A volte presentare un curriculum ad un’azienda non basta. Spesso sia recruiter che responsabili alle risorse umane sono alla ricerca di una presentazione chiara del candidato che permetta loro di effettuare una pre-selezione sulle attività di ricerca del personale.

Per questo motivo in questo articolo vi aiuterò a progettare, ma soprattutto a realizzare un video di presentazione professionale che vi consentirà di far aumentare le vostre possibilità di essere assunti da un’azienda.

Da dove si comincia?

Tutto parte da un’idea ma, soprattutto, dall’idea che vogliamo dare di noi stessi. Non è necessario raccontare ogni particolare della nostra vita, ma è necessario selezionare tutto ciò che ci sarà utile per presentarci come candidati per una o più offerte di lavoro.

Per questo motivo abbiamo bisogno di carta e penna per appuntare in una scaletta tutto ciò che vogliamo inserire nel nostro profilo. Tra queste informazioni sarà necessario citare il nostro nome e cognome, di cosa ci occupiamo e cosa abbiamo eventualmente studiato per arrivare a quell’obiettivo, quali sono le nostre competenze di base e come le mettiamo a frutto, qual’è la nostra giornata tipo, quale potrebbe essere il valore aggiunto che potremmo donare all’azienda qualora decidesse di assumerci.

Tutto qui. Ovviamente, il successo della nostra proposta deriverà dal modo in cui la realizzeremo.

Per questo motivo è utile creare, oltre ad una scaletta di contenuti, un testo informativo che ci consenta di “recitare” un copione davanti alla telecamera e che ci permetta di descrivere al meglio la nostra professionalità.

Ecco un esempio di testo:

Il mio nome è Xxxx Yyyyy e sono laureato in … Durante il mio percorso universitario ho appreso… Grazie a questi studi ho maturato la passione per… che mi ha permesso di avviare un’attività di …. che mi ha permesso di muovere i primi passi in questo mondo. La mia giornata di lavoro si sviluppa in questo modo… Faccio domanda di assunzione alla società perché credo di avere le giuste competenze per… Grazie per l’attenzione e buon lavoro.

Il testo che andrete a realizzare è ovviamente molto personale e dipende dai traguardi che avete raggiunto e soprattutto quelli che avrete intenzione di raggiungere. La mia linea guida è, in generale, quella di non inserire troppe informazioni e di mantenere il testo lineare e snello in modo da non perdere l’attenzione di chi vedrà il vostro video di presentazione.

Immaginate di ricevere 100 video di presentazione di perfetti sconosciuti, voi quale scegliereste?

Il modo migliore per comprendere l’efficacia di un video è quello di mettersi dall’altra parte dello schermo. Immaginate di dover visionare decine, se non centinaia di video presentazione: quale sarà il video che vi colpirà di più?

Quello semplice, concreto, sintetico.

Per quanto la vostra carriera vi possa sembrare interessante, le persone che devono assumervi hanno bisogno di capire se siete davvero in grado di raggiungere un obiettivo nel modo più semplice possibile. Quella di presentarvi è la prima sfida che vi si pone davanti.

Per questo motivo nella realizzazione del video dovrete rendere la vostra presentazione efficace sia in termini di tempo che di contenuti. La qualità di ciò che avremo da dire dovrà allinearsi con la qualità di ciò che avremo da mostrare, in modo da mantenere viva l’attenzione dei nostri spettatori.

Un video della durata massima di 2 minuti con informazioni didascaliche della vostra attività

Creare un video della durata di 2 minuti significa realizzare un testo di circa 200/250 parole che possa intervallare voce, immagini ed eventualmente una traccia musicale.

La creazione del video

Girare il video non dovrà rappresentare un grosso problema, basterà utilizzare l’attrezzatura giusta e impiegare circa un’ora del nostro tempo. Innanzitutto è necessario utilizzare una telecamera o una fotocamera; se non ne avete a disposizione una il vostro smartphone è perfetto per questa attività. Utilizzare uno smartphone di ultima generazione vi consentirà di utilizzare al meglio uno degli strumenti di cui vi parlerò più avanti in questo tutorial: Adobe Spark Video.

Lo spazio

Innanzitutto scegliete lo spazio giusto per registrare il vostro video di presentazione professionale: un ambiente adatto al vostro lavoro (uno studio, un laboratorio artigianale, un ufficio con alle spalle un computer o una libreria) vi consentirà di creare il giusto mood che farà entrare lo spettatore nel vostro mondo. È importante scegliere un luogo che consenta di ottenere un audio pulito e lineare. Per ottenere un risultato del genere dovrete utilizzare uno spazio interno lontano da inquinamento acustico. Se scegliete di raccontare un’attività all’aperto vi consiglio di utilizzare un’attrezzatura idonea per la ripresa audio, come speciali microfoni con filtro deadcat che potete trovare su Amazon.

