“Dimentica il mio nome” di ZeroCalcare fa dimenticare anche le risate

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Sono un grande fan delle storie di Michele Rech, in arte ZeroCalcare, seguendo con piacere tutte le uscite del blog e, fin dal primo anno, anche quelle editoriali.

Questa volta però Dimentica il mio nome, l’ultima uscita del fumettista di Rebibbialascia un pò l’amaro in bocca, a causa dell’assenza di un tono comico a fore di una storia più personale e introspettiva. Era già capitato con la graphic novel Un polpo alla gola, di cui aspettiamo ansiosamente la versione cinematografica, ma dopo l’uscita dello spassosissimo Dodici dello scorso anno probabilmente ci aspettamo qualche sorriso in più.

Dopotutto, il primo volume in edizione cartonata non delude sul punto di vista della qualità delle storie, sempre più lineari e definite rispetto alle prime. Inoltre in Dimentica il mio nome Zerocalcare ci riporta indietro nel tempo alla scoperta della sua famiglia con degli elementi di colore che ricordano vagamente l’apparizione della bambina vestita di rosso in Schindler’s list, provocando un piacevole sorriso nella lettura.

Ho apprezzato vedere un lato nuovo del volto di Lady Cocca, a.k.a. madre di Zero Calcare, che porta una ventata di freschezza nella storia posizionandosi al momento giusto della narrazione.

Sono proprio curioso di sapere cosa ne pensate.