Key art ufficiale di R-Type Dimensions III

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R-Type Dimensions III su PS5: la recensione dello shoot ’em up che non ha nessuna voglia di perdonarci

R-Type Dimensions III riporta su PS5 la brutalità elegante degli shoot ’em up classici: bello da vedere, tecnico da giocare, poco interessato a farci sentire al sicuro.

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R-Type Dimensions III su PS5: la recensione dello shoot ’em up che non ha nessuna voglia di perdonarci

R-Type Dimensions III riporta su PS5 la brutalità elegante degli shoot ’em up classici: bello da vedere, tecnico da giocare, poco interessato a farci sentire al sicuro.

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Key art ufficiale di R-Type Dimensions III
Key art ufficiale di R-Type Dimensions III

Ci sono videogiochi che ci accolgono con un tutorial morbido, una curva di apprendimento gentile e una bella carezza sulla spalla. R-Type Dimensions III no. Lui ci guarda, ci mette davanti un’ondata di proiettili, creature biomeccaniche, corridoi strettissimi e ci dice più o meno: “vediamo se ti ricordi come si gioca davvero a uno shoot ’em up”.

Provato su PS5, il gioco arriva con tutto il peso della tradizione R-Type: navicella laterale, nemici alieni, pattern da imparare, boss enormi e quella sensazione costante di essere a mezzo pixel dalla distruzione. È un’esperienza che parla soprattutto a chi ama gli arcade classici, ma che grazie alla nuova veste visiva riesce a incuriosire anche chi si avvicina per la prima volta a questo tipo di sparatutto.

Una nuova veste 3D che funziona quasi sempre

Su PS5 l’impatto visivo è sicuramente uno dei motivi principali per provarlo. La ricostruzione tridimensionale degli scenari dà profondità ai livelli, soprattutto quando il gioco mette in scena ambienti industriali, strutture aliene e creature che sembrano arrivate da un incubo sci-fi anni Novanta.

C’è però un piccolo “ma”. In alcuni momenti la ricchezza visiva può rendere l’azione più confusa. Quando lo schermo si riempie di nemici, effetti, fondali e proiettili, la pulizia arcade ogni tanto si perde un po’. In un gioco così preciso anche un secondo di confusione può voler dire esplodere male, possibilmente mentre si dice qualcosa di poco elegante al televisore.

Gameplay: difficile, tecnico, ma molto soddisfacente

Il cuore resta sempre lo stesso: avanzare, sopravvivere, imparare. Non basta sparare a caso. In R-Type Dimensions III bisogna capire dove posizionarsi, quando caricare il colpo, come usare il Force e quando rischiare. È quasi più un puzzle game travestito da sparatutto che un semplice shooter a scorrimento.

La gestione dell’armamento è una delle parti più riuscite. Cambiare approccio modifica davvero il modo in cui affrontiamo i livelli, e questo dà al gioco una profondità superiore rispetto a molti shooter più immediati. Non è solo questione di riflessi veloci: serve memoria, pazienza e un minimo di freddezza.

A chi lo consigliamo

Lo consigliamo a chi ama gli shoot ’em up classici, i giochi arcade difficili e le esperienze in cui il miglioramento personale è parte centrale del divertimento. Se siete cresciuti con cabinati, SNES, Mega Drive o recuperate volentieri i classici, qui troverete pane per i vostri denti.

Se invece cercate un action leggero, spettacolare ma permissivo, potreste trovarlo un po’ troppo punitivo. Non è un difetto, è proprio la sua identità.

Verdetto

R-Type Dimensions III su PS5 è una bella operazione: aggiorna il look, mantiene il cuore duro e tecnico della serie e offre una sfida che sa essere frustrante ma anche molto gratificante. Non è perfetto, soprattutto per qualche momento visivamente troppo carico, ma ha carattere da vendere.

Voto Shifts!: 7,5/10

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