mer. Dic 12th, 2018

Uomo allontanato dall’aereo in overbooking, internet si spende in solidarietà o è di nuovo caccia al like?

È ormai sulla bocca di tutti.

Ieri, 10 Aprile 2017, sul volo United in partenza da Louisville, è stato chiesto a quattro persone scelte a caso di lasciare l’aereo e di accettare un biglietto su un volo in partenza il giorno successivo per fare spazio ad altrettanti operatori di volo che avevano necessità di spostarsi in quella fascia oraria. Tra questi passeggeri un uomo, presumibilmente un medico, viene trascinato di forza e contro la sua volontà dopo aver espresso la sua scelta di restare sull’aereo e di non voler accettare un voucher di 800$ come “ricompensa” per il sacrificio.

Potete leggere i dettagli di questa storia semplicemente cercando “uomo” e “aereo” su qualsiasi motore di ricerca questa mattina, ma la necessità che ho di raccontare su questo blog questa vicenda nasce da un presupposto diverso.

Da saltuario frequentatore di reddit, il social network forse più efficace di twitter in fatto di tendenze, mi sono reso conto dell’elevato numero di post e commenti relativi a questa notizia e raccontati in tempo reale. Un evento di proporzioni interessanti che ha subito raggiunto un alto numero di upvote su reddit, generando rabbia e sconforto.

Non è necessario essere un frequent flyer per sentirsi parte di un gruppo di insoddisfatti utenti dei servizi offerti da compagnie aeree, sia che esse siano low cost sia che si tratti di compagnie di punta. Per questo motivo è facile generare un certo hype quando si tratta di mettersi contro un’azienda di trasporti aerei, soprattutto quando esistono molti casi precedenti di disservizi e abusi sui passeggeri.

Ciò che mi lascia perplesso è, ancora una volta, il fenomeno di voyerismo fine a sé stesso che si consuma sui social network dove gli utenti si limitano a denunciare e a criticare quanto accade ma non creano nel loro piccolo i presupposti per cambiare le cose. È abbastanza semplice filmare un video con il cellulare, più difficile cercare di mediare verbalmente per evitare di essere presi a schiaffi. In un momento in cui regna il vero e proprio terrore, in qualsiasi momento non riusciamo a renderci più conto se la violenza viene utilizzata per difesa o per eccesso di prepotenza.

 

In questo frangente ci troviamo a confrontarci con gli strumenti di ogni giorno, con la condivisione, con il mezzo che documenta ogni momento della vita. È necessario far vedere, far conoscere, noi eravamo lì. Ma forse ciò che più compiace è il diventare eroe del documento, più che della denuncia contro chi sta violando le basi della convivenza sociale.

L’invito è, ancora una volta, a cercare l’arma della parola e del confronto. Quando questo non è possibile, impariamo il rispetto. Purtroppo sono parole facili da dire, ma che dobbiamo necessariamente ripetere allo sfinimento.

Ma tanto che ve lo dico a fare: domani, tutti a prendere la stessa compagnia aerea, come se nulla fosse accaduto.

 

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: