
Simon the Sorcerer Origins – Il ritorno della magia (e del sarcasmo) su PS5
Simon the Sorcerer Origins – Il ritorno della magia (e del sarcasmo) su PS5. Dopo oltre trent’anni dal debutto della serie con Simon the Sorcerer (1993)…
Simon the Sorcerer Origins – Il ritorno della magia (e del sarcasmo) su PS5
Simon the Sorcerer Origins – Il ritorno della magia (e del sarcasmo) su PS5. Dopo oltre trent’anni dal debutto della serie con Simon the Sorcerer (1993)…
Dopo oltre trent’anni dal debutto della serie con Simon the Sorcerer (1993) – avventura grafica cult che ha segnato una generazione di gamer – Simon torna con Simon the Sorcerer Origins, un prequel narrativo e al tempo stesso un reboot stilistico del brand.
Nel contesto attuale, in cui le avventure punta-e-clicca sono tornate in auge grazie al fascino della nostalgia e alla riscoperta di esperienze più lente e ragionate, questo titolo ha generato aspettative altissime: i fan storici sognavano il ritorno del sarcasmo e della follia del protagonista, mentre i nuovi giocatori cercavano un’avventura moderna ma accessibile.

Disponibile su tutte le principali piattaforme – PC, PS4, PS5, Xbox, Nintendo Switch – Simon the Sorcerer Origins è uscito il 28 ottobre 2025. Il genere è quello dell’avventura grafica con elementi action-adventure e puzzle, arricchita da un comparto visivo 2D/2.5D completamente disegnato a mano.
L’obiettivo degli sviluppatori di Smallthing Studios, supportati da ININ Games, è stato quello di restituire dignità e modernità a un’icona degli anni ’90, mantenendo il suo spirito originale ma con un’interfaccia e un ritmo più in linea con i tempi.
Trama e Narrativa
Simon the Sorcerer Origins si presenta come un prequel: racconta gli eventi immediatamente precedenti al primo capitolo della saga. Simon è un ragazzo come tanti, alle prese con il trasloco in una nuova casa e con i classici problemi adolescenziali, fino a quando un’antica profezia lo trascina in un mondo magico popolato da stregoni incapaci, creature bizzarre e meccanismi alchemici da decifrare.
La scrittura è uno dei punti di forza del gioco. L’umorismo tagliente e l’ironia tipicamente britannica di Simon sono intatti, grazie anche al ritorno del doppiatore originale, Chris Barrie. I dialoghi sono intelligenti, spesso assurdi ma sempre divertenti, con un ritmo narrativo che bilancia bene comicità e mistero.
L’evoluzione del protagonista è coerente con il tono del racconto: Simon inizia come adolescente frustrato e sarcastico, ma si trova presto a dover affrontare sfide più grandi di lui, scoprendo – a modo suo – cosa significhi essere un eroe riluttante. La trama, pur lineare, si intreccia bene con il gameplay: gli enigmi e le missioni derivano direttamente dalle situazioni narrative, creando un legame naturale tra racconto e azione.

Il mondo di gioco è colorato, esagerato, ma pieno di piccoli dettagli che raccontano storie in ogni angolo: pergamene dimenticate, alambicchi magici, laboratori caotici e villaggi che sembrano usciti da un libro di fiabe illustrato. Anche senza conoscere i capitoli originali, si percepisce subito il fascino di un universo coerente e ricco di personalità.
Gameplay
Dal punto di vista del gameplay, Simon the Sorcerer Origins fonde tradizione e innovazione.
Il sistema punta-e-clicca rimane alla base, ma è stato adattato ai controller moderni: con la levetta sinistra si muove Simon, mentre i pulsanti principali gestiscono interazioni, dialoghi e apertura dell’inventario. È anche possibile evidenziare gli oggetti interattivi, rendendo più scorrevole la ricerca di indizi.
Le missioni si fondano sulla risoluzione di enigmi e sull’interazione con i personaggi. Gli oggetti vanno raccolti, combinati e usati nei momenti opportuni; gli incantesimi diventano gradualmente parte integrante del gameplay, introducendo un tocco di varietà. Alcuni puzzle richiedono logica e osservazione, altri si affidano al classico “pensiero laterale” tipico delle vecchie avventure grafiche.
La varietà è buona: ci sono sezioni di esplorazione, enigmi alchemici, mini-giochi di combinazione e dialoghi-puzzle in cui scegliere la risposta corretta sblocca nuovi percorsi narrativi. Tuttavia, la difficoltà è piuttosto alta, soprattutto per chi non è avvezzo al genere. Non esiste un vero sistema di suggerimenti, e alcuni enigmi risultano volutamente criptici: un tributo ai vecchi fan, ma potenzialmente frustrante per i nuovi arrivati.
L’equilibrio generale è solido: non ci sono combattimenti veri e propri, ma la soddisfazione di risolvere un puzzle complesso resta uno dei momenti più gratificanti. L’esperienza è costruita per chi ama osservare, esplorare e ragionare, piuttosto che correre o sparare.
Nel complesso, il gameplay di Simon the Sorcerer Origins riesce a mantenere viva la tradizione delle avventure classiche, pur alleggerendo la pesantezza delle interfacce d’un tempo con una gestione più fluida e intuitiva.

