
1666: Amsterdam immerge il giocatore nel Secolo d'Oro olandese durante la grande epidemia di peste, tra canali gelidi e presenze demoniache. Screenshot: Panache Digital Games.
1666: Amsterdam, l’anteprima del dark fantasy di Patrice Désilets: stregoneria, peste e parkour nel Secolo d’Oro
Abbiamo testato la build PC in Accesso Anticipato di 1666: Amsterdam, l’atteso ritorno di Patrice Désilets. Dalla stregoneria al parkour sui tetti con il gatto Aaron, ecco le nostre impressioni a caldo tra fascino storico e ambizioni occulte.
1666: Amsterdam, l’anteprima del dark fantasy di Patrice Désilets: stregoneria, peste e parkour nel Secolo d’Oro
Abbiamo testato la build PC in Accesso Anticipato di 1666: Amsterdam, l'atteso ritorno di Patrice Désilets. Dalla stregoneria al parkour sui tetti con il gatto Aaron, ecco le…
#Gifted Questo prodotto ci è stato inviato da Panache Digital Games tramite PressEngine per una recensione imparziale.
Nel mondo dei videogiochi ci sono progetti avvolti da un’aura quasi mitologica, titoli annunciati, cancellati, contesi in tribunale e infine risorti contro ogni probabilità. 1666: Amsterdam appartiene a questa ristretta cerchia. Ideato originariamente oltre un decennio fa da Patrice Désilets — la mente creativa a cui dobbiamo la nascita di Assassin’s Creed e capolavori come Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo —, il gioco ha attraversato il fallimento di THQ e un contenzioso durato anni con Ubisoft, fino a quando Désilets ha riottenuto i diritti completi fondando la sua etichetta indipendente, Panache Digital Games. Dopo l’esperienza antropologica di Ancestors: The Humankind Odyssey, il team canadese ha finalmente lanciato 1666: Amsterdam in Accesso Anticipato su PC (Steam ed Epic Games Store) il 25 agosto 2026. Abbiamo testato la build preliminare per oltre venti ore, e siamo pronti a condividere la nostra anteprima approfondita.

L’Olanda del 1666 tra peste nera, ricchezza commerciale e demonologia
L’ambientazione scelta da Panache Digital Games è di un fascino magnetico e sinistro. Siamo nel 1666, l’annus horribilis in cui la Repubblica delle Sette Province Unite si trova al culmine della propria opulenza commerciale (il cosiddetto Gouden Eeuw, il Secolo d’Oro olandese), ma è contemporaneamente flagellata dall’epidemia di peste bubbonica che semina cadaveri lungo i canali di Amsterdam. In questo scenario storico accuratamente ricostruito si innesta una dimensione dark fantasy audace: la peste non è solo un morbo biologico, bensì la manifestazione tangibile di una corruzione demoniaca che si annida nei palazzi del potere e dell’alta borghesia mercantile.
La protagonista è Noa, una figura ambigua e magnetica definita una “Collettrice” (Collector). Sfuggita ai tribunali dell’Inquisizione, Noa pratica un’antica forma di stregoneria pragmatica e alchemica per dare la caccia alle entità maligne che si nascondono sotto sembianze umane. La trama gioca inoltre su un doppio registro temporale vertiginoso: la vicenda storica del Seicento si intreccia con frammenti di indagine ambientati nella contemporaneità, dove un team di ricercatori cerca di decifrare manoscritti occulti e dipinti di Rembrandt che contengono verità proibite.
Il tocco del maestro: parkour urbano sui tetti e verticalità storica
Bastano pochi minuti con tastiera e mouse (o joypad) per ritrovare l’impronta distintiva di Patrice Désilets. Il sistema di movimento di 1666: Amsterdam è una celebrazione dell’arrampicata organica e dell’agilità acrobatica. Amsterdam, con le sue caratteristiche case alte e strette dai frontoni a gradoni (trapgevel), i tetti di tegole scure e i reticoli infiniti di canali navigabili, si rivela un parco giochi tridimensionale perfetto per il parkour.
Noa si muove con grazia ferina: si aggrappa a carrucole sporgenti, sfrutta travi di legno sospese, balza da un’imbarcazione ormeggiata all’altra e scivola lungo le grondaie con una fluidità d’inerzia che premia il tempismo e la lettura dello spazio. A differenza di molti open world moderni dove l’arrampicata è automatizzata e priva di rischio, qui il peso corporeo, la scivolosità delle superfici bagnate dalla pioggia fiamminga e la gestione della resistenza fisica impongono al giocatore di valutare costantemente ogni appiglio.

