Sono almeno vent’anni che giochiamo, ogni anno, ai più importanti titoli calcistici su console. Ci hanno accompagnato durante le vacanze estive prima di iniziare la scuola, ci hanno fatto letteralmente sudare durante le interminabili partite con gli amici e oggi ci avvicinano con il gioco in multiplayer online.

Abbiamo impiegato un po’ di tempo per provare al meglio PES 2019, il nuovo titolo calcistico di KONAMI e ne siamo rimasti piacevolmente colpiti.

PES 2019 è un titolo che dimostra davvero di sapersi reinventare ogni anno. Si reinventa con piccoli dettagli che fanno la differenza, con una pressione diversa dallo storytelling o dal color grading di impatto. Quello che apprezzi del nuovo titolo “PES” ogni anno è la spinta che viene data al rendering grafico, ma sopratutto all’esperienza di gioco.

Un comparto grafico davvero rivoluzionario

La cosa che salta immediatamente all’occhio è l’altissima qualità del rendering grafico, dai giocatori agli stadi, passando per l’attenzione ai tessuti delle maglie e ai dettagli della fisionomia. Basti solo vedere l’attenzione con la quale è stato possibile effettuare la scansione in 3D di stadi come il Veltins Stadium dello Schalke (abbiamo inserito un video qui sotto) o quello dei calciatori, alcuni dei quali lasciano un’inquietante sensazione di realismo.

 

Più spazio alla User Experience

PES 2019 è un titolo che rivoluziona il sistema di gioco non soltanto nella grafica del gameplay ma soprattutto nella GUI ovvero nell’interfaccia con la quale l’utente interagisce. I menù sono meglio strutturati e non si rischia di perdersi nel marasma di informazioni tipico delle vecchie edizioni del gioco.

Anche la gestione della modalità MyClub risente di questo cambiamento: tutto è più fluido e anche il sistema manageriale non risente di lunghi caricamenti e interfacce poco intuitive.

Una AI migliorata

Anche l’intelligenza artificiale alla base del motore di gioco ha risentito fortemente della rivoluzione messa in atto da KONAMI che consente finalmente di fare qualche partita di allenamento offline senza assistere a decine di papere dei giocatori avversari. Anche i portieri sono migliorati parecchio, provare per credere.

Multiplayer

Pur non essendo fan sfegatati del multiplayer, c’è da dire che non riusciamo a trovare un significato alternativo a PES 2019 se non quello di sfidare giocatori in tutto il mondo. Sono ormai finiti i tempi in cui ci mettevamo a giocare sul divano di casa in compagnia degli amici di scuola, ora possiamo sfidare nuovi amici e i server di PES 2019 sembrano reggere bene i problemi di lag per cui sono note le terribili connessioni italiane.

Le modalità in multiplayer sono decisamente interessanti ma la nostra preferenza va sicuramente al multiplayer della modalità MyClub che consente di avere quel pizzico di divertimento in più dato dal confronto con le formazioni degli altri giocatori.

C’è da dire che, dopo qualche partita in MyClub, noterete la palese differenza di velocità di gioco con la modalità multiplayer classica.

Licenze, un’annosa questione.

Purtroppo i fan di lunga data di PES sanno bene cosa significa affrontare il problema delle licenze, una storia che purtroppo va avanti da lungo tempo e che ha permesso a questo titolo di creare una fortissima fan base (vedi PesTeam.it con il suo file opzioni) che attraverso i file opzione e le patch da applicare è riuscita a migliorare tantissimi problemi relativi alla grafica del gioco.

Tra i grandi assenti c’è anche la Juventus che prende il nome di PM Black White per non parlare della totale assenza della Serie B italiana che, purtroppo, non ci consentirà di giocare con la retrocessa Benevento, squadra di cui siamo tifosissimi insieme alla SSC Napoli la quale, per fortuna, non ha subito cambi di licenza.

Conclusioni

Pes 2019 viene offerto in varie edizioni, si parte dalla standard fino alla Legend Edition. Le varie edizioni hanno una serie di contenuti aggiuntivi che permettono ai giocatori di sfruttare al meglio la propria squadra in MyClub, modalità di punta che più ci ha divertito in questo ultimissimo titolo calcistico di KONAMI.

In conclusione c’è da dire che PES 2019 rappresenta il gioco di calcio che più diverte e che offre più attenzione al calcio giocato, alla modalità di gioco arcade, meno tattica e senza troppi compromessi di storytelling. Giocare a un gioco di calcio, soprattutto per un casual gamer, significa accendere la Playstation, collegarsi a internet e sfidare giocatori da tutto il mondo.