L’inquadratura

È importantissimo scegliere la giusta inquadratura per raccontarvi in camera. Vi consiglio di utilizzare un taglio semplice che vi consenta di apparire fino alle spalle in camera, con una posizione non perfettamente centrale, guardando in camera e parlando al vostro interlocutore. Per questo tipo di presentazione è importante mantenere un rapporto non troppo legato e formale, ma cercate di raccontare la vostra storia nel modo più semplice possibile. Non preoccupatevi di eventuali errori, potrete correggerli in un secondo momento.

I B-roll

Per spezzare la monotonia del racconto principale, potrete girare dei video che raccontano il vostro viaggio quotidiano. Date spazio alla creatività creando ritmo nel montaggio con una serie di riprese che vi ritraggono al lavoro al pc o nei vostri momenti professionali. Preferite i dettagli alle inquadrature larghe: mani che battono sulla tastiera del pc, una tazza di caffè fumante, il vostro abbigliamento, la cura che riponete nel vostro lavoro.

Questo genere di riprese è fondamentale per la buona riuscita di un video di presentazione personale perché vi permetterà di costruire una storia viva e attiva, un ritratto originale e interessante di voi stessi.

Il montaggio

Esistono diversi modi per montare il video di presentazione da inviare ai recruiter: tra i programmi professionali posso citare Adobe Premiere Pro, ma è possibile mettere insieme più clip anche grazie a programmi come iMovie su Mac o Premiere Clips su iPhone e Android.

Per rendere le cose più semplici, ho pensato di utilizzare un’app di Adobe chiamata Spark Video che si rivelerà la soluzione perfetta per il nostro obiettivo.

Adobe Spark Video è un app semplice da utilizzare ed è pensata principalmente per uno scopo: raccontare progetti, idee, storie.

Basta avviare l’applicazione per avere a disposizione le principali funzionalità: promuovere un’idea, raccontare cosa è successo, il viaggio dell’eroe, descrivere qualcosa di importante per te, crescita personale, insegnare qualcosa, e così via.

Per la nostra attività potremo utilizzare uno dei template e riempire le caselle proposte rispondendo semplicemente alle domande che ci vengono poste.

Per un utilizzo più professionale di questa piattaforma consiglio in ogni caso di utilizzare la funzione “Start From Scratch” che vi consentirà di non essere vincolati ad uno schema proposto e vi permetterà di esprimere al meglio la vostra creatività.

Per un esempio di come è possibile utilizzare Adobe Spark Video vi rimando a questa pagina, dove troverete un video di presentazione molto simile a quello che avrete bisogno di realizzare.

Per oggi questo tutorial è completo, ma vi chiedo di continuare a seguire il nostro blog e a mettere un like sulle nostre pagine di Facebook e seguirci su Twitter così da aiutarci a crescere! Grazie!

Lavorare come operatore cinematografico, video maker, fotografo è possibile e questo è il momento giusto per affacciarsi a questo mercato ricco di possibilità.

Scrivere questo post non è una cosa semplice, per questo motivo lo indirizzo soprattutto a chi ha iniziato a muoversi nel mondo del lavoro creativo, a chi ha bisogno di un consiglio utile scevro da qualsiasi interesse o dalla classica “lamentela”: in Italia non si fa niente.

Nell’ultimo periodo il nostro Paese sta affrontando una serie di difficoltà nella gestione per i giovani alla ricerca del lavoro, conosciamo bene la situazione dei cervelli in fuga alla ricerca di lavoro in Germania, Francia e Inghilterra (brexit permettendo) ma non è detto che questa sia la chiave per aprire la porta del successo.

Pertanto, in questo post vi consiglierò i metodi per avviarvi con successo al mondo del lavoro in un magnifico settore che, se fatto con criterio, vi potrà regalare grandi soddisfazioni. È possibile avere tante soddisfazioni restando nel vostro paese di provincia, mantenendo rapporti di lavoro con clienti da tutto il mondo.

Diciamoci la verità, sarà anche più soddisfacente riuscire in una sfida dove tutti gettano la spugna!

Per questo motivo ho deciso di scrivere un post con i consigli più importanti da seguire per iniziare a lavorare in questo settore, per costruirsi un’identità ma soprattutto per diventare un’autorità del settore.

Costruite un “brand” di  voi stessi e fatelo conoscere online e offline

Siamo nel 2017, avrete sicuramente sentito parlare almeno una volta nella vita di personal branding. Se non fosse così, in due parole, significa creare il marchio di voi stessi. È il primo passo per generare credibilità sul vostro lavoro e per affacciarvi sul mercato. Per questo motivo, se siete fotografi in erba, dimenticate i watermark sulle foto su facebook e iniziate a esporvi in maniera professionale e precisa.

Il primo passo è comunicare il proprio brand

Oggi è davvero semplice comunicare il proprio lavoro e bastano un paio d’ore per creare un logo e aprire il proprio sito web con tutte le informazioni e il portfolio di lavori da illustrare ai clienti interessati.

