Ogni tanto in rete si scovano degli illustratori davvero divertenti che con una serie di disegni dalla grafica e dallo storytelling essenziali riescono ad essere più profondi di tantissimi artisti che vendono prodotti per le major. Meritocraticità del web, niente di nuovo.

Oggi vi voglio parlare di Alex Norris che ho scoperto su Bored Panda, un artista che pubblica da un po’ di tempo sul suo blog una serie molto simpatica che ci mette davanti a tutte le nostre piccole nevrosi quotidiane. Il protagonista è un “blob” molto simile ad un “barbapapà” che ogni giorno si trova davanti ad una piccola avventura, all’apparenza stupida ma che, se ci pensate, ci avvilisce davvero tanto.

Eccovi una piccola galleria, per visitare il blog di Alex Norris basta accedere al suo tumblr.

Square Enix ha rilasciato una serie di fotografie che illustrano la loro ultima action figure della serie Play Arts Kai Batman: Rogues Gallery. Si tratta di una combinazione folle tra il Joker e Batman e si chiama  DC Variant Rogues Gallery Joker Batman Figure.

È possibile preordinare l’action figure che avrà un costo negli store americani di “soli” 199$. Se il prezzo vi sembra “folle” non avete idea di cosa sono capaci i collezionisti per portarsi a casa una fusione del genere tra il bene e il male.

 

Il finale della seconda stagione di The Flash (ve ne abbiamo parlato qui) ha risposto a una lunga serie di domande, creandone allo stesso tempo molte altre sul futuro (o sul passato) della serie che sta ammaliando centinaia di migliaia di spettatori in tutto il mondo, Italia compresa.

In questo articolo vogliamo parlarvi di una possibile linea narrativa che può essere introdotta nella prossima stagione per cui, se non avete ancora visto il finale della seconda stagione, vi consiglio di non continuare a leggere questo articolo e di ritornare qui a discuterne con noi quando sarete pronti!

Durante l’episodio finale abbiamo visto una folle corsa tra Flash e Zoom, nella quale è successo qualcosa di strano. Il modo in cui Zoom è stato portato via dagli spettri del tempo, dopo essere stato battuto da Flash, sembra averlo trasformato in qualcosa di diverso con l’invecchiamento del volto e il deterioramento di parte del corpo. Anche il costume sembra essere stato modificato da questo scontro, trasformando i loghi di zoom in quelli di Black Flash, con i fulmini in rosso.

Sembra che abbiamo assistito in questo modo alla nascita di Black Flash, o Flash Nero, una sorta di mietitore dei velocisti e di chi è entrato a contatto con la Forza della Velocità. Black Flash, creato da Grant Morrison, Mark Millar, e Ron Wagner è apparso per la prima volta nel 1988 nel numero di “The Flash” vol. 2 #138, ed è stato una manifestazione della morte per i velocisti che hanno intrapreso il viaggio nel tempo e sfidato la Forza della Velocità.

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Questa cosa rivela un paio di fatti interessanti sulla prossima stagione. Il primo è che Black Flash potrebbe tornare per punire Barry Allen per aver cambiato gli eventi del passato e, probabilmente, uccidere la versione di The Flash della linea temporale modificata. Spesso e volentieri, anche nella serie Legends Of Tomorrow, abbiamo sentito dire che al tempo non piacciono le modifiche e che tutto tende a stabilizzarsi. Il secondo fatto potrebbe riguardare l’arrivo di numerosi nuovi velocisti trasformando il Black Flash in un cacciatore specializzato. D’altronde abbiamo già visto l’introduzione di Jay Garrick come un velocista di Terra-3 e non ci sembra così assurdo dover conoscere nuovi velocisti di tutte le terre possibili. Alcune delle possibilità sono: Flash di Terra-2, Wally West di Terra-1, Flash di Terra-52. Seriamente, vedremo Terra-52?

Il sito Collider propone addirittura la possibilità che questi eventi fungano da teaser per la storyline di Green Lantern “Blackest Night” , in cui il Flash Nero sia unicamente un Easter Egg per i fan della DC.

