
Copertina generata per le notizie di cultura del 2026-07-07
Premio Strega 2026, la finale esce dal Campidoglio: quattro proiezioni gratuite e ultimo spoglio in diretta
La finale del Premio Strega 2026 sarà trasmessa gratis in quattro luoghi di Roma. Gli ultimi cento voti saranno scrutinati uno per uno in diretta.
Premio Strega 2026, la finale esce dal Campidoglio: quattro proiezioni gratuite e ultimo spoglio in diretta
La finale del Premio Strega 2026 sarà trasmessa gratis in quattro luoghi di Roma. Gli ultimi cento voti saranno scrutinati uno per uno in diretta.
La finale del Premio Strega 2026 non resterà chiusa dentro Piazza del Campidoglio. Alla vigilia dell’ottantesima edizione, Roma ha annunciato una formula nuova che porta la fase decisiva del premio in quattro luoghi diversi della città, con proiezioni gratuite e accesso fino a esaurimento posti.
Mercoledì 8 luglio, mentre la sestina finalista arriverà al verdetto, il pubblico potrà seguire la parte conclusiva della serata anche alla Casa del Cinema, all’Arena di Corviale, all’Arena del Parco degli Acquedotti e al MACRO. Le proiezioni inizieranno alle 23, in contemporanea con la diretta televisiva su Rai 3.
È un cambiamento piccolo solo in apparenza. Per un premio che per decenni ha costruito gran parte del proprio fascino attorno a una serata molto riconoscibile, l’idea di distribuire la finale nella città sposta il centro dell’evento. Il Campidoglio resta il luogo della proclamazione, ma non è più l’unico spazio in cui viverla.
La finale diventa un evento pubblico distribuito nella città

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Roma Capitale, Fondazione Maria e Goffredo Bellonci, Strega Alberti Benevento e le istituzioni culturali coinvolte. L’obiettivo dichiarato è rendere la finale più accessibile e trasformarla in un’esperienza condivisa.
La scelta dei quattro luoghi racconta già un’idea precisa. La Casa del Cinema porta il premio dentro uno degli spazi culturali più riconoscibili della Capitale. Il MACRO lo collega alla scena dell’arte contemporanea. Il Parco degli Acquedotti e Corviale allargano la geografia della serata oltre il centro storico.
Non è quindi una semplice moltiplicazione degli schermi. È un tentativo di modificare il rapporto tra un grande premio letterario e la città che lo ospita.
Per chi non sarà in Piazza del Campidoglio, la finale non dovrà più coincidere soltanto con una visione domestica. Si potrà uscire, raggiungere un’arena o un museo e assistere alla proclamazione insieme ad altre persone.
In un momento in cui la lettura viene spesso raccontata come un’attività privata e solitaria, lo Strega prova a trasformare il suo passaggio più importante in un’esperienza collettiva.
Gli ultimi cento voti saranno scrutinati uno per uno
La struttura della finale conserva uno dei suoi elementi più teatrali. Il Premio Strega 2026 sarà assegnato da una giuria di 800 aventi diritto e gli ultimi cento voti verranno scrutinati singolarmente fino alla proclamazione del vincitore o della vincitrice.
A presiedere il seggio sarà Andrea Bajani, vincitore dell’edizione precedente.
Il meccanismo rende il finale diverso da una semplice lettura di un risultato già deciso. La tensione cresce voto dopo voto, mentre il margine tra i libri può cambiare davanti al pubblico.
I votanti comprendono 460 Amici della Domenica, 245 giurati dall’estero selezionati attraverso 35 Istituti Italiani di Cultura, 30 voti collettivi espressi da scuole, università e circoli di lettura delle Biblioteche di Roma e 65 lettori forti provenienti dal mondo delle professioni e dell’imprenditoria.
È una composizione che mostra quanto il premio sia cambiato rispetto alle sue origini. La comunità storica degli Amici della Domenica resta centrale, ma attorno si è costruita una rete internazionale, scolastica e professionale molto più ampia.
La novità più interessante arriva dalla Germania
La conferenza stampa della finale ha introdotto anche un elemento nuovo che va oltre la serata dell’8 luglio: il Premio Strega Deutschland.
Il progetto coinvolge 70 docenti e studenti di otto università tedesche, tra Augsburg, Bochum, Düsseldorf, Halle, Lipsia, Rostock, Saarbrücken e Treviri. Il gruppo ha letto e votato i libri della dozzina, contribuendo prima alla selezione della sestina e poi alla scelta di un proprio vincitore.
