamente i responsabili della manutenzione affinché possano adottare provvedimenti di urgenza.

•documenta le segnalazioni e gli interventi effettuati con riferimenti oggettivi temporali e geografici.

Quali sono le principali funzionalità?

•creazione di segnalazioni georeferenziate (coordinate GPS e indirizzo) di differenti tipologie (incidente, buche, …) con immagine allegata

•visualizzazione delle liste delle segnalazioni in attesa di intervento e di quelle archiviate (con immagini prima e dopo l’intervento di manutenzione)

•possibilità di cambiare lo stato della segnalazione per il personale preposto all’intervento (nuovo-in lavorazione-risolto)

•integrazione nella piattaforma iCity con gestione del workflow d’intervento. “iCity” è una piattaforma di soluzioni e servizi rivolta alle Pubbliche Amministrazioni, alle Utility ed ai Cittadini al fine di fornire strumenti di monitoraggio, controllo e cooperazione ai principali stakeholder della smart city. Le principali funzioni di iCity sono: acquisizione dei dati (sensori, cittadini), estrazione di informazioni utili al contesto applicativo, correlazione delle informazioni e definizione di scenari, pianificazione delle azioni di mitigazione e correzione.

E tu useresti un’app del genere per migliorare la tua città?

Asus ha avuto una mattinata molto impegnativa: ha infatti annunciato una serie di nuovi prodotti al Computex 2016 Expo in Taiwan. Tra nuovi modelli di smartphone e laptop, ciò che ha più colpito la mia attenzione è stato Zenbo, un simpatico coinquilino che invece di sporcare dà una mano, e lo fa con uno sguardo alla EVE, il robottino di Wall-e.

Zenbo è un piccolo robot che  viene gestito vocalmente e interagisce con il suo padrone attraverso uno schermo che, fungendo da sensore, rileva le espressioni facciali.

Apparentemente ideato per persone più anziane, in realtà si adatta  perfettamente anche alle  famiglie, per cui, hanno specificato alla conferenza, può essere usato anche con i bambini (per chi avesse guardato troppe volte A.I. Artificial Intelligence!)

Zenbo è stato costruito da una parte per collegare smart devices che estistono già in casa, come luci, videocamere, allarmi antincendio e condizionatori. Dall’altra parte, come cane da guardia, fotografo di famiglia, assistente di cucina e narratore di fiabe per i più piccoli.

Solo nell’ultimo mese abbiamo già conosciuto Amazon Echo, Otto by Samsung e Google Home. Tutti molto simili tra loro. Per ora forse Zenbo è proprio il meno evoluto e performante, ma come essere immuni al suo sguardo?

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