Per questo motivo il primo passo da fare è acquistare un dominio con spazio web (basta googolare “acquista spazio web” per centinaia di risultati) e in pochi passi potrete installare una versione di wordpress che vi permetterà di avere il biglietto da visita più importante di tutti: il vostro sito web.

Utilizzate un blog per imporre la vostra autorità sul mercato

Non fate l’errore di tenere segreto il vostro lavoro: se conoscete qualcosa è perché l’avete studiata e la condivisione di queste informazioni è il primo passo per guadagnare in credibilità.

Per questo motivo aprire un blog significa soprattutto costruire la strada verso il proprio successo professionale.

Qualche anno fa, ad una cena di laurea, mi trovai a parlare dell’importanza di aprire un blog per guadagnare clienti e profitti extra dal proprio lavoro. Scoppiò una risata generale, una proposta inutile secondo quei ragazzi che si avviavano ad una carriera di avvocati, economisti e mummie egizie.

Oggi, chi rideva di questa possibilità, si confronta con i fatturati multimilionari di fashion blogger che non hanno fatto altro che credere nelle proprie possibilità e hanno allargato i propri confini.

Dimenticatevi dei social network e investite in rapporti interpersonali

Su questo andrò sicuramente contro tendenza rispetto all’attuale situazione socio-professionale, ma è un argomento che ho già trattato in un altro post che potete recuperare qui.

Investite sulla formazione e sugli aggiornamenti

Non commettete l’errore di pensare che “l’internet” sia il vaso di Pandora pronto a regalarvi ogni genere di soddisfazione. L’apprendimento è una cosa importantissima perché vi insegna fondamentalmente tre cose: la tecnica, l’approfondimento e l’importanza di relazionarsi agli altri.

Sempre più spesso leggo di persone che dicono che basta leggere tre libri per imparare qualcosa, che è necessario soltanto lavorare e fare esperienza, che non c’è bisogno della scuola o dell’Università.

SBAGLIATO! SBAGLIATO! SBAGLIATO!

Il lavoro a cui ci approcciamo è una professione fatta di studio, di passione e soprattutto di tecnica e necessita di tantissima attenzione, ma soprattutto delle giuste guide che sapranno indirizzarvi verso la giusta strada da intraprendere.

Per questo motivo è necessario scegliere un corso universitario o accademico che indirizzi alle tecniche e alle teorie di base per la nostra attività. La passione per la materia ci porterà ad approfondire questi temi e a cercare altrove le conoscenze e le informazioni che la scuola e l’università non possono darci per tutta una serie di scelte (e non di problemi, come spesso si è portati a pensare). Inoltre seguire un corso di formazione professionale, un’accademia o un corso universitario, ci darà la possibilità di conoscere tante persone con cui iniziare una rete professionale importante. Saranno quelle stesse persone che vi aiuteranno a trovare i primi lavori, a partecipare ai primi concorsi e vi consiglieranno i libri e i film da leggere per affrontare al meglio il vostro lavoro.

La costruzione di un’identità che ci permetta di essere “all-line” (online + offline) rispetto al mondo passa anche per la partecipazione a convegni, conferenze, fiere di settore, tutto ciò che ci consente di allargare i confini della nostra conoscenza e della nostra rete di contatti.

Il professionista è colui che usa i social (meglio l’email) per mantenere i rapporti, non per cercarli e basta.

Costruite il vostro studio personale

Non c’è niente di meglio che costruire il proprio spazio di lavoro. Che sia una stanza di casa o in uno stabile preso in affitto per l’occasione è davvero importante avere uno spazio in cui esprimere la propria creatività e dove riflettere sul lavoro del giorno. In questo spazio vi servirà banalmente una scrivania, un computer, attrezzatura informativa, una lavagna dove appuntare appuntamenti e task della settimana. Non perdete di vista una zona dove organizzare al meglio la vostra attrezzatura e, ovviamente, avviate la ricerca fondi per una buona attrezzatura.

Scriverò un post a parte per l’allestimento dell’attrezzatura da studio.

Pensate ai passive incoming

Sia per chi lavori come freelance che per chi inizierà a lavorare per una realtà aziendale è necessario pensare a coprire i buchi di bilancio tra un lavoro e l’altro o a guadagnare dei soldi extra per finanziare il prossimo viaggio intorno al mondo.

Il lavoro è fatto di clienti ma soprattutto di soddisfazioni personali, per questo motivo è importante proporre le proprie produzioni in vendita sul mercato.

Esistono numerosi siti che consentono di vendere le vostre foto e i vostri video ad un prezzo più o meno fisso oppure potete partecipare a concorsi online che vi consentono di lavorare (bene) per raggiungere ottimi risultati in termini di revenue (se avete lavorato bene, ovviamente).

Tra i più interessanti siti di stock photo e video vi consiglio Pond 5, un sito che ho iniziato ad utilizzare anche io e di cui vi darò le mie impressioni in un altro post.

