Mamma Ho Perso L’aereo sembra più strano se visto ai nostri giorni?

Mamma ho perso l’aereo è un  classico di Natale come Miracolo sulla trentaquattresima strada e Una poltrona per due. Tutti gli anni viene trasmesso e guardato. La cosa particolare dei filmoni che passano ogni natale in tv, è che sembrano a prova di tutto. Non invecchiano. Mantengono un loro nucleo di bontà che supera il passare delle mode,  l’evolversi dei mezzi tecnologici, la morte degli spettatori. Prendiamo La vita è meravigliosa, diretto da Frank Capra nel 1946, con James Stewart, da 70 anni continua a essere trasmesso e visto.

Dunque, per sentirmi calato del tutto nello spirito natalizio, qualche giorno fa ho deciso di rivedere la divertente avventura casalinga di Kevin McCallister alle prese con i due ladri più imbarazzanti del pianeta. Nonostante siano passate numerose notti di Natale dalla mia prima visione, ho iniziato seriamente a farmi alcune domande su quanto sia credibile una storia del genere ai nostri giorni.

Indipendentemente dal carattere “provvidenziale” della storia, per il quale è tutto così ben incastrato da risultare profondamente credibile e possibile (Kevin che dorme da solo, corrente elettrica che viene a mancare, ritardo della famiglia per arrivare in aeroporto ecc.), ci sono dei momenti in cui Mamma ho perso l’aereo è un film che fa porre parecchie domande sullo sviluppo della trama.

Sembra che in tutto il film sia solo la madre di Kevin a preoccuparsi davvero del fatto che suo figlio sia rimasto da solo a casa, tanto che nemmeno la polizia prova in alcun modo ad irrompere in casa per sincerarsi che il bambino sia in salute. La cosa più strana è che Kevin sa benissimo che i ladri avrebbero colpito alle “nove in punto”, ma decide di chiamare la polizia soltanto dopo averli pesantemente martoriati. Ma che cosa c’è che non va in questo bambino?

Home Alone 1990 - pizza guy

Il sito di informazione Looper pone però l’attenzione su un aspetto di Mamma Ho Perso L’Aereo, sul quale mi sono fatto spesso molte domande: perché il ragazzo delle pizze non chiama la polizia dopo aver assistito ad un presunto omicidio? Questo sembra davvero molto strano, ma ancora più strano è il fatto che Marv, uno dei due ladri, creda alla conversazione tra gangster come se non avesse mai visto un film in vita sua.

La scena più famosa del film, quella in cui Kevin davanti allo specchio si brucia la faccia con il dopobarba di suo padre, vista dopo tante volte fa sempre sorridere ma perde sempre più di senso. Come fa Kevin a bruciarsi se non si è mai rasato? Non c’è motivo per cui possa fare così male un prodotto alcolico sulla pelle non rasata! Certo, può bruciare leggermente, ma non con una reazione del genere.

americas-favorite-child-soldier-home-alone-25-years-later-body-image-1450737070-size_1000Ed è davanti a questo eccesso che mi rendo conto di quanto sia sbagliato cercare di razionalizzare un film come Mamma Ho Perso L’Aereo, di posizionarlo in un’epoca che non è la sua, di dare un senso a tutti i comportamenti dei personaggi.

Il fatto che una storia così assurda ci possa risultare credibile sta nella grazia in cui Chris Columbus, regista del film, orchestra tutti gli elementi e ce li fa apparire reali, oltre che clamorosamente comici. Non importa se il tuo vicino di casa ha la fama di essere un serial killer, tu decidi di aiutarlo lo stesso a ricongiungersi con la sua famiglia. È questo il senso di tutto, superare l’impossibile.

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È su questi elementi che si è basato il successo di Home Alone, un film che ha raggiunto il valore di grande classico e che è stato uno tra i primi franchise del cinema contemporaneo. Dopo il primo film del 1990 sono state realizzate altre quattro storie per il grande e per il piccolo schermo: Home Alone 2 è il vero e proprio sequel in cui vediamo Kevin McCallister smarrirsi a New York, gli altri progetti del franchise comprendono invece due storie con nuovi protagonisti e un reboot della storia originale con un nuovo cast. Nella struttura transmediale del progetto sono stati realizzati addirittura tre titoli per console come Super Nintendo, Sega Master System e Playstation 2.

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Indipendentemente dai tentativi di rinnovare il franchise di Mamma Ho Perso L’Aereo, introducendo nuove storie e personaggi, scrivere una storia vincente come quella del primo film non avrebbe alcun senso ai nostri giorni, probabilmente. Nonostante il fattore nostalgia colpisca le generazioni dei nuovi trentenni, il cinema (e il mondo) sono così cambiati dal 1990 da banalizzare il senso di un film così “magico” da farci trovare necessariamente qualcosa che non va.

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Se penso che oggi un solo messaggio sul telefono avrebbe potuto risolvere tutta la trama del film in meno di 8 secondi, accetto tutte le stranezze e sorrido, ancora una volta, quando Kevin si affaccia alla finestra all’arrivo della polizia.

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