Sono almeno vent’anni che giochiamo, ogni anno, ai più importanti titoli calcistici su console. Ci hanno accompagnato durante le vacanze estive prima di iniziare la scuola, ci hanno fatto letteralmente sudare durante le interminabili partite con gli amici e oggi ci avvicinano con il gioco in multiplayer online.

Abbiamo impiegato un po’ di tempo per provare al meglio PES 2019, il nuovo titolo calcistico di KONAMI e ne siamo rimasti piacevolmente colpiti.

PES 2019 è un titolo che dimostra davvero di sapersi reinventare ogni anno. Si reinventa con piccoli dettagli che fanno la differenza, con una pressione diversa dallo storytelling o dal color grading di impatto. Quello che apprezzi del nuovo titolo “PES” ogni anno è la spinta che viene data al rendering grafico, ma sopratutto all’esperienza di gioco.

Un comparto grafico davvero rivoluzionario

La cosa che salta immediatamente all’occhio è l’altissima qualità del rendering grafico, dai giocatori agli stadi, passando per l’attenzione ai tessuti delle maglie e ai dettagli della fisionomia. Basti solo vedere l’attenzione con la quale è stato possibile effettuare la scansione in 3D di stadi come il Veltins Stadium dello Schalke (abbiamo inserito un video qui sotto) o quello dei calciatori, alcuni dei quali lasciano un’inquietante sensazione di realismo.

 

Più spazio alla User Experience

PES 2019 è un titolo che rivoluziona il sistema di gioco non soltanto nella grafica del gameplay ma soprattutto nella GUI ovvero nell’interfaccia con la quale l’utente interagisce. I menù sono meglio strutturati e non si rischia di perdersi nel marasma di informazioni tipico delle vecchie edizioni del gioco.

Anche la gestione della modalità MyClub risente di questo cambiamento: tutto è più fluido e anche il sistema manageriale non risente di lunghi caricamenti e interfacce poco intuitive.

Una AI migliorata

Anche l’intelligenza artificiale alla base del motore di gioco ha risentito fortemente della rivoluzione messa in atto da KONAMI che consente finalmente di fare qualche partita di allenamento offline senza assistere a decine di papere dei giocatori avversari. Anche i portieri sono migliorati parecchio, provare per credere.

Multiplayer

Pur non essendo fan sfegatati del multiplayer, c’è da dire che non riusciamo a trovare un significato alternativo a PES 2019 se non quello di sfidare giocatori in tutto il mondo. Sono ormai finiti i tempi in cui ci mettevamo a giocare sul divano di casa in compagnia degli amici di scuola, ora possiamo sfidare nuovi amici e i server di PES 2019 sembrano reggere bene i problemi di lag per cui sono note le terribili connessioni italiane.

Le modalità in multiplayer sono decisamente interessanti ma la nostra preferenza va sicuramente al multiplayer della modalità MyClub che consente di avere quel pizzico di divertimento in più dato dal confronto con le formazioni degli altri giocatori.

C’è da dire che, dopo qualche partita in MyClub, noterete la palese differenza di velocità di gioco con la modalità multiplayer classica.

Licenze, un’annosa questione.

Purtroppo i fan di lunga data di PES sanno bene cosa significa affrontare il problema delle licenze, una storia che purtroppo va avanti da lungo tempo e che ha permesso a questo titolo di creare una fortissima fan base (vedi PesTeam.it con il suo file opzioni) che attraverso i file opzione e le patch da applicare è riuscita a migliorare tantissimi problemi relativi alla grafica del gioco.

Tra i grandi assenti c’è anche la Juventus che prende il nome di PM Black White per non parlare della totale assenza della Serie B italiana che, purtroppo, non ci consentirà di giocare con la retrocessa Benevento, squadra di cui siamo tifosissimi insieme alla SSC Napoli la quale, per fortuna, non ha subito cambi di licenza.

Conclusioni

Pes 2019 viene offerto in varie edizioni, si parte dalla standard fino alla Legend Edition. Le varie edizioni hanno una serie di contenuti aggiuntivi che permettono ai giocatori di sfruttare al meglio la propria squadra in MyClub, modalità di punta che più ci ha divertito in questo ultimissimo titolo calcistico di KONAMI.

In conclusione c’è da dire che PES 2019 rappresenta il gioco di calcio che più diverte e che offre più attenzione al calcio giocato, alla modalità di gioco arcade, meno tattica e senza troppi compromessi di storytelling. Giocare a un gioco di calcio, soprattutto per un casual gamer, significa accendere la Playstation, collegarsi a internet e sfidare giocatori da tutto il mondo.

