
Copertina generata per le notizie di fumetti del 2026-08-28. Immagine generata con intelligenza artificiale. Rappresentazione illustrativa, non fotografia documentaria.
Dash Shaw firma ‘Like Swimmers’ per New York Review Comics: il fumetto entra dove la letteratura ha sempre abitato
Dash Shaw pubblica ‘Like Swimmers’ per New York Review Comics: 120 pagine al crocevia tra fumetto d’autore e la tradizione dell’editoria letteraria.
Dash Shaw firma ‘Like Swimmers’ per New York Review Comics: il fumetto entra dove la letteratura ha sempre abitato
Dash Shaw pubblica 'Like Swimmers' per New York Review Comics: 120 pagine al crocevia tra fumetto d'autore e la tradizione dell'editoria letteraria.
Dash Shaw ha pubblicato Like Swimmers, una graphic novel di 120 pagine edita da New York Review Comics e proposta a 32,95 dollari. Non si tratta di un lancio qualsiasi: è la prima volta che un autore di fumetto d’autore viene accolto in un imprint legato alla tradizione della rivista letteraria newyorkese, e la scelta editoriale dice molto di dove si trova oggi il confine tra pagina scritta e pagina disegnata. La notizia, confermata da The Comics Journal il 27 agosto 2026, segna un passaggio che va oltre il singolo titolo: è una dichiarazione di appartenenza a un canone che fino a pochi anni fa riservava la copertina rigida e il prezzo d’autore alla prosa e alla poesia.
Un editore letterario per un fumettista
New York Review Comics non è una casa editrice di settore. Nasce come braccio editoriale di una testata che da decenni pubblica saggi, narrativa e critica di taglio intellettuale, e la sua presenza nel mercato del fumetto non è dettata dalla domanda di mercato ma da una convinzione: che il linguaggio sequenziale, quando raggiunge una certa densità, meriti lo stesso spazio editoriale della letteratura. Pubblicare Dash Shaw in questo contesto significa posizionare Like Swimmers non accanto a un’altra graphic novel di genere, ma dentro una tradizione di testi che si leggono per la loro struttura, il loro ritmo, la loro capacità di dire qualcosa che la prosa non sa dire. Il prezzo di copertina, 32,95 dollari, e il formato di 120 pagine confermano l’ambizione: non è un libretto da scaffale, è un oggetto pensato per la lettura prolungata, per il ritorno, per la rilettura.
Il fatto che un editore di questo profilo scelga un autore come Shaw, e non al contrario un autore che si sia costruito su un’etichetta di genere, cambia la grammatica della conversazione critica. Non si chiede più se il fumetto «funzioni come romanzo», ma si assume che funzioni come linguaggio autonomo che però condivide con la letteratura la stessa pretesa: dire qualcosa di specifico, irriducibile, attraverso una forma.
Dal zine alla pagina lunga
La traiettoria di Dash Shaw è un caso emblematico di come il fumetto d’autore si sia costruito al di fuori dei circuiti tradizionali. Laureato con un BFA in Illustrazione alla School of Visual Arts nel 2005, Shaw ha attraversato prima gli zine e le mini-comics, quei piccoli formati fotocopiati o stampati in tirature ridotte che per decenni sono stati il laboratorio sotterraneo del medium. Poi The Mother’s Mouth, pubblicata nel 2006, che ha già segnato un salto di scala. Ora, vent’anni dopo quel primo titolo, arriva Like Swimmers: non un ritorno al formato ridotto, ma la prova che la pagina lunga, sostenuta e strutturata, è il terreno su cui Shaw lavora con maggiore coerenza.
Il passaggio dallo zine alla graphic novel di 120 pagine non è solo quantitativo. È una differenza di respiro narrativo, di possibilità di accumulo, di stratificazione visiva. In un formato così breve si racconta un episodio; in 120 pagine si costruisce un mondo, si lascia che le immagini si rispondano tra loro a distanza, si permette al lettore di abitare lo spazio della storia prima ancora di comprenderla. È la differenza tra un verso e un poema, e New York Review Comics sembra averlo capito meglio di molti editori di settore.
Il peso di una dedica
C’è un dettaglio che pesa più di qualsiasi recensione: David Mazzucchelli, in una nota per l’opera precedente BodyWorld, ha scritto «I have seen the future of comics and its name is Dash Shaw». Non è un complimento da prefazione. È un’indicazione di direzione, un atto di riconoscimento tra due generazioni di autori che hanno trattato il fumetto non come intrattenimento ma come campo di ricerca formale. Che queste parole compaiano in un contesto editoriale letterario, e non in una rivista di settore, amplifica ulteriormente la portata: il «futuro dei fumetti» non è più un’espressione di nicchia, è una posizione culturale che si colloca a pari dignità con altre forme di scrittura.
Shaw non ha bisogno di questa legittimazione per esistere. Ma il fatto che accada in questo modo, in questo momento, attraverso questo editore, dice che il fumetto d’autore ha smesso di chiedere permesso. Non è più la sezione «altri media» della libreria indipendente: è la libreria indipendente, con le sue regole, i suoi prezzi, la sua lentezza. E Like Swimmers è il primo capitolo di una conversazione che, fino a ieri, si svolgeva in un’altra stanza.