Su concorsi online vi consiglio i celebri UserfarmZooppa, due siti che mi hanno permesso più volte in passato di mettermi in gioco sulle tecniche di advertising in video. Diversi colleghi che lavorano con me utilizzano queste piattaforme e riescono a fatturare qualcosa in più durante l’anno.

Viaggiate e allargate i confini

Viaggiate, guardate il mondo, fate esperienza ma poi…tornate! È importantissimo confrontarsi con altre culture, soprattutto quelle in cui esiste una maggiore competenza in termini di produzione industriale. Nel settore video gli Stati Uniti sono la Mecca da raggiungere, ma conoscerete professionisti del settore che in tutta la loro modestia invidieranno il fatto che voi vivete in un Paese meraviglioso come l’Italia.

Tornate ad innamorarvi dei luoghi in cui siete cresciuti e guardateli con gli occhi di chi proviene dall’altra parte del globo e li visita per la prima volta. Quando faccio questo gioco penso spesso agli scavi di Ercolano, a quelli di Pompei, a via Caracciolo a Napoli, alle meraviglie delle costiere amalfitana e sorrentina, al panorama che Visconti guardava dalla sua villa ad Ischia, all’arco di trionfo che Traiano fece costruire a Benevento, al meraviglioso porto di Salerno…e stiamo parlando soltanto della Campania!

Viaggiate, dunque, conoscete le persone che vi aiuteranno ad allargare la rete e le vostre competenze e poi tornate a cambiare le cose qui, in Italia! Un Paese che non è secondo a nessuno in quanto a cultura, bellezze del territorio e, professionalità ma, soprattutto, cibo!

Pensate fuori dal coro

Lavorare nel mondo del cinema, della fotografia e della produzione video significa alzare il livello di difficoltà ogni giorno. È necessario apprendere da più fonti e non commettere mai l’errore di chiudersi in una serie di “canoni” dettati da chi ne sa più di voi: questa macchina fotografica è meglio di quest’altra; questo computer è solo bello ma vuoi mettere con quello che ho costruito io con 400€; a che ti serve leggere Aristotele se vuoi fare i video. Queste frasi saranno solo alcune delle cose che vi diranno in ambiente di lavoro, evitate come la peste chi prova a limitarvi.

Pagare moneta, vedere cammello!

Valutate il valore del vostro lavoro e richiedetelo in modo chiaro e preciso.

Il modo più semplice per fare questa valutazione è capire quanto vorreste essere pagati per un giorno di lavoro e quanti giorni vi servono per terminare quel lavoro.

Purtroppo in questo lavoro, come in tanti altri, c’è la tendenza a procrastinare i termini di pagamento. È quindi importantissimo regolarizzare la vostra posizione fiscale aprendo una partita IVA, su cui scriverò un post ad hoc successivamente, e concordare con il cliente i termini di pagamento in anticipo facendo firmare un contratto di fornitura servizi al momento dell’accordo.

Spesso e volentieri vi capiterà di dover accettare pagamenti vincolati ai tempi biblici dei finanziamenti regionali, valutate bene se siete nella posizione di poter attendere anche un anno per i pagamenti. Se così non fosse, non accettate dal principio.

La coerenza, innanzitutto, sarà lo strumento più importante del vostro lavoro.

E questo è tutto per oggi, se volete conoscere qualcosa in più su questo entusiasmante lavoro non esitate a scrivere un commento qui sotto, seguiteci su twitter o facebook e, sopratutto, mi raccomando, leggete i nostri consigli!

È successo di nuovo: Whatsapp non funziona per un paio d’ore. Il mondo sembra essere nel panico: l’unico modo per comunicare con amici, parenti, con il resto del mondo è fuori uso.

Come farò a comunicare con il mio compagno di banco all’università?

Come farò a sentirmi con la mia ragazza?

Evviva, due ore di libertà dai clienti!

Ad un tratto, però, ci ricordiamo di alzare la testa dal telefono, che quel micromondo che ci siamo creati ancora una volta quel giorno, non appena aperti gli occhi, è fuori dai giochi per un po’. Ci guardiamo intorno, sono tutti ancora lì, non sono spariti dal pianeta. Eppure Whatsapp non funziona.

Questa situazione sembra così banale, ma se ci pensiamo bene non lo è affatto. Ognuno di noi è a suo modo dipendente da una delle funzioni del suo telefono, in una social-sfera da cui è difficile scappare e che sembra essere uno spazio in cui ci sentiamo confortati da una reputazione che ci siamo costruiti con cura: il nostro profilo con tutti i nostri interessi, gli aggiornamenti di stato rilasciati ogni giorno con tutte le novità sulla nostra vita, le foto dei nostri pranzi, le nostre vittorie lavorative.

In Olanda hanno iniziato a progettare semafori con strisce led per pedoni distratti dall’uso dello smartphone, ed è questo il punto da cui voglio partire per affrontare il discorso: come possiamo pretendere di mantenere il focus sulle nostre vite quando non riusciamo nemmeno ad attraversare la strada senza usare il telefono?

