Pagheresti un robot per scrivere al posto tuo?

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Viviamo ormai in un mondo in cui gli auguri di compleanno si fanno su Whatsapp e le dichiarazioni su Facebook. Si studia su Wikipedia e, oh yes, si fa giornalismo online! Scrivere a mano è per molti considerata un’attività preistorica. Quindi, anche se la mamma ci ha insegnato che è buona educazione rispondere quando riceviamo un biglietto o una lettera, spesso siamo troppo pigri per farlo e corriamo a nasconderci ancora una volta dietro un monitor.

Tuttia ci sono dei momenti in cui è necessario farsi forza, respirare profondamente e riprendere ad usare quello strano arnese chiamato “penna”.

O forse no?

Non temete, qualcuno sta risolvendo questo problema per voi.Dobbiamo ringraziare la società newyorkese Bond, la quale ha costruito un robot in grado di imitare la nostra grafia per rispondere a biglietti di auguri, lettere ed ogni altro genere di nota che siamo troppo pigri per scrivere a mano!

In realtà qualcosa del genere già esisteva. Un’altra azienda infatti permetteva di inviare messaggi scritti su carta direttamente dal proprio smartphone. Tuttia i font utilizzati, seppur simili all’handwriting, erano standard. Per cui, se si invia una lettera a qualcuno di molto vicino, c’erano buone probabilità che si venisse scoperti (specialmente per i medici!).
Il robot di Bond ha compiuto un passo in anti utilizzando una penna stilografica che scrive in modo diverso a seconda della pressione esercitata sulla carta, emulando la grafia precedentemente analizzata.

 

Parlando di questa start up è facile ricondurre il pensiero al film di Spike Jonze, “HER”, dove nelle primissime scene vediamo Theodore, il protagonista, alle prese con il loro più impersonale di tutti i tempi: quello di scrivere lettere d’amore per conto di terzi.  Nel nostro caso, per fortuna, il contenuto è ancora personale e qualsiasi grafologo sarebbe in grado di verificare con semplici test se una lettera sia stata scritta da una macchina o da un umano. Infatti per quanto precisa possa essere l’emulazione della grafia, una lettera scritta dal robot sarebbe scevra di curve e variazioni presenti in un documento scritto da una persona. Una sorta di test di Turing della grafia? Può darsi.

L’app è disponibile per ora solo in America, ed è distribuita gratuitamente sui marketplace, mentre il costo di ogni messaggio varierà a seconda del numero dei caratteri, dei colori e così via. In media un messaggio di 255 caratteri (poco più lungo di un tweet) costa 5 dollari. Insomma, ci “spennano” in ogni caso.