
Gobliiins Collection raccoglie per la prima volta i cinque capitoli storici della saga ideata da Pierre Gilhodes con ottimizzazione per Nintendo Switch 2. Foto: Red Art Games.
Gobliiins Collection, la recensione su Nintendo Switch 2: il ritorno in 4K dell’irresistibile capolavoro slapstick di Pierre Gilhodes
Abbiamo giocato Gobliiins Collection su Nintendo Switch 2 (Red Art Games). Cinque capitoli storici restaurati in 4K, supporto puntatore Joy-Con, museo digitale e documentario inedito: ecco la recensione dell’antologia punta-e-clicca.
Gobliiins Collection, la recensione su Nintendo Switch 2: il ritorno in 4K dell’irresistibile capolavoro slapstick di Pierre Gilhodes
Abbiamo giocato Gobliiins Collection su Nintendo Switch 2 (Red Art Games). Cinque capitoli storici restaurati in 4K, supporto puntatore Joy-Con, museo digitale e documentario inedito: ecco la recensione…
#Gifted Questo prodotto ci è stato inviato da Red Art Games tramite PressEngine per una recensione imparziale.
Nei primi anni Novanta, mentre il mercato delle avventure grafiche per personal computer era dominato dai colossi d’oltreoceano LucasArts e Sierra On-Line, dalla Francia arrivò una ventata di umorismo surreale, demenziale e squisitamente slapstick che avrebbe segnato indelebilmente la storia del medium videoludico: la saga di Gobliiins. Creata dal genio visionario dell’illustratore e fumettista Pierre Gilhodes e prodotta dalla storica etichetta parigina Coktel Vision, la serie si impose per una formula inedita: niente inventari sterminati o labirinti verbali, ma schermate fisse brulicanti di vita in cui coordinare piccoli folletti bizzarri, ciascuno dotato di un’abilità specifica e bizzarra. A distanza di decenni, l’editore francese Red Art Games ha riunito per la prima volta l’intera pentalogia all’interno di Gobliiins Collection, approdata nell’agosto 2026 con un’edizione restaurata appositamente per Nintendo Switch 2. Abbiamo rispolverato il nostro intuito logico testando la collezione sull’ammiraglia Nintendo: ecco il nostro resoconto completo.

Un’antologia completa in cinque atti: dal 1991 al 2023
Il valore storico e ludico di Gobliiins Collection risiede innanzitutto nella completezza filologica della raccolta, che include tutti e cinque i capitoli numerati della saga:
- Gobliiins (1991): il capostipite con tre goblin protagonisti (il numero di ‘i’ nel titolo indicava originariamente il numero dei personaggi controllabili!). Il trio è composto da Dwayne, l’unico capace di raccogliere e utilizzare oggetti; Hooter, un mago maldestro i cui incantesimi producono effetti imprevedibili; e BoBo, il guerriero che risolve i problemi tirando pugni a testa bassa. Il loro compito? Salvare il re Angoulafre, impazzito a causa di una bambola vudù.
- Gobliins 2: The Prince Buffoon (1992): considerata da molti l’apice della serie, riduce il cast a due soli protagonisti (Fingus, intelligente e timido; Winkle, dispettoso e impulsivo) ma introduce la rivoluzionaria meccanica delle azioni in simultanea, che richiede una sincronizzazione millimetrica per distrarre guardie o attivare contrappesi.
- Goblins Quest 3 (1993): un solo goblin protagonista, il giornalista investigativo Blount, affiancato da partner animali temporanei (un pappagallo, un serpente) e capace di trasformarsi in un nerboruto mostro licantropo sotto l’effetto della luna piena.
- Gobliiins 4 (2009): il discusso salto nella grafica tridimensionale poligonale, che recupera il trio originale del primo episodio per ritrovare l’oritteropo scomparso del re Balderone.
- Gobliiins 5 (2023): il trionfale ritorno di Pierre Gilhodes all’animazione 2D tradizionale disegnata a mano, finanziato tramite crowdfunding e applaudito per la purezza nostalgica dei suoi enigmi.

