
Immagine editoriale per le notizie di videogiochi del 2026-08-25.
HUMANKIND 2 arriverà su PC nel 2027: Amplitude riscrive ancora la storia
HUMANKIND 2 arriverà su PC nel 2027: Amplitude punta su cultura più profonda, clima dinamico, interfaccia rinnovata e scelte con conseguenze.
HUMANKIND 2 arriverà su PC nel 2027: Amplitude riscrive ancora la storia
HUMANKIND 2 arriverà su PC nel 2027: Amplitude punta su cultura più profonda, clima dinamico, interfaccia rinnovata e scelte con conseguenze.
#Gifted Questo prodotto ci è stato inviato da Amplitude Studios per una recensione imparziale.

C’è un momento, nelle partite strategiche che durano serate intere, in cui smettiamo di guardare la mappa come un insieme di caselle e iniziamo a leggerla come il risultato delle nostre decisioni. Una città cresciuta troppo in fretta, un’alleanza che sembrava conveniente e poi si è trasformata in un problema, una scelta culturale fatta molte ore prima che continua a lasciare segni sul presente. È su quella sensazione che Amplitude Studios vuole costruire HUMANKIND 2, il nuovo capitolo della serie strategica storica in arrivo su PC nel 2027.
Il sequel riparte dalla formula a turni del primo HUMANKIND e dalla sua idea più riconoscibile: attraversare le epoche costruendo una civiltà personale, invece di seguire una linea storica già scritta. Questa volta Amplitude vuole rendere il passaggio tra le ere più profondo e coerente, facendo sì che l’identità della nostra civiltà non sembri una successione di cambi improvvisi ma un processo che accumula memoria, conseguenze e carattere.
La cultura diventa una storia che resta addosso alla civiltà
Nel primo HUMANKIND il passaggio a una nuova epoca permetteva di scegliere una cultura diversa e combinare nel tempo influenze molto lontane tra loro. Era una delle idee più originali del progetto, perché trasformava la storia in uno spazio da remixare invece che in un percorso da ripetere. HUMANKIND 2 vuole spingere quella intuizione più avanti introducendo alberi di progressione culturale attraverso cui sbloccare usanze esclusive e costruire un’identità più continua nel corso dei secoli.
La differenza più interessante sta proprio nella continuità. Invece di percepire ogni cambio culturale come una sostituzione, dovremmo vedere le scelte precedenti continuare a pesare sulla civiltà che stiamo costruendo. Immaginiamo una partita in cui nelle prime epoche puntiamo sulla mobilità e sull’espansione, mentre più avanti decidiamo di trasformare il nostro impero in una potenza economica e diplomatica. L’obiettivo del nuovo sistema è fare in modo che questa trasformazione non cancelli ciò che eravamo, ma lo incorpori.
È un cambiamento che può sembrare astratto finché non lo riportiamo alla pratica. In un 4X storico passiamo ore a costruire città, reti commerciali, confini e rapporti politici. Se la cultura diventa davvero un filo continuo, ogni scelta può smettere di essere soltanto un bonus temporaneo e diventare una parte della biografia del nostro impero. Amplitude ha già indicato tra le nuove storie culturali quelle dei Saqqaq, degli Etruschi e degli Sciti, ampliando ulteriormente lo spazio geografico e storico da cui costruire la nostra civiltà.
Il lavoro sul sequel comprende anche una resa visiva migliorata, un’interfaccia più moderna e interventi generali sul gameplay guidati dal feedback dei giocatori. Sono aspetti meno appariscenti di una nuova meccanica, ma in un gioco fatto di decine di informazioni contemporanee possono cambiare radicalmente il ritmo della partita. La profondità serve a poco se dobbiamo combattere contro l’interfaccia per capire cosa stia succedendo; HUMANKIND 2 sembra voler lavorare proprio su questo equilibrio tra complessità e chiarezza.
Il territorio non resta fermo mentre passano i secoli
L’altra direzione importante riguarda il rapporto con l’ambiente. HUMANKIND 2 introduce cambiamenti climatici capaci di trasformare la mappa strategica nel corso delle ere, modificando i biomi e costringendoci ad adattare città, economia e gestione delle risorse. Il territorio, quindi, non dovrebbe essere soltanto il tavolo su cui muoviamo eserciti e costruiamo distretti: può diventare una variabile che reagisce al tempo e mette in crisi equilibri che sembravano solidi.
Il potenziale emerge bene in una situazione tipica. Abbiamo fondato una città in una zona fertile, costruito la nostra economia attorno alle risorse locali e investito per farne il centro produttivo dell’impero. Passano le ere e il bioma cambia. Quella scelta, perfetta cento turni prima, improvvisamente richiede nuove infrastrutture e compromessi. A quel punto non stiamo più semplicemente ottimizzando numeri: stiamo gestendo le conseguenze di una strategia costruita in un contesto che non esiste più.
Questo tipo di pressione può funzionare particolarmente bene in una serie come HUMANKIND perché la sua scala temporale è enorme. Un vantaggio immediato può avere effetti molto più avanti e la crescita a breve termine può trasformarsi in un problema per le generazioni successive. La vera sfida sarà trovare il giusto equilibrio, evitando che il clima diventi un evento punitivo e facendolo invece entrare nella pianificazione come un rischio leggibile, qualcosa che possiamo anticipare e a cui possiamo reagire.
HUMANKIND 2 ci chiederà ancora di fondare città, sviluppare tecnologie, stringere alleanze e comandare eserciti dagli insediamenti più antichi fino all’età moderna, ma l’elemento decisivo sarà il modo in cui tutte queste scelte resteranno collegate tra loro. Per ora l’uscita è fissata al 2027 su PC e il gioco può già essere aggiunto alla Lista desideri su Steam. La domanda che accompagnerà il progetto nei prossimi mesi è semplice: riuscirà Amplitude a trasformare l’idea di una civiltà costruita attraverso culture diverse in una storia più continua, leggibile e personale? Se la risposta sarà sì, il classico “ultimo turno” rischierà di diventare ancora meno credibile.
Materiale stampa disponibile pubblicamente tramite il comunicato stampa di Amplitude Studios.
