News del giorno - Categoria fumetti (2026-09-16); immagine generata con intelligenza artificiale

Copertina generata per le notizie di fumetti del 2026-09-16. Immagine generata con intelligenza artificiale. Rappresentazione illustrativa, non fotografia documentaria.

Michael DeForge e la stanza sorvegliata: quando il fumetto letterario interroga la privacy digitale

Michael DeForge pubblica ‘All The Cameras In My Room’ per Drawn and Quarterly: una raccolta di graphic novel che fa della sorveglianza digitale il nucleo…

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Michael DeForge e la stanza sorvegliata: quando il fumetto letterario interroga la privacy digitale

Michael DeForge pubblica 'All The Cameras In My Room' per Drawn and Quarterly: una raccolta di graphic novel che fa della sorveglianza digitale il nucleo…

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La stanza da cui si osserva e la stanza in cui si è osservati: questa ambivalenza spaziale è il centro di All The Cameras In My Room, la raccolta di racconti brevi che Michael DeForge ha pubblicato per Drawn and Quarterly. Duecento pagine in cui il fumetto letterario smette di essere illustrazione di un testo e diventa esso stesso dispositivo critico, capace di rendere visibile ciò che la sorveglianza digitale rende invisibile: il fatto che il confine tra osservatore e osservato si è dissolto.

La recensione di Helen Chazan su The Comics Journal, pubblicata il 15 settembre 2026, restituisce un quadro preciso della struttura del volume. Non si tratta di una narrazione lineare, ma di una sequenza di iterazioni: ciascuna storia riprende il concetto di essere guardati da un angolo diverso, stratificando il tema fino a coprire la sorveglianza segreta, la monetizzazione dell’attenzione, la performance pubblica. Chazan lo sintetizza con una frase che funziona come manifesto del libro: «We are being watched in secret, surveilled, monetized, and viewed in public as well».

Il fumetto come grammatica della vigilanza

La scelta del medium non è casuale. DeForge lavora da anni nell’intersezione tra illustrazione, narrativa e saggio visivo, e in questa raccolta il linguaggio del fumetto — il pannello come cornice, la sequenza come temporizzazione, il bianco come assenza dello sguardo — diventa strumento di analisi. Ogni vignetta è simultaneamente un atto di osservazione e un oggetto osservato: la camera che inquadra è anche quella che viene inquadrata dal lettore. È una struttura che il romanzo in prosa può solo descrivere, mentre la graphic novel può mostrare direttamente, sfruttando la simultaneità della pagina e la densità dell’immagine.

Drawn and Quarterly, casa editrice canadese fondata nel 1993 e nota per aver costruito un canone del fumetto letterario internazionale, si conferma come il veicolo editoriale naturale per un lavoro di questo tipo. L’etichetta editoriale non è una semplice collocazione commerciale: indica una tradizione in cui il fumetto viene trattato come forma narrativa autonoma, con la stessa profondità di un romanzo o di un saggio, e con la stessa libertà di struttura.

Sorveglianza, monetizzazione, performance: tre registri

La triade che Chazan identifica — sorveglianza segreta, monetizzazione, visione pubblica — corrisponde a tre registri distinti della vita digitale contemporanea. Il primo è quello della raccolta passiva di dati, l’osservazione che avviene senza consenso e spesso senza consapevolezza. Il secondo sposta il focus sull’economia dell’attenzione: non siamo solo guardati, ma il nostro sguardo e la nostra presenza sono convertiti in valore. Il terzo è la performance, la costruzione attiva di un sé esposto, il profilo come palcoscenico permanente. DeForge non li tratta in ordine gerarchico: li fa coesistere, si interrompono a vicenda, si sovrappongono nelle stesse pagine, come avviene nell’esperienza quotidiana di chi naviga, pubblica, viene visto.

Questa stratificazione dà al volume una qualità che lo distingue dalla semplice satira tecnologica o dal pamphlet sulla privacy. Non c’è un nemico identificabile, non c’è una soluzione narrativa: c’è una condizione, descritta con la precisione del disegno e la pazienza della sequenza. È un fumetto che riflette sul proprio stesso atto di essere letto, sulla posizione di chi guarda la pagina, sulla complicità involontaria del lettore che accetta di essere, anche lui, parte del circuito dello sguardo.

Un fumetto che pensa la propria condizione

Il valore culturale di All The Cameras In My Room risiede nella capacità di trattare un tema che è ormai strutturale — la sorveglianza come infrastruttura della vita sociale — senza ridurlo a denuncia o a metafora. DeForge lo fa con il linguaggio specifico del mezzo: il pannello, la sequenza, il rapporto tra figura e sfondo. In un momento in cui il fumetto letterario continua a espandere i propri confini narrativi, questa raccolta si inserisce in una linea che va dalla riflessione autobiografica alla critica sociale, dalla forma breve alla complessità strutturale, e conferma che il medium resta uno degli strumenti più adatti per pensare le condizioni materiali della contemporaneità.


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