La tua TV ti sta guardando! E tu credevi che fosse il contrario…

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Oggi commentiamo un interessante articolo a cura di Bruce Schneier apparso sui canali della CNN lo scorso 11 febbraio. In questo articolo Schneier indaga sulle capacità dei nuovi device presenti nelle nostre case di raccogliere informazioni sensibili sulle nostre attività quotidiane e sulle nostre attitudini alla fruizione di contenuti multimediali.

Sembra infatti che i televisori Samsung siano in grado di osservare i loro proprietari. Chi possiede uno di questi televisori collegati ad internet può attivare una funzione di comando vocale che consente di non utilizzare il telecomando. Per fare questo è però necessario che il televisore ascolti tutto quello che dici, con il conseguente invio delle informazioni attraverso la rete. Schneier afferma con ironia che questo è letteralmente Orwelliano!

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L’articolo continua in questo modo:

I nostri smartphone e computer, naturalmente, ci ascoltano quando stiamo facendo chiamate audio e video. Ma i microfoni sono sempre lì, e ci sono metodi per trasformare quei microfoni a nostra insaputa. Se abbiamo un iPhone, il sistema di elaborazione vocale Siri ci ascolta, ma solo quando spingiamo il pulsante di iPhone. Come Samsung, iPhone con la funzione di “Hey Siri” permesso ascoltare tutto il tempo. Così fanno i dispositivi Android con la funzione “OK Google” abilitato, e così fa un sistema di attivazione vocale Amazon chiamato Echo. Facebook ha la capacità di trasformare il microfono dello smartphone quando si utilizza l’applicazione.

[…]Gmail “ascolta” per tutto ciò che si scrive, e vi mostra la pubblicità sulla base di esso. Si potrebbe sentire come se non si è mai soli. Facebook fa lo stesso con tutto ciò che si scrive su quella piattaforma, e persino ascolta le cose che tipo, ma non inviare. Skype non ascolta ciò che pensiamo ma, come osserva Der Spiegel, i dati del servizio “sono stati accessibili a spioni della NSA” dal 2011.

Questi dati non sono utili soltanto a enti governativi ma anche a criminali informatici che utilizzano dati sensibili per qualsiasi scopo, sia esso legato a colpire grandi case di produzione e distribuzione (si veda l’attacco a Sony e al PSN di Natale), sia legato agli utenti finali. Sapevate che è semplicissimo collegarsi alla vostra webcam senza che voi lo sappiate?

Non vi sto dicendo di coprire tutti i vostri device con lo scotch carta, ma di fare attenzione ai servizi verso i quali fate abbonamento. La privacy è importante e dobbiamo imparare a rispettare noi stessi.

Una sola frase in 1.500 parole privacy policy di Samsung recita “Si prega di essere consapevoli del fatto che se le vostre parole pronunciate includono informazioni sensibili personali o altro, che l’informazione sarà tra i dati acquisiti e trasmessi una terza parte attraverso l’utilizzo del riconoscimento vocale. ” Quanto mancherà quindi all’uscita di nuovi contratti con su scritto: Siate consapevoli che il vostro provider di posta elettronica sa cosa state dicendo ai vostri colleghi e amici e che il vostro smartphone sa con chi state andando a letto?

Siamo già stati catapultati nel mondo dell’internet of things e se è vero che internet sta scomparendo è proprio perchè l’abbiamo intrappolato dentro di noi o, almeno letteralmente, addosso a noi e intorno a noi. Siamo sempre sorvegliati da governi e da case di produzione di prodotti che in realtà non sappiamo se davvero ci servono, tanto il mondo continuerà a girare allo stesso modo che nel 1815.

Non sarò certo io a dirvi che questa attitudine va cambiata. Personalmente, evito di avere un profilo personale su Facebook e condivido il meno possibile informazioni riservate attraverso telefono, mail e servizi di vario genere.

Esistono una serie di alternative per la nostra corrispondenza e la nostra navigazione online per mantenere privata la nostra vita e non essere stalkerati da servizi di qualsiasi genere, possiamo imparare ad usarli.