Cosa ne pensate? Aspettiamo i vostri commenti qui sotto

 

Questo mese abbiamo letto una delle nuove uscite di BAO Publishing che questa volta ci presenta il quinto volume della serie irriverente tratta dal seguitissimo blog della stella del fumetto francese Bastien Vivès

In questo libro, il fenomeno dei blog viene messo alla berlina e processato dalle matite e dalle chine del famoso disegnatore d’oltralpe. In questa produzione Vivès racconta i drammi familiari, la difficoltà di raccontare il proprio quotidiano sulla rete e le nuove frontiere della società, fatte di visualizzazioni per giorno, frustrazioni da pochi follower e convention della blogosfera. Tra i tanti protagonisti del fumetto troverete anche una divertente parodizzazione del mitico Darth Vader di Star Wars, costretto ad utilizzare la Morte Nera sugli abitanti della blogosfera.

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Bastien Vivès, è riuscito a imporsi in pochi anni come uno degli autori più brillanti della giovane generazione francese. Alcuni dei suoi lavori, come Il gusto del cloro e Polina, sono già diventati dei classici e hanno ottenuto riconoscimenti prestigiosi. Delle sue opere, BAO Publishing ha già pubblicato La grande odalisca, Per L’impero e la serie Last Man, premiata a Lucca Comics & Games 2015 con il premio Gran Guinigi.

Tu lo leggi il mio blog? è disponibile in tutte le librerie a partire dal 12 maggio 2016, potete acquistarlo su Amazon seguendo questo link.

Quando si parla della vita di Johnny Cash, stella del country folk americano, il primo riferimento – inevitabile – è il meraviglioso film intitolato “Walk The Line – Quando l’amore brucia l’anima” diretto da James Mangold e interpretato dagli eccezionali Joaquin Phoenix e Reese Witherspoon (vincitrice, grazie a questo film, di una statuetta agli Oscar del 2006).

Stavolta però la biografia non nasce dai racconti dello stesso Cash, ma da Reinhard Kleist, uno dei più originali autori di biografie a fumetti d’Europa. La sua storia di Johnny Cash, leggenda del country americano, è da quasi un decennio il testo di riferimento per capire il tormento dell’anima di uno dei più controversi artisti della musica del Ventesimo secolo.

Per questo motivo ho letto la nuova edizione di questa produzione eccellente grazie a BAO Publishing che pubblica a pochi giorni dall’anniversario della data di nascita di Cash, il 26 febbraio 1932, la nuova edizione di questa biografia a fumetti, riveduta e corretta, che comprende un’appendice a colori con illustrazioni di Reinhard Kleist.

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Il racconto si apre con il Folsom Prison Blues in onore dei tempi in cui Cash visitò la prigione di Folsom per un concerto dedicato ai detenuti. Ironia della sorte, proprio ieri 16 Febbraio, è stata scoperta a Folsom una nuova specie di ragno. Questa tarantola è stata chiamata dagli studiosi “Aphonopelma johnnycashi”, in onore del cantante che tenne il suo famoso concerto in quella zona.

Di I see a Darkness sono stato rapito dal disegno, a volte semplice ma efficace, e dalla struttura dello storytelling. Raccontare una leggenda della musica a partire dalle sue origini umili, come figlio di un self-made man che iniziò da zero per diventare coltivatore di cotone, non è impresa facile. La costruzione diegetica a favore di una linea più cinematografica che fumettistica aiuta a meglio digerire tutti i momenti critici della vita del nostro protagonista.

Raccontare una leggenda significa raccontare anche l’evoluzione storica e l’ambiente intorno ad una figura così importante come quella di Johnny Cash. In questo sembra esserci una vena poetica che ruota intorno ai personaggi, portando la nostra attenzione su differenti temi e storie.

Cash – I see a darkness è disponibile in tutte le librerie a partire dal 18 febbraio 2016

Nuova uscita in edicola per la versione ridotta delle storie di The Walking Dead. Quando ormai Negan sembra messo all’angolo spuntano nuove vicende a preoccupare Rick Grimes.

Rick è il leader delle comunità sopravvissute alla grande Guerra contro Negan. Vive ad Alexandria ed è lì che ha accolto Magna e i suoi. Carl, però, è cresciuto e vuole trasferirsi ad Hilltop e farsi la propria vita: Rick ha acconsentito e lo accompagnerà alla cittadella guidata da Maggie. Ma cosa sono i misteriosi sussurri che danno il titolo all’albo? Qualcosa di orribile e spaventoso.

Questo è quello che recita la sintesi sul sito ufficiale di Saldapress che distribuisce gli albi in Italia. Quello che però non viene detto è che questo numero è assolutamente un volume di transizione, un fumetto che non ci lascia grande emozione e ci fa soltanto capire che un nuovo cambiamento è in arrivo. Non vi spoilero il finale, ma state sicuri che il surreale è dietro l’angolo.