In questo PES 2019 rappresenta un quadro rivoluzionario nell’attuale generazione di giochi sportivi, fatta di effetti speciali, colori cinematografici e banali tentativi di associare lo storytelling dell’eroe a una carriera sportiva. PES 2019 non punta i piedi su questo, ma su un gioco del calcio genuino e sulla possibilità di divertirsi con gli amici.

E scusate se è poco.

Pes 2019 è disponibile in offerta su Amazon seguendo questo link

Il mercato dei videogiochi indipendenti ha trovato una certa fortuna negli ultimi anni, soprattutto con l’attenzione che Nintendo ha dato a una buona quantità di titoli giocabili in mobilità su Nintendo Switch.

Per questo motivo, moltissimi sviluppatori alle prime armi hanno iniziato a interessarsi al mondo della programmazione di videogiochi, adottando uno stile retro arcade dal gusto nostalgico.

Gli anni ’90 sono ormai andati e con essi la tecnologia ci ha lasciati a favore di una maggiore attenzione alla definizione e ai dettagli. Non è detto però che non possiate anche voi cimentarvi in quella che è una modalità di programmazione davvero semplice e basata su un mood in 8 bit.

Pixel Game Maker MV

Grazie ad un early access su steam siamo riusciti a provare uno dei software che si propone di rivoluzionare il settore di programmazione di giochi indipendenti. Si tratta di Pixel Game Maker, un software che ha già ricevuto numerosi consensi nel mondo del gaming e che sta portando avanti una filosofia di avvicinamento a sviluppatori alle prime armi che vedono nei videogiochi una passione ma soprattutto una forma di guadagno.

Come funziona il software

Chi ha dimestichezza con software di sviluppo avanzati come Unity si renderà conto di alcune similitudini nello sviluppo di videogiochi già dal primo utilizzo. Pixel Game Maker MV semplifica la gestione di assets e sprite all’interno della finestra di lavoro e permette di sviluppare animazioni semplici in pochi click.

La possibilità di gestire l’ordine degli oggetti e la struttura gerarchica delle azioni permette all’utente di verificare in ogni momento ciò che succede ad ogni elemento in ogni momento dello sviluppo.

La gestione delle animazioni e degli sprite avviene tramite un’interfaccia dedicata nella quale è possibile modificare i vari fotogrammi e modificarli in base all’utilizzo. Le varie risorse possono essere salvate e integrate successivamente nelle scene utilizzando il pannello principale.

È possibile creare degli elementi in tile, utilizzando un pennello per costruire il level design e velocizzare i tempi di programmazione attraverso una migliore esperienza utente e un approccio intuitivo.

Esempi di giochi realizzati

Grazie a Pixel Game Maker MV sono stati creati già numerosi giochi tra cui Bike Dash Excite! che trovate qui  e Witch & 66 Mushrooms che trovate qui.

Considerazioni finali

Se siete alla ricerca di un software che vi aiuti nello sviluppo di videogiochi dallo stile semplice, allora questo software fa al caso vostro. Si tratta di una suite pensate per rendere immediato lo sviluppo di videogiochi con un certo stile ma, certamente, non farà al caso vostro nel caso in cui vogliate qualcosa in più in termini di rendering grafico.

Tuttavia, lo sviluppo di nuove funzioni nelle successive release di Pixel Game Maker MV lascerà meno spazio a sbavature e permetterà agli utenti di avvicinarsi ancora di più al favoloso mondo del game design.

Trovi Pixel Game Maker MV su Steam a questo link.

Continuiamo a parlare di giochi indie qui su SHIFTS! e stavolta lo facciamo con  TerraTech una nuovissima produzione di Payload Studios, studio indipendente britannico fondato da Russ Clarke.

Russ Clarke ha lasciato lo studio mobile Ideaworks di Londra per dedicarsi alla propria avventura indipendente nel 2012 e con Payload Studios ha sfruttato la sua esperienza di lavoro su franchise come Metal Gear, Call of Duty, Resident Evil, Tomb Raider e Fable per creare il primo prototipo per TerraTech.

Dopo aver trascorso un po ‘di tempo come consulente, è tornato al prototipo TerraTech per trasformare la sua visione in un progetto indie in piena regola.

