L’importanza del re-styling

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Stasera ho aperto Spotify e ho subito notato una novità: la nuova grafica.
Lo sfondo dell’applicazione è sempre nero ma l’aspetto nel complesso è più minimalista rispetto al precedente che invece era….boh, già non lo ricordo più.
Noto tuttia che dal punto di vista funzionale (a parte qualche dettaglio) Spotify è rimasto invariato: le mie care playlist sono lì,  la sezione Niga è sempre in alto a sinistra, e le canzoni (più o meno discutibili :P) degli amici sono sulla destra. Allora, a parte i colori, cos’ha spinto gli sviluppatori a questo cambiamento?

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Un altro esempio ci viene dato dai social network quali Facebook, Twitter etc. che spesso si aggiornano presentandoci un  look&feel ogni volta diverso dal precedente.
La reazione generale e più comune a questi cambiamenti è  “nooooooo!!! era molto meglio prima!”
E sì, a volte magari è anche vero.
Ma perché allora, se le funzioni rimangono sostanzialmente invariate, molti siti e applicazioni cambiano la grafica?

Ci sarebbero tanti motivi da elencare: rendere l’utilizzo più intuitivo e quindi migliorare l’usabilità,  realizzare un’applicazione o un sito più accattivante e dinamico,  evitare che la precedente grafica venga a noia, adattare il sito ai mutamenti che lo hanno caratterizzato e rappresentarlo secondo l’evoluzione del suo mercato di riferimento.
Nel caso Spotify, il restyling è venuto in seguito a numerosi test e soprattutto sotto suggerimento degli utenti che ne hanno testato e approvato le modifiche.

Chissà Shifts tra qualche anno come sarà…!

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