Internet è un posto ricco di notizie, informazioni e curiosità. In mezzo a questo mare di dati c’è tuttavia bisogno di una guida. E’ per questo che vogliamo parlarvi di Supereva.

Supereva sa ascoltare la rete e le sue tendenze, le individua e dà loro voce: è infatti il primo sito in Italia con argomenti scelti al 100% in base ai trend social. Visitatelo qui: Supereva

Il palinsesto del sito è modellato in tempo reale sul gradimento degli utenti. I contenuti sono adatti a un pubblico attento, esigente e giovane che legge le notizie soprattutto da smartphone e tablet.
L’homepage del sito offre in primo piano gli articoli più visti, condivisi e commentati; inoltre, il “trendometro” mostra in tempo reale le notizie più interagite sui social e i contenuti più cercati sui motori di ricerca.

Un esempio? Nel trendometro ci ha particolarmente colpito un articolo che può risultare molto utile anche a voi, ovvero “Il miracolo della neonata che cammina pochi minuti dopo il parto“.

In questo articolo si parla di un neonato che, accompagnato dall’abbraccio del medico che l’ha fatta nasciare, riesce a camminare a pochissimi minuti dalla nascita! Incredibile ma vero!

Interessante vero?

I contenuti del nuovo superEva puntano sul cosiddetto “feel good factor”, con notizie basate su divertimento e curiosità, sui “come fare” e soprattutto sulle storie a lieto fine: dalle persone agli animali, con una narrazione leggera e attraente per offrire un momento di svago all’audience che sempre più cerca in Rete questa tipologia di contenuto.

Ricca è la sezione video, realizzati in funzione dei trend più seguiti, dal racconto di eventi e fatti curiosi all’illustrazione di scoperte scientifiche. Al classico menù di navigazione si affianca una categorizzazione dei contenuti per reaction: Lol (risate a crepapelle), Gulp (cose da non credere), Love (un mondo di tenerezze), Wow (qualcosa di straordinario), Pop (sulla bocca di tutti). Una classificazione per chi vuole stare fuori dagli schemi comuni e si muove sulle piattaforme digitali seguendo l’onda delle emoji.

Noi l’abbiamo già aggiunto tra i siti preferiti, e voi?

 Buzzoole

Nella folle corsa alla condivisione del digitale, certe volte ci si dimentica di fermarsi a riflettere sulle proprie produzioni e su ciò che si ha fotografato, ripreso, scattato in giro per il mondo.

Una cosa che mi succede spesso, ormai si può utilizzare anche il termine “frequentemente”, è quella di partire per un viaggio, accumulare una quantità industriale di scatti e di materiale video grezzo e di avere poi pochissimo tempo per ritornarci su, anche soltanto per conservare meglio quel ricordo in memoria. È questo il motivo per cui più di una volta ho sentito la necessità di abbandonare mirrorless, Osmo, accrocchi vari ed eventuali e partire soltanto armato di smartphone. Tanto, si sa, alla fine se proprio lo facciamo, riguarderemo soltanto le foto che abbiamo pubblicato sui social, una o due volte al massimo.

È qui che si annida l’errore più grande che possiamo commettere in ambito sia artistico che lavorativo ed è per questo motivo che ho particolarmente apprezzato l’ultimo video di Peter Mckinnon, fotografo e video specialist con sede a Toronto che con i suoi consigli ha costruito una community di oltre 400mila follower su Youtube.

Nel suo video più recente (Peter è uno youtuber davvero prolifico, difficile stare al passo) ha posto l’accento sulla necessità di mantenere vivo e reale il nostro approccio alla fotografia in un modo davvero semplice: stampare i nostri scatti. Per questo motivo, armato di una canon Pro-1000 del valore di circa 1400€ ha dimostrato quanto sia interessante confrontare il proprio lavoro digitale creando delle stampe di alta qualità professionale.

C’è da dire che per ottenere stampe di qualità non è necessario investire un capitale: ad un prezzo davvero interessante è possibile affidarsi a laboratori online professionali, con una serie di soluzioni efficaci che ci consentiranno di cogliere diversi aspetti della nostra tecnica fotografica.

Noi abbiamo scelto Saal Digital, un azienda che ci ha fatto provare il suo servizio e di cui siamo rimasti pienamente soddisfatti. Grazie al servizio di stampa foto o stampa fotoquadri è possibile ordinare e ricevere in pochissimi giorni (provare per credere!) le nostre stampe ad una qualità che ci ha resi entusiasti del risultato.

L’ordine può essere effettuato utilizzando il software Saal Design (disponibile gratuitamente al seguente link www.saal-digital.it/software-download/software-saal-design/) oppure tramite servizio online (www.saal-digital.it/negozio-online/). È possibile scegliere la superficie, il formato e il tipo di fissaggio desiderato. Bastano veramente 5 click per ordinare la stampa e riceverla via corriere a casa o in studio.