In questo PES 2019 rappresenta un quadro rivoluzionario nell’attuale generazione di giochi sportivi, fatta di effetti speciali, colori cinematografici e banali tentativi di associare lo storytelling dell’eroe a una carriera sportiva. PES 2019 non punta i piedi su questo, ma su un gioco del calcio genuino e sulla possibilità di divertirsi con gli amici.

E scusate se è poco.

Pes 2019 è disponibile in offerta su Amazon seguendo questo link

Questa settimana abbiamo avuto modo di provare l’ultimo ritrovato in casa Playniac, Insane Robots , disponibile per PlayStation®4  e sul Microsoft Store.

Prima di parlarvi del gioco c’è da fare una piccola anticipazione: questo gioco è stato creato grazie ad un prototipo da tavolo, realizzato…con una pila di vecchi biglietti da visita!

Successivamente i creatori di Insane Robots hanno lavorato duramente sul piano di progettazione fisico e digitale creando un gioco di carte che ci fa dimenticare l’acquisto di costose espansioni di carte aggiuntive e la lenta personalizzazione del deck.

Gli scontri in battaglia avvengono a turni e sullo schermo possiamo avere informazioni sulle carte a disposizione e sulle abilità speciali del nostro robot.

Come in un normale gioco di carte avremo a disposizione nel nostro mazzo una serie di carte da utilizzare per attaccare ed altre (token) per difenderci. Potremo utilizzare le carte per la difesa in una serie di interessanti modi, noi abbiamo spesso preferito creare delle trappole per gli avversari.

Ad ogni turno potremo decidere che carte utilizzare per contrastare il nostro avversario.

Attraverso arene survival generate casualmente i giocatori potranno inoltre sfidarsi in una serie di battaglie di carte in stile Battle Royale. Con una struttura di gioco in multiplayer è possibile combattere con oltre 46 robot con la possibilità di potenziare le proprie skill.

È disponibile anche una campagna single player che dura circa 15 ore, ma abbiamo trovato molto più interessante e divertente la modalità online multiplayer o la modalità testa a testa 2 players in locale.

Abbiamo trovato Insane Robots un gioco dall’ottimo design e con una grande idea alla base. C’è da dire però che il sistema di costruzione del deck e il concetto di randomizzazione della partita può, alla lunga, creare un po’ di confusione nella gestione delle partite.

Puoi avere maggiori Insane Robots visitando il sito ufficiale.

Sono state tante le novità dopo la conferenza di Sony alla convention E3 e già stiamo preparando i fondi per acquistare le fantastiche novità che arriveranno a partire dal prossimo autunno. Ma una delle novità più interessanti è stata sicuramente Control.

Il celebre studio di sviluppo finlandese Remedy Entertainment, Plc., e il publisher 505 Games, hanno svelato il loro nuovo attesissimo videogioco precedentemente conosciuto con il nome in codice “P7.” Dai creatori di Max Payne e di Alan Wake arriva Control, un titolo action-adventure in terza persona che unisce gli scontri a fuoco che hanno reso celebri i precedenti videogiochi di Remedy con le abilità soprannaturali. Control, svelato nel corso della conferenza stampa ufficiale di Sony PlayStation E3 – dove è stato mostrato per la prima volta in esclusiva il trailer di debutto – è ambientato in un mondo unico e in continua mutazione che contrappone la nostra realtà con tutto ciò che è strano e inspiegabile.

Ecco la storia:

Un’agenzia segreta newyorkese è stata infiltrata da una terribile minaccia ultraterrena, i giocatori interpreteranno il ruolo di Jesse Faden, il nuovo direttore dell’agenzia che dovrà tentare di riprenderne il controllo.

Con esperienza di gioco in stile sandbox, in cui il gameplay – esaltato dal motore grafico proprietario Northlight – assume un ruolo fondamentale, richiede al giocatore l’abilità di essere in grado di padroneggiare poteri soprannaturali, equipaggiamenti modificabili e ambienti di gioco reattivi mentre affronterà gli oscuri e misteriosi mondi che caratterizzano Control.