Sembra assurdo e contro tendenza, ma uno dei passi più interessanti che ho fatto nella mia carriera professionale è stato quello di lasciare definitivamente Facebook, nel dicembre del 2012. Facebook offre sicuramente tantissime potenzialità: incontrare velocemente e virtualmente gli amici (e conoscere tutto sulle loro vite), offrire i propri servizi su un mercato vasto di utenti, essere aggiornato su tutto ciò che succede nel mondo; l’unico problema è che tutto ciò ha un prezzo davvero alto, quello di essere costretti, involontariamente, a passare buona parte della giornata su questo spazio, dimenticandoci quali sono gli obiettivi più importanti della nostra vita.

Per questo motivo, a chiunque voglia dare una svolta alla propria carriera, alle proprie esperienze di vita, consiglio vivamente di lasciare Facebook e dedicarsi alla realizzazione dei propri progetti.

Come affrontare il cambiamento?

Non è semplice voltare pagina all’improvviso. Io, ad esempio, ho cercato nuovi canali di comunicazione che potessero rivelarsi un’alternativa a Facebook ma che allo stesso tempo mi avessero permesso di farne un utilizzo moderato e consapevole.

Twitter è un valido alleato.

Questo social network vi consente di rimanere aggiornati sulle ultime tendenze, di confrontarvi con altre persone su temi che vi interessano particolarmente e, soprattutto, è uno spazio che non richiede costante attenzione. Se Facebook e Instagram sono la vostra casa da tenere pulita e ordinata, Twitter è l’albergo che ci permette di visitare i posti del mondo e che possiamo lasciare il giorno dopo, diretti verso una nuova meta.

È questo il primo passo per iniziare i propri progetti, liberi da una dipendenza social, attraverso un nuovo punto di vista. Sarà difficile mantenere tutti i “rapporti di amicizia” che mantenevate su Facebook, ma sarete così bravi da ricordare alle persone che vi interessano davvero che esiste un’alternativa inventata da Alexander Graham Bell (o da Antonio Meucci) alla fine del XIX secolo: il telefono.

Come avviare i propri progetti

Tutto nasce da un’idea.

Il punto cardine del nostro progetto è qualcosa che ci ha attraversato la mente. Un’idea non è necessariamente un progetto definito, ma può essere un odore, un sapore, un desiderio, un sogno, qualcosa che vorremmo realizzare.

Scrivi la tua idea.

Prendi un foglio di carta, una lavagna, un foglio elettronico, un taccuino, qualsiasi cosa tu abbia a disposizione e inizia a scrivere la tua idea. Potrà essere il soggetto per una nuova sceneggiatura, un’app per smartphone che non esiste ancora, un piatto che vorresti cucinare, un blog sui viaggi, il lavoro che vorresti iniziare, i chili che vorresti perdere una volta per tutte; tutto quello che ti passa per la mente è importante in questa prima attività di brainstorming.

Una volta trovata l’idea, lasciala lì e riprendila dopo un giorno. Ti accorgerai di volerla realizzare, se è qualcosa che davvero ti entusiasma sentirai la necessità di continuare ad andare avanti su quel progetto. Nel frattempo la tua distanza dai social ti avrà aiutato a focalizzarti su questo progetto e ti permetterà di dedicartici senza distrazioni. C’è qualcuno che dopo aver lasciato Facebook ha dato una spinta eccezionale alla propria carriera di studi trasformando tutti gli “esami impossibili” in “wow, era così complicato?”.

Non esiste peggior nemico del procrastinare.

Quando siamo su Facebook la nostra attenzione cala vertiginosamente facendo diventare la nostra comunicazione un passatempo. Con il passare del tempo, appunto, tendiamo a procrastinare, ovvero a dire “questo lo farò domani”. Se avessi fatto così anch’io, probabilmente non sarebbe nato questo blog, non avrei studiato un modo per raggiungere la community che ci siamo costruiti su Twitter e, soprattutto, non avrei guardato con soddisfazione a ciò che ho costruito.

Guardati intorno ed inizia ad esplorare

Aprire un blog, tre anni fa, è stato un modo per costruire qualcosa che mi permettesse di conoscere nuovi confini, di esplorarli e di raccontarli su uno spazio che fosse libero da schemi e da vincoli. Su questi spazi leggete recensioni, come progetti d’arte, come recensioni su serie TV e cinema. È uno spazio ritagliato su misura sulle nostre passioni, che ci piace condividere stando attenti al cambiamento e ai nuovi trend. Ogni giorno modifichiamo qualcosa, studiamo il modo per raggiungere nuovi contatti, utilizziamo questo spazio come punto di partenza per aiutarci nel nostro lavoro.

Il confronto con altri professionisti del vostro settore è necessario ed inevitabile: imparate, ogni giorno. Non fate l’errore di costruire qualcosa per poi sentirvi ad un punto di arrivo, ma aggiungete un tassello in più e abbiate il coraggio di distruggere quando è inevitabile.

