Gianluigi Colin Lacrime Galleria Lorenzo Vatalaro Milano

Gianluigi Colin, Lacrime. Il nuovo ciclo di opere su telo gommato in mostra alla Galleria Lorenzo Vatalaro.

Gianluigi Colin presenta ‘Lacrime’ alla Galleria Lorenzo Vatalaro di Milano: l’archeologia della notizia incontra il Manierismo

Dal 5 novembre al 23 dicembre 2026 la Galleria Lorenzo Vatalaro di Milano ospita ‘Lacrime’, la nuova personale di Gianluigi Colin: teli e lastre d’inchiostro tipografico in dialogo con crocifissi cinquecenteschi.

Arte

Gianluigi Colin presenta ‘Lacrime’ alla Galleria Lorenzo Vatalaro di Milano: l’archeologia della notizia incontra il Manierismo

Dal 5 novembre al 23 dicembre 2026 la Galleria Lorenzo Vatalaro di Milano ospita 'Lacrime', la nuova personale di Gianluigi Colin: teli e lastre d'inchiostro tipografico in dialogo…

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Milano, 27 ottobre 2026 — In un’epoca dominata dalla smaterializzazione digitale e dalla vertiginosa evanescenza dei flussi informativi, cosa resta dell’immagine dopo il suo consumo quotidiano? A questa profonda interrogazione etica e formale risponde “Lacrime”, il nuovo e atteso ciclo di opere inedite di Gianluigi Colin, ospitato dal 5 novembre al 23 dicembre 2026 negli spazi intimi e storici della Galleria Lorenzo Vatalaro in Piazza San Sempliciano a Milano. Con questa personale, la galleria milanese inaugura ufficialmente il percorso verso le celebrazioni del suo trentesimo anniversario di fondazione.

In Sintesi: “Lacrime” di Gianluigi Colin a Milano

  • Mostra e Sede: Personale di Gianluigi Colin intitolata “Lacrime” presso la Galleria Lorenzo Vatalaro (Piazza San Sempliciano, Milano).
  • Periodo Espositivo: Inaugurazione giovedì 5 novembre 2026 ore 18:30; apertura al pubblico dal 5 novembre al 23 dicembre 2026.
  • Dialogo Inedito: Cinque opere inedite su telo gommato e due lastre di produzione tipografica dialogano con due crocifissi manieristi in bronzo di Antonio Susini (su modello del Giambologna) e Sebastiano Torrigiani (su modello di Guglielmo Della Porta).
  • Poetica dell’Informazione: L’inchiostro residuo dei quotidiani, sottratto al flusso delle notizie e allo scarto industriale, si trasforma in reliquia materica e sacrale del presente.
  • Versi di Bruno Corà: Il direttore della Fondazione Burri ha dedicato una lirica poetica al ciclo dell’artista; catalogo edito da La vita felice con saggi di Corà, Rizzoli e Vatalaro.
  • Trentennale della Galleria: L’esposizione inaugura ufficialmente il calendario celebrativo per i trent’anni di attività della galleria milanese.
Gianluigi Colin Lacrime Galleria Lorenzo Vatalaro Milano
Gianluigi Colin, Lacrime. Il nuovo ciclo di opere su telo gommato in mostra alla Galleria Lorenzo Vatalaro.

La materia dello scarto: quando l’informazione diventa reliquia sacra

Da decenni protagonista di un’indagine rigorosa intorno ai punti di frizione tra parola, immagine e memoria collettiva, Colin recupera materiali destinati allo smaltimento industriale: teli gommati usati per la pulizia delle rotative tipografiche, matrici di stampa e lastre d’alluminio. Sottratti alla catena di montaggio del quotidiano, questi supporti non sono più strumenti meccanici di riproduzione, ma si trasfigurano in superfici cariche di valenza simbolica e poetica.

Nelle opere di Lacrime l’inchiostro tipografico cessa di assolvere il proprio compito cronachistico: non descrive più un volto, non titola una tragedia bellica, non impagina un avvenimento. Cola, si addensa, si stratifica e si cancella sulla tela gommata, trasformandosi in pura pittura astratta. Eppure, dietro quelle campiture cromatiche, velature e improvvise lacerazioni di colore, palpita l’inquietudine del reale: quell’inchiostro ha fisicamente toccato le storie, le sofferenze e i corpi che hanno attraversato le cronache del nostro presente.

Opera astratta Matrici di Gianluigi Colin inchiostro su telo gommato
Gianluigi Colin, Matrici (2026), inchiostro su telo gommato, 94×161 cm. Materiale stampa ufficiale.
Lastra tipografica d'alluminio con sedimenti d'inchiostro di Gianluigi Colin
Gianluigi Colin, Lastra (2026), inchiostro su alluminio, 45×62 cm. I residui del processo tipografico diventano opera.

Il dialogo con il Manierismo: Susini e Torrigiani

Il fulcro curatoriale dell’allestimento milanese risiede nello straordinario dialogo visivo tra le tele inedite di Colin e due capolavori scultorei in bronzo del Manierismo italiano: un Crocifisso eseguito da Antonio Susini su modello del Giambologna e un secondo bronzo firmato da Sebastiano Torrigiani su invenzione di Guglielmo Della Porta.

