
Copertina generata per le notizie di musica del 2026-10-04. Immagine generata con intelligenza artificiale. Rappresentazione illustrativa, non fotografia documentaria.
Il Power Up di AC/DC si chiude al MetLife con Foo Fighters: la logica collaborativa del rock in stadio
Il 2 ottobre 2026 il MetLife Stadium di East Rutherford, New Jersey, ha ospitato la data conclusiva del tour Power Up di AC/DC in compagnia dei Foo…
Il Power Up di AC/DC si chiude al MetLife con Foo Fighters: la logica collaborativa del rock in stadio
Il 2 ottobre 2026 il MetLife Stadium di East Rutherford, New Jersey, ha ospitato la data conclusiva del tour Power Up di AC/DC in compagnia dei Foo…
Il 2 ottobre 2026 il MetLife Stadium di East Rutherford, New Jersey, ha ospitato la data conclusiva del tour Power Up di AC/DC in compagnia dei Foo Fighters, con Dave Grohl salito sul palco come ospite per l’esecuzione di Highway to Hell. Non si tratta di un semplice guest appearance da cartellone: è il punto di arrivo di una struttura collaborativa che attraversa l’intero ciclo del tour e che, nelle sue scelte logistiche e artistiche, dice qualcosa di preciso su come il rock in stadio si organizza oggi.
Una data rimandata dal nor’easter e la flessibilità del tour
Lo spettacolo del 2 ottobre non è nato per caso. La data originale era fissata per il 25 settembre, ma un nor’easter ha imposto il rinvio di una settimana. Questo dettaglio, apparentemente banale, è in realtà rivelatore della complessità infrastrutturale che sta dietro a un tour di questa portata: la riorganizzazione di un impianto da 80.000 posti, la rinegoziazione con fornitori, la riprogrammazione della sequenza delle date, tutto in pochi giorni. Il fatto che la chiusura del Power Up si sia potuta realizzare nonostante l’interruzione meteorologica testimonia una capacità operativa che è diventata, nel rock contemporaneo, un elemento non negoziabile dell’esperienza live.
Foo Fighters al posto dei Pretty Reckless: la sostituzione come scelta artistica
Per questa seconda occasione nella tournée, i Foo Fighters hanno sostituito i Pretty Reckless come band di supporto. Non è la prima volta che avviene questo scambio durante il Power Up: la flessibilità nel cast di apertura è una variabile che le produzioni utilizzano per adattare il profilo sonoro della serata al contesto geografico e alla disponibilità degli artisti. In questo caso, la presenza dei Foo Fighters non è un semplice riempimento di slot: è una scelta che modifica l’equilibrio timbrico della serata, spostando il baricentro verso una sezione ritmica più stratificata e una scrittura vocale che dialoga con il sound di AC/DC su piani diversi da quelli dei Pretty Reckless.
Grohl su Highway to Hell: la tradizione del crossover in rock
Il momento centrale della serata è stato, inevitabilmente, la partecipazione di Dave Grohl alla performance di Highway to Hell. Questo tipo di collaborazione tra band non è un fenomeno nuovo nel rock: dalla fine degli anni Settanta in poi, il palco da stadio ha funzionato come spazio di contaminazione dove i confini tra gruppi si dissolvono per una canzone. Grohl, che ha costruito la propria identità artistica proprio nella continuità tra Foo Fighters e Nirvana, porta in quel duetto una dimensione di continuità generazionale e stilistica che trascende il singolo evento. La scelta di Highway to Hell come brano del guest appearance non è casuale: è una delle canzoni più immediatamente riconoscibili del repertorio AC/DC, un inno alla propulsione ritmica in cui la voce di Grohl può inserirsi senza forzature timbriche.
La chiusura del Power Up e il significato della data finale
La data di East Rutherford segna la conclusione della sequenza del Power Up nella sua configurazione attuale. Chiudere un tour con una formazione estesa, con una band ospite e un guest appearance, è una scelta che attribuisce alla serata finale un peso simbolico superiore a quello di una semplice data di calendario. Il MetLife Stadium, con la sua capacità e la sua acustica da impianto sportivo, offre un contesto in cui la dimensione collettiva del rock viene amplificata: non è un concerto, è un evento di aggregazione che si chiude con un gesto collaborativo.
La struttura del Power Up come modello produttivo
Il Power Up, nella sua configurazione che include sostituzioni di supporto, rinvii meteorologici e guest appearance, rappresenta un modello produttivo in cui la rigidità del cartellone lascia spazio a variabili artistiche e logistiche. Questo non è un caso isolario: è la logica con cui i grandi tour rock contemporanei si costruiscono, dove la data finale non è l’ultimo tassello di una sequenza fissa, ma il punto di sintesi di un processo che ha attraversato sostituzioni, rinvii e collaborazioni. Il rock in stadio, nel 2026, funziona ancora con queste dinamiche: flessibilità operativa, contaminazione tra band, e la capacità di trasformare un’imprevisto – un nor’easter, una sostituzione di supporto – in un elemento narrativo della serata.
Perché questa chiusura conta oltre il palco
La rilevanza culturale di questo evento non risiede nell’eccezionalità del singolo momento, ma nella conferma di un modello: quello del rock come pratica collaborativa e strutturale, dove le alleanze tra band non sono spot promozionali ma scelte che attraversano l’intero arco di una tournée. AC/DC e Foo Fighters, nella loro chiusura al MetLife, continuano una tradizione che va dagli anni Ottanta a oggi, in cui il palco da stadio resta il luogo dove i confini tra gruppi si negoziano in tempo reale. E in un’industria musicale che spesso frammenta l’esperienza live in formati digitali e piattaforme di streaming, la presenza fisica di due band che condividono un palco per una canzone resta un atto di resistenza culturale concreto e misurabile.