Noi abbiamo stampato una foto di un viaggio negli Stati Uniti su pannello PVC 50×70, con ottimi risultati in termini di qualità: definizione di stampa ottimale, colori fedeli al progetto iniziale, supporto resistente e assenza di macchie o sbavature di stampa. Inoltre c’è da dire che l’imballaggio in cui è arrivata la stampa è stato impeccabile: cartone esterno a doppia protezione rinforzata, imballaggio del prodotto in plastica resistente e protezione della stampa con foglio di imballaggio opaco.

Per le vostre stampe potete collegarvi a  www.saal-digital.it ed effettuare il vostro primo ordine.

C’è grande fermento per una delle più interessanti rivoluzioni degli ultimi anni dal punto di vista della tutela dei lavoratori indipendenti: il Jobs Act per le partite iva.

Se hai già letto il nostro articolo su come lavorare nel settore video, fotografia e cinema, sarai allora interessato a conoscere qualcosa in più sull’ultimo Decreto di legge su lavoro autonomo e lavoro agile.

Dal giorno 11 Maggio, il Senato approva definitivamente il disegno di legge che permetterà a due milioni le partite Iva di poter beneficiare di una serie di agevolazioni che permettono la tutela dei diritti di chi, finora, ha portato avanti la propria carriera professionale in forma autonoma.

Ma cosa significa in termini pratici?

L’approvazione del decreto di legge prevede una serie di innovazioni in termini di tutela dei lavoratori autonomi, insomma di tutte quelle categorie di freelance tra cui video maker, fotografi ed editor audio e video. La possibilità di regolare i termini di pagamento ad un massimo di 60 giorni è sicuramente la rivoluzione più interessante: spesso e volentieri il pagamento delle prestazioni professionali può avvenire, nel nostro Paese, ben oltre un anno dalla fine delle attività. Il lavoratore autonomo potrà inoltre dedurre il 100% degli oneri dovuti in caso di assicurazione per il mancato pagamento da parte del committente.

Rivoluzione anche sul fronte dei contratti: non sarà più possibile la modifica delle decisioni contrattuali in via unilaterale da parte della committenza; ciò significa una maggiore chiarezza negli intenti e un migliore dialogo tra le parti. Si andranno ad eliminare le classiche richieste extra non messe a contratto? Lo vedremo.

Stiamo scherzando? A quanto pare no.

Tra le novità introdotte che possono interessare i lavoratori dello spettacolo c’è sicuramente l’integrale deducibilità, entro un limite di 10.000 euro per anno, delle spese per l’iscrizione a master e a corsi di formazione o di aggiornamento professionale e iscrizione a convegni e congressi. Se avete intenzione di continuare la vostra formazione professionale (la formazione professionale nei settori tecnici di video e fotografia non è mai abbastanza) avete diritto all’integrale deducibilità, entro il limite annuo di 5.000 euro, delle spese sostenute.

L’introduzione dello smart working apre ad un nuovo tipo di lavoratore per il nostro paese ovvero una sorta di collaboratore aziendale che ha il diritto alla “disconnessione”. Nel caso in cui abbiate una collaborazione con un’azienda, il vostro lavoro sarà al pari con gli altri colleghi di lavoro e saranno previste una serie di ore lavorative da poter svolgere in mobilità o direttamente da casa.

Non siamo capaci di valutare le conseguenze di questo nuovo Ddl sul mondo del lavoro e della disoccupazione in Italia, ma nei prossimi mesi sarà almeno possibile comprendere al meglio le sue potenzialità. Voi cosa ne pensate?

Buon lavoro a tutti!

 

Vendere una macchina usata su siti di annunci online significa, per la maggioranza di noi, mettere qualche foto, una descrizione più o meno dettagliata e sperare nell’affare. Ma quando si è trattato di vendere il suo vecchio SUV, un Suzuki Vitara del 96, Eugene Romanovsky ha deciso di fare le cose in grande e portando la compravendita ad un livello spettacolare.

Eugene Romanovsky è un visual effects artist, un creatore di effetti speciali cinematografici, che ha deciso di mettere in pratica le sue potenzialità per creare un video epico di 2 minuti che racconti in modo davvero fantascientifico le prodezze della sua auto.

Dalla guida sportiva nelle profondità del mare, fino al viaggio nel tempo facendo slalom tra inferociti dinosauri, potrete vedere un video dimostrativo che difficilmente potrete trovare online mentre siete alla ricerca di un’auto usata.

Buona visione!

A volte presentare un curriculum ad un’azienda non basta. Spesso sia recruiter che responsabili alle risorse umane sono alla ricerca di una presentazione chiara del candidato che permetta loro di effettuare una pre-selezione sulle attività di ricerca del personale.

