Ecco perchè non vedremo (almeno per il momento) un sequel di “Chi ha incastrato Roger Rabbit”

Se anche voi come me siete cresciuti nei fantastici anni ’90, allora non potrete aver dimenticato uno dei più grandi cult del genere di animazione: “Chi ha incastrato Roger Rabbit”.

Chiudere questo film in una sterile classificazione è cosa davvero ardua; la produzione di Chi ha incastrato Roger Rabbit non comprendeva soltanto l’utilizzo di tecniche di disegno animato, ma permetteva al mondo dei cartoni di interagire con quello degli uomini, punto sul quale si sviluppava la stupenda trama noir ambientata nella California degli anni ’40.

Creato dalla penna di Gary K. Wolf e diretto dall’immaginifico Robert Zemeckis (regista, tra gli altri, della saga di Ritorno al Futuro), Chi ha incastrato Roger Rabbit è un film che ha appassionato migliaia di fan in tutto il mondo, rimasti in attesa di un sequel per lungo tempo.

whoframedrogerrabbit-theater

Zemeckis ha a lungo parlato della realizzazione di un sequel al primo film, qualcosa che ha sempre voluto realizzare, ma in una recente intervista al Telegraph, ha spiegato il perché dell’impossibilità di rivedere al cinema il famoso coniglio bianco accompagnato da sua moglie Jessica e dalla banda dei cartoni animati delle industrie ACME.

Gary K. Wolf aveva già scritto altri romanzi mai utilizzati per la storia del film, ma lo script già realizzato per un possibile sequel viene esaltato da Zemeckis come qualcosa di “magnifico”, qualcosa che può essere definito più una linea continuativa che un sequel vero e proprio.

La storia andrebbe a scavare nel periodo successivo all’anno 1947, andando a raccontare il mondo degli anni 50, con la partecipazione del fantasma di Eddie Valiant, che fu interpretato da un magistrale Bob Hoskins nel film originale. Ovviamente verrebbero utilizzate delle produzioni in CGI per riportare in vita il defunto attore per questa speciale parte nel film.

Il problema principale che rende impossibile questa nuova, fantastica avventura è più o meno sempre lo stesso: una questione di diritti. Disney ha il controllo della proprietà e al momento non ha interesse nel mettere sul tavolo delle riunioni un nuovo film su Roger Rabbit mentre sono così impegnati in una serie di universi transmediali come quello Marvel, quello di Star Wars e, non dimentichiamocelo, quello dedicato ai remake live action delle storie animate.

who-framed-roger-rabbit

Nell’intervista al telegraph Zemeckis ci regala un’opinione abbastanza sterile su cosa per lui significa realizzare un sequel di un progetto così ambizioso come quello di Roger Rabbit. La sua opinione è che quando il pubblico è entusiasmato dall’idea di un sequel, ciò che realmente fa è esprimere il proprio entusiasmo per un film che ha già visto: questo significa che avranno una relazione di odio-amore nei confronti di qualsiasi cosa che vedranno perchè vogliono “lo stesso film, ma diverso”.

 

“If it’s too similar, they don’t like it. And if it’s too different, they really don’t like it. There’s nothing more difficult.”

La realtà dei fatti però sta a zero, soprattutto se la Disney non sarà ancora interessata alla produzione di un nuovo film sulla vita del coniglio più pazzo d’America. Già qualche tempo fa fece notizia la proposta di J.J. Abrams di realizzare un sequel di Chi ha incastrato Roger Rabbit, andata ovviamente a cadere nell’oblio fino alle ultime dichiarazioni di Zemeckis.

maxresdefault

Quale sarebbe il senso, ad oggi di riproporre un film del genere? E a che pubblico sarebbe destinato? Se andiamo più a fondo nei dubbi di Zemeckis ci rendiamo conto di quanto sia complesso questo genere di operazione: negli anni ’90, Chi ha incastrato Roger Rabbit aveva alle spalle un background di prodotti di animazione che venivano dai classici Disney e Warner, già molto amati dal pubblico, e aveva l’ambizione di rivoluzionare le tecniche di animazione in ambito cinematografico.

Nel frattempo, le tecniche cinematografiche hanno conosciuto l’evoluzione del digitale e hanno pian piano abbandonato l’ibrido di animazione a favore di un compositing grafico più realistico. Anche i personaggi hanno abbandonato il loro carattere a due dimensioni, dimostrando che il pubblico dei giovanissimi al cinema è molto più interessato a vedere super eroi in carne ed ossa.

Chi ha incastrato Roger Rabbit  – Parte II potrebbe essere, almeno per il momento, un fenomeno per i nostalgici di quegli anni che non torneranno più e sarà sempre così sempre visto come una produzione “indegna” rispetto al primo capitolo. Meglio andare in negozio e prendere una versione in blu-ray del film e attendere che la Disney decida che dobbiamo tornare a cantare tutti insieme “Dai, ridi dai!”.