ven. Nov 16th, 2018

Il nostro debole per le copertine di Fazi Editore

“Mai giudicare un libro dalla copertina”

Generalmente siamo d’accordo con questa perla di saggezza, ma si sa l’eccezione che conferma la regola è sempre dietro l’angolo.
Sopratutto se la strada è quella di FaziEditore.

Sfido chiunque di voi ad andare sul loro sito, sfogliare il catalogo online e chiudere con non curanza la pagina senza aver trovato neanche un libro interessante o dalla favolosa copertina.
Ne abbiamo letti due, finora, e ve ne vogliamo parlare.

La pienezza della vita
di Wilhelm Schmid

Viviamo in un’epoca in cui la promessa di una felicità permanente ha ormai rivelato i suoi limiti: tutte le presunte “formule per la felicità” hanno disatteso le aspettative dell’uomo contemporaneo, che troppo spesso si ritrova insoddisfatto proprio a causa della sua pretesa di essere felice a tutti i costi. In La pienezza della vita, raccolta di brevi riflessioni su un’idea differente di felicità, Schmid si rifà alla tradizione filosofica del frammento tanto cara a Montaigne. L’autore presenta cento frammenti, appunto, di una felicità ampia e concreta, derivante dalla complessità della vita, invitando il lettore ad apprezzarne la contraddittorietà fatta di gioia e angoscia, di speranza e delusione. Perché accettare le diverse sfumature di ogni momento, cogliendone i frammenti di felicità presente o passata, possibile o impossibile, sognata o perduta, è infatti l’unico mezzo che abbiamo per poter godere della pienezza della vita.
Nella nuova opera di Schmid, la visione filosofica già affrontata in Serenità e L’arte dell’equilibrio viene approfondita e ampliata con la vivacità e la leggerezza che caratterizzano il peculiare stile argomentativo del più apprezzato filosofo tedesco vivente.

Lo sguardo rivolto alle cose ordinarie – alzarsi dal letto la mattina, stare seduti su una sedia, infilarsi i calzini, mettere via una vecchia giacca – può offrire un’opportunità straordinaria. Le fatiche quotidiane, infatti, non si sottraggono alla verità, alla nostalgia, alla rabbia e all’irritazione.
E per quanto la sua vuotezza, gli eccessi che la caratterizzano, l’imprevedibilità e la contraddittorietà che la qualificano possano dare l’impressione che la vita sia assurda, i suoi frammenti potranno far emergere alcune connessioni in grado di dare senso a molte delle nostre esperienze.

Che dire di questo libro…si legge davvero in poco tempo per la scorrevolezza e gli spunti di lettura. E’ di fatto un saggio filosofico, diviso in quattro parti come le stagioni dell’anno e dell’esistenza umana.
Non amo in genere questa tipologia di libro, perchè per gusto personale preferisco i romanzi, ma questo non vuole essere tracotante e didattico come molti altri: vuole invece, e ci riesce perfettamente, dare spunti di riflessione. Alcuni appaiono già conosciuti, altri forse superflui, ma ci si accorge che germogliano pian piano nella coscienza fino a regalare consapevolezza.

Potete acquistarlo qui

 

Cambio di rotta
di 
Elizabeth Jane Howard

Emmanuel e Lillian Joyce sono una coppia di mezz’età appartenente all’alta borghesia londinese ebraica e cosmopolita. Lui è un drammaturgo di successo, lei, più giovane del marito, è una donna fragile, raffinata e mondana. A mediare tra i due, il manager tuttofare Jimmy Sullivan. I Joyce conducono una vita da girovaghi: Londra e New York per il lavoro di Emmanuel, ma anche frequenti vacanze in varie località del Mediterraneo. Emmanuel tradisce Lillian con molta disinvoltura, con le giovani attrici e le segretarie che subiscono il suo carisma; complice anche l’abile lavoro di Jimmy, Lillian accetta con rassegnazione le infedeltà del marito e conduce una vita ovattata. Quando c’è bisogno di una nuova segretaria, entra in scena Alberta, una ragazza molto giovane e ingenua che proviene da una numerosa famiglia di campagna e si ritrova catapultata all’improvviso in un mondo a lei del tutto sconosciuto. Mentre i due uomini cominciano a subire il fascino semplice della ragazza e Lillian inizia a temere che Alberta diventi la prossima amante di suo marito, l’irrequieto quartetto si trasferisce su un’isola greca, dove le dinamiche fra i quattro personaggi prenderanno una piega inaspettata…
Dall’autrice della saga dei Cazalet, un romanzo dalle atmosfere tutte nuove: con la finezza e l’eleganza che ben conosciamo, Elizabeth Jane Howard racconta la mondanità, la vita agiata dell’élite culturale, il mondo sfarzoso e nevrotico del teatro di fine anni Cinquanta. È attualmente in fase di lavorazione un film tratto da questo romanzo; regista e protagonista sarà l’attrice inglese Kristin Scott Thomas.

All’uscita, nel 1959, questo romanzo fu incluso insieme a Lolita di Nabokov fra i migliori libri dell’anno da «The Sunday Times».

«Cambio di rotta è un quartetto d’archi, plasmati e interconnessi in maniera meravigliosa. Alberta ha il guizzo di un’eroina di Turgenev. Questo non è un libro da donne, è un libro per tutti noi».
«The Observer»

«Howard è un’osservatrice davvero acuta del comportamento umano. I suoi volumi sono costruiti con tocchi minuscoli e brillanti… È questa la vera magia di Howard: la sua umanità trascende l’individuo».
«The Sunday Times»

«Una narratrice trascinante, avveduta e accurata nell’osservazione umana, con un orecchio affilato per il dialogo, che ha eletto la lingua inglese come suo oggetto di piacere».
«The Guardian»

Mi è piaciuto abbastanza, è ricco di cose inaspettate che rendono la storia avvincente e appassionante. I personaggi nell’arco narrativo crescono, cambiano, e questo viene percepito sin dalle prime pagine.
Ancora una volta E.J.Howard conferma la sua bravura di una scrittrice che non solo sa coinvolgere i lettori, ma anche stupirli, emozionarli, educarli alla lettura.

Potete trovarlo qui

 

Non voglio fare spoiler pericolosi, quindi vi auguro una buona lettura e fateci sapere, se li acquisterete, cosa ne pensate!

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