
La matita che disegnò l’impossibile: addio a Franco Devescovi, colonna storica di Martin Mystère
La matita che disegnò l’impossibile: addio a Franco Devescovi, colonna storica di Martin Mystère
Il mondo dell’illustrazione e della nona arte italiana piange la scomparsa di uno dei suoi
Il mondo dell’illustrazione e della nona arte italiana piange la scomparsa di uno dei suoi interpreti più raffinati e costanti. All’età di 83 anni si è spento Franco Devescovi, storico disegnatore che ha legato indissolubilmente il proprio nome ad alcune delle saghe più amate del fumetto nostrano, prima fra tutte quella di Martin Mystère, il celebre Detective dell’Impossibile ideato da Alfredo Castelli. La notizia della sua scomparsa, avvenuta il 29 giugno 2026, è stata diffusa ufficialmente il giorno successivo, il 30 giugno, attraverso una nota della Sergio Bonelli Editore, suscitando un’ondata di commozione e tributi che ha attraversato l’intera giornata del 1° luglio 2026 tra testate nazionali e appassionati del settore.
Le origini triestine e i primi passi nell’animazione
Nato a Trieste il 7 maggio 1943, Devescovi ha incarnato perfettamente quella scuola di disegnatori capaci di unire una rigorosa precisione tecnica a una profonda sensibilità narrativa. Il suo percorso nel mondo dell’immagine in movimento e della grafica inizia presto, con una prima e formativa esperienza presso la Gamma Film dei celebri fratelli Gavioli, un punto di riferimento assoluto per l’animazione italiana dell’epoca. Questa prima palestra professionale gli permette di affinare la gestione del movimento e della composizione della tavola, elementi che si riveleranno fondamentali per la sua successiva e fortunata transizione verso il fumetto seriale.
Il debutto con le Edizioni Universo e il Corriere dei Ragazzi
Il vero e proprio debutto nella nona arte avviene nel 1969, un anno di svolta propiziato dall’incontro con lo sceneggiatore Glauco Verrozzi. È grazie a questa collaborazione che Devescovi fa il suo ingresso ufficiale alle Edizioni Universo, storica casa editrice milanese per la quale realizza numerose storie autoconclusive destinate a due delle riviste più popolari e diffuse del periodo: Il Monello e Intrepido. In queste pagine, il giovane disegnatore triestino si fa rapidamente notare per la pulizia del suo tratto e per la capacità di interpretare generi diversi, conquistando il favore dei lettori e degli addetti ai lavori.
Il consolidamento della sua reputazione professionale prosegue con il passaggio al Corriere dei Ragazzi. Qui Devescovi ha l’opportunità di confrontarsi e collaborare con alcune delle firme più prestigiose e influenti della sceneggiatura italiana, tra cui spiccano i nomi di Mino Milani, Andrea Mantelli e lo stesso Alfredo Castelli, con cui anni dopo avrebbe stretto un sodalizio artistico straordinario. Questa fase rappresenta un momento di grande crescita, in cui il disegnatore affina ulteriormente la sua capacità di strutturare la pagina e di dare espressività ai personaggi, muovendosi con disinvoltura tra l’avventura classica e il racconto di mistero.
La parentesi pittorica e il successo all’estero
Nonostante il successo nel fumetto, la versatilità artistica di Devescovi lo spinge a esplorare anche altri territori. A metà degli anni Ottanta, precisamente tra il 1984 e il 1986, l’autore decide di prendersi una pausa temporanea dalle scadenze editoriali per dedicarsi interamente alla pittura. Questa parentesi si rivela estremamente fruttuosa, portandolo a esporre le sue opere e a riscuotere un notevole successo di critica e pubblico soprattutto in Germania. La pittura gli permette di sperimentare con il colore e con forme diverse di espressione visiva, arricchendo quel bagaglio tecnico che avrebbe poi riportato nel disegno sequenziale.
L’approdo in Bonelli e il legame con il Detective dell’Impossibile
Il 1990 segna l’inizio del capitolo più celebre e duraturo della sua carriera: l’ingresso ufficiale nello staff dei disegnatori della Sergio Bonelli Editore, coinciso temporalmente con la chiusura delle storiche testate Intrepido e Il Monello. Da quel momento, Devescovi diventa una delle colonne portanti di Martin Mystère. Sulle pagine del Detective dell’Impossibile, il suo stile elegante, pulito e straordinariamente dettagliato trova la sua perfetta collocazione. Tra i suoi lavori più memorabili e celebrati dai lettori si annoverano albi storici come Necronomicon, Aria di Baker Street e Il Libro di Kells, storie in cui la precisione delle ricostruzioni storiche e architettoniche richiesta dalla serie si sposa magnificamente con la sua sensibilità grafica.
Ma l’attività di Devescovi in Bonelli non si è limitata al solo Martin Mystère. Nel corso di oltre trent’anni di collaborazione con la casa editrice di via Buonarroti, l’artista triestino ha messo la sua firma anche su tavole di altre testate leggendarie, prestando la sua matita alle avventure di Zagor, Mister No e persino del personaggio simbolo del fumetto italiano, Tex. Questa capacità di adattarsi a mondi narrativi così distanti tra loro – dalla foresta di Darkwood ai deserti del West, fino ai misteri archeologici globali – testimonia la straordinaria duttilità di un autore che ha sempre messo la qualità del proprio lavoro al di sopra di ogni personalismo.
L’eredità umana e artistica
Oltre al valore puramente artistico, la scomparsa di Franco Devescovi lascia un vuoto profondo dal punto di vista umano. Legatissimo alla sua Trieste natale, l’artista è stato ricordato con grande affetto dallo scrittore e giornalista Alessandro Mezzena Lona, che lo ha descritto pubblicamente come un “amico brontolone, ma affettuoso e sensibile”, sottolineando il profondo legame che univa l’autore alla sua città e la riservatezza che ne caratterizzava il temperamento. Con oltre cinquant’anni di carriera alle spalle, Devescovi lascia in eredità una produzione sterminata e un esempio di dedizione artigianale alla professione del fumettista, confermando come la forza delle sue tavole continuerà a vivere nella memoria dei lettori e nella storia della cultura pop italiana.