Control rappresenta un nuovo ed elettrizzante capitolo della nostra storia e vuole essere il nuovo punto di riferimento per i giochi targati Remedy. Control esalta la nostra abilità nel creare mondi coinvolgenti che permettono al giocatore di sentirsi al centro dell’esperienza di gioco,” ha dichiarato Mikael Kasurinen, Game Director di Control. “Uno degli elementi chiave per Remedy è stato quello di assicurare più libertà di azione nel gameplay permettendo di sperimentare il gameplay al proprio ritmo di gioco preferito”

“Fin dai nostri primi incontri con Remedy siamo rimasti profondamente ispirati dalla visione di questo progetto, siamo orgogliosi di poterli aiutare a far sì che Control prenda vita e arrivi alla community dei giocatori,” ha affermato Neil Ralley, presidente di 505 Games. “Siamo fiduciosi che questo videogioco rappresenterà un altro grande successo per le nostre aziende.”

Control arriverà per PlayStation 4, Xbox One, e PC (via Steam) nel 2019. Per maggiori informazioni e per seguire gli aggiornamenti ecco il sito ufficiale: www.controlgame.com.

Considerare Vampyr come un normale action Rpg potrebbe essere il peggiore errore che possiate commettere durante i primi minuti di gioco. Questo titolo è un progetto particolarmente ambizioso di Dontnod Entertainment (vi ricordate Remember Me e Life is Strange?) che ambientano la storia di Jonathan Reid, un medico appena tornato dall’esperienza durante il primo conflitto mondiale, nella Londra più oscura di tutta la storia del secolo scorso.

Reid (ho trovato molto divertente l’assonanza del nome del protagonista con un famoso prodotto anti-zanzare) diventa un vampiro in seguito ai suoi studi sulle trasfusioni di sangue, e decide di prendere le sue prime vittime…senza svelarvi altro!

Abbiamo deciso, a differenza di molte altre testate online, di non prodigarci in spoiler in quanto l’elemento fondamentale di questo gioco è sicuramente la storia. La componente narrativa di questo titolo è il fiore all’occhiello di una produzione che porta con sé uno studio sull’action storytelling: le nostre azioni, le scelte che prenderemo caratterizzeranno il finale della nostra avventura.

La possibilità di esplorare quattro quartieri di Londra con diversi personaggi non giocanti, consentirà di modificare la storia su più livelli di narrazione e potremo decidere di approfondire un personaggio, piuttosto che un altro, andando a intrecciare alla trama principale una serie di missioni secondarie. Un sistema di gioco che risulta interessante sul piano delle interazioni con i PNG ma che non sempre ho trovato interessante.

Difatti, avere troppe possibilità di risoluzione del gioco può causare più volte un po’ di incertezza nell’esperienza di gioco, soprattutto perché Vampyr ci permette di esplorare liberamente le zone di Londra alla ricerca di prodotti, per creare sieri e cercare oggetti dai vari nemici sconfitti. Il gameplay consiste in due modalità fondamentali: da una parte ci troveremo quindi a interagire con una serie di personaggi non giocanti in giro per Londra, dall’altra dovremo soddisfare la necessità di sangue del personaggio di Reid.

Un particolare interesse va al sistema di crescita del personaggio che permette di potenziare le abilità non senza una certa difficoltà: uccidere significa portare a casa punti esperienza e potremo addirittura condizionare la storia decidendo di far fuori o meno alcuni dei personaggi chiave. I punti esperienza possono essere utilizzati per sbloccare una serie di interessanti abilità, che possono aiutare durante il combattimento, soprattutto nelle fasi finali del gioco. È possibile utilizzare il combattimento corpo a corpo, le armi o poteri soprannaturali, ma quelle che ho trovato più interessanti e innovative sono sicuramente le abilità da vampiro.

Il continuo e costante adattamento alla nostra tipologia di gioco vi renderà dipendenti da una certa condotta: potremo essere il nuovo “Blade” oppure il più famoso squartatore di Londra.

In ogni caso, l’attesa che Dontnod ha creato intorno alle atmosfere intense di Vampyr hanno trovato un terreno molto fertile e, in alcune recensioni della critica internazionale è stato addirittura paragonato ad una sorta di Comma 22, famoso romanzo di Heller, nel quale assistiamo ad una feroce critica alla grande guerra. La storia di questo gioco ci permette, insomma, di leggere spesso tra le righe.

Particolare attenzione ho voluto dare alle atmosfere dark gothic create anche da una colonna sonora che riesce a far dimenticare qualche elemento grafico non proprio bello da vedere.

In conclusione, Vampyr è un gioco che diverte e che ha qualche elemento innovativo pur essendo un gioco che non rischia moltissimo. Da grande fan degli Action Rpg ho trovato in questo gioco un modello innovativo dal punto di vista dello storytelling e, ad essere sinceri, è quanto basta a far dimenticare qualche carenza relativa al budget di produzione.

