Si sa, viaggiare è bello. Ma è ancora più bello viaggiare con stile. E’ per questo motivo che quando Sandqvist, azienda svedese specializzata nella produzione di borse e accessori per un “urban lifestyle”, ci ha inviato la sua weekend bag ne siamo rimasti piacevolmente colpiti.

Sandqvist è stata fondata a Stoccolma nel 2004 da Anton Sandqvist. I paesaggi nordici caratterizzati da foreste, fiumi, e aree disabitate sono stati l’ispirazione principale per produrre oggetti da un design semplice, funzionale e bello, in accordo con i valori svedesi. Tutto ciò dona carattere a questa borsa e la avvicina ad uno stile urban ed hipster, un prodotto che non può mancare nelle vostre giornate al sole in giro per il mondo.

Weekend Bag

La weekend bag che abbiamo avuto il piacere di provare è il modello Jordan del colore Waxed Blue. Non c’è da dire molto sull’estetica della borsa: bellissima. I materiali sono di alta qualità, il cotone canvas con dettagli in pelle sono gli elementi che colpiscono a prima vista. La solidità dei manici e la resistenza delle cerniere sono gli elementi chiave che vi convinceranno a fare questo acquisto.

Questa borsa è adatta ad un viaggio di 3/4 giorni ed è molto capiente: le dimensioni sono 52 × 31 × 21,5 cm ~33 L, durante il periodo primaverile ed estivo con le calde temperature vi permetterà di portare un bel po’ di vestiti. Un altro punto di forza di questo prodotto è sicuramente la compattezza; non è un borsa che va incontro ad usura e garantisce un’ottima resistenza sia sui ganci che collegano i manici al corpo che alla base di appoggio.

Specifiche tecniche:

Waxed heavy 18oz cotton canvas
Water resistant black Cordura® bottom
Leather details
Outer zipper pocket
Outer slip pocket
YKK® metal zipper closure
Two inner zipper pockets
Removable and adjustable shoulder strap

Disponibile in varie colorazioni direttamente sul sito di Sandqvist.

Buon weekend! 🙂

Sei in partenza per un nuovo viaggio? Hai voglia di girare un video fantastico da condividere su Youtube, instagram e sui vari social? Hai bisogno di un consiglio su come realizzarlo in modo che emozioni e racconti al meglio la tua storia?

Sei nel posto giusto.

In questo tutorial lavoreremo ad un video che racconti al meglio la tua vacanza. Per continuare avrai bisogno di tre cose fondamentali una fotocamera o un telefono che giri video, un’idea e, soprattutto, tanta creatività.

Ma andiamo per ordine e, per far ciò, avremo bisogno di un punto di riferimento. Per questo motivo, utilizzeremo un breve video che ho girato durante uno dei miei viaggi, un video semplice, che racconta una passeggiata in una delle città più belle del mondo.

Tutto parte da un’idea.

Qualunque genere di video tu voglia realizzare, ti consiglio di partire sempre da un’idea. La tua idea potrà essere una semplice passeggiata nel centro della città, una ricerca dei sapori e delle tradizioni di quel posto, una scoperta dei posti più lontani dal caos cittadino, qualunque cosa tu voglia basta che sia chiaro nella tua testa cosa avrai in mente di realizzare.

Non commettere l’errore di voler girare ogni cosa che ti capita sott’occhio.

Ci sono due grandi pericoli nel mondo del travel video (o travel blogging, chiamatelo come volete) il primo è sicuramente quello di voler portare a casa quanto più materiale possibile. Cerca di focalizzarti sulla TUA storia, ma soprattutto rilassati e goditi il viaggio. Divertiti, non ha importanza la quantità di materiale che avrai a disposizione una volta a casa. Non avrà senso girare un video di uno, cinque o dieci minuti, soltanto perché gli altri “hanno fatto così” o “su youtube fanno così”.

Racconta la TUA e solo la TUA storia di viaggio.

Il secondo pericolo più frequente è quello di girare video che risultano piatti e monotoni: immagini fisse, video mossi, ritratti sfocati, contenuti poco definiti. Per migliorare questo aspetto ci viene incontro una piccola regola del cinema e del video, in generale.

A-roll e B-roll gli alleati del tuo video di viaggi

Girare video significa raccontare una storia. È per questo motivo che il ritmo narrativo ha un’importanza fondamentale all’interno di un video di viaggi e va organizzato attraverso due tipologie di sequenza.

Generalmente, definiamo A-roll tutti quei video che hanno un ruolo di “guida” all’interno del video. In un certo senso potete girare la telecamera verso di voi e raccontare il viaggio o decidere che una persona all’interno del video guidi la “passeggiata” nel luogo delle vostre vacanze.

