Fantastike, la recensione: sedici autrici per leggere il presente attraverso fantascienza, horror e fantasy

Fantastike riunisce sedici racconti di autrici della seconda metà del Novecento: mondi alieni, metamorfosi, burocrazia e città cyberpunk per illuminare le inquietudini del presente.

Cultura

Fantastike, la recensione: sedici autrici per leggere il presente attraverso fantascienza, horror e fantasy

Fantastike riunisce sedici racconti di autrici della seconda metà del Novecento: mondi alieni, metamorfosi, burocrazia e città cyberpunk per illuminare le inquietudini del presente.

10 min lettura Shifts! Selection

#Gifted Questo prodotto ci è stato inviato da Blackie Edizioni per una recensione imparziale.

Il fantastico viene spesso presentato come una porta d'uscita dal mondo reale. Fantastike parte da un'idea più fertile: i mondi impossibili servono soprattutto a vedere meglio quello in cui viviamo. Blackie Edizioni riunisce sedici racconti di scrittrici provenienti da paesi diversi, composti nella seconda metà del Novecento e in gran parte inediti in Italia. La cura è di Michela Dentamaro. Già questi elementi definiscono un progetto preciso: non una panoramica generica sui generi, ma un'operazione di recupero e montaggio che mette in primo piano voci capaci di immaginare trasformazioni sociali, tecnologiche e corporee prima che diventassero il lessico quotidiano del presente.

La pagina ufficiale anticipa alcune immagini senza ricostruire l'indice: un'adolescente bullizzata che si trasforma in lupa, un capitano di astronave sconfitto dalla burocrazia mentre dovrebbe salvare la Terra, una madre pronta a diventare creatura aliena per sua figlia, città cyberpunk giapponesi e incontri con extraterrestri. Sono coordinate sufficienti per comprendere l'ampiezza del volume, ma non esauriscono la lettura. Abbiamo affrontato Fantastike come un libro di tensioni: umano e non umano, potere e vulnerabilità, progresso e controllo, paura e desiderio di cambiamento. Il risultato è un'antologia varia nel tono ma sorprendentemente compatta nella visione.

Fotografia ufficiale di Fantastike pubblicata da Blackie Edizioni
Fantastike: fotografia ufficiale 1 del volume.

Verdetto rapido 9.1 / 10

Curata da Michela Dentamaro, Fantastike non usa il fantastico per fuggire dalla realtà. I suoi sedici racconti mostrano come fantascienza, horror e fantasy abbiano anticipato questioni oggi centrali: intelligenza artificiale, patriarcato, crisi climatica, controllo e automazione.

Un'antologia che restituisce spazio alle genealogie femminili del fantastico

Blackie ricorda che fantascienza, horror e fantasy sono stati a lungo percepiti come territori di interesse maschile, pur avendo trovato nelle scrittrici alcune delle intuizioni più radicali. Fantastike lavora su questa rimozione senza trasformarsi in un'appendice correttiva della storia letteraria. Le autrici non sono riunite perché rappresentino un'unica sensibilità, ma perché mostrano quanto diverse possano essere le forme dell'immaginazione quando cambiano i corpi, le esperienze e i rapporti di potere messi al centro. La provenienza da paesi differenti amplia ulteriormente la prospettiva e impedisce al volume di ridursi a una sola tradizione nazionale.

La cura di Michela Dentamaro si percepisce nel modo in cui le storie sembrano rispondersi attraverso problemi comuni pur mantenendo registri differenti. Alcune situazioni fanno sorridere, altre inquietano, altre ancora colpiscono per la loro componente emotiva: è la gamma esplicitamente rivendicata dalla presentazione dell'editore. In lettura, questa varietà evita la monotonia che può affliggere le antologie troppo programmatiche. Ogni racconto riapre la domanda su che cosa il fantastico possa fare, e il passaggio da una voce all'altra diventa parte essenziale dell'esperienza.

Fotografia ufficiale di Fantastike pubblicata da Blackie Edizioni
Fantastike: fotografia ufficiale 2 del volume.

Immaginare il futuro per comprendere il presente

Il nucleo critico del libro è espresso con chiarezza dalla scheda ufficiale: la migliore letteratura fantastica non si limita a inventare mondi diversi o a prevedere il futuro, ma aiuta a capire il presente. Questa affermazione diventa una chiave di lettura per l'intera raccolta. Le tecnologie, le creature e le trasformazioni non chiedono soltanto di sospendere l'incredulità; rendono visibili strutture sociali che nella realtà possono apparire normali proprio perché ci circondano. Spostarle altrove permette di osservarle senza le abitudini percettive che solitamente le proteggono.

È anche il motivo per cui racconti scritti nella seconda metà del Novecento possono risultare attuali senza che si debba forzare un paragone con ogni novità contemporanea. Le questioni indicate da Blackie – intelligenza artificiale, patriarcato, crisi climatica, società del controllo e automazione – non sono etichette applicate dall'esterno, ma direzioni lungo le quali l'immaginazione ha lavorato per decenni. Fantastike mette in evidenza questa capacità anticipatrice evitando il tono celebrativo della profezia avverata: ciò che conta non è indovinare un oggetto futuro, ma capire per tempo le relazioni di potere che quell'oggetto potrebbe rafforzare.