Se vuoi provare anche tu Vampyr lo trovi su Amazon a questo link per Xbox One, Ps4 e PC

 

Tra tutti i giochi che vanno giocati su Nintendo Switch la versione di Max: The curse of brotherhood è sicuramente un titolo da recuperare.

Max: The curse of brotherhood è un puzzle-platform che nasce come sequel di Max & the Magic Marker, un gioco uscito qualche tempo fa anche su Nintendo DS. Il gioco si apre con una bellissima animazione in stile Pixar, nella quale vediamo Max esasperarsi dinanzi all’ennesimo tentativo di suo fratello minore Felix di fargli perdere la pazienza. Per questo motivo, come biasimare il giovane Max per aver cercato su “Giggle” il modo per allontanare il piccolo di famiglia dalla sua cameretta? La lettura ad alta voce di un incantesimo arcaico aprirà un portale nel quale Felix viene risucchiato e darà inizio all’avventura di Max, in un mondo magico e pieno di nemici da sconfiggere.

Vi dirò la verità, non si tratta di un gioco particolarmente difficile, tanto che con un bel po’ di abilità è possibile concludere l’intero walkthrough in circa 3 ore, ma prendendovela con calma il gioco durerà almeno 7 o 8 ore.

Suddiviso in alcuni capitoli, il gameplay è strutturato in mondi a tema come foreste e zone vulcaniche in un’avventura che aumenta di intensità man mano che ci avviciniamo al nostro obiettivo finale.

Su switch, in ogni caso, la parte migliore è quella in cui dobbiamo utilizzare una “penna” per risolvere alcuni puzzle. Se per Xbox One e Playstation 4 venivamo aiutati dal pad o dal sensore touch, stavolta sembra che la Switch sia la console definitiva per far girare questo gioco.

Difatti, il livello di esperienza in modalità portatile con il touch screen aumenta notevolmente quando dobbiamo utilizzare l’intera console per poter andare avanti, interagendo con gli oggetti presenti nel gioco. Ci troveremo così ad alzare piattaforme per poter procedere, a creare forme con l’acqua o a spostare oggetti intorno a noi.

La limitazione del gioco sta forse nell’impossibilità di poter interagire con tutti gli elementi intorno a noi, ma per qualche minuto di divertimento non ci si fa nemmeno tanto caso.

La struttura dei puzzle e dei boss non è particolarmente complessa, tanto che se avete un po’ di dimestichezza con i giochi di Mario come l’ultimo Super Mario Odissey, vi troverete a risolvere alcuni livelli con particolare facilità.

In definitiva è un gioco che non brilla per storytelling ma è da provare soprattutto per le ambientazioni e per il design che risulta davvero eccezionale, un piacere per gli occhi.

Si tratta di un gioco che consigliamo a un pubblico di giovanissimi ma che fa divertire anche chi cerca un titolo per Switch che non costi troppo e consenta di far passare il tempo in attesa al gate dell’aeroporto attraverso magici mondi.

Trovi Max: The Curse of brotherhood su Amazon a questo link

 

Signori, non immaginavamo che un simulatore sulla gestione agricola potesse essere così divertente.

Pure Farming 2018 è un simulatore di azienda agricola nel quale è possibile utilizzare tutte le ultime tecnologie e macchinari originali all’avanguardia per lanciarsi a capofitto nelle attività che vanno dalla coltivazione del suolo e delle colture all’allevamento di bestiame e alla produzione di energia pulita.

Per chi è sempre stato incuriosito dalla vita di campagna e vuole provare cosa significa gestire una vera azienda agricola, Pure Farming 2018 può darne la possibilità senza sudate e stanchezze aggiunte.

Ambientato in luoghi come Italia, Germania, Asia e le due Americhe in Pure Farming 2018 è possibile piantare colture specifiche e giocare in tre modalità differenti: Coltivazione LiberaLa mia prima fattoria e, soprattutto, Sfida di Coltivazione.

Ci siamo approcciati a questo gioco con tutti i dubbi e le perplessità del caso ma, in generale, la sensazione che si ha fin dai primi minuti di gioco (se non ti sei mai approcciato a un simulatore del genere) è quella di trovarsi davanti ad una mix tra Grand Theft Auto 3il giardino Zen che conservi sulla mensola in ufficio.

