News del giorno - Categoria travel (2026-06-25)

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Addio folla, benvenuto ‘Undertourism’: il vero trend dell’estate 2026

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Addio folla, benvenuto ‘Undertourism’: il vero trend dell’estate 2026

Se stai pianificando le vacanze estive e l’idea di sgomitare tra migliaia di persone davanti

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Se stai pianificando le vacanze estive e l’idea di sgomitare tra migliaia di persone davanti a un monumento o di passare ore in coda sotto il sole ti fa venire voglia di restare a casa, non sei solo. L’estate 2026 ha segnato un punto di non ritorno: il concetto di overtourism non è più solo un tema da convegni accademici, ma una realtà che sta spingendo migliaia di giovani viaggiatori verso un cambio di rotta drastico e affascinante: l’Undertourism.

Ma cos’è esattamente? Non si tratta di cercare mete sperdute o disagiate, ma di una scelta consapevole, digitale e strategica. Se fino a qualche anno fa la meta ‘under’ era vista quasi con diffidenza, oggi è diventata un vero e proprio *flex* culturale. Scegliere un borgo di provincia, una vallata meno nota o una città d’arte fuori dai circuiti di TikTok è la nuova frontiera dell’esclusività.

Perché l’Undertourism è virale?

Il motivo è semplice: l’autenticità è tornata a essere il valore più alto. La Generazione Z, sempre più attenta all’impatto ambientale e sociale dei propri spostamenti, sta premiando destinazioni che non subiscono passivamente il peso del turismo di massa. Questo approccio permette di riscoprire il piacere del viaggio ‘lento’, lontano dai parchi a tema in cui si sono trasformate molte capitali europee.

Secondo le ultime analisi del settore, il 43% degli italiani dichiara di voler attivamente evitare mete troppo affollate. Questa tendenza è alimentata anche da una crescente necessità di disconnessione: meno post da ‘fotoricordo’ obbligato e più esperienze personali che riflettono chi sei veramente, non solo dove ti trovi.

Come approcciare il trend quest’estate

Passare all’Undertourism non significa rinunciare al divertimento. Al contrario, significa costruire un itinerario basato sui propri interessi reali – le cosiddette why-cations – piuttosto che su una lista predefinita di ‘luoghi da vedere per forza’. Che tu sia alla ricerca di borghi medievali inesplorati, percorsi di trekking rigeneranti o gemme nascoste enogastronomiche, il segreto è il tempismo e la ricerca di un turismo di prossimità che, oltre a essere più sostenibile per il territorio, è spesso anche molto più amico del tuo portafoglio.

Mentre i grandi classici continuano a soffrire la saturazione, il 2026 si conferma l’anno in cui il viaggiatore digitale prende in mano il proprio itinerario. La sfida per questa stagione non è più contare quanti monumenti hai visitato, ma quante esperienze autentiche sei riuscito a vivere senza l’ansia di una folla che ti spinge da dietro. Sei pronto a lasciare le rotte battute?

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