Auricolari TANCHJIM OLA II nella fotografia ufficiale del prodotto

Immagine ufficiale TANCHJIM.

TANCHJIM OLA II: architettura ibrida coassiale, DSP-Master e scheda tecnica

TANCHJIM OLA II combina driver dinamico DMT5, armatura PUREHi e DSP-Master USB-C: architettura, collegamenti, PEQ e scheda tecnica completa e ragionata.

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TANCHJIM OLA II: architettura ibrida coassiale, DSP-Master e scheda tecnica

TANCHJIM OLA II combina driver dinamico DMT5, armatura PUREHi e DSP-Master USB-C: architettura, collegamenti, PEQ e scheda tecnica completa e ragionata.

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#Gifted Questo prodotto ci è stato inviato da TANCHJIM per una recensione imparziale.

TANCHJIM OLA II: architettura ibrida coassiale, DSP-Master e scheda tecnica — materiale stampa ufficiale di TANCHJIM
Materiale stampa ufficiale di TANCHJIM.

Con OLA II, TANCHJIM non si limita ad aggiornare un auricolare conosciuto: cambia l’architettura acustica, passa da un singolo trasduttore dinamico a un sistema ibrido coassiale e affianca alle versioni analogiche una variante USB-C governata dalla piattaforma DSP-Master. Il risultato è un IEM cablato che prova a tenere insieme due esigenze spesso separate: la semplicità di un collegamento diretto a smartphone e computer e la possibilità di intervenire sul suono con un equalizzatore parametrico, senza rinunciare alle classiche terminazioni da 3,5 e 4,4 millimetri.

Abbiamo provato la versione USB-C DSP-Master, alternandola tra sorgenti mobili e notebook e usando sia il profilo di fabbrica sia interventi mirati con il PEQ. È importante leggere OLA II come un progetto nuovo e non come una semplice revisione estetica. Nel corpo dell’auricolare lavorano un driver dinamico DMT5 da 10 mm, a doppio circuito magnetico e doppia cavità, e un’armatura bilanciata PUREHi. La disposizione coassiale fa lavorare i due trasduttori lungo un asse comune, mentre l’elettronica Type-C mantiene più costante il comportamento passando da un dispositivo all’altro. Nella prova questa coerenza si avverte subito: volume e impostazione tonale non vengono rimessi in discussione ogni volta dal dongle utilizzato.

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TANCHJIM OLA II nell'immagine ufficiale del produttore.

Dal singolo driver a un’architettura ibrida coassiale

Un sistema ibrido utilizza trasduttori di natura diversa perché ciascuno possa lavorare nella zona in cui offre il compromesso più utile. Il driver dinamico muove una membrana attraverso una bobina immersa in un campo magnetico: è una soluzione adatta a generare escursione e pressione sulle basse frequenze, ma la sua resa dipende dalla massa mobile, dalla sospensione, dalla ventilazione e dal volume delle cavità. L’armatura bilanciata, invece, è un elemento più compatto, capace di una risposta rapida e di un’emissione mirata nelle frequenze medio-alte. Non esiste però un vantaggio automatico nel semplice sommare i due componenti. Un ibrido ben costruito richiede che livello, fase e percorso acustico siano coordinati.

La disposizione coassiale dichiarata da TANCHJIM affronta proprio il tema della provenienza del suono. Quando i trasduttori irradiano da punti o condotti differenti, la distanza relativa dall’orecchio può produrre sfasamenti e irregolarità nella zona di sovrapposizione. Allinearli sul medesimo asse non elimina da solo ogni interazione, perché restano il filtro, le camere e le diverse velocità di risposta, ma riduce una delle variabili geometriche. TANCHJIM non pubblica i valori del punto di incrocio né lo schema del filtro: sarebbe quindi scorretto attribuire a OLA II una specifica topologia di crossover. Il dato verificabile è l’impiego congiunto del DMT5 e della PUREHi in configurazione coassiale.

Questa scelta rende OLA II interessante soprattutto per chi vuole avvicinarsi a un IEM ibrido senza adottare un sistema con numerose armature e una rete di filtraggio molto complessa. Nella nostra prova la transizione tra le due vie non si è trasformata in una frattura evidente: bassi e medio-alti mantengono una continuità convincente, anche con voci, chitarre e percussioni presenti nello stesso passaggio. Il dinamico dà peso e spinta, mentre la PUREHi rende più leggibili attacchi e piccoli dettagli senza far apparire la parte alta come un elemento separato.

