
Copertina generata per le notizie di fumetti del 2026-08-28. Immagine generata con intelligenza artificiale. Rappresentazione illustrativa, non fotografia documentaria.
La Fundación Cine+Cómics di Francisco Pomares: Tenerife come presidio culturale del fumetto
Francisco Pomares fonda la Fundación Cine+Cómics a Tenerife: un presidio per la conservazione del fumetto che ridefinisce la geografia culturale del medium.
La Fundación Cine+Cómics di Francisco Pomares: Tenerife come presidio culturale del fumetto
Francisco Pomares fonda la Fundación Cine+Cómics a Tenerife: un presidio per la conservazione del fumetto che ridefinisce la geografia culturale del medium.
Il fumetto ha una geografia che non coincide con quella dei grandi poli editoriali. Milano, Bruxelles, Tokyo, New York: sono i nomi che vengono in mente quando si pensa alle capitali del medium. Eppure, negli ultimi anni, una città che non appartiene a nessuna di queste mappe consolidate ha costruito attorno a sé un ecosistema critico e collezionistico di rara coerenza: Santa Cruz de Tenerife. La fondazione della Fundación Cine+Cómics, voluta dal giornalista e collezionista Francisco Pomares, segna il passaggio da una vivacità diffusa a un’infrastruttura istituzionale dedicata alla conservazione e alla promozione del fumetto e della graphic novel.
Un presidio dove il medium non era previsto
La scelta di Santa Cruz de Tenerife non è casuale, ma non è nemmeno ovvia. Le Isole Canarie, pur essendo territorio spagnolo e dunque parte di un paese con una tradizione fumettistica che affonda le radici nella rivista El Roto e nella scuola di Barcellona, non hanno mai rappresentato un nodo strutturale dell’industria del disegno narrativo. Il fatto che una città insulare, a quasi duemila chilometri dalle redazioni e dalle fiere che hanno storicamente fatto da perno al settore, diventi un riferimento per il mondo del fumetto e della graphic novel indica uno spostamento di gravità culturale che va letto oltre la semplice cronaca locale.
La Fondazione si inscrive in una tendenza più ampia: la decentralizzazione delle infrastrutture culturali del medium. Se per decenni la conservazione, l’archiviazione e la promozione del fumetto si sono concentrate in poche metropoli — dalla Biblioteca del Fumetto di Lucca alle collezioni del Center for the Study of Comics di New York —, la moltiplicazione di presidi più piccoli ma specializzati suggerisce che il medium stia costruendo una rete distribuita, meno gerarchica, più simile a quella delle gallerie d’arte contemporanea che a quella dell’editoria di massa.
Il nome dice tutto: cinema e fumetto come continuum
La denominazione stessa della Fondazione — Cine+Cómics — non è un accostamento promozionale, ma una dichiarazione di principio. Il fumetto e il cinema condividono un’origine linguistica: il fotogramma sequenziale, la grammatica del montaggio, la costruzione dello sguardo attraverso il riquadro. Da Un Americano a Parigi di Michel Gondry, tratto da un graphic novel, ai film di David Lynch che riproducono la scansione a vignette, il passaggio tra i due linguaggi è stato ripetuto e discusso per decenni.
Inserire il cinema accanto al fumetto in un’istituzione dedicata alla conservazione significa riconoscere che i due media non sono gerarchici — uno derivato dall’altro — ma paralleli, e che la loro storia materiale (le pellicole, le tavole originali, i bozzetti di storyboard) richiede le stesse cure archivistiche. In un’epoca in cui il fumetto è sempre più spesso adattato per lo schermo e il cinema assorbe la sintassi del disegno sequenziale, un presidio che li tratti come un continuum linguistico anziché come due settori separati ha un valore critico che va oltre la mera raccolta di oggetti.
Conservare il medium: una questione di memoria materiale
La dimensione conservativa della Fundación Cine+Cómics tocca un nervo scoperto dell’industria del fumetto. A differenza della pittura o della scultura, la tavola originale di un fumetto è un oggetto fragile, spesso prodotto in tirature limitate, conservato in condizioni ambientali non sempre adatte, e storicamente considerato un sottoprodotto dell’opera pubblicata. La pratica collezionistica, che Francisco Pomares esercita da anni, ha contribuito a ribaltare questa gerarchia: la tavola non è più il residuo del processo produttivo, ma l’opera in sé, con la sua materialità, i suoi pennelli, le sue correzioni a matita.
Posizionare le Isole Canarie come luogo strategico per la conservazione e la promozione del medium fumettistico significa anche affrontare una questione di accessibilità. Un archivio o una fondazione che opera in un contesto geograficamente distaccato dai centri produttivi tradizionali può diventare un punto di convergenza: un luogo dove il fumetto arriva non come merce di scambio fierevole, ma come patrimonio da studiare, confrontare, esporre. La distanza, in questo caso, non è un limite ma una condizione di possibilità.
Una rete che si allarga
La nascita della Fundación Cine+Cómics si inserisce in un contesto in cui Santa Cruz de Tenerife è già diventata, negli ultimi anni, un riferimento per il mondo del fumetto e della graphic novel. Non si tratta di un fenomeno isolato, ma di un processo graduale in cui collezionisti, studiosi e appassionati hanno costruito una comunità critica autonoma rispetto ai circuiti editoriali peninsulari. La Fondazione consolida questo processo dandogli una forma istituzionale, un nome, una missione dichiarata.
Il significato culturale di questa scelta non si esaurisce nell’isola. In un’Europa in cui il fumetto sta attraversando una fase di maturazione — esce dalla nicchia di genere per affermarsi come medium letterario e visivo a pieno titolo, con riconoscimenti accademici, presenze in biennali, edizioni collettanee di pregio —, la proliferazione di presidi conservativi è il segno che il medium ha smesso di essere un prodotto effimero per diventare un patrimonio. E i patrimoni, per definizione, hanno bisogno di luoghi. Tenerife, con la sua Fondazione, sta diventando uno di questi luoghi.
