
Immagine ufficiale Victionary.
A Book on Zines: l’editoria indipendente, oltre le belle copertine
A Book on Zines raccoglie progetti e interviste dalla scena indipendente: un libro vivo, utile a designer, studenti e a chi vuole pubblicare su carta.
A Book on Zines: l’editoria indipendente, oltre le belle copertine
A Book on Zines raccoglie progetti e interviste dalla scena indipendente: un libro vivo, utile a designer, studenti e a chi vuole pubblicare su carta.
#Gifted Questo volume ci è stato inviato da Victionary per una recensione imparziale.

Le zine nascono spesso da un’urgenza molto semplice: c’è qualcosa da dire e non si vuole aspettare il permesso di un editore. Poi arrivano la carta, i punti metallici, una fotocopiatrice, una fiera indipendente e tutte quelle decisioni che trasformano un’idea in un oggetto. A Book on Zines parte proprio da qui. Non tratta la zine come un vezzo grafico, ma come un modo di pubblicare e di costruire una comunità.
È la prima ragione per cui il volume ci è piaciuto: dietro le immagini mette le persone. Victionary affianca ai progetti le voci di artisti, designer, editori e curatori, così le scelte visive non restano sospese nel vuoto. Una copertina ruvida, una tipografia aggressiva o una rilegatura insolita acquistano senso quando si capisce chi le ha realizzate, con quali mezzi e per quale pubblico.
Un libro da sfogliare con una matita accanto

Il formato è compatto — 160 × 215 millimetri — ma le 304 pagine danno spazio a linguaggi molto diversi. Ci sono caratteri che occupano tutta la pagina, fotografie trattate come materia, colori netti e supporti che rifiutano l’aria patinata di tanta comunicazione digitale. Il progetto del libro riesce a tenere insieme questa varietà senza addomesticarla: anche dorso e sovraccoperta partecipano all’identità grafica.
Non è uno di quei volumi che si “leggono” dall’inizio alla fine e poi si archiviano. Funziona meglio per salti. Si apre su un progetto, si torna a un’intervista, si confrontano due modi opposti di usare il bianco o di legare le pagine. È facile immaginarlo su un tavolo di lavoro, accanto a un quaderno già pieno di prove.
Le interviste fanno la differenza

Il rischio di un’antologia sulle zine è ridurre tutto a una moodboard molto costosa. Qui le conversazioni evitano quella scorciatoia. Ricordano che una pubblicazione indipendente non vive soltanto nel layout: servono una tiratura sostenibile, luoghi in cui incontrare i lettori, fiere, librerie e reti di scambio. Il risultato visivo resta centrale, ma non diventa un feticcio.
Per questo consigliamo di non fermarsi alle immagini, anche se sono il richiamo più immediato. Il testo è in inglese, ma è proprio nelle voci raccolte che il libro trova carattere. Chi lavora nella grafica riconoscerà molti termini; chi è alle prime armi dovrà procedere più lentamente, guadagnando però un contesto che un semplice catalogo di copertine non offrirebbe.
Cosa può lasciare a chi vuole fare una zine

Il volume non consegna una ricetta e, francamente, è un bene. Il modo più fertile di usarlo è scegliere tre progetti lontani dal proprio gusto e chiedersi che cosa li renda leggibili: la sequenza, il formato, la densità, il rapporto tra testo e immagini. Da lì si può tornare al proprio lavoro con domande più precise, invece di copiare una superficie.
Ci ricorda anche che un limite non è necessariamente un difetto. Due colori, poche copie o una carta economica possono diventare una voce riconoscibile se sono decisioni coerenti. Al contrario, una finitura spettacolare non salva un progetto che non sa a chi sta parlando. È una lezione utile per studenti e piccoli editori, ma anche per chi pubblica online e ha dimenticato quanto il supporto possa cambiare il racconto.
Il nostro giudizio

A Book on Zines è un bel punto d’ingresso nella scena indipendente contemporanea e, soprattutto, un libro che invita a uscire dal libro. Dopo averlo sfogliato viene voglia di cercare i nomi incontrati, visitare una fiera e comprare direttamente dagli autori. È questo il complimento migliore che si possa fare a un’antologia del genere.
Lo consigliamo a designer, studenti, collezionisti e a chi sta pensando alla propria prima pubblicazione. Chi desidera un manuale tecnico di prestampa dovrà affiancargli altro; chi cerca idee, contesto e una salutare voglia di sporcarsi le mani con carta e inchiostro troverà molto da segnare.
Il volume è in inglese, a colori, con copertina morbida e sovraccoperta; è uscito nel maggio 2026 e ha ISBN 978-988-70660-5-7. Prezzo e disponibilità aggiornati si trovano nella scheda di A Book on Zines sul sito Victionary.
Immagini e dati editoriali: pagina ufficiale Victionary.
