News del giorno - Categoria fumetti (2026-09-18); immagine generata con intelligenza artificiale

Copertina generata per le notizie di fumetti del 2026-09-18. Immagine generata con intelligenza artificiale. Rappresentazione illustrativa, non fotografia documentaria.

Queen of Cosmos Comix Trilogy: il viaggio psichedelico di Barbara Mendes tra sacro e interstellare

Fantagraphics ha pubblicato la Queen of Cosmos Comix Trilogy di Barbara «Willy» Mendes, un’opera in tre parti che la casa editrice di Seattle presenta…

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Queen of Cosmos Comix Trilogy: il viaggio psichedelico di Barbara Mendes tra sacro e interstellare

Fantagraphics ha pubblicato la Queen of Cosmos Comix Trilogy di Barbara «Willy» Mendes, un'opera in tre parti che la casa editrice di Seattle presenta…

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Fantagraphics ha pubblicato la Queen of Cosmos Comix Trilogy di Barbara «Willy» Mendes, un’opera in tre parti che la casa editrice di Seattle presenta come la cronaca di un viaggio psichedelico di creatrici donne attraverso tableaux biblici, la vita moderna e un futuro interstellare fantastico. Il 17 settembre 2026 The Comics Journal ha reso disponibile un estratto del volume, offrendo al pubblico una prima finestra su una narrazione che intreccia iconografia sacra, estetica underground e fantascienza in un’unica traiettoria visiva.

Il peso della parola «comix»

La scelta di inserire «Comix» nel titolo non è un vezzo tipografico. Il termine, con la sua grafia deliberatamente divergente da «comics», porta con sé l’eredità del movimento underground americano degli anni Sessanta e Settanta: un’area di produzione in cui il fumetto si liberava dei vincoli del codice editoriale per diventare spazio di sperimentazione psichedelica, satira politica, esplorazione corporea e ribaltamento dei canoni narrativi. Inserire oggi quella parola in un titolo significa dichiarare una filiazione precisa: non si tratta di un graphic novel in senso generico, ma di un oggetto che si colloca in una tradizione di libertà formale e tematica che ha attraversato cinque decenni.

Il sacro come paesaggio interiore

La descrizione ufficiale dell’opera — «chronicles women creators’ psychedelic journey through Biblical tableaux, modern life, and into a fantastical, interstellar future» — disegna un percorso che parte dall’immagine sacra e arriva alla galassia. I tableaux biblici, intesi come composizioni iconografiche dense di figure e simboli, diventano qui non un riferimento dottrinale ma un vocabolario visivo: una grammatica di gesti, sguardi e architetture che l’autrice riattiva per raccontare un’esperienza interiore. Il passaggio dalla vita contemporanea allo spazio interstellare suggerisce una struttura in cui il sacro e il cosmico non sono opposti ma continui: il cielo della creazione e il cielo delle stelle come due facce della stessa domanda sull’origine e sulla destinazione.

Fantagraphics e la cura dell’alternativo

La pubblicazione da parte di Fantagraphics non è un dettaglio accessorio. La casa editrice, fondata a Seattle e storicamente legata alla preservation e alla riedizione di fumetti underground, letterari e sperimentali, ha costruito la propria identità su una cura editoriale che tratta il fumetto come letteratura visiva. Portare in catalogo una comix trilogy di una singola autrice significa collocare l’opera in un circuito di lettura che privilegia la profondità narrativa e la coerenza formale rispetto alla serialità promozionale. Per un lettore abituato al graphic novel mainstream, il passaggio a Fantagraphics segnala un cambio di registro: qui il ritmo è più lento, le pagine contano come quadri, e il testo — quando c’è — lavora in sintonia con l’immagine anziché sopra di essa.

Donne creatrici al centro della narrazione

La descrizione dell’opera mette al centro la figura della «women creators» nel plurale: non una protagonista isolata, ma un gruppo, una comunità di voci femminili che attraversa insieme il viaggio. In una tradizione comix storicamente dominata da voci maschili — da Robert Crumb a Gary Panter, da A.D. (Dave the Barbarian) a Daniel Clowes — la centralità dichiarata delle creatrici donne rileva come un posizionamento politico-estetico. Non si tratta di un’etichetta di mercato, ma di una scelta narrativa che orienta il punto di vista: chi guarda, chi racconta, chi attraversa il paesaggio sacro e cosmico. L’estratto pubblicato su The Comics Journal permette di verificare come questa prospettiva si traduca in scelte concrete di composizione, sequenza e tono.

Perché questa uscita conta ora

In un momento in cui l’industria del fumetto tende a frammentare le narrazive in formati seriali, piattaforme digitali e crossover promozionali, la pubblicazione di una trilogy compatta — un arco chiuso, una voce singola, una coerenza visiva che si dispiega su tre volumi — rappresenta un gesto di resistenza al ritmo accelerato della distribuzione. La Queen of Cosmos Comix Trilogy chiede al lettore un tempo diverso: quello della contemplazione di un tableau, della rilettura di una pagina, del ritorno a un’immagine che ha lasciato un residuo. In questo senso, l’opera si inserisce in una linea di fumetto che rifiuta la logica dell’episodio e punta sulla densità: ogni tavola come un microcosmo, ogni volume come un capitolo di un’unica, lunga meditazione visiva tra il sacro e lo spazio.


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