Per questo motivo in questo articolo vi aiuterò a progettare, ma soprattutto a realizzare un video di presentazione professionale che vi consentirà di far aumentare le vostre possibilità di essere assunti da un’azienda.

Da dove si comincia?

Tutto parte da un’idea ma, soprattutto, dall’idea che vogliamo dare di noi stessi. Non è necessario raccontare ogni particolare della nostra vita, ma è necessario selezionare tutto ciò che ci sarà utile per presentarci come candidati per una o più offerte di lavoro.

Per questo motivo abbiamo bisogno di carta e penna per appuntare in una scaletta tutto ciò che vogliamo inserire nel nostro profilo. Tra queste informazioni sarà necessario citare il nostro nome e cognome, di cosa ci occupiamo e cosa abbiamo eventualmente studiato per arrivare a quell’obiettivo, quali sono le nostre competenze di base e come le mettiamo a frutto, qual’è la nostra giornata tipo, quale potrebbe essere il valore aggiunto che potremmo donare all’azienda qualora decidesse di assumerci.

Tutto qui. Ovviamente, il successo della nostra proposta deriverà dal modo in cui la realizzeremo.

Per questo motivo è utile creare, oltre ad una scaletta di contenuti, un testo informativo che ci consenta di “recitare” un copione davanti alla telecamera e che ci permetta di descrivere al meglio la nostra professionalità.

Ecco un esempio di testo:

Il mio nome è Xxxx Yyyyy e sono laureato in … Durante il mio percorso universitario ho appreso… Grazie a questi studi ho maturato la passione per… che mi ha permesso di avviare un’attività di …. che mi ha permesso di muovere i primi passi in questo mondo. La mia giornata di lavoro si sviluppa in questo modo… Faccio domanda di assunzione alla società perché credo di avere le giuste competenze per… Grazie per l’attenzione e buon lavoro.

Il testo che andrete a realizzare è ovviamente molto personale e dipende dai traguardi che avete raggiunto e soprattutto quelli che avrete intenzione di raggiungere. La mia linea guida è, in generale, quella di non inserire troppe informazioni e di mantenere il testo lineare e snello in modo da non perdere l’attenzione di chi vedrà il vostro video di presentazione.

Immaginate di ricevere 100 video di presentazione di perfetti sconosciuti, voi quale scegliereste?

Il modo migliore per comprendere l’efficacia di un video è quello di mettersi dall’altra parte dello schermo. Immaginate di dover visionare decine, se non centinaia di video presentazione: quale sarà il video che vi colpirà di più?

Quello semplice, concreto, sintetico.

Per quanto la vostra carriera vi possa sembrare interessante, le persone che devono assumervi hanno bisogno di capire se siete davvero in grado di raggiungere un obiettivo nel modo più semplice possibile. Quella di presentarvi è la prima sfida che vi si pone davanti.

Per questo motivo nella realizzazione del video dovrete rendere la vostra presentazione efficace sia in termini di tempo che di contenuti. La qualità di ciò che avremo da dire dovrà allinearsi con la qualità di ciò che avremo da mostrare, in modo da mantenere viva l’attenzione dei nostri spettatori.

Un video della durata massima di 2 minuti con informazioni didascaliche della vostra attività

Creare un video della durata di 2 minuti significa realizzare un testo di circa 200/250 parole che possa intervallare voce, immagini ed eventualmente una traccia musicale.

La creazione del video

Girare il video non dovrà rappresentare un grosso problema, basterà utilizzare l’attrezzatura giusta e impiegare circa un’ora del nostro tempo. Innanzitutto è necessario utilizzare una telecamera o una fotocamera; se non ne avete a disposizione una il vostro smartphone è perfetto per questa attività. Utilizzare uno smartphone di ultima generazione vi consentirà di utilizzare al meglio uno degli strumenti di cui vi parlerò più avanti in questo tutorial: Adobe Spark Video.

Lo spazio

Innanzitutto scegliete lo spazio giusto per registrare il vostro video di presentazione professionale: un ambiente adatto al vostro lavoro (uno studio, un laboratorio artigianale, un ufficio con alle spalle un computer o una libreria) vi consentirà di creare il giusto mood che farà entrare lo spettatore nel vostro mondo. È importante scegliere un luogo che consenta di ottenere un audio pulito e lineare. Per ottenere un risultato del genere dovrete utilizzare uno spazio interno lontano da inquinamento acustico. Se scegliete di raccontare un’attività all’aperto vi consiglio di utilizzare un’attrezzatura idonea per la ripresa audio, come speciali microfoni con filtro deadcat che potete trovare su Amazon.

L’inquadratura

È importantissimo scegliere la giusta inquadratura per raccontarvi in camera. Vi consiglio di utilizzare un taglio semplice che vi consenta di apparire fino alle spalle in camera, con una posizione non perfettamente centrale, guardando in camera e parlando al vostro interlocutore. Per questo tipo di presentazione è importante mantenere un rapporto non troppo legato e formale, ma cercate di raccontare la vostra storia nel modo più semplice possibile. Non preoccupatevi di eventuali errori, potrete correggerli in un secondo momento.