Fotografia ufficiale di Fantastike pubblicata da Blackie Edizioni
Fantastike: fotografia ufficiale 3 del volume.

La metamorfosi della ragazza-lupa: il corpo come risposta

Fra le immagini anticipate dall'editore, quella dell'adolescente bullizzata che si trasforma in lupa è forse la più immediata. La metamorfosi appartiene alle radici del fantastico, ma qui acquista una risonanza specifica: il corpo che subisce lo sguardo e la violenza degli altri smette di essere soltanto vulnerabile e assume una forma capace di rispondere. Senza attribuire dettagli che la scheda non rende pubblici, il nucleo narrativo basta a mostrare come il genere possa materializzare rabbia, paura e desiderio di liberazione.

L'elemento animale non è un'evasione dal problema sociale; lo rende più netto. Trasformare l'adolescenza in una metamorfosi letterale permette di raccontare l'instabilità di un'identità osservata e giudicata dall'esterno. Durante la lettura dell'antologia, immagini di questo tipo ricordano che l'horror e il fantasy sono strumenti particolarmente efficaci per dare forma a esperienze che il linguaggio realistico rischia di attenuare. Il corpo fantastico diventa un campo di conflitto, ma anche una possibilità di immaginare agency dove la realtà ha prodotto isolamento.

Fotografia ufficiale di Fantastike pubblicata da Blackie Edizioni
Fantastike: fotografia ufficiale 4 del volume.

Salvare la Terra, perdere contro un modulo: la burocrazia come fantascienza

Un capitano d'astronave chiamato a salvare la Terra ma sconfitto dalla burocrazia: l'immagine contiene già una satira completa. Il contrasto fra una missione cosmica e l'ostacolo amministrativo ridimensiona l'eroismo tecnologico. Non basta possedere mezzi straordinari se le strutture che decidono, autorizzano e coordinano restano incapaci di agire. La fantascienza mostra così un futuro nel quale le macchine possono essere avanzate mentre le istituzioni ripetono i difetti più riconoscibili del presente.

È uno dei punti in cui Fantastike rivela meglio la propria varietà tonale. Il paradosso può far ridere, ma la risata non elimina l'inquietudine: la burocrazia diventa un sistema autonomo, più forte dell'urgenza e forse perfino della sopravvivenza. Questo tipo di racconto dialoga naturalmente con i temi del controllo e dell'automazione indicati dall'editore. Quando una procedura prende il posto della responsabilità, il potere non scompare; diventa più difficile da individuare. Il genere fantastico può estremizzare il meccanismo fino a renderlo finalmente visibile.

Una madre diventa aliena: cura, sacrificio e identità

La madre disposta a diventare una creatura aliena per salvare la figlia introduce un'altra direzione decisiva: la trasformazione come atto di cura. L'alieno, figura tradizionalmente associata alla minaccia, viene avvicinato alla relazione più intima. Il gesto mette in discussione il confine fra conservare la propria identità e cambiarla per proteggere qualcuno. Anche in questo caso la premessa fantastica rende concreta una domanda che appartiene al presente: fino a che punto la cura può chiedere di trasformarsi, e chi stabilisce il prezzo di quella trasformazione?

La forza di un'immagine simile sta nell'ambivalenza. Può essere letta come sacrificio, liberazione, perdita o nascita di una forma nuova; l'antologia non ha bisogno di ridurla a una sola morale. Nel contesto di una raccolta dedicata a voci femminili, maternità e alterità smettono di essere ruoli rassicuranti e diventano terreni di conflitto. La fantascienza permette di osservare la cura senza idealizzarla, mostrando la materia, il rischio e la negoziazione dell'identità che ogni relazione profonda può comportare.

Città cyberpunk ed extraterrestri: cambiare scala allo sguardo

Le città cyberpunk giapponesi e gli incontri ravvicinati con esseri extraterrestri ampliano la geografia del volume. Il cyberpunk concentra tecnologia, densità urbana, disuguaglianza e controllo nello stesso paesaggio; l'extraterrestre introduce invece uno sguardo radicalmente esterno sull'umano. Sono due movimenti opposti e complementari: uno stringe la prospettiva fino alle infrastrutture che organizzano la vita quotidiana, l'altro la allarga oltre i confini della specie.

Nella lettura, questa alternanza impedisce che il fantastico si riduca a un'unica atmosfera. La città può essere seducente e oppressiva, l'incontro alieno può generare paura ma anche conoscenza. Blackie insiste sulla capacità delle storie di far ridere, inquietare e commuovere, e questi scenari offrono lo spazio per tutte e tre le reazioni. L'elemento decisivo non è la quantità di invenzioni, ma il modo in cui ogni ambiente modifica il punto di vista: ciò che sembrava naturale nel nostro mondo diventa improvvisamente una scelta fra altre possibilità.