B-roll sono invece tutti i video che in montaggio spezzeranno la monotonia del racconto principale, creando ritmo nel montaggio e generando attenzione da parte dello spettatore. Questo genere di video è fondamentale per la buona riuscita di un video di viaggi perché ti permetterà di costruire una storia viva e attiva, un racconto fatto di sensazioni e documenti reali del tuo viaggio. Un buon esempio di b-roll sono le persone che vivono in quel momento la città o alcuni animali incontrati per strada, il passaggio di un treno che divide una scena dall’altra.

Tutto ciò che vorrai, insomma.

I migliori B-roll che potrai creare

Un ottimo consiglio da seguire per la creazione dei B-roll è sostanzialmente quello di girare video particolari, utilizzando la funzione “slow motion” del tuo smartphone o prodigandoti in geniali time-lapse della folla in movimento nella piazza della città.

Realizzerò un tutorial appositamente per questo nei prossimi giorni.

Una volta a casa…

Sei tornato dal viaggio? Hai staccato la spina per qualche giorno, ti sei divertito, hai assaggiato nuovi piatti e una buona birra tipica del posto. Adesso è il momento di rimboccarsi le maniche e mettersi al lavoro.

Organizza il lavoro in cartelle

La cosa più importante da fare appena tornati a casa è il processo di ingest (o ingestion) ovvero, con termini più semplici, la creazione di un database di tutti i contenuti accumulati durante il viaggio. Se hai girato i vostri video con più di una fotocamera avrai bisogno di creare due cartelle principali e nominarle con il nome della tua macchina. In ciascuna di queste cartelle crea una cartella A-roll e una cartella B-roll; se hai letto con attenzione il tutorial saprai benissimo già cosa fare da solo!

Una volta organizzato il lavoro potrai suddividerlo ulteriormente in altre cartelle che nominerai come “giorno 1”, “giorno 2” e così via. È un lavoro che non trovo molto utile per un video di viaggi e che, in generale, non mi è mai stato di grande aiuto, ma potrebbe fare al tuo caso. Scegli con consapevolezza!

Scegli una musica evocativa

Non esiste video di viaggi che si rispetti senza una musica che accompagni le immagini e ne veicoli l’emozione. Per questo motivo sono sempre alla ricerca di brani originali che posso utilizzare per i miei video di viaggio. Due dei miei siti preferiti sono incompetech.com e freemusicarchive.com in quanto offrono musica royalty free per i tuoi video su Youtube senza richiedere alcun pagamento. Questi due siti funzionano con il meccanismo del copyright creative commons 3.0 per cui dovremo necessariamente citare l’autore all’interno delle nostre produzioni online.

Se invece vuoi acquistare la licenza per una composizione ti consiglio siti come audiojungle, ma ti basterà fare una ricerca su Google per trovare tantissime opzioni dall’ottimo rapporto qualità/prezzo.

Dedichiamoci al montaggio

Siamo finalmente nella fase finale della nostra piccola produzione! Ora che abbiamo caricato tutti i nostri video nel nostro software di montaggio possiamo finalmente raccontare la nostra storia.

Per prima cosa andiamo a rivedere tutti i filmati che abbiamo realizzato e cerchiamo di annotare mentalmente, o su un taccuino, tutte le sequenze di cui avremo bisogno. Iniziamo a fare qualche taglio e posizioniamolo sulla timeline.

Cerchiamo di raccontare la nostra storia in modo coerente, alternando A-roll e B-roll, posizionando le tracce a tempo con la musica, ma soprattutto cercando di creare un ritmo di racconto ben preciso.

Raccontare una storia utilizzando il potente sistema del montaggio non è cosa semplice. Avremo bisogno di attenzione e pazienza, dovrai tornare indietro più volte e riguardare il filmato in modo da eliminare le parti inutili per sostituirle con altre più interessanti. Guarda più volte i tuoi B-roll a distanza di giorni, semmai. Scoprirai alcuni secondi di girato che non avevi notato prima e che potranno completare il puzzle della tua creazione.

Alla fine di questo processo sarai pronto per caricare il tuo video sul tuo account youtube o instagram.

Per consigli tecnici e altri dubbi non esitate a scrivermi nei commenti qui sotto!

Grazie e al prossimo tutorial!

È ormai sulla bocca di tutti.