I B-roll

Per spezzare la monotonia del racconto principale, potrete girare dei video che raccontano il vostro viaggio quotidiano. Date spazio alla creatività creando ritmo nel montaggio con una serie di riprese che vi ritraggono al lavoro al pc o nei vostri momenti professionali. Preferite i dettagli alle inquadrature larghe: mani che battono sulla tastiera del pc, una tazza di caffè fumante, il vostro abbigliamento, la cura che riponete nel vostro lavoro.

Questo genere di riprese è fondamentale per la buona riuscita di un video di presentazione personale perché vi permetterà di costruire una storia viva e attiva, un ritratto originale e interessante di voi stessi.

Il montaggio

Esistono diversi modi per montare il video di presentazione da inviare ai recruiter: tra i programmi professionali posso citare Adobe Premiere Pro, ma è possibile mettere insieme più clip anche grazie a programmi come iMovie su Mac o Premiere Clips su iPhone e Android.

Per rendere le cose più semplici, ho pensato di utilizzare un’app di Adobe chiamata Spark Video che si rivelerà la soluzione perfetta per il nostro obiettivo.

Adobe Spark Video è un app semplice da utilizzare ed è pensata principalmente per uno scopo: raccontare progetti, idee, storie.

Basta avviare l’applicazione per avere a disposizione le principali funzionalità: promuovere un’idea, raccontare cosa è successo, il viaggio dell’eroe, descrivere qualcosa di importante per te, crescita personale, insegnare qualcosa, e così via.

Per la nostra attività potremo utilizzare uno dei template e riempire le caselle proposte rispondendo semplicemente alle domande che ci vengono poste.

Per un utilizzo più professionale di questa piattaforma consiglio in ogni caso di utilizzare la funzione “Start From Scratch” che vi consentirà di non essere vincolati ad uno schema proposto e vi permetterà di esprimere al meglio la vostra creatività.

Per un esempio di come è possibile utilizzare Adobe Spark Video vi rimando a questa pagina, dove troverete un video di presentazione molto simile a quello che avrete bisogno di realizzare.

Per oggi questo tutorial è completo, ma vi chiedo di continuare a seguire il nostro blog e a mettere un like sulle nostre pagine di Facebook e seguirci su Twitter così da aiutarci a crescere! Grazie!

Lavorare come operatore cinematografico, video maker, fotografo è possibile e questo è il momento giusto per affacciarsi a questo mercato ricco di possibilità.

Scrivere questo post non è una cosa semplice, per questo motivo lo indirizzo soprattutto a chi ha iniziato a muoversi nel mondo del lavoro creativo, a chi ha bisogno di un consiglio utile scevro da qualsiasi interesse o dalla classica “lamentela”: in Italia non si fa niente.

Nell’ultimo periodo il nostro Paese sta affrontando una serie di difficoltà nella gestione per i giovani alla ricerca del lavoro, conosciamo bene la situazione dei cervelli in fuga alla ricerca di lavoro in Germania, Francia e Inghilterra (brexit permettendo) ma non è detto che questa sia la chiave per aprire la porta del successo.

Pertanto, in questo post vi consiglierò i metodi per avviarvi con successo al mondo del lavoro in un magnifico settore che, se fatto con criterio, vi potrà regalare grandi soddisfazioni. È possibile avere tante soddisfazioni restando nel vostro paese di provincia, mantenendo rapporti di lavoro con clienti da tutto il mondo.

Diciamoci la verità, sarà anche più soddisfacente riuscire in una sfida dove tutti gettano la spugna!

Per questo motivo ho deciso di scrivere un post con i consigli più importanti da seguire per iniziare a lavorare in questo settore, per costruirsi un’identità ma soprattutto per diventare un’autorità del settore.

Costruite un “brand” di  voi stessi e fatelo conoscere online e offline

Siamo nel 2017, avrete sicuramente sentito parlare almeno una volta nella vita di personal branding. Se non fosse così, in due parole, significa creare il marchio di voi stessi. È il primo passo per generare credibilità sul vostro lavoro e per affacciarvi sul mercato. Per questo motivo, se siete fotografi in erba, dimenticate i watermark sulle foto su facebook e iniziate a esporvi in maniera professionale e precisa.

Il primo passo è comunicare il proprio brand

Oggi è davvero semplice comunicare il proprio lavoro e bastano un paio d’ore per creare un logo e aprire il proprio sito web con tutte le informazioni e il portfolio di lavori da illustrare ai clienti interessati.

