
Il kendama KROM Adrian Pro Mod, signature model del campione europeo Adrian Vilau. Foto: KROM Kendama.
KROM Adrian Pro Mod, recensione: il kendama signature di Adrian Vilau alla prova
La recensione del KROM Adrian Pro Mod (Adrian Vilau): prova d’uso, shape LAMBO, vernice I+D opaca, bilanciamento lunare e considerazioni tecniche.
KROM Adrian Pro Mod, recensione: il kendama signature di Adrian Vilau alla prova
La recensione del KROM Adrian Pro Mod (Adrian Vilau): prova d'uso, shape LAMBO, vernice I+D opaca, bilanciamento lunare e considerazioni tecniche.
#Gifted Questo prodotto ci è stato inviato da KROM Kendama per una recensione imparziale.
Ci sono sessioni in cui il kendama sembra improvvisamente più piccolo delle nostre mani. Il filo si torce, il lunar scappa di lato, la tama arriva sulla coppa con mezzo grado di troppo e una combo che sulla carta conosciamo bene si interrompe sempre nello stesso punto. È proprio lì che un pro model deve dimostrare di essere qualcosa di più di una firma stampata sul legno. Il KROM Adrian Pro Mod nasce attorno al setup preferito di Adrian Vilau e promette controllo, coerenza e un’impostazione pensata per il gioco tecnico moderno. Noi lo abbiamo portato in sessione per capire quanto di questa promessa si senta davvero tra le mani.
Adrian Vilau e un setup costruito intorno al suo stile

Adrian Vilau è nato nel 2005, vive a Bucarest e gioca a kendama dal 2017. Il suo profilo ufficiale KROM insiste su fasthands, stuntplanes e downspikes, senza trascurare stilt e lunar, e la vittoria nell’Open Division dell’European Kendama Championship 2024 a Leiden racconta bene il tipo di precisione richiesto dal suo gioco. Non sorprende quindi che il suo Pro Mod punti soprattutto a dare riferimenti chiari durante rotazioni rapide e trick di equilibrio, evitando soluzioni troppo eccentriche che potrebbero renderlo efficace solo in una nicchia di combinazioni.
Il risultato è un kendama che non cerca di stupirci appena lo prendiamo in mano. Il primo impatto è piuttosto quello di un oggetto ordinato, con masse ben distribuite e una geometria che invita a iniziare subito a giocare. È una scelta coerente con un modello signature: l’identità di Adrian emerge più nel comportamento che nell’estetica urlata.
LAMBO shape e maple ken: cosa cambia davvero in gioco

Il ken è realizzato in acero, un legno denso e resistente che restituisce un contatto piuttosto secco con la tama e, nel nostro esemplare, dà una sensazione di solidità immediata. KROM utilizza qui la propria LAMBO shape, con proporzioni contemporanee e coppe generose. In pratica, questo si traduce in una zona di ricezione visivamente ampia e in un’impostazione che rende naturali sia i catch classici sia le transizioni più dinamiche.
La parte interessante arriva quando iniziamo a spostare il kendama tra ken grip e sarado grip. Il corpo non ci è sembrato né eccessivamente massiccio né troppo sottile, e questa neutralità aiuta nei cambi di presa veloci. Sui juggle il ken mantiene una rotazione leggibile, mentre su bird e nightingale la geometria delle coppe offre un margine rassicurante senza togliere precisione al gesto. Non significa che il kendama faccia il trick al posto nostro, ma riduce quella sensazione di dover combattere contro l’attrezzo.
Warp Hole e bilanciamento: il carattere emerge nei lunar

Sulla base cup troviamo il foro di alleggerimento che KROM integra nella configurazione del modello. In termini semplici, togliere massa da quella zona modifica il modo in cui il ken distribuisce il proprio peso e può rendere più favorevole l’equilibrio nei trick lunari. È proprio qui che, durante la nostra prova, l’Adrian Pro Mod ci ha convinto di più: quando agganciamo un lunar pulito, il ken comunica bene la propria posizione e lascia un intervallo utile per la micro-correzione prima della chiusura.
In una delle sessioni più indicative siamo partiti da una sequenza volutamente semplice, con pull-up, lunar, flip e spike. Dopo alcuni tentativi il comportamento del ken è diventato prevedibile: non perché il margine d’errore fosse sparito, ma perché capivamo subito se il lunar era entrato troppo aperto o troppo chiuso. È una qualità difficile da tradurre in una specifica tecnica, ma molto facile da riconoscere quando si ripete la stessa combo per mezz’ora.
Tama da 62 mm, I+D Paint e tracking di Leiden

