
Copertina generata per le notizie di videogiochi del 2026-08-25. Immagine generata con intelligenza artificiale. Rappresentazione illustrativa, non fotografia documentaria.
Ylem’s Cat e il quinto elemento: quando una ragazza, un gatto e i giganti diventano architettura narrativa
Diamond Cat Studio annuncia Ylem’s Cat, action adventure su Steam in cui il legame tra una ragazza e il suo gatto diventa struttura portante contro i giganti.
Ylem’s Cat e il quinto elemento: quando una ragazza, un gatto e i giganti diventano architettura narrativa
Diamond Cat Studio annuncia Ylem's Cat, action adventure su Steam in cui il legame tra una ragazza e il suo gatto diventa struttura portante contro i giganti.
Diamond Cat Studio ha annunciato Ylem’s Cat, un action adventure destinato a PC attraverso la piattaforma Steam. Non è stata comunicata una data di rilascio: l’annuncio si presenta come una dichiarazione di esistenza più che come un lancio, e in questa scarsezza di dettagli risiede probabilmente il suo interesse. La scheda ufficiale descrive il gioco come guidato dal legame tra una ragazza e il suo gatto, mentre la tagline recita: “Uncover the truth buried within the giants.” Tre frasi, un nome alchemico, una coppia di protagonisti non convenzionale per il genere action adventure. È da qui che si può cominciare a leggere.
Il peso di un nome preso dall’alchimia
Ylem non è una parola qualunque. Nella tradizione alchemica e nella speculazione filosofica rinascimentale, lo ylem indica il quinto elemento, la materia prima da cui discendono i quattro elementi classici: terra, acqua, aria, fuoco. È il substrato indifferenziato, quello che precede la forma. Scegliere questo nome per un gioco che parla di verità sepolte dentro i giganti non è un vezzo estetico: è una dichiarazione epistemologica. Il titolo suggerisce che la narrativa si muoverà non in superficie, ma su un piano ontologico, dove ciò che si cerca non è un oggetto nascosto ma il principio da cui le cose prendono forma. In un panorama di action adventure spesso dominati da mitologie pregresse o da lore esplicita, l’evocazione di un elemento prima della materia pone una domanda diversa: non cosa è il mondo, ma da cosa è fatto.
La ragazza e il gatto come struttura portante
Il legame tra una ragazza e il suo gatto, dichiarato elemento guida del gioco, è una scelta narrativa che merita attenzione. Nella tradizione del videogioco, la relazione tra personaggio e animale compagna ha una storia che va da Pokémon a The Last Guardian, da Okami a Journey. Ma in quasi tutti questi casi il rapporto è funzionale: l’animale è strumento, alleato, talismano. Qui la descrizione ufficiale lo pone come motore narrativo, non come accessorio di gameplay. Il gatto non accompagna la ragazza: il loro legame è la struttura. Questo sposta il baricentro dal “cosa si fa” al “come si sta insieme”, una differenza sottile ma determinante nell’architettura di un action adventure, dove l’azione tende a dominare e la relazione a diventare ornamento.
I giganti come scala del personale
La tagline introduce i giganti come contenitori di verità. Non sono nemici da sconfiggere, non sono boss finali: sono entità dentro le quali qualcosa è sepolto. La preposizione “within” è decisiva. Non si tratta di combattere i giganti, ma di entrare in essi, di scendere in una scala che ribalta la prospettiva: chi è piccolo rispetto a loro non è debole, ma è l’unico che può vedere ciò che è nascosto nella loro massa. È un’inversione classica della favola — il nano che vede ciò che il re non vede — applicata a un genere, l’action adventure, che storicamente premia la scala crescente e la potenza. Qui la piccola scala, il legame tra due esseri di dimensione ridotta, diventa il punto di accesso a una verità che i giganti, per la loro stessa natura, non possono contenere in superficie.
Un annuncio minimo come scelta editoriale
La forma dell’annuncio è essa stessa un dato. Nessun trailer, nessuna data, nessuna descrizione dei meccanici: solo un nome, una piattaforma, una tagline e una frase sul legame tra i protagonisti. In un mercato dove gli annunci si sono trasformati in eventi mediatici a tutti i costi, la sobrietà di questa presentazione — un titolo alchemico, una coppia di personaggi, una promessa di verità sepolte — ha il valore di una dichiarazione di intenti. Dice che il gioco non è ancora pronto per essere mostrato, e che ciò che verrà mostrato sarà probabilmente la struttura narrativa prima dell’azione. È un rischio, per uno studio che opera nel circuito indie di Steam, dove la visibilità si costruisce spesso attraverso il gameplay reveal. Ma è anche una coerenza: se Ylem’s Cat è davvero un gioco sulla materia prima della storia, allora l’annuncio stesso — scarno, elementare, privo di spettacolo — ne è la prima dimostrazione.
Non si sa ancora se Ylem’s Cat sarà un’opera riuscita. Si sa che porta un nome rubato all’alchimia, che mette una ragazza e il suo gatto al centro di un’azione che parla di giganti, e che lo fa in un momento in cui l’industria dei videogiochi tende a premiare la scala, il budget, lo show. In questa tensione tra il minimo e il massimo, tra il quinto elemento e i quattro elementi già formati, c’è uno spazio narrativo che vale la pena osservare, anche da lontano, finché Diamond Cat Studio non deciderà di mostrarlo.
