
La copertina di The Questioneers: What's That Colour? (Abrams Appleseed / Abrams & Chronicle).
The Questioneers: What’s That Colour? di Andrea Beaty, la recensione: la scienza dei colori per i più piccoli
La recensione di The Questioneers: What’s That Colour? di Andrea Beaty e David Roberts (Abrams Appleseed): STEAM, rime, mescolanza dei colori per bebè.
The Questioneers: What’s That Colour? di Andrea Beaty, la recensione: la scienza dei colori per i più piccoli
La recensione di The Questioneers: What’s That Colour? di Andrea Beaty e David Roberts (Abrams Appleseed): STEAM, rime, mescolanza dei colori per bebè.
#Gifted Questo prodotto ci è stato inviato da Abrams & Chronicle Books per una recensione imparziale.
Quando un bambino mescola due colori e scopre che ne compare un terzo, la reazione è sempre la stessa: per un attimo sembra magia. The Questioneers: What’s That Colour? parte proprio da quella sorpresa e la trasforma in un cartonato in rima, firmato da Andrea Beaty e illustrato da David Roberts, pensato per avvicinare i più piccoli ai concetti di colore attraverso osservazione e gioco.
Il libro inaugura una nuova linea di concept board book legata all’universo dei Questioneers. Qui ritroviamo Aaron Slater e gli altri personaggi in una forma molto più essenziale rispetto agli albi narrativi della serie: poche pagine, ritmo rapido, domande semplici e una forte attenzione alla trasformazione cromatica.
Il colore non si impara soltanto nominandolo

La scelta più riuscita è evitare il classico schema “questo è rosso, questo è blu”. Il testo chiede invece che cosa accade quando i colori si incontrano. Giallo e blu diventano verde, blu e rosso portano al viola, mentre l’intera esperienza viene sostenuta da una filastrocca semplice da seguire ad alta voce.
È un approccio efficace perché introduce una relazione, non soltanto un’etichetta. Il bambino non memorizza un nome isolato: osserva una causa e un risultato. In questo senso il libro resta coerente con lo spirito dei Questioneers, dove la curiosità nasce sempre da una domanda concreta.
David Roberts rende visibile il processo

Le illustrazioni di David Roberts conservano l’identità grafica della serie, ma qui lavorano in modo più didattico. La pagina deve essere leggibile in pochi secondi, perché il piacere nasce dall’anticipare il risultato e dal riconoscere il colore appena formato. I fondi puliti, i contrasti netti e i personaggi ben separati aiutano molto.
Durante una lettura condivisa è facile trasformare il libro in una piccola conversazione. Possiamo fermarci prima del cambio pagina e chiedere “secondo te cosa viene fuori?”, lasciando che il bambino indovini. Se poi sul tavolo ci sono tempere o matite, il passaggio dalla pagina all’esperimento reale è praticamente immediato.
Un concept book che invita a fare domande

Il tono in rima tiene alta l’attenzione senza trasformare il libro in una lezione. È una scelta adatta al target prescolare, perché il ritmo sostiene la memoria e rende più semplice la rilettura autonoma anche quando il testo non è ancora decodificato parola per parola.
Il termine STEAM può essere utile per inquadrare la serie, ma qui preferiamo restare concreti. Questo volume insegna soprattutto a osservare, prevedere e verificare. È già abbastanza: sono tre gesti che appartengono sia all’arte sia alla scoperta scientifica, e il libro li propone in una forma accessibile.
Formato, pagine e fascia d’uso
The Questioneers: What’s That Colour? A Board Book conta 20 pagine, misura circa 17,8 x 17,8 cm nell’edizione UK/AUS e ha ISBN 9781419791192. È pubblicato da Abrams Appleseed ed è il primo titolo di una nuova serie di concept book che proseguirà con numeri, forme e sentimenti.
La sua destinazione naturale è la fascia prescolare. Più che fissare un’età rigida, conta il tipo di uso: funziona bene quando il bambino è già interessato a nominare i colori, fare previsioni e partecipare alla lettura con risposte semplici. L’edizione è in inglese, ma il lessico cromatico essenziale la rende facilmente utilizzabile anche in contesti bilingui.
Il nostro verdetto su What’s That Colour?
The Questioneers: What’s That Colour? è un cartonato compatto che fa bene una cosa precisa: mostra che imparare i colori può significare anche capire come cambiano quando entrano in relazione tra loro. Andrea Beaty mantiene il tono curioso della serie, mentre David Roberts rende ogni trasformazione immediatamente visibile.
Non cerca di sostituire un’attività pratica con la pittura, e per fortuna. La pagina funziona invece come scintilla: leggiamo, facciamo una previsione e poi viene voglia di provare davvero. Per un concept book rivolto ai più piccoli, è un risultato semplice ma centrato.