Intelligenza artificiale, controllo e automazione prima del dibattito quotidiano

La presenza dei temi tecnologici non rende Fantastike una raccolta di previsioni. Il suo interesse sta nel mostrare come l'immaginazione abbia interrogato a lungo il rapporto fra strumenti e potere. L'intelligenza artificiale può promettere autonomia mentre concentra decisioni; l'automazione può liberare dal lavoro o rendere invisibile chi ne paga il costo; la società del controllo può presentarsi come sicurezza, efficienza o comodità. I racconti fantastici hanno il vantaggio di poter spingere queste logiche fino alle conseguenze estreme senza doverle trasformare in un saggio.

Leggere oggi storie nate nella seconda metà del Novecento produce un effetto di riconoscimento e straniamento. Alcune domande ci sembrano familiari, ma la distanza storica impedisce di considerarle una reazione opportunistica alle discussioni del momento. Le autrici hanno lavorato su strutture profonde: chi programma, chi obbedisce, chi viene osservato, chi ha il diritto di interrompere il sistema. È qui che l'antologia acquista valore oltre la scoperta bibliografica. Restituisce profondità temporale a questioni che il presente tende a presentare come completamente nuove.

Patriarcato e crisi climatica: mondi alternativi, responsabilità reali

Patriarcato e crisi climatica sono altri due assi esplicitamente indicati nella presentazione. Entrambi riguardano sistemi così estesi da essere difficili da raccontare attraverso un singolo personaggio realistico. Il fantastico può renderli ambiente, creatura, regola sociale o trasformazione del corpo. In questo modo la dimensione collettiva non resta astratta: entra nelle scelte, nelle paure e nelle possibilità dei protagonisti. Un mondo inventato permette di vedere che ogni ordine sociale potrebbe essere diverso, ma anche che ogni cambiamento produce resistenze e costi.

L'antologia evita così la separazione fra immaginazione e responsabilità. Inventare un futuro non significa sottrarsi al presente, ma misurare le conseguenze di ciò che stiamo già facendo. La crisi climatica chiede di pensare tempi più lunghi della vita individuale; il patriarcato chiede di riconoscere rapporti di potere sedimentati nelle abitudini. Fantascienza, horror e fantasy offrono forme diverse per affrontare queste scale. Fantastike le mette in relazione e mostra come lo stesso gesto narrativo possa essere insieme piacere, inquietudine e critica.

Un libro da leggere per contrasto, non per uniformità

Le 304 pagine e i sedici racconti fanno di Fantastike un volume da attraversare con il proprio ritmo. La lettura consecutiva mette in evidenza connessioni e variazioni; quella intervallata permette a ogni storia di lasciare un'eco prima della successiva. Noi abbiamo trovato produttivo alternare le due modalità, tornando su immagini e temi senza cercare subito una sintesi. L'antologia guadagna valore proprio perché non offre una voce unica. Il lavoro curatoriale costruisce un campo comune, ma lascia che ogni testo modifichi le aspettative create dal precedente.

L'edizione cartonata in formato 14 x 21 centimetri sostiene bene questa natura di libro da frequentare e riprendere. Il prezzo indicato è di 22 euro. Il pubblico ideale comprende lettrici e lettori di narrativa fantastica, ma anche chi vuole avvicinarsi al genere attraverso una selezione orientata da temi contemporanei. L'aspetto da considerare è l'inevitabile discontinuità di ogni raccolta: non tutti i registri agiranno con la stessa intensità su ogni persona. È però una differenza fertile, perché costringe a ridefinire di racconto in racconto ciò che ci aspettiamo da fantascienza, horror e fantasy.

Punti di forza e aspetti da considerare

Punti di forza

  • Sedici prospettive provenienti da paesi diversi e dalla seconda metà del Novecento.
  • Varietà di registri: ironia, inquietudine, emozione e critica sociale.
  • Temi contemporanei affrontati attraverso forme narrative radicali.
  • Cura di Michela Dentamaro e forte coerenza dell'operazione editoriale.

Da considerare

  • Come ogni antologia, richiede di accettare cambi di tono e di ritmo fra i racconti.
  • Non è una raccolta di evasione pura: molte storie chiedono una lettura attenta e critica.

Scheda del volume

TitoloFantastike
EditoreBlackie Edizioni
A cura diMichela Dentamaro
Anno di pubblicazioneSettembre 2026
Pagine304
Formato14 × 21 cm
RilegaturaCartonato
ISBN9791281631885
Prezzo indicato22,00 €

Il nostro verdetto

Fantastike dimostra che la letteratura fantastica non arriva dopo il presente per commentarlo: spesso lo precede, lo deforma e lo rende riconoscibile prima che troviamo le parole per descriverlo. Le sedici autrici riunite da Michela Dentamaro lavorano su corpi, tecnologie, città, famiglie e sistemi di potere, producendo mondi diversi che finiscono per illuminare lo stesso nostro mondo.

È un libro importante non soltanto per il recupero di racconti in gran parte inediti in Italia, ma per il piacere e l'attrito che genera durante la lettura. Fa ridere, inquieta e commuove, come promette l'editore, ma soprattutto continua a porre domande dopo l'ultima pagina. Per chi cerca nel fantastico una forma di conoscenza oltre che di meraviglia, è una proposta di grande valore.

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