Per questo motivo il primo passo da fare è acquistare un dominio con spazio web (basta googolare “acquista spazio web” per centinaia di risultati) e in pochi passi potrete installare una versione di wordpress che vi permetterà di avere il biglietto da visita più importante di tutti: il vostro sito web.

Utilizzate un blog per imporre la vostra autorità sul mercato

Non fate l’errore di tenere segreto il vostro lavoro: se conoscete qualcosa è perché l’avete studiata e la condivisione di queste informazioni è il primo passo per guadagnare in credibilità.

Per questo motivo aprire un blog significa soprattutto costruire la strada verso il proprio successo professionale.

Qualche anno fa, ad una cena di laurea, mi trovai a parlare dell’importanza di aprire un blog per guadagnare clienti e profitti extra dal proprio lavoro. Scoppiò una risata generale, una proposta inutile secondo quei ragazzi che si avviavano ad una carriera di avvocati, economisti e mummie egizie.

Oggi, chi rideva di questa possibilità, si confronta con i fatturati multimilionari di fashion blogger che non hanno fatto altro che credere nelle proprie possibilità e hanno allargato i propri confini.

Dimenticatevi dei social network e investite in rapporti interpersonali

Su questo andrò sicuramente contro tendenza rispetto all’attuale situazione socio-professionale, ma è un argomento che ho già trattato in un altro post che potete recuperare qui.

Investite sulla formazione e sugli aggiornamenti

Non commettete l’errore di pensare che “l’internet” sia il vaso di Pandora pronto a regalarvi ogni genere di soddisfazione. L’apprendimento è una cosa importantissima perché vi insegna fondamentalmente tre cose: la tecnica, l’approfondimento e l’importanza di relazionarsi agli altri.

Sempre più spesso leggo di persone che dicono che basta leggere tre libri per imparare qualcosa, che è necessario soltanto lavorare e fare esperienza, che non c’è bisogno della scuola o dell’Università.

SBAGLIATO! SBAGLIATO! SBAGLIATO!

Il lavoro a cui ci approcciamo è una professione fatta di studio, di passione e soprattutto di tecnica e necessita di tantissima attenzione, ma soprattutto delle giuste guide che sapranno indirizzarvi verso la giusta strada da intraprendere.

Per questo motivo è necessario scegliere un corso universitario o accademico che indirizzi alle tecniche e alle teorie di base per la nostra attività. La passione per la materia ci porterà ad approfondire questi temi e a cercare altrove le conoscenze e le informazioni che la scuola e l’università non possono darci per tutta una serie di scelte (e non di problemi, come spesso si è portati a pensare). Inoltre seguire un corso di formazione professionale, un’accademia o un corso universitario, ci darà la possibilità di conoscere tante persone con cui iniziare una rete professionale importante. Saranno quelle stesse persone che vi aiuteranno a trovare i primi lavori, a partecipare ai primi concorsi e vi consiglieranno i libri e i film da leggere per affrontare al meglio il vostro lavoro.

La costruzione di un’identità che ci permetta di essere “all-line” (online + offline) rispetto al mondo passa anche per la partecipazione a convegni, conferenze, fiere di settore, tutto ciò che ci consente di allargare i confini della nostra conoscenza e della nostra rete di contatti.

Il professionista è colui che usa i social (meglio l’email) per mantenere i rapporti, non per cercarli e basta.

Costruite il vostro studio personale

Non c’è niente di meglio che costruire il proprio spazio di lavoro. Che sia una stanza di casa o in uno stabile preso in affitto per l’occasione è davvero importante avere uno spazio in cui esprimere la propria creatività e dove riflettere sul lavoro del giorno. In questo spazio vi servirà banalmente una scrivania, un computer, attrezzatura informativa, una lavagna dove appuntare appuntamenti e task della settimana. Non perdete di vista una zona dove organizzare al meglio la vostra attrezzatura e, ovviamente, avviate la ricerca fondi per una buona attrezzatura.

Scriverò un post a parte per l’allestimento dell’attrezzatura da studio.

Pensate ai passive incoming

Sia per chi lavori come freelance che per chi inizierà a lavorare per una realtà aziendale è necessario pensare a coprire i buchi di bilancio tra un lavoro e l’altro o a guadagnare dei soldi extra per finanziare il prossimo viaggio intorno al mondo.

Il lavoro è fatto di clienti ma soprattutto di soddisfazioni personali, per questo motivo è importante proporre le proprie produzioni in vendita sul mercato.

Esistono numerosi siti che consentono di vendere le vostre foto e i vostri video ad un prezzo più o meno fisso oppure potete partecipare a concorsi online che vi consentono di lavorare (bene) per raggiungere ottimi risultati in termini di revenue (se avete lavorato bene, ovviamente).

Tra i più interessanti siti di stock photo e video vi consiglio Pond 5, un sito che ho iniziato ad utilizzare anche io e di cui vi darò le mie impressioni in un altro post.