Come diceva il grande Syd Field, un maestro della sceneggiatura cinematografica, “Scrivere significa soprattutto riscrivere”. Quando avete raggiunto un punto importante del vostro percorso, tornate indietro e controllate il vostro lavoro, miglioratelo, cancellate le parti peggiori.

Lasciate perdere le distrazioni e scrivete il vostro progetto, unico.

Siamo sempre alla ricerca di nuovi trend su accessori e tecnologia e, stavolta, ci siamo imbattuti in un meraviglioso prodotto proveniente dalla Svezia. Vi stiamo parlando di Cotcas.

Quando si è alla ricerca di moda e cultura hipster non c’è nulla di meglio che andare a scavare nel mercato nord-europeo. Gli accessori più interessanti dalle linee calde e alternative, regalano un design unico nel loro genere. Cotcas è un brand di orologi creato da Fredrik Ingel, un trentenne svedese che racconta la nascita del suo progetto come un punto di svolta della sua vita, un vero e proprio tributo all’esistenza e all’espressione di sé stessi.

Raccontare un orologio significa entrare in un certo senso nella sua filosofia, per questo motivo Fredrik Ingel crea un prodotto che combina eleganza e stile urbani dal valore essenziale, ma costruito con materiali di alta qualità.

Cotcas debutta nel Novembre 2016 con il primo modello, The Legacy, disponibile in diverse opzioni con cinturini in pelle italiana e casse che spaziano dal gold al silver, passando per il total black color. Il design regala una sensazione di stile classico con un forte richiamo alla contemporanea nostalgia per le linee essenziali di un tempo.

Il nostro orologio preferito è quello con corpo silver e quadrante bianco, al quale abbiamo abbinato un cinturino cognac brown. Un prodotto che ci ha affascinato da subito.

Potete visitare il profilo instagram di Cotcas per altre fotografie seguendo questo link: https://www.instagram.com/cotcaswatches 

@Cotcaswatches

Ma parliamo dei materiali: la mission di Cotcas è quella di produrre un orologio di alta qualità. È così che nasce il primo modello Cotcas con case in acciaio inossidabile, cristallo in vetro ricurvo, movimento al quarzo Seiko VD78, impermeabile fino a 5 ATM / 50 metri.

Il diametro della cassa (40 mm) e la larghezza dell’aletta (20 mm) lo rendono un prodotto unisex, adatto sia ad uno stile maschile nelle colorazioni più scure, ma lo consigliamo anche ad un pubblico femminile nelle versioni gold e silver con quadrante in bianco. Le combinazioni sono davvero interessanti e rendono tutte l’alto valore del prodotto.

Potete acquistare uno degli orologi Cotcas direttamente dal sito ufficiale www.cotcas.com con spedizione veloce (2-5 giorni per l’Italia).

Utilizzate il codice shifts20 per ricevere uno sconto del 20% al momento dell’acquisto. Lo sconto è valido fino al giorno 8 Maggio 2017!

Ottobre 2016. Siamo a San Giovanni a Teduccio, Napoli.
L’iOS Developer Academy, in partnership con Apple, viene inaugurata e apre le porte ai primi duecento studenti.
Tra una scrittura di codice ed un’altra, urge una pausa. Fortuna che di fronte l’ingresso principale vi è un bar, che è anche moderno e luminoso in contrasto con i palazzi fatiscenti del paese.
Tuttavia entrando nel bar in questione la prima cosa che salta all’occhio non è l’arredamento moderno né la grande varietà di dolciumi sul bancone, bensì il volto di Steve Jobs, enorme, che ti scruta. Ha la canonica posa pensierosa con la mano sotto al mento, quasi come se fosse in costante attività pianificatrice.
Una stampa in bianco e nero vista e rivista, ma che lì, in quel particolare luogo, assume un significato tutto particolare.
“Avranno aperto questo bar da poco o tutt’al più avranno deciso di esporre la foto in seguito all’apertura della iOS Developer Academy”, (facendo magari anche una scelta infelice), è il pensiero di tutti.
Qualcuno più spavaldo chiede apertamente alla barista il motivo di quella coincidenza.
“E’ lì da novembre 2014” risponde la barista. Fiera e senza pensarci due volte, come se quella domanda gliela avessero posta altre cento volte. “Non si parlava neanche dell’academy a quel tempo” aggiunge mentre schiuma un cappuccino.
E così, tra un sorso di caffè e l’altro, Steve Jobs è lì, con lo sguardo rivolto all’esterno verso l’Academy, come a contemplare il suo piano perfetto.

Se guardate la pancia accumulata durante le vacanze con aria amareggiata, allora è venuto il momento di riprendere in mano la propria vita (in tutti i sensi!) e mettersi di nuovo in moto, anzi, in bici!

Per questo motivo ho avuto la possibilità di testare alcuni prodotti di Bookman un’azienda svedese che ha fatto dello stile un vero e proprio mantra, producendo accessori per le due ruote che difficilmente troverete in giro.

