Mar. Giu 18th, 2019

Il sequel di Star Wars che (probabilmente) non vedremo mai

Non tutti sanno che il film L’Impero Colpisce Ancora non è esattamente il film che avrebbe dovuto continuare gli eventi di Episodio IV: Una nuova Speranza. Questo onore sarebbe dovuto andare a Splinter of the Mind’s Eyemeglio conosciuto in Italia come La Gemma di Kaiburr, una storia di Alan Dean Foster pubblicata in forma di romanzo nel 1978 ma mai utilizzata per produrre uno dei film della saga. Questo è uno dei primi casi, se non il primissimo, di transmedia storytelling legato al franchise inventato da George Lucas.

Ma perchè ai tempi, fu commissionato ad Alan Dean Foster un sequel che poi non fu mai realizzato?

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Indipendentemente da essere un grande scrittore e un lodevole regista, George Lucas è sicuramente un mirabile costruttore di universi, soprattutto finanziari. Sin dal primo episodio girato di Star Wars, Lucas ha saputo generare un piano geniale per il franchise che comprendeva tutte le possibili linee narrative esterne al soggetto principale. Così quando ha deciso di assumere Foster per il romanzo di Star Wars, George Lucas seguiva un piano ben preciso: se Star Wars fosse stato un successo, allora il romanzo sarebbe servito da teaser fino al successivo progetto cinematografico; se invece il film si fosse rivelato un fiasco, si sarebbe potuto utilizzare il libro come un progetto per una pellicola low-budget. Così, nacque la Gemma di Kaiburr.

Il problema principale della stesura del libro è stato dover scrivere senza mai vedere Star Wars. Difatti, quando il romanzo fu avviato, Lucas non aveva nemmeno finito di scrivere l’episodio del film. Ora, i fan più accaniti sanno benissimo che Lucas ha amato rimaneggiare più volte tutta la saga, non essendo mai stato completamente convinto dei risultati. Così, update dopo update, fix dopo fix, il franchise ha subito numerosi cambiamenti in corso d’opera che hanno costretto a rivedere alcune parti della storia.

Insomma, Han ha sparato per primo.

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Foster ha dichiarato a Yahoo! Notizie: “Ho avuto un paio di versioni della sceneggiatura e mi hanno anche dato un teaser su bobina da 16 millimetri per capire qualcosa del film”. Aiutato solo da alcuni concept e da una rapida visita alla ILM per vedere i modelli di realizzazione, Foster ha iniziato la pianificazione de La gemma di Kaiburr tutto da solo.
Una delle altre pecche ne La Gemma di Kaiburr è essenzialmente l’assenza di Han Solo. È davvero difficile immaginare l’assenza di uno dei personaggio più importanti della saga, ma quando Foster si stava preparando a scrivere il romanzo, Harrison Ford non aveva ancora firmato per filmare eventuali sequel di Star Wars.

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Siccome nei piani di Lucas non rientrava assolutamente l’inserimento di cast “stellari” e grossi budget di produzione, Foster è stato incaricato di scrivere solo le scene che sarebbero super economiche. Quindi, le preoccupazioni sul bilancio hanno portato Splinter ad ambientare il progetto quasi per interno all’interno di grotte, edifici o nella nebbia della palude del pianeta Mimban.

Dati questi preupposti non è  quindi una sorpresa che ci siano alcune discrepanze con la storia originale, come la terminologia, il colore della spada laser di Darth Vader o, peggio ancora, il rapporto tra Luke e Leia. Foster ha scritto così una trama in cui la coppia durante una missione per la ribellione, si trovano ad esplorare alcuni confini ben diversi da quelli della galassia.

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Indipendentemente dalle discrepanze ci sono alcuni elementi che sono stati utilizzati nei film successivi, tratti da La Gemma di Kaiburr. Uno fra tutti la perdita di un braccio nella battaglia finale tra Luke e Darth Vader. In questo caso, però, è Vader a perdere un braccio e non Luke. Ancora più interessante è la lotta tra Leia che raccoglie la spada laser di Luke e inizia la sua personale battaglia con Vader. Questa scena, insomma, potrebbe ricordare molto la lotta tra Rey e Kylo Ren in The Force Awakens. Una coincidenza? Sappiate che Foster è stato assunto per scrivere il romanzo de Il risveglio della Forza, ragion per cui…
La trama di questo romanzo ruota intorno a Luke e Leia alla ricerca di un artefatto chiamato, per l’appunto, la gemma di Kaiburr, cristallo che amplificherebbe i poteri di coloro che sono sensibili alla Forza. E che introdurrebbe il ritorno di Obi Wan Kenobi in un modo davvero interessante. Ricordiamo tutti che Luke non è mai stato allenato alle vie della Forza. Per questo motivo c’è bisogno di un modo veloce per dimostrarsi all’altezza di uno scontro con Darth Vader. E qual’è il modo più veloce per apprendere le vie della Forza (oltre al velocissimo addestramento su Dagobah con Yoda)?

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Semplice, una gemma che contiene lo spirito di Obi Wan e che permette a Luke di utilizzare la sua Forza per sconfiggere il temibile Darth Vader. Qualcosa di simile accade con l’apparizione dello spirito di Obi-Wan ne L’impero Colpisce Ancora, insomma. Nel libro in questione Luke urlerebbe a Vader la frase “Sono Obi-Wan!”, introducendo qualcosa di simile alla reincarnazione. Qualcosa di cui non abbiamo mai sentito parlare nella saga e che potrebbe introdurre nuovi elementi narrativi nella nuova trilogia prodotta da Disney. La spada laser di Luke rievoca in Rey una serie di vecchi ricordi che potrebbero essere, in qualche modo, legati a personaggi che abbiamo già conosciuto. E se ci trovassimo davanti alla nuova Gemma di Kaiburr?

Leggere oggi La Gemma di Kaiburr significa fare un passo indietro nella storia che tutti conosciamo, ma si tratta di un pozzo di conoscenza dal quale attingere a ipotetiche nuove linee narrative nell’universo di Star Wars, ancora in costruzione.

 

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