TERRATECH

Ambientato nell’universo inesplorato, TerraTech è la storia di un pianeta con una popolazione in espansione e numerosi danni ambientali, molti dei quali creati da spietate multinazionali che organizzano spedizioni per cercare e colonizzare nuovi pianeti.

Il tuo compito è quello di guidare l’assalto, costruendo congegni e veicoli a partire da una serie di parti diverse, ognuna con una specifica funzione. Obiettivo di ogni missione è quindi quello di colonizzare il pianeta, prendere le sue risorse e inviarle sul tuo pianeta e, soprattutto, potenziarti.

A cosa serve potenziare il proprio veicolo?

Beh soprattutto per contrastare i tuoi rivali che si troveranno ad affrontarti in combattimento diretto, per impedire alla tua flotta di dominare il loro mondo.

È grazie a queste battaglie che arrivano i bottini di guerra. Attraverso una serie di battaglie sarà possibile acquisire nuove parti del veicolo e nuove armi. Inoltre, grazie alle risorse è possibile potenziare ulteriormente le capacità della flotta.

Abbiamo trovato TerraTech un gioco essenziale. È un titolo che si plasma intorno alla tua voglia di giocare. Accendi la Playstation, fai partire la partita e sei già nel gioco a raccogliere risorse e a potenziarti. Fondamentalmente si tratta di un gioco di esplorazione e confronto, anche online. La bellezza di questo titolo sta proprio nelle infinite possibilità di gioco in quanto i mondi sono generati in modo procedurale ed esiste una gamma potenzialmente illimitata di design e personalizzazione del veicolo.

Un altro aspetto interessante è la possibilità di creare alleanze per salire i ranghi e ottenere profitti dalle tue esplorazioni.

Per concludere, Terratech è un gioco che si propone come un titolo sandbox piuttosto evoluto, dove dobbiamo proteggere le nostre creazioni ed andare avanti nel gioco in maniera assolutamente empirica. Si tratta di procedere per tentativi, costruendo il migliore veicolo che ci permetterà di avanzare più velocemente nel gioco per sbloccare i vari obiettivi.

Terratech è disponibile per PlayStation 4 sul PlayStation Store a €24.99 ma anche su Xbox One e su Steam.

Per maggiori informazioni visita il sito www.terratechgame.com

Erano i favolosi anni ’90 e, davanti ai nostri Pentium II, mettevamo a dura prova i nostri neuroni per mettere la parola fine a quelle avventure apparentemente interminabili, spesso partorite dalla testa di quei geni che lavoravano alla Lucas Arts.

Erano anni favolosi che, a dirla tutta, stiamo spesso rivivendo con enormi fenomeni di remaking o di rebooting talvolta imbarazzanti o totalmente inutili.

Tuttavia, nell’enorme produzione scaturita dall’effetto nostalgia dell’industria culturale 4.0 spesso il mercato dei videogiochi indipendenti ci regala una perla rara. È il caso di The Wardrobe una geniale quanto ammiccante produzione di C.I.N.I.C. Games in collaborazione con Adventure Productions che ci trascina in un’avventura originale quanto intensa.

Come promette il trailer, The Wardrobe è un’avventura con un’ottima storia arricchita da personaggi assurdi. La cosa più interessante però è la quantità esagerata di citazioni che potrete trovare all’interno di questo titolo, a volte nascoste (come il radar cerca sfere del drago nel mobile del bagno o il corno blu visto in How I Met Your Mother) o altre volte fin troppo plateali (avete detto The Matrix o Ranma 1/2?).

Non è un segreto, dunque, che gli sviluppatori si siano ispirati a giochi come Monkey Island 2 e Day of the Tentacle per la realizzazione di The Wardrobe e che la storia sia basata su dinamiche che ricordano, in un certo senso, l’ottimo Grim Fandango e altre produzioni come ‘Sam & Max: Hit the Road’ e ‘Tony Tough’.

Gli sviluppatori sono così abituati a nascondere easter egg in giro che, visitando il sito ufficiale di Wardrobe, siamo riusciti a scovare questa immagine con l’iconica 313 di Paperino. Non sappiamo cosa voglia significare, né vi diremo come siamo riusciti a trovarla, ma è chiaro che siamo davanti a dei professionisti in citazioni della nostra infanzia di millennial.