Il più votato è stato Alcide Pierantozzi con “Lo sbilico”, che riceverà il riconoscimento in autunno all’Ambasciata d’Italia a Berlino.
È una novità che merita attenzione perché sposta il Premio Strega fuori dal tradizionale circuito promozionale internazionale. Non si tratta soltanto di tradurre e presentare i libri italiani all’estero, ma di coinvolgere chi studia la lingua e la letteratura italiana nella costruzione del voto.
Il premio entra così nelle università e crea una relazione diretta con lettori che osservano la narrativa italiana da un altro contesto culturale.
La sestina arriva al Campidoglio dopo un percorso lungo mesi
La finale riunirà Teresa Ciabatti con “Donnaregina”, Michele Mari con “I convitati di pietra”, Matteo Nucci con “Platone. Una storia d’amore”, Alcide Pierantozzi con “Lo sbilico”, Bianca Pitzorno con “La sonnambula” ed Elena Rui con “Vedove di Camus”.
La presenza di sei libri, invece della tradizionale cinquina, ha già caratterizzato il passaggio precedente del premio. Ma la notizia più interessante alla vigilia non è un nuovo confronto tra favoriti.
È il modo in cui l’organizzazione sta cercando di evitare che la finale coincida soltanto con una classifica.
Gli autori e le autrici arrivano al Campidoglio dopo mesi di incontri, presentazioni e letture. La serata conclusiva deve inevitabilmente produrre un vincitore, ma il progetto diffuso nella città prova a dare spazio anche all’esperienza collettiva che si è costruita attorno ai sei libri.
Per questo l’apertura di quattro sedi gratuite può avere un peso maggiore di quanto sembri. Non cambia il risultato, ma cambia chi può sentirsi parte del momento in cui quel risultato viene deciso.
Ottant’anni dopo, lo Strega cambia luogo e formato
L’edizione 2026 ha già una particolarità simbolica: la finale si svolge per la prima volta in Piazza del Campidoglio.
La scelta celebra gli ottant’anni del premio e il rapporto con Roma, città in cui gli Amici della Domenica iniziarono a riunirsi nel 1944, pochi giorni dopo la liberazione.
Quella storia non viene trattata come una reliquia. La Fondazione Bellonci e Roma Capitale stanno usando l’anniversario per allargare il premio ad altri luoghi, dalle biblioteche alle periferie, fino alla mostra ospitata al MACRO.
La finale diffusa è la conseguenza più visibile di questa impostazione.
Un premio nato dentro una casa e cresciuto attraverso una comunità letteraria ristretta arriva a ottant’anni tentando di occupare una piazza, un museo e tre arene nello stesso momento.
Dopo il verdetto, il vincitore riparte subito
La proclamazione non chiuderà il percorso. Il vincitore o la vincitrice inizierà immediatamente una nuova fase dello Strega Tour.
Le tappe previste attraversano Lonato del Garda, l’Idroscalo di Ostia, Villasimius, Cervo, Frascati, Vieste, Ugento, Marciana Marina, Cortina d’Ampezzo, Benevento e Palermo.
È un calendario che racconta bene la trasformazione dei premi letterari contemporanei. Vincere non significa soltanto ottenere un riconoscimento e vedere aumentare la visibilità in libreria. Significa diventare il centro di una lunga serie di incontri con pubblici diversi.
La finale dell’8 luglio è quindi il punto più spettacolare di un percorso, ma non il suo vero termine.
La notizia nuova è che si può partecipare senza essere invitati
Per anni il Premio Strega ha conservato un’immagine affascinante ma anche distante: giurie, terrazze, tavoli, telecamere e un mondo editoriale osservato da fuori.
La formula annunciata per il 2026 prova a ridurre quella distanza in modo molto concreto.
Non servono inviti per entrare nelle quattro sedi diffuse. L’ingresso è gratuito fino a esaurimento posti. Chi vuole assistere agli ultimi cento voti e alla proclamazione può farlo insieme ad altri lettori, senza essere nel Campidoglio.
È forse questo l’elemento più originale della finale di quest’anno. Non un litigio, non una polemica e neppure l’ennesima previsione sul vincitore.
La novità è che, per una sera, il premio letterario più famoso d’Italia prova a diventare un evento urbano.
Mercoledì alle 23 sapremo chi vincerà. Ma prima ancora del risultato, l’ottantesimo Strega ha già deciso di cambiare il modo in cui Roma può guardarlo.

