News del giorno - Categoria tech (2026-07-07)

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Samsung vola con i chip AI: 89,4 trilioni di won di utile trimestrale e una stima 2026 da record

Samsung stima 89,4 trilioni di won di utile operativo nel Q2 2026. Il boom delle memorie AI spinge le previsioni annuali oltre 300 trilioni.

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Samsung vola con i chip AI: 89,4 trilioni di won di utile trimestrale e una stima 2026 da record

Samsung stima 89,4 trilioni di won di utile operativo nel Q2 2026. Il boom delle memorie AI spinge le previsioni annuali oltre 300 trilioni.

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Per anni abbiamo parlato della corsa all’intelligenza artificiale guardando quasi sempre allo stesso punto della filiera: le GPU. Nvidia è diventata il simbolo dell’esplosione della domanda, i data center hanno iniziato a consumare capitali a una velocità impressionante e ogni nuova generazione di modelli ha aumentato la fame di calcolo.

Ma una GPU, da sola, non basta. I sistemi AI hanno bisogno di spostare quantità enormi di dati con una velocità che la memoria tradizionale non può sostenere. È proprio lì che Samsung sta vivendo una delle fasi economiche più straordinarie della propria storia.

La società sudcoreana ha pubblicato le stime preliminari per il secondo trimestre del 2026 e i numeri sono fuori scala: circa 171 trilioni di won di ricavi consolidati e 89,4 trilioni di won di utile operativo. Si tratta di dati preliminari dell’intero gruppo, non della sola divisione semiconduttori, ma il boom della memoria destinata all’intelligenza artificiale è uno dei principali motori del risultato.

Il confronto rende la dimensione più chiara. Nel primo trimestre del 2026 Samsung aveva registrato 57,2 trilioni di won di utile operativo. Nello stesso trimestre dell’anno precedente, il secondo del 2025, il dato era stato di 4,68 trilioni. La crescita annuale è quindi vicina a diciannove volte.

Il record ufficiale riguarda il trimestre, non ancora l’intero 2026

Memorie HBM4E di Samsung, immagine ufficiale Samsung Semiconductor

La distinzione è importante perché intorno ai risultati di Samsung sta circolando una previsione ancora più spettacolare: nel 2026 la divisione chip potrebbe guadagnare più di quanto abbia accumulato in decenni di attività.

Questa frase non descrive un risultato già certificato. Nasce da stime degli analisti e da indicazioni attribuite al management della divisione Device Solutions. Diverse società finanziarie sudcoreane hanno portato le proprie previsioni per l’utile operativo annuale di Samsung oltre la soglia dei 300 trilioni di won, con alcune stime che arrivano a circa 327 trilioni.

Il confronto con quarant’anni di storia è quindi una proiezione costruita su un 2026 eccezionale, non un dato di bilancio già chiuso.

Il numero ufficiale disponibile oggi è quello del secondo trimestre: 89,4 trilioni di won di utile operativo consolidato, con una forchetta preliminare compresa tra 89,3 e 89,5 trilioni. È già sufficiente per raccontare un cambiamento enorme.

L’intelligenza artificiale ha trasformato la memoria nel nuovo collo di bottiglia

Quando un modello AI viene addestrato o eseguito, i processori devono accedere continuamente a quantità gigantesche di dati. La velocità del calcolo perde valore se la memoria non riesce a fornire quelle informazioni abbastanza rapidamente.

Le memorie HBM, acronimo di High Bandwidth Memory, nascono per ridurre questo problema. Più strati di memoria vengono impilati verticalmente e collegati con connessioni ad altissima velocità, permettendo di spostare molti più dati rispetto alle architetture tradizionali.

Fino a pochi anni fa era un prodotto altamente specializzato. Oggi è una delle componenti più strategiche dell’intera infrastruttura AI.

Samsung, SK hynix e Micron si contendono un mercato in cui la domanda continua a superare le aspettative. Ogni nuova generazione di acceleratori richiede più memoria, maggiore larghezza di banda e consumi più efficienti. I data center stanno quindi acquistando non soltanto processori, ma interi ecosistemi di componenti avanzati.

Per Samsung questo significa che una parte del business storicamente ciclica della memoria sta attraversando un momento eccezionale. Prezzi più alti, capacità produttiva assorbita e prodotti premium stanno migliorando contemporaneamente ricavi e margini.

Il primo trimestre aveva già mostrato dove stava andando il mercato

I segnali erano visibili prima dell’ultima guidance. Nel primo trimestre del 2026, la divisione Device Solutions aveva registrato 81,7 trilioni di won di ricavi e 53,7 trilioni di utile operativo.

Samsung aveva indicato la domanda legata all’intelligenza artificiale come uno dei fattori principali del risultato, insieme all’aumento dei prezzi medi di vendita della memoria. La società aveva inoltre segnalato ricavi e profitti record nel business memory.