Il DMT5 da 10 mm: doppio magnete e doppia cavità

Il trasduttore dinamico di OLA II misura 10 mm e appartiene alla piattaforma DMT5 di TANCHJIM. La configurazione a doppio circuito magnetico mira ad aumentare e rendere più uniforme il flusso che agisce sulla bobina. A parità di progetto, un campo più controllato può migliorare la linearità del movimento e l’efficienza, ma non basta a descrivere il carattere sonoro: il comportamento finale dipende anche dalla membrana, dalla sospensione e dal carico acustico.

La doppia cavità è altrettanto rilevante. Le camere davanti e dietro il diaframma non sono spazi passivi: la loro pressione, i condotti e gli eventuali sfiati determinano risonanza, smorzamento e pendenza alle basse frequenze. TANCHJIM indica una risposta nominale estesa da 8 Hz a 48 kHz, un intervallo più ampio della banda udibile convenzionale. Gli estremi non vanno interpretati come promessa di uguale livello a ogni frequenza; servono piuttosto a descrivere il campo nel quale il sistema produce un’uscita misurabile secondo le condizioni del costruttore. Per valutare l’equilibrio tonale servirebbe la curva completa con relativa tolleranza.

Il valore di distorsione armonica totale dichiarato sulla pagina ufficiale aggiornata è dello 0,03% a 1 kHz e 94 dB. È un dato circoscritto, non una misura universale: la distorsione cambia con frequenza, pressione sonora e tenuta del gommino. Rimane comunque utile perché specifica sia il punto di misura sia il livello. Non autorizza a dedurre la distorsione sull’intero spettro, ma indica che il progetto è stato ottimizzato per una buona linearità nel riferimento pubblicato.

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TANCHJIM OLA II nell'immagine ufficiale del produttore.

PUREHi e gestione delle frequenze medio-alte

L’armatura bilanciata PUREHi completa l’architettura. In un trasduttore di questo tipo, una piccola armatura magnetica oscilla e trasferisce il movimento a un diaframma; il suono viene poi convogliato verso l’uscita. Il volume ridotto e la massa mobile contenuta sono adatti a riprodurre dettagli nella parte alta dello spettro, ma la qualità non dipende dalla sola velocità. Sono decisivi lo smorzamento, l’integrazione con il driver dinamico e l’assenza di picchi fastidiosi.

La denominazione PUREHi descrive bene il ruolo assegnato all’armatura, ma durante la prova non abbiamo percepito una brillantezza artificiale usata per simulare dettaglio. Le voci restano a fuoco, i piatti conservano un bordo netto e le code ambientali sono facili da seguire, senza che l’estremo alto domini l’ascolto. La scena è ordinata più che spettacolarmente dilatata: gli elementi vengono separati con precisione e il centro non si svuota. Nei brani già aggressivi in registrazione OLA II non nasconde l’asprezza, ma il profilo di fabbrica evita di aggiungerne gratuitamente.

Tre versioni di cavo, non un connettore modulare

OLA II viene proposto con tre terminazioni alternative: jack da 3,5 mm, jack bilanciato da 4,4 mm e USB-C con DSP. È un dettaglio da chiarire bene. La terminazione lato sorgente è fissa sul cavo scelto; non si tratta di un unico cavo con spinotti intercambiabili. Il collegamento agli auricolari è invece rimovibile e utilizza il formato 0,78 mm a 2 pin. Chi acquista deve quindi selezionare la versione coerente con la propria sorgente e con il tipo di utilizzo.

La variante da 3,5 mm è la più universale per DAC, interfacce, lettori e dispositivi dotati di uscita cuffie. Quella da 4,4 mm richiede un’uscita realmente bilanciata: un adattatore passivo non trasforma un’uscita single-ended in bilanciata e, usato impropriamente, può creare collegamenti elettrici indesiderati. Il vantaggio pratico del 4,4 mm dipende dalla sorgente; può offrire più tensione disponibile o una separazione dei canali differente, ma non garantisce per definizione una qualità superiore.

Il cavo viene descritto come una costruzione LITZ in rame argentato intrecciato. La geometria Litz separa i fili elementari isolati per limitare alcuni effetti legati alla distribuzione della corrente, mentre l’argentatura protegge la superficie e modifica le proprietà del conduttore in modo molto più piccolo rispetto a impedenza del trasduttore, risposta acustica e qualità della registrazione. Il beneficio concreto più immediato resta meccanico: flessibilità, resistenza e contenimento dei grovigli dipendono dalla qualità dell’intreccio e della guaina.

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TANCHJIM OLA II nell'immagine ufficiale del produttore.

USB-C e DSP-Master: cosa cambia davvero

Nella versione Type-C, il segnale non arriva agli auricolari come tensione analogica proveniente dalla presa cuffie. Il cavo integra la conversione digitale-analogica e l’elaborazione DSP. TANCHJIM identifica questa soluzione come DSP-Master, il livello superiore della propria piattaforma cablata. La conseguenza più importante è la ripetibilità: una parte del comportamento elettrico e del profilo di equalizzazione resta legata al cavo, invece di cambiare ogni volta in base al dongle o all’uscita analogica utilizzata.