La citazione nascosta all’interno del sito di The Wardrobe chiamata “whatwhatwhat.jpg”

La storia

 

Tutto ha inizio con un picnic organizzato da Ronald e il suo migliore amico Skinny. Tutto sembra andare bene fino a quando Ronald tira fuori due prugne piccolissime dal suo cesto, una per Skinny e una per lui. Essendo totalmente ignaro della sua allergia mortale alle prugne, Skinny va immediatamente in uno shock anafilattico che causa la sua morte improvvisa. Quando si risveglia, Skinny scopre di essere diventato uno scheletro e di essere stato condannato a vivere nel guardaroba della camera da letto di Ronald per sempre.

Il classico “scheletro nell’armadio”, insomma.

 

Cosa ci piace

‘The Wardrobe’ è un gioco di avventura 2D punta e clicca visivamente ricco nel quale possiamo controllare il personaggio principale, Skinny, da una prospettiva in terza persona, spostandoci tra le varie posizioni per risolvere i puzzle trovati all’interno del mondo. Ciò avviene interagendo con gli elementi evidenziati (hotspot) all’interno dei diversi scenari. Per ogni hotspot, puoi scegliere tra quattro tipi di azioni: Guarda, Rispondi, Usa e Parla.

Come vuole la tradizione dei punta e clicca tutti i dialoghi hanno scelte multiple e ognuna di queste scelte aumenterà la conoscenza dell’avventura.

Skinny raccoglierà molti oggetti durante l’avventura, che sono conservati all’interno del suo torace. Gli oggetti possono essere combinati con altri oggetti o utilizzati direttamente su hotspot per risolvere enigmi e procedere con il gioco.

Una delle cose più interessanti di ‘The Wardrobe’ è il progetto artistico: più di 40 location dipinte a mano e colorate digitalmente, sono popolate con più di 70 personaggi che rendono il progetto di C.I.N.I.C. Games unico pur profilandosi come un meltin’ pot di citazioni.

Quanto è bello il Made in Italy


Non solo la capacità di storytelling ma anche lo sviluppo di The Wardrobe sono Made in Italy. 

C.I.N.I.C. Games è uno sviluppatore indipendente con sede a Pisa (Italia). I membri del team sono: Francesco Liotta, programmatore, studente di sceneggiatura e scienze informatiche presso l’Università di Pisa; Marco Sabia, illustratore e studente all’Accademia del digitale di Nemo Arte a Firenze; Stefano Barilli, colorista digitale e studente di nuove tecnologie presso l’Accademia Santa Giulia di Brescia.

 

Adventure Productions è l’etichetta di sviluppo, pubblicazione e distribuzione di Adventure’s Planet Srl, una compagnia di gioco italiana fondata nel 2006 con sede a Montesilvano (Pescara). Adventure Productions ha acquisito collaborazioni con i principali leader europei distributori e sviluppatori, e ha portato con successo oltre 70 titoli in Italia, tra cui serie classiche come Broken Sword, Deponia, Black Mirror, o giochi indie acclamati dalla critica come SUPERHOT, Endless Legend e Lone Wolf di Joe Dever.

Adventure Productions è anche co-producer di progetti indipendenti in Italia, supportando vari team con lo sviluppo, l’editoria e la distribuzione sul mercato mondiale.

Nel panorama del genere dei giochi di ruolo (Gdr o Rpg) esiste una nuova generazione di titoli che sta provando a rinfrescare il mercato con proposte davvero valide, sia sul fronte delle idee che sul gameplay. Non poteva mancare su Nintendo Switch una valida alternativa come Victor Vran che, con la sua Overkill Edition, riuscirà a conquistare migliaia di giocatori con uno stile semplice ma avvincente.

È difficile parlare di Victor Vran come un gioco innovativo, per due motivi principali: il primo è semplicemente legato allo sviluppo, in quanto questo titolo è già conosciuto dalla community di Steam come un prodotto presente dal 2015 sul marketplace; il secondo motivo è legato alle dinamiche di gioco che sono davvero simili a titoli come Diablo III, un capolavoro con cui è difficile tenere il passo, soprattutto da quando abbiamo saputo della sua prossima uscita per Switch.

Eppure Victor Vran riesce a rapire l’attenzione sin dai primi minuti di gioco. È un titolo che ti prende con la sua semplicità, ti trasporta nei primi dungeon con la sua attitudine plug & play e, senza nemmeno accorgertene, è già passata la prima ora di gioco.

A mio avviso, un prodotto interessante per tre motivi: semplice, dinamico, con una colonna sonora strepitosa.

