Breaking Bad e il sonetto inglese dell’Ottocento

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Quella parte di mondo che ha scelto di guardare Breaking Bad, ha uto la fortuna di conoscere uno dei personaggi più controversi, coinvolgenti, intriganti e magnetici delle serie tv degli ultimi anni.

Quando il genio di Vince Gilligan ha dato vita al personaggio di Walter White, ha pensato di presentarlo al pubblico come un uomo dalla personalità ambivalente. Già dalla primissima scena della prima stagione,  che si apre con il volo di un paio di pantaloni e la corsa di un camper (anzi IL CAMPER) nel deserto, Walter si trova costretto a dover combattere per  l’ amore della propria famiglia e per la soprvivenza nel mondo del narcotraffico.

Chi assiste alla scena della sua dichiarazione d’ amore per sua moglie Skyler e suo figlio Walter Junior, paraplegico, non può restare immune a quelle lacrime confessate a una telecamera ma finisce col restare con gli occhi sbarrati subito dopo nel vederlo impugnare una pistola.

Walter White è un professore di chimica che lora anche in un autolaggio per far quadrare i conti a fine mese, un comunissimo padre di famiglia che scopre di ere un cancro ai polmoni che, nel migliore dei casi, gli permetterà di vivere al massimo altri due anni.

La notizia lo sconvolge ma, anziché abbatterlo, gli da la spinta per rivoluzionare la sua vita. Una vita che, per un uomo intelligente, ambizioso e dotato come lui non è abbastanza.

La sua ventura inizia con l’ invito di Hank, cognato di Walter e agente della Dea, a partecipare a un sopralluogo in un laboratorio di metanfetamina. Li, per caso, incontra Jesse Pinkman, un suo ex alunno del liceo che riesce a scappare alla polizia. Walter, con grande stupore di Pinkman, gli propone di diventare soci. Sa che con la  sua conoscenza della chimica e l’ aiuto del ragazzo potrà racimolare soldi facili da lasciare ai suoi cari prima della sua morte.

Non passa molto tempo prima che Walter, il quale si fa chiamare Heisenberg dai suoi “colleghi” del narcotraffico (altro segno della sua doppia personalità), da padre amorevole con un disperato bisogno di soldi, si trasforma in pluriomicida assetato di potere.

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Pur endo raggiunto la cifra necessaria ai bisogni familiari, Heisenberg non si ferma. Il suo obiettivo è schiacciare tutta la concorrenza per costruire il suo impero di cristalli blu, diventare leggenda e non importa se il prezzo da pagare saranno vite spezzate.

Ho sempre pensato che l’ ego di Walter White fosse smisurato. Questo non mi ha inimicato il personaggio ma mi ha fatto, anzi, riflettere sull’ essenza del suo ruolo.

Dove collocare Heisenberg? Di certo non è un eroe ma non è neppure un “semplice” cattivo, nonostante sia senza scrupoli. Ebbene, si colloca esattamente nel mezzo, al limite tra il giusto e il sbagliato: è un antieroe. Nonostante le sue azioni siano controverse e di discutibile moralità, chi sta danti allo schermo, si immedesima in Heisenberg, lo prende, almeno nel mio caso, come modello da seguire per il suo coraggio e la violenza finisce col sembrarci necessaria in un mondo altro, quello del narcotraffico appunto, che non è il nostro.

Quando penso a Walter White e alla sua ambizione, mi ritorna in mento un sonetto del poeta  Percy Bysshe Shelley intitolato “Ozymandias”.

Ozymandias era il soprannome di Ramesse il Grande, faraone dell’ antico Egitto. Shelly immagina di visitare virtualmente delle antiche rovine,incontra un viaggiatore che gli racconta di er letto un’ iscrizione che recita:

Il mio nome è Ozymandias, re di tutti i re,
Ammirate, Voi Potenti, la mia opera e disperate!.

L’ iscrizione riprenderebbe quella greca di Diodoro Siculo:

Sono Ozymandyas, il re dei re. Se qualcuno vuole sapere quanto grande io sia e dove giaccio, superi qualcuna delle mie imprese.

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Il potere porta ad essere superbi, egoisti, a volte, rende tiranni. Il tempo e la natura annichiliscono queste presunzioni e alla fine, così come del grande faraone restano solo delle rovine, a Walter non rimane niente, se non un mucchio di soldi, kg di blue sky e barili stracolmi di metilammina.

Ozymandyas non rappresenta solo il potere di un re sul popolo. Egli è simbolo e portoce dell’ orgoglio e della arroganza degli uomini di tutti i tempi.

Per contro, Walter White non rappresenta solo il potere di un uomo astuto che ha saputo soggiogare tutti gli altri. E’ simbolo e portoce di comportamenti umani. E’ l’ urlo soffocato di tutti coloro che nella vita si sentono schiacciati, sottovalutati, sottomessi a qualcosa che è più grande di loro e che, appena ne hanno l’ occasione, straripano come un fiume in piena. E non c’ è verso di fermarli.

Ecco perché è un antieroe. Perché si trova a scivolare su una lastra di vetro che segna il limite tra il giusto e l’ ingiusto, tra la morale e ciò che è considerato immorale. Già, perché chi rebbe il coraggio di incriminare un uomo che, nonostante sia diventato schio del suo stesso potere, non smette di pensare alla propria famiglia? Non si può condannare in toto un uomo che è fondamentalmente insoddisfatto della sua vita perché sa che potrebbe ere e meritarne una migliore. Non si può non provare pena per un uomo che ha scoperto solo attrerso il cancro che bisognerebbe vivere come se non si esse nulla da perdere.

Io non riesco a processare Walter White e come me, nemmeno voi. Walter White è un personaggio complesso ma ognuno di noi ha tratto degli insegnamenti da lui. Io ho capito che nella vita ci vuole coraggio da vendere e che è importante cercare il meglio per noi  stessi ogni giorno perché la vita ci pone continui bivi e se prendiamo sempre la strada più semplice, passo dopo passo, la nostra insoddisfatta frustrazione prima o poi ci farà scoppiare, ci renderà schii del nostro stesso violento riscatto e ci metterà di fronte a delle scelte che, per quanto non saranno mai violente e radicali come quelle del mio amico Heisenberg, potranno risultare comunque amorali.

Ricorderemo Walter White come l’ antieroe dei nostri tempi. Rappresenta quegli uomini speciali che continuano a lottare nonostante abbiano perso tutto ed è forse per questo che si attaccano così tanto, fino a diventarne ossessionati, a quel poco che hanno ottenuto con la loro rivalsa. Giusto o sbagliato che sia.

E io non posso non amare un uomo così.