Per quanto riguarda la resa della storia, il nuovo gruppo sembra intenzionato a restare all’interno delle mura di Alexandria e la comunità in allargamento è sicuramente una giusta mossa per permettere, senza ombra di dubbio, l’ennesima tragedia. Sicuramente è ancora presto per parlare, ma il trend della storia è sicuramente calato rispetto alle vicende che precedono l’arrivo di Negan.

Anche la serie TV di The Walking Dead, in pausa su FOX, si appresta ad accogliere il più potente super nemico della saga, vedremo come svilupperanno la storia gli sceneggiatori e se ci saranno delle sorprese dopo il deludente inizio di stagione con pochi colpi di scena e tanti dialoghi socio-psicologici.

 

Bentornati al nostro appuntamento mensile tanto amato dai nostri lettori: la recensione del nuovo volumetto di The Walking Dead, che torna in edicola ed è pronto a regalare nuove storie ai fan di tutta Italia.

Siamo ormai oltre la linea della Guerra Totale, quella che è stata la più strana pagina di tutti i conflitti del fumetto, con la vittoria di Rick su Negan e con il successivo ristabilirsi delle cose ad Alexandria e nel Regno. Rick è ormai una celebrità da queste parti e, grazie all’aiuto di tutta la comunità, sembra ormai aver lasciato alle spalle la sua vecchia vita da guerrafondaio e protettore armato fino ai denti.

Una delle variant cover presentata al Lucca Comics and Games
Una delle variant cover presentata al Lucca Comics and Games

Le prime pagine accolgono il lettore in un’atmosfera di ripristino delle attività: Jesus e il suo gruppo stanno allontanando un’orda così come è avvenuto nella prima puntata della sesta stagione andata in onda su Fox poche settimane fa; nel frattempo ci rendiamo conto di quanto il nostro protagonista sia invecchiato e debole, ma con uno spirito nuovo e ottimista. L’uomo che ha digrignato i denti più e più volte sembra adesso una persona più decisa, ma soprattutto più attenta alla costruzione di un nuovo punto di partenza.

Ciò che vediamo nelle pagine di questo volume è qualcosa di già visto durante gli episodi televisivi in cui Rick era diventato un amabile fattore che raccoglieva verdurine e allevava maiali nel giardino della prigione di stato.

Inoltre, un nuovo gruppo capitanato da una giovane ragazza di nome Magna raggiunge la comunità e viene accolto con i soliti sospetti del caso. Nel frattempo, qualcuno si cela nei seminterrati di Alexandria…ma senza spoiler!

“Un nuovo inizio” sembra gettare davvero nuova luce su una storia che stava rischiando di essere noiosa e ripetitiva, senza parlare delle dinamiche di azione che non davano assolutamente niente né ai personaggi, né alla struttura diegetica in sé. Questa nuova vicenda ci consente di analizzare un fenomeno abbastanza interessante: l’attenzione che l’autore dona a un progetto che ormai ha avuto un grande successo sia antologico (parliamo di generale) che televisivo (e qui è un fenomeno piuttosto particolare).

Finora sembrava che il gruppo di Kirkman non desse il giusto compito allo spettatore, limitandosi così a raccontare le storie che aveva bisogno di far uscire dalla propria sala riunioni. Adesso, invece, avvertiamo un cambio di marcia con la relativa dichiarazione dell’autore  con cui vi lascio:

“Avevamo pianificato che Guerra Totale durasse un po’. E’ grandioso aver finalmente concluso quel ciclo. Si è trattato sicuramente di un tipo di storia differente, che ha sancito l’evoluzione della serie. Penso che ora sia chiaro il fatto che il personaggio principale di The Walking Dead sia il mondo: prima com’è stato demolito e ora come procede la fase di ricostruzione. Non potrei essere più entusiasta di avere la possibilità di proseguire una narrazione tanto lunga. La serie continua a cambiare, diventa sempre più strana e i personaggi sono completamente diversi rispetto all’inizio, perciò è davvero gratificante sapere che il pubblico continui a seguirci e che apprezzi ciò che stiamo facendo. Spero che la gente continuerà a divertirsi.”

Lo speriamo anche noi!

Quanti di noi hanno sognato di aprire un locale? E in quanti avrebbero voluto organizzare numerosi concerti di musica rock all’interno di questo club? Esistono, in Italia e nel mondo, numerosi casi di successo che raccontano storie di spazi adibiti a palcoscenico musicale e diventati, nel giro di poco tempo un’istituzione, un’emblema per un quartiere o, addirittura per una città intera.