Tutto ciò può sembrar banale, ma la realtà supera la fantasia quando il primo tutorial di gioco, con indicazioni tramite un tablet personale del protagonista, vi consente di effettuare le prime operazioni di raccolta con gli automezzi fino alla prima vendita sul mercato dei nostri prodotti.

Con un livello di dettaglio più alto di quello richiesto solitamente da un simulatore gestionale, Pure Farming  2018 è possibile guidare veicoli agricoli autentici dei leader del settore come Zetor, Landini, McCormick, Gregoire, DAF, Mitsubishi e molti altri. Inoltre è possibile provare tutto ciò che immaginate dell’agricoltura moderna, come l’allevamento, i frutteti, le serre, la coltivazione dei campi, l’energia pulita e altro ancora.

Noi, a dire il vero, siamo sempre stati affascinati dal mondo della coltivazione della vite: grazie a Pure Farming 2018 siamo riusciti a coltivare il nostro vigneto per la produzione di un’ottimo vino virtuale. Ci viene ancora da sorridere scrivendo questa recensione, ma l’esperienza è simpatica quanto rilassante.

Il processo di fruizione di questo gioco non è tanto legato al raggiungimento degli obiettivi: la modalità di coltivazione libera si pone su un livello di otium indescrivibile. Potete giocare per molto tempo senza nemmeno accorgervene, scaricando lo stress della giornata.

Ecco un video illustrativo di Pure Farming 2018, disponibile su Amazon per PC, Ps4 e Xbox One.

 

Dopo anni dall’uscita del film Jumanji, ecco arrivare nelle sale italiane il 1 Gennaio l’atteso sequel: Jumanji – Benvenuti nella giungla. Questo film sarà una vera e propria evoluzione del vecchio Jumanji nel quale un gioco da tavolo era al centro di tutta la narrazione. Stavolta, mentre si trovano in punizione a scuola, Spencer, Fridge, Bethany e Martha scoprono un vecchio videogioco, Jumanji; non appena avviano la partita, i quattro vengono catapultati all’interno del mondo del videogioco, ognuno con il proprio avatar.

In una società dove si parla molto di realtà virtuale ed aumentata, dove la user experience trascina le folle, un film come Jumanji – Benvenuti nella giungla ci aiuta a riflettere sull’importanza del lavoro di squadra e di come le proprie forze, così come le proprie debolezze, possono essere importanti nella vita.

Per comprendere ciò ecco arrivare il tema dello scambio di corpo, un escamotage narrativo tanto attuale quanto nostalgico che impernia la trama sulle capacità dei personaggi di sopravvivere alle insidie di Jumanji per non restare bloccati nel gioco.

Ecco così arrivare l’esplorazione di Jumanji, un capitolo rimasto inesplorato, di cui solo il personaggio di Robin Williams poteva narrarne le disavventure. Stavolta ci sarà un nuovo team con un cast d’eccezione capitanato da Dwayne Johnson e Jack Black. Ogni partecipante avrà solo 3 vite a disposizione e una serie di indovinelli in rima da decifrare per cercare di sopravvivere al gioco.

È sicuramente interessante la dinamica transmediale che si è creata intorno al film per allargare la visione: dal 18 dicembre è infatti disponibile un contest con una serie di minigame su Facebook che permettono alla squadra più forte di aggiudicarsi un viaggio in Thailandia. Noi ci stiamo già provando! Scopri di più su questo sito.

L’appuntamento è al cinema con Jumanji – Benvenuti nella giungla a partire dal 1 Gennaio 2018!

 

Uno dei prossimi successi di Wired Productions sarà sicuramente l’action platform Max: The Curse of Brotherhood, un’avventura cinematografica perfetta per tutta la famiglia. Con questo titolo potrete immergervi in ambientazioni Scandinave, attraverso paesaggi tipici della Norvegia e della Svezia, con uno storytelling davvero avvincente.

Con una modalità di gioco jump&run questo gioco saprà trascinarvi in una serie di puzzle innovativi e di sfide all’interno di antichi tempi e verdi foreste.

Insieme al fratello Felix, Max dovrà sconfiggere il malvagio Lord Mustacho e farsi strada tra un livello all’altro attraverso ponti fatti di alberi e lunghe liane.

Leo Zullo, Managing Director di Wired Productions ha dichiarato: “Siamo assolutamente entusiasmati di riuscire finalmente a portare questo progetto su PS4. Si tratta di un gioco magico con incredibili effetti visivi”.

Max: The Curse of Brotherhood sarà disponibile per Ps4 entro il prossimo autunno, in tempo per le vacanze Natalizie.