Lungi dal ridursi a un mero contrappunto decorativo, la presenza della Croce introduce una temporalità espansa e solenne. La patina scura del bronzo cinquecentesco e i sedimenti neri dell’inchiostro rotativo si scoprono fratelli all’interno di una medesima archeologia dello sguardo: superfici sulle quali il tempo dell’uomo ha lasciato una traccia indelebile della propria vulnerabilità.

Crocifisso manierista in bronzo di Antonio Susini su modello del Giambologna
Antonio Susini (su modello del Giambologna), Crocifisso in bronzo, Manierismo italiano.
Crocifisso in bronzo di Sebastiano Torrigiani su modello di Guglielmo Della Porta
Sebastiano Torrigiani (su modello di Guglielmo Della Porta), Crocifisso in bronzo.
Gianluigi Colin: Il senso del tempo, le parole e la materia dell’informazione
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La testimonianza dell’artista e i versi di Bruno Corà

A chiarire la genesi concettuale del progetto è lo stesso Gianluigi Colin:

«Il titolo Lacrime nasce da questa ambiguità. Sono lacrime d’inchiostro: gocce e colature che sembrano scendere lungo la superficie. Ma sono anche la metafora di una condizione del nostro tempo. Come se la macchina che incessantemente racconta il mondo, dopo aver prodotto milioni di parole e immagini, potesse improvvisamente smettere di parlare e cominciare a piangere. I miei materiali hanno partecipato fisicamente alla fabbricazione del quotidiano: diventano reliquie del nostro presente, custodi di una infinità di storie di una umanità nascosta e silenziosa. Storie di gioie e di dolori. Proprio come le lacrime.»

All’intensità della mostra ha voluto rendere omaggio anche Bruno Corà, illustre storico dell’arte e presidente della Fondazione Burri, dedicando all’opera di Colin una toccante composizione in versi:

«Ciascuna impronta dice corpo
ciò che non diviene oblio
quanto risorge e permane
enigma sottratto alla vanità.
Ecco le apparizioni delle opere
segrete cifre superstiti.»
Particolare della stratificazione d'inchiostro tipografico nell'opera di Gianluigi Colin
Dettaglio delle velature e delle colature d’inchiostro che caratterizzano il ciclo Lacrime.

Il catalogo e il trentesimo anniversario della Galleria Vatalaro

La mostra è accompagnata da un catalogo monografico pubblicato da La vita felice edizioni, arricchito dai saggi critici di Bruno Corà, dello storico dell’arte Giovanni Rizzoli e dello stesso gallerista Lorenzo Vatalaro.

L’esposizione inaugura con autorevolezza il cammino verso il trentennale della galleria, testimoniando la vocazione di Lorenzo Vatalaro nel creare ponti coraggiosi tra l’alta antichità, la grande scultura rinascimentale e manierista e le vette più sofisticate del contemporaneo.

Ritratto fotografico dell'artista e cover editor Gianluigi Colin
L’artista e cover editor Gianluigi Colin nel suo studio milanese.

Coordinate della Mostra

  • Titolo: LACRIME — Gianluigi Colin
  • Sede: Galleria Lorenzo Vatalaro, Piazza San Sempliciano, Milano
  • Inaugurazione: Giovedì 5 novembre 2026, ore 18:30
  • Date di apertura: 5 novembre – 23 dicembre 2026
  • Orari di visita: Da martedì a sabato: 10:30–12:30 | 15:30–19:30 (Domenica e lunedì mattina chiuso)
  • Catalogo: La vita felice edizioni (testi critici di Bruno Corà, Giovanni Rizzoli, Lorenzo Vatalaro)
  • Contatti Galleria: Tel. +39 335 8385509 | info@galleriavatalaro.it
  • Ufficio Stampa: Francesco Gattuso (Presspartners) — presspartnerscommunication@gmail.com

Domande Frequenti (FAQ) sulla Mostra “Lacrime”

Quali materiali utilizza Gianluigi Colin per le opere di “Lacrime”?

L’artista lavora con i residui autentici dei processi di stampa rotativa dei quotidiani: teli gommati usati per pulire i rulli, matrici e lastre di alluminio tipografiche, dove i sedimenti d’inchiostro stratificato danno vita a pitture astratte dense di memoria civile.

Qual è il significato del confronto con i crocifissi manieristi?

I crocifissi in bronzo del Manierismo (Susini su Giambologna e Torrigiani su Della Porta) creano un dialogo atemporale tra l’archeologia della fede e l’archeologia della notizia, mostrando come la materia del presente possa assumere una dimensione sacrale e meditativa.

L’ingresso alla Galleria Lorenzo Vatalaro è libero?

Sì, l’accesso alla mostra negli orari di apertura della galleria (da martedì a sabato: 10:30–12:30 e 15:30–19:30) è gratuito e aperto al pubblico.

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