Ieri, 10 Aprile 2017, sul volo United in partenza da Louisville, è stato chiesto a quattro persone scelte a caso di lasciare l’aereo e di accettare un biglietto su un volo in partenza il giorno successivo per fare spazio ad altrettanti operatori di volo che avevano necessità di spostarsi in quella fascia oraria. Tra questi passeggeri un uomo, presumibilmente un medico, viene trascinato di forza e contro la sua volontà dopo aver espresso la sua scelta di restare sull’aereo e di non voler accettare un voucher di 800$ come “ricompensa” per il sacrificio.

Potete leggere i dettagli di questa storia semplicemente cercando “uomo” e “aereo” su qualsiasi motore di ricerca questa mattina, ma la necessità che ho di raccontare su questo blog questa vicenda nasce da un presupposto diverso.

Da saltuario frequentatore di reddit, il social network forse più efficace di twitter in fatto di tendenze, mi sono reso conto dell’elevato numero di post e commenti relativi a questa notizia e raccontati in tempo reale. Un evento di proporzioni interessanti che ha subito raggiunto un alto numero di upvote su reddit, generando rabbia e sconforto.

Non è necessario essere un frequent flyer per sentirsi parte di un gruppo di insoddisfatti utenti dei servizi offerti da compagnie aeree, sia che esse siano low cost sia che si tratti di compagnie di punta. Per questo motivo è facile generare un certo hype quando si tratta di mettersi contro un’azienda di trasporti aerei, soprattutto quando esistono molti casi precedenti di disservizi e abusi sui passeggeri.

Ciò che mi lascia perplesso è, ancora una volta, il fenomeno di voyerismo fine a sé stesso che si consuma sui social network dove gli utenti si limitano a denunciare e a criticare quanto accade ma non creano nel loro piccolo i presupposti per cambiare le cose. È abbastanza semplice filmare un video con il cellulare, più difficile cercare di mediare verbalmente per evitare di essere presi a schiaffi. In un momento in cui regna il vero e proprio terrore, in qualsiasi momento non riusciamo a renderci più conto se la violenza viene utilizzata per difesa o per eccesso di prepotenza.

 

In questo frangente ci troviamo a confrontarci con gli strumenti di ogni giorno, con la condivisione, con il mezzo che documenta ogni momento della vita. È necessario far vedere, far conoscere, noi eravamo lì. Ma forse ciò che più compiace è il diventare eroe del documento, più che della denuncia contro chi sta violando le basi della convivenza sociale.

L’invito è, ancora una volta, a cercare l’arma della parola e del confronto. Quando questo non è possibile, impariamo il rispetto. Purtroppo sono parole facili da dire, ma che dobbiamo necessariamente ripetere allo sfinimento.

Ma tanto che ve lo dico a fare: domani, tutti a prendere la stessa compagnia aerea, come se nulla fosse accaduto.

 

Nonostante non rientri esattamente nella tipologia di articoli presenti in questo blog, ho deciso di scrivere questo post per un motivo davvero semplice: tutte le informazioni sul permesso di guida internazionale per guidare negli USA (Stati Uniti D’America) presenti sul web sono imprecise, inesatte e, spesso e volentieri, non tengono conto di quanto possano essere complessi i rapporti internazionali tra i paesi dell’Unione Europea e il resto del mondo. Ma non parleremo solo di questo.

Tutto ok fin qui, ma mi serve davvero questo documento per guidare negli USA?

Se sei su questo sito per rispondere alla domanda non ti farò perdere tempo, la risposta è praticamente unica e consigliatissima: . Questo documento, però, non è un documento richiesto in tutti gli Stati appartenenti agli USA. In alcuni è soltanto consigliato, in altri è esplicitamente richiesto unitamente al permesso di guida (la patente, per intenderci) rilasciato dal Paese d’origine (l’Italia, questo non era difficile).

Se vi state recando a New York, per esempio, dovete sapere che lo Stato in cui si trova la splendida metropoli richiede la patente italiana accompagnata da una traduzione giurata o dalla patente internazionale per i primi 90 giorni di permanenza. Sarà possibile quindi, in caso di permanenza soltanto nello Stato di New York, evitare la trafila per la richiesta di un documento di guida internazionale e presentare soltanto una traduzione giurata e autenticata della patente di cui siete in possesso.

Ma una volta arrivati a New York, un salto a Boston lo facciamo? 

Qui il discorso cambia radicalmente. Difatti, Boston si trova nello Stato del Massachusetts che richiede esplicitamente un permesso di guida internazionale da allegare alla patente rilasciata dal nostro Paese. Per questo motivo vi consigliamo di produrre al più presto i documenti se avete in mente di partire nei prossimi giorni. Se invece avete intenzione di andare a zonzo solo nel Maine, buone notizie, ciurma! Avrete bisogno soltanto della vostra patente italiana.