Con sede a Stoccolma, una bicycle-orientated city così come la definiscono quelli di Bookman, è necessario riuscire a sorprendere il mercato con prodotti innovativi e di tendenza. Nelle nostre operazioni di cool hunting non abbiamo saputo trovare di meglio e abbiamo selezionato alcuni articoli che sono perfetti anche per il pubblico italiano.

Cup Holder Premium Edition

Si tratta, secondo me, del prodotto definitivo per bici da passeggio. Con l’arrivo dei nuovi punti vendita Starbucks nelle grandi città italiane, ma soprattutto con la tendenza all’acquisto del caffè lungo in formato americano, il Cup Holder di Bookman si rivela un validissimo alleato nei viaggi tra casa e lavoro o durante le passeggiate domenicali in compagnia della fredda brezza invernale.

Basta adattare il reggi-tazza al manubrio per potersi godere la giornata insieme agli amici o in compagnia di un buon libro. Io ho deciso di prendere la versione premium in color bronzo/oro e disponibile anche in colore argento, ma il cup holder è disponibile anche nella versione standard di colore nero, bianco, rosso e verde.

È molto semplice e pratico da utilizzare, basta togliere il fermo dalle pinze e adattarlo al manubrio per impedire qualsiasi scossa, nemmeno quelle dovute ai più difficili fossi delle nostre massacrate strade italiane. L’anello poggia-tazza si adatta a due tipi di misura, sia grande che piccola per poter inserire sia una tazza in cartone resistente (attenti a coprire la tazza con il coperchio di plastica!) che una bottiglia di plastica.

Lo stile e il gusto squisitamente svedesi si percepiscono dalla struttura del prodotto, completamente libero da viti e collanti, con un sistema ad incastro design-friendly.

Curve Front Light 2

Permettetemi l’allitterazione: questa luce è “allucinante”. Con una batteria ricaricabile e una luminosità da 100 lumen, questo faretto è capace di resistere fino a 35 ore in giro per la città. Si tratta di un prodotto davvero molto utile durante il periodo invernale, quando le ore notturne arrivano un po’ prima, ma è un ottimo compagno anche durante le fresche serate estive, nelle quali ci piace fare qualche chilometro in bici in buona compagnia e in tutta sicurezza.

Dotata di una fascia elastica in silicone, non ho avuto affatto problemi a montarla sul manubrio della mia bici.

Sulla parte superiore del prodotto è presente l’interruttore e un pratico indicatore della batteria, basta premere il pulsante per mezzo secondo per accendere la luce e un rapido click per impostare una delle quattro modalità disponibili.

Con un utilizzo costante al massimo della luminosità abbiamo avuto modo di utilizzare la luce per un paio d’ore, ma ci è bastato ricaricarla in poco tempo tramite cavo USB per ritornare in sella in tutta sicurezza.

Anche con questo prodotto di Bookman è il design che ci sorprende: non è soltanto un bel prodotto ma è anche davvero funzionale. Con la sua struttura, consente alla luce di raggiungere un ampio raggio di strada, garantendo la sicurezza e la spensieratezza del ciclista. Anche su strade ciclopedonali non ho mai avuto la preoccupazione di trovarmi fuori strada.

Riflettori adesivi e magnetici

Bookman produce due tipi di riflettori catarifrangenti, un prodotto è utilizzabile sul corpo della bicicletta, l’altro è indossabile dal ciclista.

I riflettori adesivi sono disponibili in due tipologie di formato, circolare e a macchia di leopardo. Entrambi i prodotti sono sensibili alla luce e rendono visibile la bicicletta durante le ore notturne non appena vengono illuminati da una luce artificiale come quella di fari e abbaglianti.

I riflettori destinati al settore wearable sono invece un’ottima soluzione da portare sempre con sé nel vano sotto sella della nostra bici, ma anche durante una passeggiata con il vostro cane o durante una sessione di running notturno. Io, personalmente, preferisco portarli con me quando vado a correre in zone poco illuminate, per garantirmi un maggior senso di sicurezza in caso di arrivo di macchine in entrambi i sensi di marcia. Le clip sono davvero comode e si adattano a tutti i tipi di abbigliamento e borse.

Trovate tutti i prodotti Bookman su Amazon seguendo questo link o sul sito ufficiale Bookman.se

Di imprese particolari ne esistono al mondo, ma questa forse si piazza davvero tra le cose più folli che si possono trovare sul web. Non tanto per l’idea quanto per la realizzazione. Se vi siete mai domandati quali possano essere gli effetti dell’eccesso di Nutella sul nostro organismo, potrete rendervene conto guardando questo video.

In questo “progetto” uno Youtuber americano ha deciso di riempire una vasca con 600 pounds (circa 280 Kg) di Nutella per poi…immergersi completamente al suo interno!

Le immagini valgono più delle parole, buona visione!

Le luci Sunix che rappresentano un ottimo compromesso tra piccola spesa e ottima resa in termini di design e prestazioni.