La tama da 62 mm è in faggio e utilizza la finitura I+D Paint. KROM presenta questa verniciatura come una soluzione sviluppata per aumentare il grip nei trick di equilibrio e mantenerlo nel tempo con usura contenuta. Nella nostra prova la sensazione è opaca e leggermente vellutata, con una presa evidente ma non così aggressiva da impedire piccoli aggiustamenti sul bordo della coppa. Sui lighthouse e sugli stilt abbiamo apprezzato soprattutto questa via di mezzo: la tama resta controllabile senza dare l’impressione di incollarsi in modo artificiale.
La grafica non è solo decorativa. Il disegno superiore richiama Leiden, nei Paesi Bassi, dove Vilau ha vinto l’EKC 2024, mentre la banda camo crea un contrasto utile durante la rotazione. Quando lanciamo la tama e cerchiamo il bevel, avere riferimenti visivi netti riduce il tempo necessario per capire dove si trova il foro. È uno di quei dettagli che all’inizio sembrano secondari e dopo qualche sessione diventano parte del modo in cui leggiamo il kendama in aria.
Weight match e mini bearing: meno distrazioni, più continuità

KROM dichiara una Weight Match Guarantee con differenza compresa tra 0 e 7 grammi tra ken e tama. Il nostro esemplare ha mostrato uno scarto di 2,8 grammi, con 76,4 grammi per il ken e 79,2 grammi per la tama. Non esiste un peso perfetto valido per chiunque, ma una coppia ben abbinata rende più coerenti le rotazioni e permette di costruire memoria muscolare senza compensare continuamente sbilanciamenti marcati.
Il mini bearing montato sul sistema del cordino lavora invece su un problema molto più quotidiano: la torsione accumulata durante juggle, swaps e sequenze con molte rotazioni. Non trasforma radicalmente il kendama, ma aiuta a mantenere il filo più gestibile e rende le sessioni lunghe meno interrotte da piccoli aggiustamenti. È una soluzione pratica, particolarmente sensata su un modello pensato per un gioco rapido e ripetitivo.
Come cambia dopo diverse sessioni

La prima mezz’ora non racconta tutto. La finitura matte parte con una sensazione relativamente asciutta e diventa più familiare con l’uso, mentre il legno comincia a segnarsi nei punti in cui spike e coppe ricevono più impatti. È normale per un kendama destinato a essere giocato seriamente. Nel nostro test la vernice ha mantenuto una buona uniformità e il contatto acero-faggio ha continuato a restituire un feedback netto, senza scricchiolii o sensazioni di gioco imprecise.
È anche in questa fase che emergono i limiti. Se siamo principianti assoluti, un Pro Mod da 70 dollari può essere più attrezzo di quanto ci serva per imparare i primi earth turn o big cup. Se invece abbiamo già una base solida e stiamo lavorando su lunar, stilt, fasthands e linee con molta rotazione, il valore della geometria e del bilanciamento diventa più evidente. Non è un kendama che perdona tutto, ma è uno strumento che tende a restituire in modo leggibile ciò che facciamo.
Prezzo e disponibilità

Al momento della nostra verifica, lo store internazionale KROM indica un prezzo di 70 dollari. La cifra va letta nel contesto di un modello signature con shape pro, legni differenziati, finitura I+D, mini bearing e garanzia di abbinamento del peso. Per chi gioca saltuariamente è una spesa importante; per chi usa il kendama con continuità e cerca un setup già orientato ai trick moderni, il posizionamento è coerente con la categoria.
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Verdetto: un Pro Mod tecnico, ma non esclusivo per i pro

Il KROM Adrian Pro Mod ci è piaciuto soprattutto perché le sue qualità non dipendono da una singola trovata. LAMBO shape, tama da 62 mm, weight match, mini bearing, tracking e finitura I+D lavorano nella stessa direzione: rendere il kendama leggibile, stabile e coerente quando aumentano velocità e complessità. Nei lunar abbiamo percepito il vantaggio più netto, mentre nelle combo aeree abbiamo apprezzato la facilità con cui il setup mantiene un comportamento prevedibile tentativo dopo tentativo.
Non lo definiremmo un acquisto necessario per chiunque, e proprio per questo il giudizio resta positivo. Se stiamo ancora imparando le basi, possiamo divertirci e crescere anche con modelli meno costosi. Se invece vogliamo un kendama che accompagni una progressione tecnica seria senza obbligarci a cambiare setup dopo pochi mesi, l’Adrian Pro Mod è una proposta molto centrata. Porta la firma di un campione europeo, ma la cosa più interessante è che non ci chiede di giocare come lui: ci offre semplicemente un attrezzo abbastanza equilibrato da lasciare più spazio al nostro modo di giocare.