Abbiamo già provato su Nintendo Switch la Overkill Edition in arrivo a fine Agosto che vi porterà una serie di contenuti extra tra cui Fractured Worlds e la meravigliosa espansione Motörhead: Through the Ages – una selvaggia avventura heavy metal, ispirata ad una delle più chiassose rock band nel mondo.

Uno sguardo alla storia

Victor Vran è un cacciatore di mostri dal passato oscuro. La sua avventura inizia nel regno di Zagoravia ambientato in epoca vittoriana. Bar inglesi, cimiteri, villaggi e strade diroccate sono le ambientazioni che troverete più spesso nei dungeon. Con oltre 40 mappe, la storia viene raccontata attraverso una serie di artworkGrazie all’espansione Motörhead: Through the Ages potremo lanciarci in un’inedita avventura con un testimonial d’eccezione, l’icona rock scomparsa Lemmy Kilmister, ex leader della band hard & heavy britannica.

Da giocare in singolo e in multiplayer

Per me che non sono un grande fan del gioco online (non ho molto tempo da dedicare ai party online) devo dire che la campagna della Overkill Edition che ho avuto modo di provare grazie al test offertomi da Wired Productions  si è rivelata lunga e impegnativa. La mia preferenza va assolutamente alla versione Motörhead: Through the Ages per l’eccezionale scelta della colonna sonora che ti accompagna durante il dungeon. Si tratta di un gioco che è divertente da giocare a casa ma che, lasciatemelo dire, è perfetto da giocare in treno o durante i viaggi in autobus con gli auricolari e il volume a palla. Un’esperienza che non trascura nulla rispetto alla versione per PC e Ps4 ma che ne aumenta il valore attraverso la portabilità.

Da grande fan dei giochi di ruolo a visuale dall’alto (per intenderci: Diablo e Baldur’s Gate sono tra i miei preferiti in assoluto), ho trovato Victor Vran un’alternativa valida e dal carattere essenziale: potenziati, distruggi il mostro, vai avanti. Un passatempo che permette di portare avanti le quest in modo piuttosto rilassante con potenziamenti demoniaci ed armi più o meno potenti (spade ed armi da fuoco in primis).

Victor Vran mi piace perché è tamarro quanto basta, ti diverte anche se sei uno a cui piace giocare sporadicamente, è un ottimo compagno di viaggio in attesa al gate dell’aeroporto.

Un acquisto consigliato agli amanti del genere, ma soprattutto a quelli che amano la musica rock all’interno dei videogiochi: non ve ne pentirete.

Se hai giocato almeno una volta a Fortnite o a Call Of Duty WWII in compagnia di un gruppo di amici, ti sarai reso conto di quanto è importante possedere un headset che ti consenta di partecipare ai party vocali sulla tua Playstation 4.

C’è chi utilizza gli auricolari dello smartphone per risparmiare sui costi e chi, molto spesso, si lancia all’acquisto di prodotti blasonati che promettono profondità di bassi e isolamento acustico da campioni.

Oggi, però, abbiamo provato il nuovo headset di Snakebyte, un’azienda che abbiamo imparato a conoscere negli ultimi mesi e che sviluppa soluzioni di buon livello a prezzi decisamente interessanti.

Ci teniamo a precisare che si tratta di un prodotto che abbiamo ricevuto da Snakebyte ma con cui non abbiamo un rapporto di collaborazione promozionale, per questo motivo la nostra opinione è frutto di una prova genuina del prodotto.

L’ultimo ritrovato in casa Snakebyte è l’Head: Set 4 (disponibile anche per XBOX ONE), un prodotto che ci ha stupito nella sua semplicità.

Il design di Head: Set 4 non presenta elementi di particolare nota. Si tratta di un prodotto semplice con elementi in microfibra e in gomma che si presentano in modo elegante e genuino.

È possibile collegare il microfono attraverso un jack flessibile che si potrà adattare al vostro volto durante l’utilizzo.

I materiali sono economici ma di qualità accettabile, la sensazione è di trovarci davanti ad un prodotto di fascia economica che però consente di essere utilizzato per molto tempo senza subire danni estetici o funzionali.

Per quanto riguarda l’utilizzo con la console, abbiamo collegato Head: Set 4 tramite jack al joypad della ps4 senza avvertire fruscio o rumore di fondo, tipico di prodotti di bassa qualità che spesso si acquistano su Amazon.