Il restauro su Nintendo Switch 2: risoluzione 4K e controlli Joy-Con a puntatore
Adattare una serie pensata originariamente per il mouse su personal computer (Amiga, Atari ST, DOS) e display CRT a risoluzione 320×200 pixel rappresenta una sfida tecnologica non banale. L’edizione curata da Red Art Games su Nintendo Switch 2 brilla per intelligenza e rispetto del materiale d’origine.
Sul fronte visivo, i classici in pixel art e fondali dipinti a mano godono di un upscaling 4K ultra-nitido quando la console è alloggiata nel dock da salotto, preservando la grana artistica originale senza quegli sgradevoli filtri di sfocatura “bilineare” che rovinavano i vecchi porting. Per i puristi del retro-gaming è disponibile una serie di filtri CRT modulabili che simulano la curvatura dei monitor a fosfori d’epoca e le linee di scansione (scanline).
La vera sorpresa risiede tuttavia nell’interfaccia di controllo: su Switch 2 è possibile utilizzare i nuovi controller Joy-Con come puntatori ottici ad altissima precisione (sfruttando il giroscopio e i sensori avanzati a bassa latenza), impugnando il controller destro come se fosse una bacchetta magica o un vero mouse a mezz’aria. In mobilità, lo schermo capacitivo della console offre un controllo touch immediato e naturale, che rende l’interazione con gli oggetti della scena istantanea e appagante.

Il museo digitale e l’intervista esclusiva a Pierre Gilhodes
Oltre ai cinque giochi completi, Gobliiins Collection si configura come una prestigiosa operazione di conservazione videoludica grazie a una sontuosa sezione Museo integrata nel menu principale:
- Scansioni 3D delle confezioni originali: è possibile ruotare, ingrandire ed esaminare in tre dimensioni le scatole di cartone “big box” originali per PC di tutti i capitoli, leggendo i testi sul retro e ammirando le illustrazioni d’epoca.
- Archivio dei bozzetti e documenti di design: centinaia di disegni preparatori a matita e china realizzati da Pierre Gilhodes tra il 1990 e il 1993, che mostrano l’evoluzione dei personaggi e la genesi degli enigmi.
- Documentario a puntate inedito: una ricca video-intervista esclusiva con Pierre Gilhodes sottotitolata in italiano, in cui il creatore ripercorre aneddoti di sviluppo in Coktel Vision, le sfide dell’animazione a 16 colori e il rapporto con il pubblico internazionale.
- Jukebox musicale: riproduttore delle colonne sonore storiche composte da Charles Callet in versione MIDI originale e rimasterizzata.

Scheda tecnica di Gobliiins Collection (Nintendo Switch 2)
| Parametro | Dettaglio / Specifiche |
|---|---|
| Titolo della collezione | Gobliiins Collection |
| Creatore e autore | Pierre Gilhodes (Coktel Vision) |
| Editore e Publisher | Red Art Games |
| Piattaforma testata | Nintendo Switch 2 (disponibile anche su Switch, PS5, Xbox, PC) |
| Giochi inclusi | Gobliiins (1991), Gobliins 2 (1992), Goblins 3 (1993), Gobliiins 4 (2009), Gobliiins 5 (2023) |
| Funzionalità Switch 2 | Risoluzione 4K docked, puntatore Joy-Con giroscopico, touch screen portatile, salvataggi istantanei |
| Contenuti speciali | Museo digitale 3D, documentario video intervista con Pierre Gilhodes, bozzetti e lettore musicale |
| Lingue disponibili | Testi e sottotitoli in italiano, inglese, francese, tedesco, spagnolo |
Pro e Contro: il bilancio della redazione
✓ Punti di forza (Pro)
- Tutti i 5 capitoli in un unico pacchetto: un valore storico ed enciclopedico senza precedenti per gli amanti del punta-e-clicca.
- Umorismo slapstick intramontabile: le animazioni dei goblin e le gag demenziali strappano risate genuine ancora oggi.
- Controlli perfetti su Switch 2: il puntatore a mezz’aria dei Joy-Con e il touch screen rendono l’esperienza naturale e confortevole.
- Sezione Museo impeccabile: intervista a Pierre Gilhodes e scansioni 3D delle scatole originali da applausi.
- Quality of life moderna: salvataggi di stato istantanei e suggerimenti opzionali evitano la frustrazione da trial-and-error d’epoca.
✗ Aspetti da considerare (Contro)
- Gobliiins 4 è invecchiato peggio: la grafica 3D del capitolo 2009 accusa il peso degli anni rispetto alla pixel art eterna dei primi tre e al 2D del quinto.
- Logica degli enigmi a volte lunare: il tipico umorismo francese anni ’90 richiede di provare combinazioni assurde per proseguire.
Il verdetto finale di Shifts!
Gobliiins Collection su Nintendo Switch 2 è una lettera d’amore al retrogaming d’autore e alla genialità dell’animazione francese. Red Art Games ha confezionato un’antologia impeccabile: il restauro visivo in 4K, la comodità del puntatore Joy-Con e l’inestimabile valore documentaristico del museo con intervista a Pierre Gilhodes rendono questa raccolta un acquisto obbligato sia per i veterani cresciuti con Amiga e PC DOS, sia per chiunque sia curioso di scoprire come si creava comicità interattiva trent’anni fa.
Voto redazionale Shifts!: 8.6 / 10
