Gio. Ago 22nd, 2019

The Walking Bread, il nuovo romanzo a capitoli di Shifts!

Parte da oggi una storia a capitoli che ha per protagonista Howard Soots, un panettiere di Hudsonville nel Michigan che si trova a fronteggiare una terribile prova di sopravvivenza nella sua città natale.

Qui il primo capitolo, buona lettura!

Howard Soots era una giovane promessa della sua città. Non era un aspirante startupper in cerca di finanziamenti e nemmeno il fidanzato di una fashion blogger in crisi da selfie, Howard faceva uno dei lavori più antichi del mondo. Howard panificava a tempo pieno.

La difficoltà dell’essere un panettiere, un giovane panettiere per giunta, stava nel dedicare la propria vita al sacrificio: Howard passava le sue giornate a miscelare acqua e farina e, nell’attesa che il lievito facesse effetto, si dedicava a mirabolanti tornei di giochini online sul suo smartphone, almeno fino a quando non si fosse fatta l’ora di infornare le sue creature. Una vita piena di effetti speciali, insomma.

Aveva ormai compiuto 25 anni Howard quando, accortosi che la sua esistenza avesse senso solo a favore dei suoi clienti e degli sviluppatori di applicazioni, decise di dare una svolta alla sua vita. Era il 24 Maggio quando Howard decise di non aprire il forno quella mattina. Gli abitanti di Hudsonville trovarono la saracinesca della Bakery House e, senza farsi troppe domande, si rifornirono dei derivati dal grano presso Mr. Wolgers, un anziano commerciante proveniente dalla Svezia e trasferitosi definitivamente negli Stati Uniti in seguito a uno dei suoi viaggi di lavoro. Wolgers si occupava, negli anni Settanta, di piazzare sul mercato americano gli innovativi cuscinetti a sfera che produceva la sua azienda di Göteborg. Dopo essersi inserito nella società americana provò per qualche tempo a far carriera nel settore dell’automotive, ma senza successo. Libero dalla necessità di portare avanti una famiglia, Wolgers avviò un’attività molto semplice e la portò avanti per tutta la vita. Se vita possiamo chiamarla.

Hudsonville non è una città nota per le sue attrazioni. La gente si limita a vivere o, per lo meno, a sopravvivere. Dalla fine dell’autunno a metà febbraio le frequenti nevicate e i blizzard bloccano la città sotto diversi centimetri di neve, lasciando spesso gli abitanti senza energia elettrica. Ai rigidi inverni si alternano a estati umide e piovose, durante le quali la pioggia è il minore dei problemi.    Ben 17 tornado di media in un anno nella regione del Michigan non sono tanti, sono praticamente troppi per una piccola realtà come Hudsonville. È questo il motivo per cui le attività lavorative più remunerative sono quelle relative all’alimentazione e alla vendita di autovetture. I giovani frequentano la scuola, vivono di obiettivi legati allo sport e qualcuno di loro si distingue per le abilità dimostrate durante le partite con gli amici al Freedom Soccer Field. Poi, una volta diplomati, il regalo più ambito è una macchina, la più semplice possibile, che possa percorrere almeno trecento chilometri, alla ricerca di un futuro più vivo. Qualcuno si dirige a Detroit, altri nella più vicina Chicago, i più avventurosi fanno scalo sino a Toronto.

Howard Soots non ragionò mai sulla possibilità di lasciare Hudsonville, almeno non per un lungo periodo. Il giovane panettiere si era messo in testa che avrebbe cambiato il destino dei luoghi che gli avevano regalato la vita, quella stessa vita che gli era stata sottratta dalla monotonia della quotidianità, scandita dalle docce che gli si proponevano ogni mattina, meccanicamente, sempre uguali.

– Prima il sapone intimo, poi il bagnoschiuma e…oggi è il giorno dello shampoo.

Howard ripassava mentalmente in uno stato di dormiveglia i passaggi che erano utili alla sua igiene quotidiana, guidando la ruvida spugna su quelli che erano i resti di impasto ormai solidificati sulla sua pelle olivastra.

Dopo essersi vestito, usciva in bici dalla sua casa in Westside Drive e si dirigeva verso il laboratorio in centro città, a circa 15 minuti di pedalate e a svariati saluti alla cittadinanza locale.

Il 24 maggio, quella mattina in cui tutto cambiò, Howard chiuse la porta di casa quando notò il sole accarezzare le nuvole che sembravano volerlo, egoisticamente, farlo abdicare dall’impero celeste.

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