Il secondo trimestre sembra aver accelerato ulteriormente quella dinamica.

È una trasformazione interessante perché Samsung non è una startup nata con il boom dell’AI. È un conglomerato con decenni di storia, attività che vanno dagli smartphone agli elettrodomestici e una divisione semiconduttori abituata a cicli violenti di espansione e contrazione.

Questa volta, però, la domanda non arriva dal normale rinnovo di PC e telefoni. Arriva da una corsa globale alla costruzione di infrastrutture che coinvolge hyperscaler, laboratori AI, governi e grandi imprese.

HBM4 e HBM4E sono il vero terreno della prossima battaglia

Samsung ha già avviato la produzione e le consegne commerciali di HBM4 e ha iniziato a inviare campioni della generazione successiva HBM4E.

Il passaggio non è soltanto incrementale. Le nuove memorie devono sostenere acceleratori sempre più complessi e sistemi in cui centinaia o migliaia di chip lavorano insieme.

Più i modelli crescono, più la memoria diventa decisiva. Non basta aumentare la capacità: serve trasferire i dati abbastanza velocemente da evitare che processori costosissimi restino in attesa.

Samsung sta quindi cercando di trasformare una fase di domanda eccezionale in una posizione industriale duratura. La sfida è doppia. Deve produrre abbastanza volumi per soddisfare i clienti e, nello stesso tempo, restare competitiva sul piano tecnico contro rivali che negli ultimi anni hanno guadagnato terreno.

Il successo del 2026 non garantisce automaticamente quello del 2027. Nel settore dei semiconduttori, un’espansione troppo rapida della capacità può creare sovrapproduzione e far crollare i prezzi. La storia della memoria è piena di cicli in cui una fase di scarsità viene seguita da un eccesso di offerta.

Per ora, però, il mercato continua a chiedere più componenti di quanti la filiera riesca facilmente a fornire.

Le stime oltre 300 trilioni spiegano l’euforia, ma vanno lette come previsioni

Le banche d’investimento sudcoreane stanno rivedendo rapidamente i propri modelli. Alcune stime collocano l’utile operativo di Samsung per l’intero 2026 sopra i 300 trilioni di won, mentre le previsioni più aggressive superano i 320 trilioni.

È da qui che nasce il confronto con l’intera storia della divisione chip. Se la domanda restasse ai livelli attuali e i prezzi della memoria continuassero a sostenere i margini, un singolo anno potrebbe produrre un risultato paragonabile o superiore a decenni di utili cumulati.

È un’immagine potentissima, ma deve restare nel territorio delle proiezioni.

Le stime possono cambiare rapidamente. Prezzi della memoria, capacità produttiva, domanda dei data center, tensioni geopolitiche e investimenti dei grandi clienti possono modificare il quadro in pochi mesi.

Il dato certo è che il secondo trimestre ha già superato di gran lunga le aspettative storiche del gruppo.

Il boom di Samsung mostra che l’AI non è soltanto una gara tra modelli

Quando pensiamo all’intelligenza artificiale, tendiamo a vedere chatbot, generatori di immagini e nuovi modelli. Ma una parte enorme del valore economico si sta accumulando più in basso, nell’infrastruttura.

Chip, memoria, packaging avanzato, energia e networking stanno diventando le fondamenta di un mercato che richiede investimenti giganteschi.

Samsung è in una posizione particolare perché può partecipare a più livelli della filiera. Produce memoria, lavora nei processi avanzati e possiede una scala industriale difficile da replicare.

Il 2026 sta mostrando quanto possa valere quella posizione quando la domanda si concentra esattamente sui componenti in cui l’azienda ha investito per decenni.

Il rischio è credere che una crescita così possa continuare per sempre

Ogni record porta con sé la tentazione di trasformare un ciclo in una nuova normalità. È probabilmente il pericolo più grande nella lettura dei risultati di Samsung.

Un aumento di quasi diciannove volte rispetto all’anno precedente è eccezionale proprio perché non può essere trattato come una crescita ordinaria. La base di confronto del 2025 era debole, i prezzi della memoria sono aumentati e il mercato AI sta attraversando una fase di investimento estremamente aggressiva.

Se anche uno solo di questi fattori rallentasse, i profitti potrebbero normalizzarsi.

Ma non serve immaginare una crescita infinita per capire quanto sia cambiato il settore. Il secondo trimestre del 2026 mostra che la memoria è passata da componente invisibile a uno dei punti più redditizi della rivoluzione AI.

Per anni abbiamo guardato Nvidia per misurare la febbre dell’intelligenza artificiale. I numeri di Samsung ricordano che, dietro ogni acceleratore, esiste una montagna di memoria che deve correre alla stessa velocità.

Ed è proprio su quella montagna che Samsung sta costruendo uno degli anni più straordinari della propria storia.

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