Su concorsi online vi consiglio i celebri UserfarmZooppa, due siti che mi hanno permesso più volte in passato di mettermi in gioco sulle tecniche di advertising in video. Diversi colleghi che lavorano con me utilizzano queste piattaforme e riescono a fatturare qualcosa in più durante l’anno.

Viaggiate e allargate i confini

Viaggiate, guardate il mondo, fate esperienza ma poi…tornate! È importantissimo confrontarsi con altre culture, soprattutto quelle in cui esiste una maggiore competenza in termini di produzione industriale. Nel settore video gli Stati Uniti sono la Mecca da raggiungere, ma conoscerete professionisti del settore che in tutta la loro modestia invidieranno il fatto che voi vivete in un Paese meraviglioso come l’Italia.

Tornate ad innamorarvi dei luoghi in cui siete cresciuti e guardateli con gli occhi di chi proviene dall’altra parte del globo e li visita per la prima volta. Quando faccio questo gioco penso spesso agli scavi di Ercolano, a quelli di Pompei, a via Caracciolo a Napoli, alle meraviglie delle costiere amalfitana e sorrentina, al panorama che Visconti guardava dalla sua villa ad Ischia, all’arco di trionfo che Traiano fece costruire a Benevento, al meraviglioso porto di Salerno…e stiamo parlando soltanto della Campania!

Viaggiate, dunque, conoscete le persone che vi aiuteranno ad allargare la rete e le vostre competenze e poi tornate a cambiare le cose qui, in Italia! Un Paese che non è secondo a nessuno in quanto a cultura, bellezze del territorio e, professionalità ma, soprattutto, cibo!

Pensate fuori dal coro

Lavorare nel mondo del cinema, della fotografia e della produzione video significa alzare il livello di difficoltà ogni giorno. È necessario apprendere da più fonti e non commettere mai l’errore di chiudersi in una serie di “canoni” dettati da chi ne sa più di voi: questa macchina fotografica è meglio di quest’altra; questo computer è solo bello ma vuoi mettere con quello che ho costruito io con 400€; a che ti serve leggere Aristotele se vuoi fare i video. Queste frasi saranno solo alcune delle cose che vi diranno in ambiente di lavoro, evitate come la peste chi prova a limitarvi.

Pagare moneta, vedere cammello!

Valutate il valore del vostro lavoro e richiedetelo in modo chiaro e preciso.

Il modo più semplice per fare questa valutazione è capire quanto vorreste essere pagati per un giorno di lavoro e quanti giorni vi servono per terminare quel lavoro.

Purtroppo in questo lavoro, come in tanti altri, c’è la tendenza a procrastinare i termini di pagamento. È quindi importantissimo regolarizzare la vostra posizione fiscale aprendo una partita IVA, su cui scriverò un post ad hoc successivamente, e concordare con il cliente i termini di pagamento in anticipo facendo firmare un contratto di fornitura servizi al momento dell’accordo.

Spesso e volentieri vi capiterà di dover accettare pagamenti vincolati ai tempi biblici dei finanziamenti regionali, valutate bene se siete nella posizione di poter attendere anche un anno per i pagamenti. Se così non fosse, non accettate dal principio.

La coerenza, innanzitutto, sarà lo strumento più importante del vostro lavoro.

E questo è tutto per oggi, se volete conoscere qualcosa in più su questo entusiasmante lavoro non esitate a scrivere un commento qui sotto, seguiteci su twitter o facebook e, sopratutto, mi raccomando, leggete i nostri consigli!

È successo di nuovo: Whatsapp non funziona per un paio d’ore. Il mondo sembra essere nel panico: l’unico modo per comunicare con amici, parenti, con il resto del mondo è fuori uso.

Come farò a comunicare con il mio compagno di banco all’università?

Come farò a sentirmi con la mia ragazza?

Evviva, due ore di libertà dai clienti!

Ad un tratto, però, ci ricordiamo di alzare la testa dal telefono, che quel micromondo che ci siamo creati ancora una volta quel giorno, non appena aperti gli occhi, è fuori dai giochi per un po’. Ci guardiamo intorno, sono tutti ancora lì, non sono spariti dal pianeta. Eppure Whatsapp non funziona.

Questa situazione sembra così banale, ma se ci pensiamo bene non lo è affatto. Ognuno di noi è a suo modo dipendente da una delle funzioni del suo telefono, in una social-sfera da cui è difficile scappare e che sembra essere uno spazio in cui ci sentiamo confortati da una reputazione che ci siamo costruiti con cura: il nostro profilo con tutti i nostri interessi, gli aggiornamenti di stato rilasciati ogni giorno con tutte le novità sulla nostra vita, le foto dei nostri pranzi, le nostre vittorie lavorative.