Un audio con buoni dettagli, dei quali abbiamo apprezzato la precisa definizione in stereofonia. Sia nell’ascolto di musica che durante il gioco riusciamo perfettamente a renderci conto da quale direzione deriva un colpo, uno sparo o un’esplosione consentendoci così di  individuare i nemici e compagni di squadra.

Gli auricolari di Head: Set 4 sono ben imbottiti e hanno un medio isolamento del rumore di fondo. In sostanza, non si tratta di un prodotto che vi chiuderà all’interno del gioco e vi isolerà dal resto del mondo. C’è da dire che si tratta di gusti, ma soprattutto di salute: non è indicato utilzzare volumi troppo alti e cuffie isolanti per lunghe sessioni di gioco, per evitare che col tempo il nostro udito si danneggi.

Per non parlare dello spavento che ci prendiamo quando qualcuno vi arriverà alle spalle per dirvi che è pronta la cena!

Infine, abbiamo apprezzato il cavo da 1,2 metri di Head: Set 4 dotato di un controllo del volume in-line, che consente di regolare i livelli audio senza utilizzare il controller digitale del menù sulla PS4.

Mike Steup, CEO di snakebyte, ha commentato questo prodotto:

“Grazie alla continua popolarità di giochi come Fortnite e PUBG, una cuffia da gioco di qualità è in cima alla lista dei desideri di tutti i giocatori. Guardando la categoria, è emerso chiaramente che per noi era un’opportunità di fornire un auricolare che fosse accessibile a tutti i giocatori, ma offriva un livello di qualità che sicuramente impressionerebbe. Nei giochi ad alta velocità in modalità “Battle Royale”, è imperativo che tu possa comunicare chiaramente con altri giocatori e tracciare con precisione i movimenti nemici. Pensiamo che il nuovo Head: Set 4 e Head: Set X si adattino perfettamente alla fattura e diventeranno prodotti molto popolari nella nostra gamma. “

Volendo fare una considerazione finale, Head: Set 4 è un prodotto entry level che consigliamo a tutti i giocatori che vogliono divertirsi senza spendere una fortuna per un paio di cuffie da lasciare accanto alla console. Il livello del volume audio non è altissimo ma in questo modo preserva la nostra salute, lavorando molto di più sulle dinamiche e sulla stereofonia in un rapporto che difficilmente troverete in un prodotto della stessa fascia di prezzo su Amazon.

Nella nostra prova abbiamo utilizzato Head: Set 4 sia con un servizio di streaming musicale che con i principali titoli in multiplayer, giocati sia con le impostazioni solo audio che con quelle in “chat vocale”. Abbiamo trovato qualche difficoltà iniziale nel gestire i livelli di audio in entrata dovuti principalmente ai diversi giocatori nel party vocale che, molto spesso, avevano il microfono molto vicino alla bocca. In ogni caso, il consiglio è quello di fare un minimo di equalizzazione di partenza, lasciando più bassi i volumi di gioco e dando maggiore spazio alla chat vocale quando giocate in gruppo.

Trovate Head: Set 4 su Amazon ad un prezzo inferiore ai 25€ seguendo questo link

Questa una galleria di immagini per osservare i dettagli di Head: Set 4:

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Se siete nati nei favolosi anni ’80 del secolo scorso e avete vissuto gli ancor più favolosi anni ’90 da bambini, allora Bud Spencer & Terence Hill – Slaps and Beans vi conquisterà.

Nonostante Bud Spencer & Terence Hill – Slaps and Beans sia un gioco multipiattaforma, abbiamo deciso di provarlo su Nintendo Switch, probabilmente la migliore scelta per questo genere di titoli.

Bud Spencer & Terence Hill – Slaps and Beans è un gioco che conquista fin dai primi minuti di gioco: è il picchiaduro in 2D a scorrimento al quale non abbiamo mai giocato nelle sale giochi da bambini. La prima cosa che abbiamo pensato è stata proprio questa: “perché deve essere soltanto nostalgia?”.

In effetti Bud Spencer & Terence Hill – Slaps and Beans si inserisce in un trend ormai piuttosto noto che prevede l’utilizzo dei miti della nostra infanzia sapientemente riutilizzati per ottenere un nuovo prodotto, rivendibile sulle piattaforme di ultima generazione.

Dopotutto, Nintendo ha venduto non poche copie di NES e SNES mini cavalcando questa nobile onda.