ATMOSFERA: Queste luci creano un’atmosfera davvero unica all’interno dell’ambiente di casa o fuori in giardino. La possibilità di installarle in pochi minuti consente di poter creare diverse combinazioni di luce in base alle esigenze.

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COMPONIBILE: È possibile collegare fino a tre strisce di luce con i collegamenti alla fine di ognuna di esse. Una soluzione ottima per permetterci di coprire vasti spazi da illuminare, soprattutto nel caso in cui si organizzi una festa all’esterno.

QUALITA’: I cavi sono di ottima qualità e resistenti e le luci sono collegate in parallelo in maniera tale da non influenzare la durata e la resistenza delle varie lampadine.

Potete acquistare le luci Sunix seguendo questo link su Amazon

Tra le nuove piaghe della società c’è sicuramente una delle più grandi sfide che l’uomo ha dovuto affrontare: la rottura dello schermo dello smartphone. Le abbiamo provate tutte: cover ultra-abbondanti con simpatici e pucciosi personaggi del sottobosco, proteggi schermo aggiuntivi in vetro mega-temperato garantito dall’associazione consumatori della provincia di Shenzen, assegni in bianco a fantomatici esperti del settore riparazioni e così via.

Pare che, con grande sorpresa, avessimo finora sbagliato tutto.

Ecco la galleria delle migliori soluzioni (trovate sul sito BoredPanda) alla rottura dello schermo del vostro smartphone. Se ne avete spaccato uno negli ultimi sei mesi vi sentirete degli idioti ad averlo aggiustato. Garantito.

Solo nelle ultime settimane abbiamo assistito alla presentazione di ben tre assistenti robotici: Google Home, Amazon Echo e Zenbo di Asus.
C’è chi aiuta in cucina, chi gestisce l’illuminazione e il riscaldamento, chi legge le favole ai bambini.
Azioni molto utili, ma solo quando ho visto per la prima volta Zenbo, il robottino dagli enormi occhi blu, mi è venuta davvero voglia di acquistarne uno.
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Questo desiderio mi ha rievocato ricordi di un Natale lontano, quando chiesi alla signora befana un Tamagotchi.
Evidentemente fui buona quell’anno, tanto da ricevere l’ultimo modello. Potevo dargli da mangiare, fargli fare una passeggiata e trascorrere così qualche pomeriggio di noia.
Sono passati gli anni, la tecnologia si è evoluta, e ora se acquistassi Zenbo potrei addirittura scattare foto, ascoltare musica e fare molto di più di fingere di nutrirlo.
Eppure il meccanismo alla base sembra lo stesso: avere compagnia.
Non è un caso che, a seguito di una stima dell’OMS, secondo la quale il 22% della popolazione mondiale avrà più di 60 anni nel 2050, la robotica abbia colto la palla al balzo iniziando ad ipotizzare una serie di robot per anziani per dire addio alle difficoltà di chi si trova a vivere da solo.
Tra gli umanoidi che aspirano a diventare la nostra futura compagnia c’è Sota, un robottino made in Japan, che, per soli 800 euro promette di diventare il migliore amico degli anziani e di tutti coloro che hanno perso la propria autonomia.
Ma un robot, un avatar, un assistente virtuale, non può avere una funzione ontologicamente valida quanto un essere umano.
Chi di voi ha visto il pluricitato film Her, lo sa.
Provate a riflettere non più su quello che i computer fanno per noi, ma su quello che fanno a noi. Apparentemente agiscono aiutandoci a compiere gesti concreti e utili, ad ottimizzare il nostro quotidiano, ma in modo sottile e quasi impercettibile contribuiscono a modificare il modo in cui ci approcciamo con il mondo esterno.
La simulazione di “un’intelligenza quasi umana” ci seduce, ma d’altro canto, mi chiedo, questa seduzione è forse alla base di un disagio sociale o psicologico?
Le connessioni digitali e i robot ci offrono l’illusione di non essere soli, preservandoci dai sacrifici e dalle pretese dell’amicizia. Ci offrono la possibilità di nasconderci nel momento stesso in cui mettiamo in gioco la nostra massima visibilità, grazie alla rete.
Dunque, alla luce delle attuali invenzioni, tutto sommato possiamo affermare che la tecnologia può essere una possibile soluzione a problematiche come la solitudine, ma paradossalmente la soluzione tecnologica finisce per incrementare il problema, prendendone parte, creando altresì nuove forme di solitudine.
Come scrive Sherry Turkle nel suo libro “Insieme ma soli”, siamo sempre più insicuri nelle nostre relazioni sociali e ansiosi nella sfera intima, tanto da chiedere alla tecnologia strategie per facilitare le nostre interazioni sociali e, al tempo stesso, di proteggerci dalle relazioni sociali stesse. Ecco il paradosso della contemporaneità digitale: “Ci aspettiamo più dalla tecnologia che dai nostri simili”.
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