In Olanda hanno iniziato a progettare semafori con strisce led per pedoni distratti dall’uso dello smartphone, ed è questo il punto da cui voglio partire per affrontare il discorso: come possiamo pretendere di mantenere il focus sulle nostre vite quando non riusciamo nemmeno ad attraversare la strada senza usare il telefono?

Sembra assurdo e contro tendenza, ma uno dei passi più interessanti che ho fatto nella mia carriera professionale è stato quello di lasciare definitivamente Facebook, nel dicembre del 2012. Facebook offre sicuramente tantissime potenzialità: incontrare velocemente e virtualmente gli amici (e conoscere tutto sulle loro vite), offrire i propri servizi su un mercato vasto di utenti, essere aggiornato su tutto ciò che succede nel mondo; l’unico problema è che tutto ciò ha un prezzo davvero alto, quello di essere costretti, involontariamente, a passare buona parte della giornata su questo spazio, dimenticandoci quali sono gli obiettivi più importanti della nostra vita.

Per questo motivo, a chiunque voglia dare una svolta alla propria carriera, alle proprie esperienze di vita, consiglio vivamente di lasciare Facebook e dedicarsi alla realizzazione dei propri progetti.

Come affrontare il cambiamento?

Non è semplice voltare pagina all’improvviso. Io, ad esempio, ho cercato nuovi canali di comunicazione che potessero rivelarsi un’alternativa a Facebook ma che allo stesso tempo mi avessero permesso di farne un utilizzo moderato e consapevole.

Twitter è un valido alleato.

Questo social network vi consente di rimanere aggiornati sulle ultime tendenze, di confrontarvi con altre persone su temi che vi interessano particolarmente e, soprattutto, è uno spazio che non richiede costante attenzione. Se Facebook e Instagram sono la vostra casa da tenere pulita e ordinata, Twitter è l’albergo che ci permette di visitare i posti del mondo e che possiamo lasciare il giorno dopo, diretti verso una nuova meta.

È questo il primo passo per iniziare i propri progetti, liberi da una dipendenza social, attraverso un nuovo punto di vista. Sarà difficile mantenere tutti i “rapporti di amicizia” che mantenevate su Facebook, ma sarete così bravi da ricordare alle persone che vi interessano davvero che esiste un’alternativa inventata da Alexander Graham Bell (o da Antonio Meucci) alla fine del XIX secolo: il telefono.

Come avviare i propri progetti

Tutto nasce da un’idea.

Il punto cardine del nostro progetto è qualcosa che ci ha attraversato la mente. Un’idea non è necessariamente un progetto definito, ma può essere un odore, un sapore, un desiderio, un sogno, qualcosa che vorremmo realizzare.

Scrivi la tua idea.

Prendi un foglio di carta, una lavagna, un foglio elettronico, un taccuino, qualsiasi cosa tu abbia a disposizione e inizia a scrivere la tua idea. Potrà essere il soggetto per una nuova sceneggiatura, un’app per smartphone che non esiste ancora, un piatto che vorresti cucinare, un blog sui viaggi, il lavoro che vorresti iniziare, i chili che vorresti perdere una volta per tutte; tutto quello che ti passa per la mente è importante in questa prima attività di brainstorming.

Una volta trovata l’idea, lasciala lì e riprendila dopo un giorno. Ti accorgerai di volerla realizzare, se è qualcosa che davvero ti entusiasma sentirai la necessità di continuare ad andare avanti su quel progetto. Nel frattempo la tua distanza dai social ti avrà aiutato a focalizzarti su questo progetto e ti permetterà di dedicartici senza distrazioni. C’è qualcuno che dopo aver lasciato Facebook ha dato una spinta eccezionale alla propria carriera di studi trasformando tutti gli “esami impossibili” in “wow, era così complicato?”.

Non esiste peggior nemico del procrastinare.

Quando siamo su Facebook la nostra attenzione cala vertiginosamente facendo diventare la nostra comunicazione un passatempo. Con il passare del tempo, appunto, tendiamo a procrastinare, ovvero a dire “questo lo farò domani”. Se avessi fatto così anch’io, probabilmente non sarebbe nato questo blog, non avrei studiato un modo per raggiungere la community che ci siamo costruiti su Twitter e, soprattutto, non avrei guardato con soddisfazione a ciò che ho costruito.

Guardati intorno ed inizia ad esplorare

Aprire un blog, tre anni fa, è stato un modo per costruire qualcosa che mi permettesse di conoscere nuovi confini, di esplorarli e di raccontarli su uno spazio che fosse libero da schemi e da vincoli. Su questi spazi leggete recensioni, come progetti d’arte, come recensioni su serie TV e cinema. È uno spazio ritagliato su misura sulle nostre passioni, che ci piace condividere stando attenti al cambiamento e ai nuovi trend. Ogni giorno modifichiamo qualcosa, studiamo il modo per raggiungere nuovi contatti, utilizziamo questo spazio come punto di partenza per aiutarci nel nostro lavoro.

