
Copertina generata per le notizie di fumetti del 2026-08-23. Immagine generata con intelligenza artificiale. Rappresentazione illustrativa, non fotografia documentaria.
Lettrismo e fumetto: ‘Rewriting the World’ di Alex Dueben e la grammatica visiva del racconto
The Comics Journal pubblica ‘Rewriting the World’ di Alex Dueben: il lettrismo incontra il fumetto e ridefinisce il linguaggio visivo del racconto
Lettrismo e fumetto: ‘Rewriting the World’ di Alex Dueben e la grammatica visiva del racconto
The Comics Journal pubblica 'Rewriting the World' di Alex Dueben: il lettrismo incontra il fumetto e ridefinisce il linguaggio visivo del racconto
The Comics Journal ha pubblicato il 21 agosto 2026 un saggio di Alex Dueben intitolato ‘Rewriting the World’: Lettrism and Comics. Il testo mappa, con precisione critica, l’intersezione tra il movimento lettrista — corrente d’avanguardia francese che ha spostato l’attenzione dalla lettura lineare alla dimensione spaziale e sonora del segno grafico — e il medium del fumetto. Non si tratta di un semplice esercizio di storia dell’arte: è una riflessione strutturale su come due linguaggi apparentemente distanti condividano la stessa grammatica visiva, quella in cui la lettera non è solo veicolo di significato ma elemento compositivo a pieno titolo.
Il lettrismo come premessa del pensiero sequenziale
Il lettrismo, nato nella Parigi degli anni Quaranta e Cinquanta, ha posto una domanda che il fumetto, nella sua pratica quotidiana, risolve senza formularla: cosa succede quando il testo smette di essere un’annotazione marginale e diventa parte della struttura visiva? In una tavola a fumetti, la didascalia, il balloon, la parola isolata in un pannello vuoto — tutti questi elementi partecipano alla composizione con lo stesso peso di un tratto o di un colore. Dueben, nel suo saggio per The Comics Journal, esplora esattamente questa continuità: il lettrismo come linguaggio che ha preparato, senza saperlo o volendolo, il terreno su cui il fumetto ha costruito la sua sintassi spaziale.
La rilevanza del collegamento non è solo accademica. In un momento in cui il fumetto viene sempre più riconosciuto come forma autonoma di narrazione e pensiero — non più illustrazione di un testo preesistente — la riscoperta delle sue radici nell’avanguardia visiva francese offre una lente critica nuova. Il fumetto non sarebbe un’eccezione alla regola testuale, ma una delle sue applicazioni più coerenti: un sistema in cui il segno linguistico e il segno grafico coabitano senza gerarchia.
Il percorso che ha portato a questo testo
La genesi del saggio è essa stessa un piccolo racconto di come le comunità creative e accademiche si intreccino. Dueben ha dichiarato di aver conosciuto Bill Kartalopoulos attraverso il lavoro di quest’ultimo sulla raccolta di Joe Brainard, The Complete C Comics. Da quel primo contatto è nata una frequentazione che ha portato Dueben a partecipare a una lezione online tenuta da Kartalopoulos sul Lettrismo. Il passaggio da una raccolta di fumetti underground a una lezione su un movimento d’avanguardia francese, attraverso una conversazione tra due studiosi, illustra come le frontiere tra critica letteraria, storia dell’arte e cultura del fumetto siano più permeabili di quanto la classificazione accademica suggerisca.
Kartalopoulos, il cui lavoro su Brainard ha reso accessibile un capitolo spesso trascurato della storia del fumetto americano, rappresenta in questo contesto un ponte concreto tra due tradizioni: quella del fumetto come pratica collettiva e contro-culturale, e quella dell’avanguardia europea come ricerca formale. Il fatto che questo ponte si sia costruito attraverso una lezione online e non attraverso una monografia o una mostra istituzionale dice qualcosa sulla natura ancora informale e comunitaria della critica fumettistica.
Perché il fumetto è il terreno naturale del lettrismo
La tesi implicita nel titolo — Rewriting the World — suggerisce che il lettrismo non sia solo una tecnica compositiva ma un’attitudine: la convinzione che riorganizzare i segni linguistici nello spazio significhi, in senso letterale, riscrivere la percezione del mondo. Il fumetto, nella sua struttura a pannelli, offre la superficie più immediata per questa operazione. Ogni tavola è un piccolo universo in cui la disposizione di parole e immagini determina il tempo della lettura, il ritmo dell’attenzione, il senso stesso della sequenza.
Dueben, nel suo saggio, non si limita a constatare questa affinità. Il testo pubblicato su The Comics Journal propone una lettura comparativa che attraversa la storia del fumetto alla luce delle categorie lettriste, mostrando come autori e pratiche che non si sono mai definiti lettristi abbiano operato, di fatto, secondo i principi del movimento: la lettera come forma, il testo come immagine, lo spazio della pagina come campo di forza. In questo senso, il saggio funziona come una chiave di lettura retrospettiva: non scopre un nuovo filone, ma rende visibile un’architettura già presente.
La critica del fumetto come spazio di pensiero trasversale
La pubblicazione di un testo di questa natura su The Comics Journal — testata storicamente dedicata alla critica e alla storia del medium — ha una sua importanza editoriale. Il fumetto, per decenni confinato in una nicchia di mercato e di dibattito culturale, è oggi il luogo dove convergono riflessioni che un tempo sarebbero state separate: la teoria del segno, la storia dell’avanguardia, la sociologia della lettura, l’estetica della composizione. Un saggio che mette in dialogo lettrismo e fumetto non è un esercizio di specializzazione: è un atto di pensiero che presuppone il fumetto come lingua, non come prodotto.
La scelta di Dueben di costruire il testo a partire da un’esperienza concreta — una lezione, un incontro, una raccolta specifica — anziché da un apparato bibliografico astratto, dà al saggio una qualità rara nella critica di settore: la sensazione che l’idea sia nata dal contatto, non dalla deduzione. E in un campo come il fumetto, dove la distanza tra chi lo legge, chi lo studia e chi lo produce è ancora percepita come un confine, questa provenienza dal vivo è forse il dato più significativo. Il lettrismo ha riscritto il mondo della lettera; il fumetto, attraverso testi come questo, sta riscrivendo il mondo della critica che lo circonda.
