
Copertina generata per le notizie di verified-cinema del 2026-07-01
Cinema e audiovisivo, l’Emilia-Romagna apre la seconda finestra del fondo 2026
Si apre oggi, 1° luglio 2026, la seconda finestra del bando con cui la Regione Emilia-Romagna sostiene la produzione di opere cinematografiche e audiovisive…
Cinema e audiovisivo, l’Emilia-Romagna apre la seconda finestra del fondo 2026
Si apre oggi, 1° luglio 2026, la seconda finestra del bando con cui la Regione Emilia-Romagna sostiene la produzione di opere cinematografiche e audiovisive…
Si apre oggi, 1° luglio 2026, la seconda finestra del bando con cui la Regione Emilia-Romagna sostiene la produzione di opere cinematografiche e audiovisive realizzate almeno in parte sul territorio regionale. Le candidature possono essere presentate fino alle ore 16:00 del 31 luglio attraverso la piattaforma SFINGE 2020.
La misura è rivolta a imprese italiane, europee ed extraeuropee che svolgono attività di produzione cinematografica e audiovisiva con codice ATECO 59.11 o equivalente. Possono partecipare produttori unici, coproduttori di maggioranza, produttori delegati nei casi previsti e produttori esecutivi, allegando la documentazione richiesta dal bando.
Risorse e struttura della seconda sessione
Per la seconda sessione risultano disponibili 700.000 euro. Il fondo distingue due sezioni, costruite per tipologie di progetto, requisiti e intensità di contributo differenti. La prima riguarda opere cinematografiche e televisive di maggiore dimensione e impatto; la seconda comprende altre produzioni e documentari, con soglie economiche e obblighi territoriali specifici.
La suddivisione permette di valutare progetti con caratteristiche molto diverse senza applicare un unico schema. Una produzione di grande budget, con numerose giornate di ripresa, non ha la stessa struttura economica di un documentario. Per questo il testo del bando definisce separatamente requisiti, percentuali di sostegno e contributi massimi.
Il sostegno può riguardare pre-produzione, riprese, lavorazione, post-produzione e promozione. Non è quindi limitato al periodo trascorso sul set: la realizzazione di un’opera coinvolge sviluppo organizzativo, montaggio, suono, lavorazioni tecniche e attività necessarie a portare il progetto verso il pubblico.
Il legame con il territorio regionale
Al centro resta il rapporto con l’Emilia-Romagna. Giornate di ripresa, spese sostenute sul territorio e coinvolgimento della filiera locale contribuiscono a definire l’ammissibilità e la valutazione dei progetti. Il fondo non considera il territorio come semplice sfondo, ma come parte della produzione economica e professionale dell’opera.
Questo approccio può generare ricadute su più livelli: lavoro per troupe e fornitori, utilizzo di strutture ricettive, noleggi, servizi, post-produzione e valorizzazione dei luoghi rappresentati. Il cinema diventa così uno strumento culturale e, contemporaneamente, una filiera capace di attivare competenze specializzate.
Il testo ufficiale prevede criteri specifici anche per produzioni che coinvolgono professionalità residenti nella regione. Tra gli elementi considerati compare il rapporto con l’autore della musica, da documentare con contratto, deal memo o lettera di impegno quando viene utilizzato per accedere alle relative condizioni.
Chi può presentare domanda
L’impresa richiedente deve esercitare attività di produzione cinematografica o audiovisiva documentabile. Può operare come produttore unico, coproduttore di maggioranza, produttore delegato nelle configurazioni ammesse oppure produttore esecutivo. Nei casi di coproduzione e delega, i rapporti tra i soggetti devono risultare dalla documentazione allegata.
Ogni impresa può presentare una domanda per ciascuna delle due sessioni di valutazione previste nel 2026. La candidatura richiede quindi una verifica preventiva della posizione del richiedente, del ruolo svolto nel progetto e della compatibilità del piano produttivo con la sezione scelta.
I progetti selezionati nella seconda sessione dovranno essere avviati nel 2026 e conclusi entro il 31 dicembre 2027. Le domande vengono trasmesse online su SFINGE 2020, con autenticazione digitale e compilazione dei moduli previsti. Attendere gli ultimi giorni può rendere più difficile risolvere problemi tecnici o documentali.
Perché leggere il testo integrale
Le sintesi aiutano a orientarsi, ma non sostituiscono il bando. Costi ammissibili, intensità del contributo, obblighi di ripresa, documenti e criteri di valutazione cambiano in base alla sezione e alla tipologia di opera. Una candidatura costruita su informazioni generiche rischia di non rispettare requisiti essenziali.
La continuità del fondo conferma il ruolo strategico attribuito dalla Regione al cinema come industria culturale capace di generare occupazione, competenze e promozione territoriale. Per le produzioni, la finestra di luglio offre un mese per trasformare un progetto in una candidatura completa, con un piano economico coerente, responsabilità produttive documentate e una presenza concreta sul territorio emiliano-romagnolo.
Le date da segnare
La piattaforma accetta le domande dalle ore 16:00 del 1° luglio alle ore 16:00 del 31 luglio 2026. La dotazione della seconda sessione è pari a 700.000 euro e i progetti finanziati dovranno partire nel 2026 e concludersi entro la fine del 2027. Importi richiedibili, percentuali di spesa e obblighi territoriali dipendono invece dalla sezione e dal progetto: vanno verificati direttamente nel testo ufficiale prima di predisporre budget e calendario produttivo.
