mer. Dic 12th, 2018

Shaq Fu – A Legend Reborn è un viaggio negli anni ’90, andata e ritorno.

Era il 1994, ci trovavamo nella metà dei magnifici nineties. I Nirvana perdevano il proprio leader, l’Italia usciva sconfitta dalla finale dei mondiali contro la seleçao brasiliana e, noi tutti, eravamo ammaliati da quella meravigliosa tecnologia da salotto che era il Super Nintendo.

Era il 28 ottobre e Shaq Fu era “‘l’ennesimo” picchiaduro in 2D a scorrimento orizzontale. L’unica differenza era che, l’eroe in questione, non era altro che Shaquille Rashaun O’Neal conosciuto come Shaq, un campione che durante i suoi 19 anni di carriera in NBA ha giocato in sei squadre, conquistando quattro titoli, tre con i Los Angeles Lakers e il più recente, nel 2006, con i Miami Heat.

Vedere un cestista come Shaq nei panni di un eroe dei videogiochi era formidabile: Shaquille O’Neal si “aggirava” in un dojo di Kung Fu mentre viene a conoscenza di una partita di basket di beneficenza a Tokyo in Giappone. Dopo aver parlato con un maestro di kung fu, si imbatte in un’altra dimensione, dove deve salvare un ragazzo di nome Nezu dalla diabolica mummia di Set – Ra.

Era il 1994.

Sono passati 24 anni e, per noi trentenni, è rimasto ancora viva nella memoria la magia di quegli anni. Per questo motivo non abbiamo potuto non far passare inosservata l’uscita di Shaq-Fu: A Legend Reborn, una produzione Saber Interactive e Wired Productions uscito per PlayStation®4, PC, Xbox One e Nintendo Switch™ che sancisce il ritorno alle “mazzate” del mitico cestista americano.

Noi, l’abbiamo giocato su Switch, per fare un omaggio alla grande N e ai tempi che furono, a scanso di equivoci!

Shaq Fu: A Legend Reborn è un beat ‘em up con elementi grafici rinnovati rispetto alla tradizione e raccontano un’avventura originale nella quale un bambino cinese (cinese?!?) viene ritrovato nelle acque di un fiume e addestrato alle arti marziali da un maestro ma sta per scoprire una dura verità sul suo destino. Shaq inizia il suo viaggio dopo aver visto il suo squinternato maestro dare la vita per salvarlo da una nuova minaccia. Dovremo farci strada a suon di ceffoni per riuscire a capire cosa stanno tramando gli “oscuri signori del palazzo” alle nostre spalle.

Il gioco è ben scritto, arguto e molto divertente: non si prende mai sul serio. Questo è necessariamente un bene quando parliamo di giochi che vogliono imporsi per giocabilità e originalità. Devo dire che ben poche volte ho trovato in un titolo “new gen retro arcade” la voglia di giocarci più volte (l’ultimo è stato il mitico Broforce), complice probabilmente la possibilità di giocarlo in treno o durante le pause dal lavoro con la Switch.

Si tratta di un gioco che sulla console di Nintendo gira abbastanza fluidamente e subisce qualche calo di framerate in modalità portatile quando l’azione (e lo schermo) comincia a diventare davvero piena di nemici. Non ho riscontrato però molte volte questo problema, il che è un bene. Si tratta di un gioco che fa dimenticare qualche piccolo difetto, rispetto al divertimento che può dare.

La storia è ben fatta, in stile produzione film blockbuster tamarro anni ’90. Ci piace.

Per maggiori informazioni il sito ufficiale del gioco 

 

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