Key art ufficiale di The End of the Sun

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The End of the Sun su PS5: la recensione di un’avventura tra folklore slavo, mistero e fuoco del tempo

The End of the Sun è una delle esperienze più particolari provate su PS5: lenta, suggestiva, piena di folklore slavo e costruita attorno al potere del fuoco.

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The End of the Sun su PS5: la recensione di un’avventura tra folklore slavo, mistero e fuoco del tempo

The End of the Sun è una delle esperienze più particolari provate su PS5: lenta, suggestiva, piena di folklore slavo e costruita attorno al potere del fuoco.

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Key art ufficiale di The End of the Sun
Key art ufficiale di The End of the Sun

The End of the Sun è uno di quei giochi che non cercano di conquistarci con esplosioni, combo o inseguimenti spettacolari. Ci chiedono invece di rallentare, osservare, ascoltare. Provato su PS5, il titolo si presenta come un’avventura esplorativa in prima persona ambientata in un mondo fantasy ispirato al folklore slavo, dove il fuoco non è solo un elemento scenico, ma il cuore stesso della narrazione e delle meccaniche.

Interpretiamo l’Ashter, un mago del fuoco capace di percepire tracce invisibili, seguire presenze mitiche e legarsi ai falò per accedere a frammenti di eventi passati. L’idea è affascinante: ogni focolare diventa una finestra sul tempo, un modo per leggere ciò che è accaduto e intervenire su un mondo dove la realtà sembra essersi spezzata.

Il fuoco come memoria, mappa e mistero

Il gameplay ruota attorno all’esplorazione, agli enigmi e alla connessione con i fuochi. L’Ashter può seguire tracce, percepire ciò che gli altri non vedono e usare il fuoco del tempo per comprendere eventi nascosti. Il villaggio in cui arriviamo sembra svuotato, sospeso, lasciato in uno stato di caos temporale.

Questa struttura funziona molto bene se ci si lascia prendere dal ritmo. The End of the Sun non è un gioco da giocare di fretta. È fatto per chi ama camminare, guardare dettagli, leggere il paesaggio e lasciarsi guidare dall’atmosfera.

Un’avventura lenta, e va bene così

Il ritmo è probabilmente l’aspetto più divisivo. Se amate i giochi che vi indicano costantemente cosa fare, The End of the Sun potrebbe sembrarvi lento. Se invece vi piacciono le avventure in prima persona dove la scoperta è parte del piacere, qui troverete molto da apprezzare.

Gli enigmi non sono pensati per essere frenetici, ma per farci ragionare su tempo, osservazione e connessione tra eventi. Il gioco dà il meglio quando ci fa sentire davvero come investigatori del sovrannaturale: non semplici spettatori, ma figure capaci di leggere un mondo attraverso i suoi resti.

A chi lo consigliamo

Lo consigliamo a chi ama folklore, avventure esplorative, atmosfere misteriose e giochi che preferiscono la suggestione all’azione. È un titolo perfetto per chi cerca qualcosa di diverso, più riflessivo e meno standardizzato.

Verdetto

The End of the Sun su PS5 è una delle esperienze più particolari del gruppo: suggestiva, culturale, lenta nel modo giusto e sorretta da un’identità visiva e tematica molto forte. Non sarà per tutti, ma chi entrerà nel suo ritmo troverà un’avventura affascinante e diversa dal solito.

Voto Shifts!: 8/10

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