
Copertina generata per le notizie di musica del 2026-07-09
Wavves e Say Anything uniscono le forze: nasce Cherry Soda, il nuovo album collaborativo che riscrive il pop-punk costiero
Wavves e Say Anything presentano Cherry Soda, album collaborativo in uscita a settembre. Scopri dettagli, singolo Deathx1k e il video stop-motion che anticipa…
Wavves e Say Anything uniscono le forze: nasce Cherry Soda, il nuovo album collaborativo che riscrive il pop-punk costiero
Wavves e Say Anything presentano Cherry Soda, album collaborativo in uscita a settembre. Scopri dettagli, singolo Deathx1k e il video stop-motion che anticipa…
Il panorama musicale indipendente sta vivendo una fase di intensa ibridazione, dove i confini tra sottogeneri si assottigliano e le collaborazioni trasversali diventano il motore principale dell’innovazione. In questo contesto, l’annuncio più significativo delle ultime quarantotto ore arriva dalla scena pop-punk ed emo costiera: Wavves e Say Anything hanno confermato la pubblicazione di Cherry Soda, un album interamente collaborativo che segna un punto di incontro tra due delle voci più distintive del loro genere. Il disco uscirà il 18 settembre attraverso l’etichetta indipendente I Surrender, portando con sé non solo dieci tracce co-scritte da Nathan Williams e Max Bemis, ma anche una strategia visiva e sonora che punta a ridefinire l’ascolto contemporaneo.
Il concetto dietro Cherry Soda
Cherry Soda non nasce come un semplice progetto parallelo o come una raccolta di demo recuperate, ma come un esercizio di scrittura congiunta. Le dieci canzoni sono state concepite interamente da Williams e Bemis, con un approccio che privilegia lo scambio reciproco rispetto alla sovrapposizione di stili predefiniti. Nathan Williams ha rivelato di aver iniziato il percorso scavando nel catalogo di Max Bemis, rimanendo colpito dalla versatilità del frontman dei Say Anything. L’obiettivo era chiaro: esplorare cosa sarebbe accaduto se un disco emo degli inizi duemila firmato Wavves fosse stato filtrato attraverso la sensibilità di Bemis. Il risultato, descritto dallo stesso Williams come un “mall emo record”, punta a recuperare l’estetica e la carica emotiva di un’epoca specifica, rielaborandola con strumenti e prospettive attuali.
Deathx1k: il singolo che anticipa l’estetica del disco
A precedere l’album è Deathx1k, il primo singolo estratto dal progetto. La pubblicazione della traccia è accompagnata da un video musicale in stop-motion realizzato con la tecnica della claymation, diretto da Jelly Eyes. L’animazione ritrae versioni in creta di Nathan Williams e Max Bemis, insieme a una serie di personaggi secondari che si muovono in un contesto surreale e giocoso. La scelta visiva non è casuale: riflette l’intento del disco di mescolare toni più cupi con dinamiche pop immediate, creando un contrasto tra forma artigianale e contenuto musicale curato. Il video funge da chiave di lettura immediata per il lavoro in arrivo, segnalando che Cherry Soda non sarà un’operazione nostalgica, ma una rilettura consapevole della tradizione punk-pop.
Co-scrittura e produzione: un dialogo musicale senza filtri
Il cuore di Cherry Soda risiede nel processo creativo. Max Bemis ha descritto la scrittura come uno scambio continuo in cui i due artisti hanno “scritto alle situazioni reciproche”, spingendosi oltre le zone di comfort abituali. Il risultato è un album dove l’approccio di Bemis si fa più emo, mentre quello di Williams assume caratteristiche tipiche dello stile Wavves, portando alla luce lati meno evidenti della rispettiva produzione. A guidare questa fusione è il produttore Aaron Rubin, che ha curato la parte tecnica e sonora del progetto, garantendo coerenza tra le diverse influenze e mantenendo un equilibrio tra l’energia grezza del punk e la struttura melodica del pop contemporaneo. La scelta di affidare la produzione a una figura esterna ma strettamente legata alla scena indipendente conferma la volontà di non limitarsi al dialogo a due, ma di costruire un sound completo e strutturato.
Il contesto del revival e le prospettive future
La nascita di Cherry Soda si inserisce in un trend più ampio che vede gli artisti della scena alternativa allontanarsi dalla rigidità dei generi per abbracciare collaborazioni orizzontali. In un mercato musicale sempre più frammentato, progetti come questo dimostrano come il dialogo tra musicisti di percorsi diversi possa generare contenuti freschi e culturalmente rilevanti. L’etichetta I Surrender, scegliendo di supportare questa iniziativa, conferma la propria vocazione a dare spazio a opere che privilegiano l’autenticità creativa rispetto alle logiche di mercato tradizionali. Per gli addetti ai lavori e per gli ascoltatori attenti, Cherry Soda rappresenta un segnale chiaro: il pop-punk costiero non è un fenomeno del passato, ma una base viva su cui costruire nuove narrazioni sonore.
Con l’uscita fissata per il 18 settembre, l’attenzione si sposterà ora sull’impatto reale del disco e sulla capacità di Cherry Soda di tradurre in ascolto quotidiano le promesse emerse durante la fase di annuncio. Il singolo Deathx1k offre già una panoramica fedele dell’operazione: un lavoro che non cerca di imitare il passato, ma di dialogare con esso per costruire qualcosa di immediatamente riconoscibile e strutturalmente solido. In un panorama musicale dove la collaborazione è spesso ridotta a mera strategia promozionale, questo progetto si distingue per coerenza autoriale e trasparenza creativa, confermando che le dinamiche tra musicisti continuano a essere il motore principale dell’evoluzione del suono contemporaneo.