Il confronto con altri professionisti del vostro settore è necessario ed inevitabile: imparate, ogni giorno. Non fate l’errore di costruire qualcosa per poi sentirvi ad un punto di arrivo, ma aggiungete un tassello in più e abbiate il coraggio di distruggere quando è inevitabile.

Come diceva il grande Syd Field, un maestro della sceneggiatura cinematografica, “Scrivere significa soprattutto riscrivere”. Quando avete raggiunto un punto importante del vostro percorso, tornate indietro e controllate il vostro lavoro, miglioratelo, cancellate le parti peggiori.

Lasciate perdere le distrazioni e scrivete il vostro progetto, unico.

Si chiama Father and Son ed ha le giuste potenzialità e l’ambizione per rivoluzionare il concetto di turismo in Italia. Sono ormai anni che raccontiamo il transmedia storytelling come un processo di narrazione su diversi canali prendendo ad esempio la produzione cinematografica hollywoodiana, ma raccontare una storia non significa necessariamente costruire eventi e personaggi per il grande schermo.

Napoli è la città in cui sono nato e cresciuto e, essenzialmente per questo motivo, un po’ la ami e un po’ la odi. La ami perché ha tanto da offrire, ma certe volte non la sopporti per i suoi eccessi da metropoli ricca di complicazioni. Siamo tutti d’accordo però sul fatto che il capoluogo campano e i paesi vesuviani abbiano da offrire un patrimonio artistico e culturale incredibilmente vasto, capace di emozionare con le sue storie un pubblico di tutte le età.

Per questo motivo ho particolarmente apprezzato l’app Father and Son come un prodotto capace di rinnovare l’attenzione verso i beni culturali attraverso un’avventura in due dimensioni a scorrimento nella quale un giovane artista va alla ricerca del suo passato, scoprendo qualcosa in più sulla storia del nostro Paese.

Father and Son è un progetto del Museo Archeologico Nazionale di Napoli (MANN) che racconta la bellezza della nostra cultura e permette di visitare i luoghi della cultura grazie ad un nuovo punto di vista. Coadiuvata dagli ottimi disegni di Sean Wenham si presenta come un progetto che può seriamente portare nuova luce a Napoli attraverso una manovra di rinnovamento reale, passando per il transmedia.

La mia sensazione giocando ai primi minuti di questa avventura è stata davvero positiva: ho voglia di esplorare Napoli, salire in sella alla Vespa per raggiungere il Museo e mi diverte bere una tazza (virtuale) di caffè, ma allo stesso tempo mi emoziona tornare indietro nel tempo all’epoca dell’antica Pompei e scoprire storie e racconti di famiglie che hanno dovuto trovare un modo per salvarsi dalla storica eruzione.

Father and Son è un ottimo passatempo, a mio avviso migliorabile in quanto a tempi di fruizione (certe volte le passeggiate nei luoghi sono un po’ lente), ma con un’ottima qualità di grafiche e contenuti (le musiche sono davvero il top).

Potete scaricarla per iPhone e iPad direttamente da App store seguendo questo link

Nella società odierna fatta di corse, confronti, eccessiva condivisione, quella forma di apatia depressiva che parte da una estensione del “mal du siècle” 2.0 a cui siamo sottoposti condiziona fortemente il nostro quotidiano.

La lotta alla depressione non è una cosa semplice, soprattutto dal punto di vista psico-fisico, per questo motivo è davvero interessante vedere cosa ha creato l’artista Polacco Dawid Planeta nel creare un mondo immaginario dove un uomo attraversa una giungla dimenticata da tutti e incontra le peggiori allegorie delle sue debolezze. Giganti animali con occhi di fuoco si staglieranno davanti a lui in una visione dark e misteriosa.

Per maggiori informazioni: minipeople.tumblr.com

Thomas Dambo è un artista danese che lavora con materiali riciclati. Negli ultimi 3 anni Dambo ha creato 25 sculture di cui 6 sono davvero curiose. Si tratta di sei giganti nascosti in zone della città di Copenaghen che la gente non visita spesso perché un po’ fuori mano rispetto al centro.

La straordinaria idea sta nel fatto che queste sculture possano essere trovate soltanto utilizzando una sorta di mappa del tesoro o decifrando una poesia posta accanto ad ogni creazione.

Tutte le sculture sono realizzate con materiali riciclati: circa 600 vecchi pallet e qualsiasi altra cosa che Dambo potesse riutilizzare. Dambo non è stato il solo a partecipare alla realizzazione, ma è stato aiutato da alcuni operai volontari del posto. Come premio per questo aiuto Dambo ha avuto un’altra trovata interessante: chiamare queste sculture con lo stesso nome di uno dei volontari.

Per maggiori informazioni: thomasdambo.com

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