Breaking Bad: Lo strano caso del Dr.Jekyll e Mr. White

Like
Like Love Haha Wow Sad Angry

La serie televisiva Breaking Bad non racconta semplicemente la storia di un chimico che inizia a cucinare metanfetamina per assicurare alla propria famiglia una vita agiata. Piuttosto ci ripropone una delle più antiche questioni filosofiche: quella della natura malvagia dell’uomo.

Mr. White è un uomo qualunque, dove “qualunque” non è un difetto. E’ un amorevole padre di famiglia, un marito attento, un bro professore di chimica. Ad un certo punto della sua vita inizia a cucinare droga e tutto cambia. A partire dal nome; diventa “Heisenberg”, il più grande cuoco di metanfetamina di tutti i tempi. Ma la storia la sappiamo già.

Mr. White inizia a percorrere una lunga strada fatta di rischi, violenza ed omicidi, ma solo fin quando non torna a casa la sera a rimboccare le coperte ai suoi figli e a correggere i compiti di chimica.

E’ evidente dunque la natura duale del personaggio di Walter White, che rievoca la storia de “Lo strano caso del Dr.Jekyll e Mr. Hyde” di Robert Louis Stevenson, scritto nel 1886.Il Dr.Jekyll è uno stimato medico londinese, pacifico e dedito al loro, e Mr.Hyde è un personaggio nauseante, con una deformità indefinibile che provoca rigetto. Eppure sono la stessa persona. E come il sole lascia il posto alla luna, così Dr.Jekyll lascia il posto a Mr.Hyde, manifestazione vivente e tangibile del suo lato più oscuro, fatto di malvagità e piaceri sfrenati.

Allo stesso modo di Jekyll, Walter White crea un alter ego per la sua doppia vita. Jekyll chiama la sua metà “Hyde”, Walter White “Heisenberg”. E se questa trasformazione è resa possibile per il Dr.Jekill grazie a degli esperimenti di chimica in un laboratorio, è sempre grazie alla chimica che Walter White diventa qualcun altro: non più il mesto ed affidabile professore, ma colui di cui si deve er paura, “the man who knocks”.

Sia in Breaking Bad che in “Lo strano caso del Dr.Jekyll e Mr.Hyde” i protagonisti abbandonano pian piano la “buona strada” per intraprendere quella del crimine, trovando in essa il modo più facile per risolvere i propri problemi, siano essi una malattia incurabile o il frutto di una mera curiosità scientifica.

 

“Ero ormai completamente assuefatto a una profonda duplicità di vita. Mi vicinai alla verità: l’uomo non è in realtà uno, ma duplice. Era la maledizione dell’umanità che quei due elementi contrastanti fossero così legati insieme; che nell’agonizzante matrice della coscienza questi due gemelli nemici dovessero essere perpetuamente in guerra. Com’era dunque possibile separarli?”