Il gioco

Bud Spencer & Terence Hill – Slaps and Beans nasce grazie ad una campagna Kickstarter di qualche anno fa e, in breve tempo, ha conquistato una larga fetta del fandom dedicata ai film dei due formidabili attori.

Il team Trinity ha saputo creare un buon processo di storytelling legando una serie di film che, per ovvi motivi, non potrebbero avere un filo conduttore. È stata perciò data una forma di continuità utilizzando un filo conduttore che permette di attraversare una serie di livelli con le ambientazioni più famose di film come Lo chiamavano Trinità, Miami Supercops ecc

La cosa più interessante di questo gioco è la fedeltà a quel particolare look and feel dei videogiochi degli anni ’90. Obiettivo raggiunto non soltanto grazie all’utilizzo della grafica in 8 bit, ma soprattutto grazie ad un buon level design che alterna momenti di “schiaffoni” a mini-game che ci consentono di cavalcare nel vecchio west, partecipare a una corsa di auto con la dune buggy, rincorrere un camion sull’autostrada o sfidarsi a chi mangia la maggiore quantità di birra e salsicce.

C’è da dire che nonostante ci sia la possibilità di scegliere il livello di difficoltà non abbiamo mai affrontato boss particolarmente impegnativi o sfide troppo intense. Per questo motivo Bud Spencer & Terence Hill – Slaps and Beans si profila come uno dei giochi più interessanti da giocare su Nintendo Switch, sopratutto durante un viaggio in aereo quando vogliamo un gioco semplice, leggero, divertente e, cosa non da poco, velocissimo da caricare sulla console.

Un gioco che fa, in ogni caso, dell’originalità il suo cavallo di battaglia, pur essendo ancorato ad un franchise ben noto ai giocatori.

Il successo sullo store di Nintendo è stato immediato: nel momento in cui vi scriviamo Bud Spencer & Terence Hill – Slaps and Beans è al primo posto nella classifica dei giochi in digitale e al secondo posto nella classifica generale.

 

Pixel Game Maker MV, un nuovo potente sistema di creazione di giochi, in arrivo su PC il 24 luglio.

Pixel Game Maker MV consente ai creatori di giochi in erba di costruire il gioco d’azione dei loro sogni con strumenti facili da usare. Qui ci sono solo un paio di giochi che sono stati creati sul software finora:

Bike Dash Excite! e Witch & 66 Mushrooms sono due dei giochi che sono stati creati con il motore fisico di Pixel Game Maker MV.

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PLAYISM in collaborazione con KADOKAWA Corporation lancerà in Early Access su Steam dal 24 luglio 2018Pixel Game Maker MV. Il software per la creazione di giochi , che normalmente viene venduto per £ 67,99 / € 71,99, sarà in vendita al lancio con uno sconto del 20% per £ 54,39 / € 57,59 per un periodo di tempo limitato.

Pixel Game Maker MV è il perfetto software di creazione di giochi entry level che ti consente di creare facilmente i tuoi giochi d’azione originali, senza competenze di programmazione o conoscenze specialistiche.

I giochi d’azione che puoi creare sono limitati solo dalla tua immaginazione. La possibilità di utilizzare materiali e risorse originali per animazioni di personaggi, mappe di sfondo, suoni, ecc., ti consente di creare giochi davvero unici.

Qui potete dare uno sguardo al funzionamento del motore.

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Questa settimana abbiamo avuto modo di provare l’ultimo ritrovato in casa Playniac, Insane Robots , disponibile per PlayStation®4  e sul Microsoft Store.

Prima di parlarvi del gioco c’è da fare una piccola anticipazione: questo gioco è stato creato grazie ad un prototipo da tavolo, realizzato…con una pila di vecchi biglietti da visita!

Successivamente i creatori di Insane Robots hanno lavorato duramente sul piano di progettazione fisico e digitale creando un gioco di carte che ci fa dimenticare l’acquisto di costose espansioni di carte aggiuntive e la lenta personalizzazione del deck.

Gli scontri in battaglia avvengono a turni e sullo schermo possiamo avere informazioni sulle carte a disposizione e sulle abilità speciali del nostro robot.

Come in un normale gioco di carte avremo a disposizione nel nostro mazzo una serie di carte da utilizzare per attaccare ed altre (token) per difenderci. Potremo utilizzare le carte per la difesa in una serie di interessanti modi, noi abbiamo spesso preferito creare delle trappole per gli avversari.

Ad ogni turno potremo decidere che carte utilizzare per contrastare il nostro avversario.