Il DSP consente un equalizzatore parametrico a otto bande tramite TANCHJIM App, insieme all’accesso alla community di profili sonori. Un PEQ non si limita ad alzare o abbassare intervalli prefissati: per ogni filtro si possono in genere definire frequenza centrale, guadagno e fattore Q, cioè l’ampiezza della zona interessata. Otto bande sono sufficienti per correzioni mirate, purché si lavori con moderazione. Un aumento eccessivo dei bassi può saturare il margine digitale o chiedere al driver più escursione; tagliare i picchi, quando possibile, è spesso più sicuro che amplificare ampie regioni.

L’elaborazione non rende però identiche tutte le esperienze. L’app deve essere compatibile con il dispositivo, il sistema operativo gestisce il flusso USB e il volume disponibile dipende anche dal livello digitale. Inoltre i profili condivisi dalla community sono punti di partenza, non calibrazioni universali: forma del condotto uditivo, inserimento e gommini cambiano la risposta percepita. La versione USB-C ha senso per chi desidera un percorso compatto e controllabile da software; le varianti analogiche restano preferibili se si vuole scegliere liberamente DAC, amplificatore e tensione di uscita.

Come suona OLA II nella prova d’uso

Con il profilo di fabbrica OLA II punta a un equilibrio pulito e abbastanza energico. Il basso ha un attacco rapido e una buona consistenza, ma non invade stabilmente il medio: cassa e basso elettrico hanno corpo, mentre le linee più articolate rimangono distinguibili. Il sub-basso è presente quando la registrazione lo richiede e dipende molto dalla tenuta del gommino; con un inserto troppo piccolo perde spessore prima ancora che cambi il resto della firma.

Il medio è la zona nella quale l’integrazione ibrida ci ha convinto di più. Le voci non vengono spinte in avanti in modo innaturale, ma restano leggibili anche nei mix densi. Chitarre acustiche, pianoforte e archi mantengono una trama credibile, senza la patina eccessivamente levigata che a volte accompagna un’accordatura molto prudente. Sugli alti OLA II preferisce definizione e aria a un effetto tagliente: i transienti sono evidenti, ma nelle sessioni prolungate non abbiamo sentito il bisogno di abbassarli sistematicamente.

Il PEQ a otto bande è realmente utile perché parte da una base già equilibrata. Nella prova sono bastate correzioni leggere: un piccolo intervento sul basso per l’ascolto in mobilità e una riduzione stretta nella zona più sensibile con alcune registrazioni luminose. Cambiamenti ampi peggiorano rapidamente la coerenza. Il profilo DSP non sostituisce il fit, ma consente di adattare OLA II al proprio uso senza trasformarlo in un auricolare differente a ogni brano.

Impedenza, sensibilità e abbinamento con la sorgente

Le specifiche riportano un’impedenza di 30 ohm con tolleranza del 10% e una sensibilità di 121 dB per volt RMS. La sensibilità espressa in dB/V indica quanta pressione sonora viene prodotta applicando una tensione di riferimento, non la potenza necessaria in ogni condizione. In termini pratici, OLA II non richiede le tensioni elevate tipiche di alcune cuffie magnetoplanari, ma la sorgente deve mantenere basso rumore di fondo e controllo del volume sufficientemente fine.

Un’uscita con impedenza elevata può interagire con la curva d’impedenza dell’ibrido e modificarne leggermente la risposta. La regola orientativa di usare una sorgente con impedenza molto inferiore a quella dell’auricolare rimane sensata. Allo stesso modo, più potenza non significa automaticamente più qualità: con 121 dB/Vrms, l’obiettivo è ottenere un segnale pulito al volume desiderato, non sfruttare amplificatori sovradimensionati. La tutela dell’udito viene prima del margine teorico; ascolti prolungati ad alta pressione comportano un rischio reale anche quando la riproduzione appare priva di distorsione.

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TANCHJIM OLA II nell'immagine ufficiale del produttore.

Vestibilità, gommini e risposta reale

Il corpo di OLA II è leggero e, nella nostra prova, si stabilizza bene con il cavo sopra l’orecchio senza creare un punto di pressione marcato. TANCHJIM fornisce due famiglie di gommini, orientate rispettivamente a una resa più aperta sulle frequenze alte e a un maggiore sostegno dei bassi. La differenza non è soltanto teorica: cambiando inserto abbiamo percepito soprattutto variazioni nella tenuta e nel peso della gamma bassa, mentre il corpo compatto è rimasto fermo anche camminando.