La meccanica del gatto Aaron: possessione animale e infiltrazione
L’elemento di design più originale e caratterizzante del gameplay risiede nel rapporto simbiotico tra Noa e il suo famiglio, un gatto nero di nome Aaron. Attraverso una trance stregonesca, il giocatore può trasferire istantaneamente la propria prospettiva e il controllo diretto nel felino. Le sezioni con Aaron non sono meri intermezzi scripted, ma una componente tattica integrata:
- Infiltrazione silenziosa: Aaron può penetrare attraverso fessure nei muri, tombini, canne fumarie e abbaini inaccessibili a un corpo umano.
- Spionaggio e raccolta indizi: camminando silencioso su cornicioni e travi sopra le teste delle guardie o dei mercanti corrotti, il gatto può ascoltare dialoghi segreti, localizzare chiavi e identificare simboli diabolici invisibili a occhio nudo.
- Distrazione tattica: rovesciando bottiglie, miagolando o attirando l’attenzione dei cani da guardia, il famiglio apre varchi per consentire a Noa di muoversi nell’ombra senza allertare le sentinelle.

Stregoneria alchemica ed esorcismi
Quando il confronto diretto diventa inevitabile, 1666: Amsterdam rivela un sistema di combattimento atipico. Noa non è una guerriera corazzata: le sue armi sono pugnali rituali, fiale di composti alchemici incendiari e sigilli magici tracciati con il gesso sul pavimento. Gli scontri con le entità demoniache assumono la forma di complessi esorcismi dinamici: occorre schivare gli assalti dei posseduti, attirare il demone all’interno di circoli runici preparati in precedenza e recitare formule di bando prima che la corruzione contamini l’intera stanza.

Stato dell’Accesso Anticipato su PC e prospettive verso la versione 1.0
Trattandosi di un titolo entrato da poco in Early Access, la build provata su PC mostra sia gemme di puro talento autoriale, sia spigolosità tecniche comprensibili. Da un lato abbiamo una direzione artistica magistrale, una colonna sonora orchestrale barocca contaminata da sintetizzatori oscuri e una ricchezza atmosferica senza eguali. Dall’altro, il motore soffre ancora di cali di framerate nelle piazze affollate del mercato, qualche compenetrazione poligonale durante le arrampicate più complesse e un’intelligenza artificiale dei nemici che talvolta perde la linea di vista in modo incoerente. Panache Digital Games ha tuttavia impostato una roadmap trasparente e attiva, con aggiornamenti settimanali dedicati al bilanciamento dei comandi e alla rifinitura del combat system.
Scheda tecnica di 1666: Amsterdam (PC Early Access)
| Parametro | Dettaglio / Specifiche |
|---|---|
| Titolo | 1666: Amsterdam |
| Autore e Game Director | Patrice Désilets (creatore di Assassin’s Creed) |
| Sviluppatore e Publisher | Panache Digital Games |
| Piattaforma testata | Windows PC (Steam / Epic Games Store) |
| Genere | Action-Adventure / Dark Fantasy / Stealth & Parkour |
| Stato di pubblicazione | Accesso Anticipato (Early Access) dal 25 agosto 2026 |
| Supporto controller | Pieno supporto a mouse/tastiera e joypad Xbox / DualSense |
| Lingue disponibili | Audio inglese e francese; interfaccia e sottotitoli in italiano |
Pro e Contro provvisori della build Early Access
✓ Cosa ci ha convinto (Pro)
- Ambientazione storica memorabile: Amsterdam nel 1666 è resa con una cura maniacale per architettura, luci e degrado da peste.
- Il parkour di Désilets al suo meglio: scalare i tetti fiamminghi e saltare tra i canali offre sensazioni fisiche autentiche e soddisfacenti.
- La meccanica del gatto Aaron: un’idea di game design geniale che rinnova profondamente le fasi stealth e investigative.
- Narrazione coraggiosa: stregoneria, inquisizione e doppio piano temporale si fondono in modo originale e intrigante.
✗ Cosa va ancora affinato (Contro)
- Ottimizzazione PC da completare: cali di frame rate e stuttering nelle aree cittadine con molti NPC e particellari di nebbia.
- Combat system a tratti legnoso: gli esorcismi richiedono una risposta dei comandi più precisa nei momenti di mischia caotica.
- Intelligenza artificiale incostante: le guardie alternano vista a raggi X a momenti di totale cecità.
Il verdetto provvisorio di Shifts!
L’Accesso Anticipato di 1666: Amsterdam conferma che il talento visionario di Patrice Désilets è più vivo che mai. Nonostante le inevitabili imperfezioni di gioventù sul fronte della stabilità tecnica, il gioco sprigiona una personalità debordante: la bellezza decadente dei canali olandesi, l’ebbrezza di un parkour artigianale e il tocco magico della possessione felina rendono questa produzione uno dei progetti più originali e affascinanti del panorama PC contemporaneo. Se Panache Digital Games saprà ascoltare la community e levigare le asperità del combattimento, la versione 1.0 ha tutte le carte in regola per consacrarsi come un autentico cult.