Marcin Podolec ha ascoltato una grande storia. Ha ascoltato questa storia da Waldek Czapski uno dei protagonisti della scena musicale della città di Varsavia, in Polonia, che negli anni ’90 ha fondato uno dei più importanti locali per concerti rock. Un’esperienza non così lunga ma che creò intorno a sè un vero e proprio movimento musicale giovanile.

Podolec ci racconta così una storia entusiasmante e davvero ben disegnata, dal titolo Fugazi Music Club, con un sapiente utilizzo dei toni blu e del tratto scuro che ci catapultano in un’atmosfera da sogno costeggiata da una colonna sonora che possiamo percepire più che, ovviamente, ascoltare. IMG_7016

L’essenza di questa graphic novel si esprime nella motivazione e nell’ottimismo di una generazione che ha saputo creare qualcosa con poco, solo dai propri stimoli. Fugazi Music Club è un romanzo a fumetti da far leggere a tutti quei giovani, della nostra generazione, che si fermano davanti alle difficoltà e non riescono a seguire i propri sogni. Inoltre, Podolec vuole veicolare un messaggio ben preciso che, spesso e volentieri, rimbalza tra le pagine creando uno scontro tra il pensiero dei protagonisti e del resto della società. Che cos’è la cultura? La musica rock può essere cultura? Un concerto è un evento culturale?

Ho particolarmante apprezzato questa pagina:

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Vi lascio a un video davvero interessante in cui possiamo vedere la realizzazione in digitale delle tavole di Fugazi Music Club per poter godere non soltanto della linea di storytelling ma anche di una caratteristica prettamente tecnica e artistica. Buona visione!

Ed eccoci finalmente arrivati al capitolo finale della lunga e ridondante Guerra Totale che ha visto da una parte gli “Stati Uniti di Hilltop”, capitanati da Rick Grimes, contro i Salvatori di un esaltatissimo Negan. Nello scorso numero avevamo lasciato Rick mezzo morto a causa di una freccia scoccata da Dwight, un personaggio che si muoverebbe, almeno secondo Kirkman, sulla linea di confine tra le due fazioni, tra fedeltà e tradimento.

In questo numero gli autori di The Walking Dead vogliono ancora una volta farci capire l’importanza del dialogo e della socializzazione, nonostante i protagonisti del fumetto si trovino in una situazione di completo scacco. Ancora una volta, Rick Grimes, sceglie la via della parola per ingannare Negan che, stupidamente, si lascia convincere da un quasi totale monologo dai contenuti abbastanza triti.

Il tempo di lettura di questo volume è, a causa dei contenuti vagamente interessanti, fissato intorno ai 3 minuti e mezzo. Non vi aspettate una grande fine della guerra, ma soltanto quello che c’è stato finora: titoli e tanti paroloni.

Nel frattempo siamo agli inizi della sesta stagione televisiva che, se non fosse per la grande eco social creata da Fox Tv e da tutti gli spettatori del programma, probabilmente ci lascerebbe dormire davanti alla televisione sonni ancora peggiori di una fantozziana corazzata “kotiomkin”.

Per me, The Walking Dead, sta diventando lentamente una cagata pazzesca.

 

Daniele Caluri è un illustratore livornese, ma non un illustratore qualunque. È il creatore di uno dei personaggi più dissacranti del fumetto italiano, lo spregiudicato prete Don Zauker, un uomo senza alcuna fede se non in quella nella sua perversione. Daniele Caluri ha avanzato una proposta ai cittadini di Livorno, sua città natale : trasformare il Mausoleo di Ciano una torre del periodo fascista,  monumento al gerarca Costanzo Ciano, nel più famoso deposito di Paperon de’ Paperoni.

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Normalmente mi opporrei a un simile tentativo dissacratorio di un monumento ma, dopo aver letto l’articolo su Wired.it dedicato a questa curiosa pensata, ho pensato che è molto più importante cancellare la negatività intorno a qualcosa creata sotto il fascismo e ri-trasformare un monumento in qualcosa che può portare un valore aggiunto al territorio, ripulire una zona unicamente dedicata all’attività sessuale e, soprattutto, portare un po’ di turismo grazie alla magia dei personaggi Disney.

Per questo motivo mi sento di applaudire a questa idea e di condividere questo articolo che porta in Italia una ventata d’aria fresca nei confronti dell’arte contemporanea.

E voi cosa ne pensate?

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