Un utente su reddit ha postato un’immagine che specula fortemente sulla possibilità che un nuovo titolo dedicato a Tomb Raider sia in progettazione (o addirittura in sviluppo).

A giudiare dai dettagli sfocati dalla foto è possibile riconoscere un titolo del gioco, una sorta di “Shadow of the Tomb Raider”. Sembra così che si sia scoperto qualcosa di più sul nuovo titolo grazie a una foto comparsa dal nulla. Ma sarà davvero un leak o si tratta di una manovra di marketing organizzata da Ubisoft?

Una risorsa interna a Square Enix ha confermato a Kotaku che Shadow of the Tomb Raider sarà effettivamente il titolo del terzo progetto dedicato al reboot di Tomb Raider, rilasciato nel 2013 con il suo primo titolo.

Non abbiamo ulteriori dettagli, ma la rete non è nuova a questo tipo di speculazioni. Già per Assassin’s Creed Unity ci furono una serie di random screenshots dispersi per la rete, ma in questo caso si tratta semplicemente di una presentazione di Power Point piuttosto sfocata.

In ogni caso, legittima o meno, penso che sia il caso di parlare della possibilità di questo nuovo titolo e vi terremo aggiornati sugli sviluppi. Voi cosa ne pensate?

Trovare un paio di cuffie da tenere sulla testa durante le lunghe sessioni di gaming non è impresa facile. Spesso e volentieri alcuni prodotti di fascia alta non sono assolutamente all’altezza di ciò che propongono e bisogna andare a cercare delle altre soluzioni online. Ho trovato nelle HW-398 un ottimo compagno di giochi durante le sessioni online in multiplayer e ve lo spiego in 5 motivi:

MATERIALI
Le HW-398 sono compatte e di grande qualità. I materiali plastici e in policarbonato sono piacevoli al tatto e regalano una bella sensazione già dal primo unboxing. Per quanto riguarda l’utilizzo ci rendiamo subito conto del comfort che sono capaci di donarci grazie all’imbottitura posta al di sopra dell’arco. Numerosi modelli di cuffie sono impossibili da tenere sulla testa per più di 30 minuti per via di una serie di dolori dovuti alla scarsa attenzione all’esperienza degli utenti. Le HW-398 abbattono questo problema con un sistema di cuscinetti imbottiti che riescono a mantenere la giusta temperatura anche nelle sessioni di gioco o di lavoro più calde.

AUDIO
Le potenzialità di questo prodotto sono interessanti, sia da un punto di visto di entrata audio che di uscita. Il microfono ad archetto ha la giusta sensibilità e non satura l’audio, mentre la definizione dell’audio in uscita è davvero mirabile. Inoltre, il microfono può essere staccato per evitare di avere un impedimento quando non lo si utilizza. Queste cuffie hanno il giusto valore di equalizzazione, non esagerando sulle frequenze basse. Il livello dei volumi può essere regolato con due controlli, uno posto su una scheda audio integrata nella confezione, l’altro con un controller posto sulle cuffie. Le possibilità di regolazione sono davvero ottime e permettono di gestire i volumi in base all’attività che stiamo svolgendo.

IL WIFI
Nella confezione troviamo un ricetrasmettitore wifi da collegare con una presa ottica inclusa anch’essa nella confezione. Questo sistema permette di mantenere buono l’ascolto per circa 6-7 metri dal controller. Ovviamente, allontanandoci in un’altra stanza iniziamo ad avere problemi di ricezione del segnale.

AUTONOMIA
La batteria dura davvero tanto per essere una cuffia in wifi. Circa 5 ore di durata per una batteria da 1200 mah che si ricarica in circa 3 ore. Ottimi risultati, consiglio di caricarla nelle ore notturne per avere a disposizione le cuffie durante il giorno.

ASCOLTO DELLA MUSICA
Con i suoi livelli equalizzati sono cuffie consigliate non solo per il gaming ma per ottenere il meglio anche dall’ascolto della musica su spotify. Non è un prodotto consigliato per producer musicali, ma offrono un’esperienza di ascolto ottima per chi vuole ascoltare un po’ di musica tra una sessione di gioco e l’altra.

Potete acquistare le cuffie HUHD HW-398 su Amazon seguendo questo link e applicando il codice sconto 3B7IZJWN al momento dell’acquisto che vi permetterà un risparmio di 7€ sul totale!

Questo slideshow richiede JavaScript.

Inline
Inline