Trovate l’elenco aggiornato di tutte le normative Stato per Stato visitando questa pagina del ministero dei trasporti.

Qualche notizia in più sul Permesso di Guida internazionale

Esistono due distinti modelli di patente internazionale: il modello “Convenzione di Ginevra 1949”, che ha validità di 1 anno, e il modello “Convenzione di Vienna 1968”, che ha validità di 3 anni, ma sempre nei limiti di validità della patente italiana posseduta. Alcuni paesi accettano entrambi i modelli, altri solo uno dei due. In Italia è possibile ottenere sia l’uno che l’altro modello di permesso internazionale di guida. Per recarvi negli Stati Uniti d’America avrete bisogno del modello “Convenzione di Ginevra 1949”, che vi durerà quindi 1 anno.

Ma come richiediamo questo permesso? È un procedimento davvero molto semplice, potete recarvi alla vostra scuola guida di fiducia e spendere intorno a 100€, oppure fare un paio di file in più e richiedere tutto all’ufficio di motorizzazione più vicino a voi con la sola spesa di 45€. Basta recarvi allo sportello dedicato al permesso di guida internazionale e vi saranno consegnati dei documenti di domanda e due bollettini da pagare all’ufficio postale.

Questo è tutto quello che serve per la richiesta, ho evidenziato in verde tutto quello che mi è stato consegnato alla prima visita in motorizzazione.

• domanda su modello TT 746
• attestazione del versamento di € 10,20 sul c/c 9001 (bollettino prestampato in distribuzione presso gli uffici postali e gli uffici motorizzazione)
• attestazione del versamento di € 16 sul c/c 4028 (bollettino prestampato in distribuzione presso gli uffici postali e gli uffici motorizzazione)
• marca da bollo da € 16
• due foto recenti, di cui una autenticata
• fotocopia fronte-retro della patente di guida in corso di validità
Al momento della consegna del documento occorre presentare in visione la patente di guida in corso di validità.

Perfetto, ma quanto tempo ci vuole?

Indicativamente i tempi possono variare tra i 10 e i 20 giorni per la richiesta, ma vi consiglio di non disperarvi. Io ho ottenuto il mio permesso di guida internazionale in poco tempo, ricevendo il documento dopo un’ora dalla consegna di bollettini, marche da bollo, eccetera. Questo è probabilmente dovuto al periodo e alla bassa affluenza in un ufficio di provincia (la mia richiesta è stata fatta in Campania a Benevento, non esattamente una metropoli). I tempi di richiesta possono variare in periodi in cui la richiesta è alta (stagione di vacanze) oppure in città densamente popolate. Vi consiglio di recarvi presso l’ufficio di motorizzazione della vostra provincia per un’indagine e richiedere al personale i tempi. Sapranno sicuramente aiutarvi, io ho avuto la fortuna di incontrare due persone molto cordiali.

Ho letto su altri blog di altre persone che viaggiano senza questo permesso senza problemi, alcuni da diversi anni…

Ognuno su internet è libero di scrivere ciò che vuole. La mia esperienza è stata, ad esempio, quella di trovare un muro dalla stessa agenzia di noleggio che mi ha praticamente obbligato a produrre il permesso di guida internazionale, soltanto per il primo step: noleggiare un auto. Inoltre, immaginiamo di non essere italiani e di guidare in Italia senza un permesso del genere, espressamente richiesto da una legislazione aggiornata al 2015.

Ok, ora che ci siete, immaginate di essere fermati dalla polizia e avete davanti a voi due possibilità: il poliziotto applica o non applica la legge in modo preciso. Se in Italia vi trovate davanti a un 50% di possibilità che succeda una cosa o l’altra, vi assicuro che negli Stati Uniti non funziona così. Ho ricevuto multe per molto meno a causa, per esempio, di una non corretta posizione delle ruote dell’auto che avevo parcheggiato in leggera pendenza.

Questo articolo non vuole dare adito a preoccupazioni e, vi assicuro, non ricevo alcun sostegno finanziario da agenzie e aziende che possono produrre questo genere di documenti. Semplicemente ho tutto l’interesse nell’esprimere una voce positiva su una spesa di poco conto (circa 45€) che vi permetterà di guidare tranquilli negli Stati Uniti per un anno a partire dall’attivazione del documento. Non date la colpa al nostro sistema politico o a quello estero. Va semplicemente fatto e vi toglie un pensiero inutile.

Godetevi la vostra vacanza o il vostro viaggio di lavoro senza rischi, patemi o preoccupazioni di alcun tipo e smettetela di riflettere sul fare o non fare. Il mio consiglio è di non provarci.

E anche quello di Yoda.

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