Attraverso arene survival generate casualmente i giocatori potranno inoltre sfidarsi in una serie di battaglie di carte in stile Battle Royale. Con una struttura di gioco in multiplayer è possibile combattere con oltre 46 robot con la possibilità di potenziare le proprie skill.

È disponibile anche una campagna single player che dura circa 15 ore, ma abbiamo trovato molto più interessante e divertente la modalità online multiplayer o la modalità testa a testa 2 players in locale.

Abbiamo trovato Insane Robots un gioco dall’ottimo design e con una grande idea alla base. C’è da dire però che il sistema di costruzione del deck e il concetto di randomizzazione della partita può, alla lunga, creare un po’ di confusione nella gestione delle partite.

Puoi avere maggiori Insane Robots visitando il sito ufficiale.

Era il 1996 e con gli amici ci si riuniva per giocare a quello che è stata una rivoluzione nel mondo videoludico. Erano i tempi in cui la Playstation aveva distrutto i castelli e le fortificazioni di Nintendo e aveva provato a portare un vento di innovazione in un gioco che, fino ad allora, si proponeva come un’esclusiva in casa Sony.

Così Crash Bandicoot ha portato su console Sony numerosi titoli ma la prima trilogia è, essenzialmente, quella più apprezzata in tutto il mondo.

Dopo più di vent’anni Crash Bandicoot esce dalle console Sony e Activision è pronto a portarlo anche su Xbox One, PC ma, soprattutto su Nintendo Switch.

Il valore aggiunto

Bando alle ciance: Crash Bandicoot sembra essere nato per una console del genere. Nonostante alcuni titoli siano comparsi negli anni su Gameboy Advance o Nintendo Ds e 3DS c’è da dire che la trilogia originale rimasterizzata si adatta perfettamente allo stile rivoluzionario di gioco di Nintendo Switch.

Per forza di cose Crash Bandicoot non è un gioco che si presta all’attività casalinga così come vent’anni fa: è essenzialmente vecchio, risente di una dinamica di gameplay ormai quasi dimenticata e la storia porta soltanto nostalgia. Eppure, Crash Bandicoot N.Sane Trilogy è uno dei migliori titoli a cui possiate giocare nel 2018.

Perché? Essenzialmente perché potete farlo in mobile, mentre siete in fila alla posta o in treno senza una buona connessione. Possiamo dire quello che vogliamo ma l’offerta di giochi in mobile su telefono non è così entusiasmante come quella che troviamo su Nintendo Switch e l’uscita di Crash Bandicoot N.Sane Trilogy rappresenta un territorio nuovo da esplorare in un mercato che porta un’alternativa valida all’enorme offerta di titoli dedicati a Mario e compagnia bella.

Il gameplay

È divertente leggere un po’ di recensioni in giro per il web che si riferiscono a Crash come un gioco essenzialmente immutato rispetto alle prime versioni degli anni ’90. Ciò è vero se non ci rendiamo conto di come il gameplay dei giochi, in generale, sia essenzialmente cambiato negli anni dando spazio al rendering e alla grafica più che al divertimento e, in linea generale, allo storytelling.

C’è da dire che anche il pubblico è diventato molto esigente quindi potrebbe capitare di acquistare questo gioco con una botta di nostalgia per poi restarne profondamente delusi quando vi accorgerete che, a 11 anni, eravate dei player molto più agguerriti di quanto non lo siate oggi.

In generale, nonostante in molti stiano accusando il colpo per la grafica in risoluzione a 480p in mobilità, vi possiamo assicurare che noi non abbiamo minimamente notato la differenza, soprattutto perché non abbiamo voglia di perdere tempo: il gioco resta un gioco e l’importante è che funzioni. Se poi è in mobilità, ancora meglio! Molti di voi hanno acquistato una switch per questo e noi possiamo confermare che vale la pena di giocare in mobilità.

Il fattore N

Nonostante si tratti di un gioco davvero divertente non è detto che decidiate di abbandonarlo dopo aver completato il primo capitolo della trilogia. Nostalgia, così come noia, insomma. È un titolo perfetto per chi, come noi, si inserisce in una categoria di casual gamer e che vuole divertirsi un po’  dopo una giornata di lavoro o durante l’attesa in un viaggio lungo e in solitaria.

Crash Bandicoot N.Sane Trilogy è disponibile per Nintendo Switch su Amazon in offerta a questo link

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