La scelta corretta non coincide necessariamente con la stessa misura per entrambe le orecchie. Un gommino deve sigillare senza creare pressione dolorosa; se il basso scompare muovendo la mandibola o l’auricolare perde stabilità, la misura o la forma non sono adatte. Prima di giudicare un profilo PEQ conviene trovare una tenuta ripetibile, perché correggere via software una perdita acustica prodotta da un fit instabile porta facilmente a un basso eccessivo quando il sigillo torna completo.

Il connettore a 2 pin permette di sostituire il cavo, ma richiede delicatezza. I pin vanno estratti afferrando il corpo del connettore, non tirando i conduttori; l’orientamento deve essere rispettato e non bisogna ruotare lateralmente il terminale durante l’inserimento. Anche i filtri dell’ugello meritano controllo: cerume e umidità possono attenuare una via e creare uno sbilanciamento che viene scambiato per un guasto al driver.

Musica, gioco e lavoro: dove si colloca OLA II

Il collegamento cablato rende OLA II adatto ai contesti in cui sincronizzazione e continuità contano. Durante video e sessioni di gioco non abbiamo incontrato lo scollamento labiale o la risposta tardiva tipici di alcuni collegamenti Bluetooth. La versione USB-C introduce conversione ed elaborazione digitale, ma il percorso rimane immediato nell’uso quotidiano: si collega, viene riconosciuta come uscita audio e conserva il proprio profilo. Anche nei passaggi più affollati, la separazione aiuta a localizzare eventi e dialoghi senza gonfiare artificialmente la scena.

Per il monitoraggio professionale occorre comunque prudenza. Un IEM destinato all’ascolto personale non diventa uno strumento di riferimento soltanto perché ha una risposta estesa o una bassa distorsione a 1 kHz. Servono misure complete, coerenza tra esemplari e una conoscenza del proprio profilo. Il PEQ può essere utile per costruire una curva di lavoro, ma non sostituisce la verifica su monitor e cuffie differenti. Nell’uso quotidiano, invece, la combinazione tra cavo staccabile, tre varianti di terminazione e profili DSP permette di scegliere un flusso molto concreto.

Scheda tecnica TANCHJIM OLA II

TipologiaAuricolare in-ear cablato, architettura ibrida coassiale
TrasduttoriDriver dinamico DMT5 da 10 mm, doppio magnete e doppia cavità; armatura bilanciata PUREHi
Risposta in frequenza dichiarata8 Hz – 48 kHz
Impedenza30 ohm ±10%
Sensibilità121 dB/Vrms
THD dichiarata0,03% a 1 kHz, 94 dB
Connettore lato auricolare0,78 mm, 2 pin, cavo rimovibile
CavoLITZ in rame argentato, intrecciato
Versioni lato sorgente3,5 mm single-ended; 4,4 mm bilanciata; USB-C DSP-Master
Equalizzazione USB-CPEQ a 8 bande tramite TANCHJIM App
Accessori dichiaratiDue famiglie di gommini con differente orientamento acustico

Le specifiche sono quelle pubblicate da TANCHJIM e possono essere aggiornate dal produttore. La risposta effettiva dipende anche da gommini, inserimento e sorgente.

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TANCHJIM OLA II nell'immagine ufficiale del produttore.

A chi si rivolge

OLA II è pensato per chi vuole un IEM ibrido compatto e desidera scegliere tra un percorso analogico tradizionale e uno digitale già integrato. La versione da 3,5 mm privilegia la compatibilità; quella da 4,4 mm ha senso con una sorgente bilanciata dedicata; la USB-C che abbiamo provato è la proposta più coerente per smartphone, tablet e notebook quando si vuole usare il PEQ senza portare un DAC separato. Nell’uso reale la comodità di ritrovare lo stesso profilo su sorgenti diverse è uno dei vantaggi più concreti dell’intero prodotto.

La nostra prova conferma che le sigle hanno una ricaduta percepibile: il DMT5 costruisce un basso presente ma composto, la PUREHi aggiunge definizione e il DSP-Master rende il risultato più prevedibile tra dispositivi. OLA II non cerca l’effetto speciale di un basso smisurato o di una scena artificiosamente enorme; preferisce ordine, velocità e possibilità di regolazione. È un’impostazione che regge generi diversi e rende la versione USB-C particolarmente riuscita per chi ascolta soprattutto da sorgenti mobili.

Per configurazioni, compatibilità e aggiornamenti è disponibile la pagina ufficiale di TANCHJIM OLA II.

Materiale stampa disponibile pubblicamente tramite il comunicato stampa di TANCHJIM.

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