Grafica e Design
Il comparto visivo è uno degli elementi che colpiscono di più.
Tutto in Simon the Sorcerer Origins è disegnato a mano: ambienti, personaggi, oggetti. Lo stile grafico è una dichiarazione d’amore agli anni ’90, ma reinterpretato con una pulizia e una vivacità cromatica moderne.
Gli scenari sono pieni di dettagli: ogni stanza racconta qualcosa, ogni sfondo è una piccola opera d’arte. Dalle taverne dei maghi ai boschi incantati, fino ai laboratori alchemici, ogni luogo sprigiona personalità. Le animazioni sono fluide, e i piccoli movimenti dei personaggi – come le espressioni facciali di Simon o le reazioni alle sue battute – donano vita a ogni scena.
Il design dei personaggi è volutamente caricaturale: corpi sproporzionati, nasi enormi, abiti assurdi, ma coerenti con il tono comico-fantastico della serie. La coerenza visiva è mantenuta per tutta la durata del gioco: non ci sono stacchi stilistici o ambienti meno curati.
Dal punto di vista tecnico, su PS5 il gioco gira fluido e stabile. I caricamenti sono rapidi, e non si notano cali di frame o bug significativi. Gli sviluppatori hanno anche inserito opzioni grafiche per personalizzare l’esperienza – dal filtro CRT per un effetto retrò, fino all’aumento della dimensione dei sottotitoli – rendendo il tutto accessibile e piacevole anche per lunghe sessioni.
Colonna Sonora e Audio
La colonna sonora accompagna perfettamente l’esperienza, alternando temi magici, momenti ironici e passaggi più malinconici. Le tracce orchestrali si mescolano a brani più leggeri, mantenendo sempre un tono coerente con l’atmosfera fiabesca e surreale del gioco.

Il doppiaggio è un punto d’eccellenza. Chris Barrie torna a dare voce a Simon, restituendo al personaggio quella verve sarcastica e quell’intonazione cinica che lo hanno reso iconico. Gli altri interpreti sono all’altezza, e l’adattamento in italiano è curato, con traduzioni che mantengono intatto lo spirito dei giochi originali.
Gli effetti sonori – scricchiolii, ronzii magici, risate distorte – arricchiscono ogni scena e danno profondità agli ambienti. In alcuni momenti, l’audio diventa parte integrante dell’enigma, invitando il giocatore a prestare attenzione ai suoni per trovare la soluzione.
Un piccolo tocco di classe è la presenza, nei primi minuti del gioco, di una citazione musicale anni ’80 che strizza l’occhio ai fan più nostalgici: un richiamo ironico e perfettamente in linea con l’umorismo metanarrativo della serie.
Rigiocabilità e Contenuti Aggiuntivi
Simon the Sorcerer Origins non punta a essere un titolo infinito, ma offre una durata più che soddisfacente per il genere: circa 10-15 ore, a seconda del tempo impiegato per risolvere i puzzle.
Non ci sono modalità multiplayer o grandi contenuti post-lancio annunciati, ma l’esperienza single-player è completa e coerente. Chi desidera approfondire potrà comunque divertirsi a cercare tutti gli easter egg e le citazioni ai capitoli originali, disseminati in ogni angolo del mondo di gioco.
Esiste una versione “Deluxe” che include artbook digitale e colonna sonora, pensata per i collezionisti e gli appassionati della saga. In termini di rigiocabilità, il gioco non cambia sostanzialmente nelle run successive, ma resta piacevole da rivivere per chi ama esplorare con calma o scoprire tutte le battute alternative dei dialoghi.
Esperienza Generale

L’esperienza complessiva di Simon the Sorcerer Origins è quella di un ritorno ben riuscito.
Il gioco riesce a coniugare nostalgia e modernità, offrendo un’avventura ricca di personalità, umorismo e fascino visivo. È un prodotto che non cerca di imitare i blockbuster, ma di ricordarci perché amiamo le avventure grafiche: perché ci fanno pensare, ridere e immedesimare.
I punti di forza sono chiari: scrittura brillante, doppiaggio eccellente, ambientazioni curate e interfaccia moderna. I limiti, altrettanto evidenti: difficoltà talvolta eccessiva e ritmo che può subire cali nei momenti di stallo. Tuttavia, ogni volta che si risolve un enigma difficile o si assiste a un dialogo assurdo ma geniale, la soddisfazione è autentica.
Confrontato con altri titoli recenti del genere – come Return to Monkey Island o The Bookwalker – Simon the Sorcerer Origins si colloca tra le esperienze più coerenti e rispettose della tradizione, senza però risultare vecchio. È un omaggio sincero, pieno di cuore e di humor.
Conclusione
Simon the Sorcerer Origins è un ritorno in grande stile, un viaggio tra ironia, mistero e magia che saprà conquistare sia i fan storici sia i nuovi arrivati. Non reinventa il genere, ma lo celebra con intelligenza e stile.
Con una direzione artistica splendida, un doppiaggio impeccabile e una scrittura arguta, il titolo si impone come uno dei migliori esponenti delle avventure grafiche moderne. Alcuni enigmi troppo criptici e una rigiocabilità limitata non ne intaccano la qualità complessiva.
Voto finale: 8/10
Un acquisto consigliato a chi ama il pensiero logico, l’umorismo pungente e le atmosfere magiche.
Per tutti gli altri, un’occasione perfetta per scoprire – o riscoprire – che anche un ragazzo sarcastico può diventare un mago leggendario.

