Gli animali e le macchine sono intelligenti quanto gli esseri umani?

#Giftedby FrancoAngeli

Quando si parla di intelligenza delle macchine abbiamo bisogno di interpretare tutta una serie di elementi che ci permettono di distinguere gli elementi programmabili da quelli basati sull’apprendimento automatizzato. Così come avviene per gli animali, anche le macchine stanno mostrando, sempre più velocemente, di essere intelligenti e di andare oltre la loro essenza di strumento a disposizione per gli uomini.

Sono giorni in cui, ancora una volta, tornano alla ribalta le discussioni sull’etica dell’intelligenza artificiale e su come, in qualche modo, essa possa assumere un certo grado di consapevolezza di sé stessa.

È ancora difficile dire se le affermazioni di uno dei dipendenti di Google sulla tecnologia conversazionale Lamda siano veritiere o meno ma, con tutta probabilità, è già il momento di ragionare sulla condizione dell’intelligenza umana rispetto a quella digitale.

Stiamo affrontando nuovi argomenti a una velocità che non avremmo minimamente immaginato un secolo fa e la distinzione tra reale e virtuale è sempre meno possibile. Metaverso, fotorealismo, business su realtà miste e virtuali ci consentono di interagire in infiniti mondi altri, prima di poter visitare i pianeti del nostro sistema solare.

Nel saggio edito da FrancoAngeli, Paul Thagard si avvicina a questo affascinante pensiero analizzando le peculiarità di computer e animali, mettendole a paragone con quella umana e provando a fare una comparazione tra le diverse intelligenze.

Thagard analizza alcuni comportamenti e avvia un percorso che prova a spiegare quanto l’intelligenza umana non si limiti soltanto a un valore legato al quoziente intellettivo ma è strettamente correlata a processi decisionali e, soprattutto, a ciò che definiamo “creatività”.

All’interno del suo saggio, Cervelli a confronto, propone una lista di 12 caratteristiche tipiche dell’intelligenza umana e di 8 meccanismi mentali e neurali che le compongono provando a comparare il grado di intelligenza di alcune intelligenze artificiali come Watson di IBM, AlphaZero, gli assistenti virtuali come Alexa e i veicoli a guida autonoma con quelle di alcuni animali tra cui polpi, corvi, cani, delfini, api e scimpanzé.

Il filosofo canadese esperto di scienze cognitive ragiona proprio sulla consapevolezza che hanno di sé stessi sia gli umani che gli animali, passando per entità minuscole e semplici come i batteri e altre forme di vita. Quali sono gli aspetti etici e normativi, dunque, quando faremo i conti con un’intelligenza artificiale di tipo umano? Siamo già in ritardo rispetto agli studi e alle sperimentazioni? Dovremmo fare i conti con le norme e le potenziali nuove regolamentazioni per le intelligenze artificiali o siamo ancora al livello di un’ipotesi?

Le riflessioni sulla mente umana rivelerebbero che, allo stato attuale, i computer di oggi e gli animali sono davvero lontani dall’essere paragonati agli essere umani ma, un giorno, chissà.

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Paul Thagard è Professore Emerito di Filosofia all’Università di Waterloo. Ha scritto anche Mind: Introduction to Cognitive Science (2005), Hot Thought. Mechanisms and Applications of Emotional Cognition (2006), The Cognitive Science of Science (2012)

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