mar. Ott 16th, 2018

Il biocentrismo di Robert Lanza, cosa succede dopo la morte?

“Biocentrism: How Life and Consciousness Are the Keys to Understanding the Nature of the Universe” è questo il libro che sta dividendo la rete. Secondo Robert Lanza, premiato dal New York Times come il terzo miglior scienziato in vita, la vita non finisce quando il nostro corpo muore, ma invece può andare anti per sempre, questo grazie alla nostra coscienza.

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Lanza, esperto in medicina rigenerativa e direttore del Advanced Cell Technology Company negli Stati Uniti, è anche conosciuto per la sua approfondita ricerca sulle cellule staminali e per l’er clonato diverse specie di animali in via d’estinzione. E’ inoltre esperto di fisica, meccanica quantistica e astrofisica.

La sua teoria del biocentrismo si basa sulla consapevolezza che la coscienza è il motore principale dell’universo. Questa forza creerebbe l’universo materiale in cui viviamo e non, come abbiamo pensato finora, il contrario. Difatti la struttura dell’universo e della materia sembrerebbero fatte per la vita stessa e da questa considerazione si potrebbe presupporre che l’intelligenza esistesse da prima della creazione dell’universo. Lanza sostiene inoltre che spazio e tempo non siano oggetti o cose, ma piuttosto strumenti della nostra comprensione: “portiamo lo spazio e il tempo in giro con noi, come le tartarughe con i propri gusci”.

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Nel momento in cui lo spazio e il tempo si staccano, noi continuiamo ad esistere, permettendo alla coscienza di trasferirsi in un altro contenitore, come un segnale satellitare decrittabile attrerso degli speciali decoder.

La teoria di Lanza sposa gli studi sul multiverso, un concetto sostenuto da diversi fisici ed astrofisici coniato nel 1895 dallo scrittore e psicologo americano William James. In un universo, il corpo può essere morto mentre in un altro può continuare ad esistere, assorbendo la coscienza che migra in questo universo.

Senza ricorrere a ideologie religiose lo scienziato cerca quindi di spiegare la coscienza quantistica con esperienze precedenti alla morte, ultracorporee e di trasmigrazione della coscienza. Secondo la sua teoria, l’energia della coscienza a un certo punto verrebbe trasferita in un corpo diverso.

La fisica quantistica, quindi, giustificherebbe, secondo Lanza, l’esistenza della vita eterna.

La Teoria quantistica della coscienza elaborata dal medico americano Stuart Hameroff e dal fisico quantistico inglese Roger Penrose, sostiene che le nostre anime sarebbero inserite in strutture chiamate microtubuli, contenute nelle nostre cellule cerebrali. L’anima sarebbe composta da prodotti chimici quantistici che, nel momento della morte, fuggono dal sistema nervoso per entrare nell’universo.

La loro idea nasce dal concetto di cervello visto come un computer biologico e la coscienza sarebbe un software nel cervello che persiste nel mondo dopo la morte del corpo biologico.

TRANSCENDENCE

Tutto ciò mi fa riflettere ad uno degli ultimi film che ho visto al cinema: Transcendence con Johnny Depp di cui potete trovare qui la mia recensione.

Un’interessante conferma alle teorie di Robert Lanza si trovano nel libro Milioni di farfalle di Alexander Eben del quale vi riporto un estratto:

“Mi ritrovai in un mondo completamente nuovo. Il mondo più bello e più strano che essi mai visto… Luminoso, vibrante, estatico, stupefacente. C’era qualcuno vicino a me: una bella fanciulla dagli zigomi alti e dagli occhi intensi. Eramo circondati da milioni di farfalle, ampi ventagli svolazzanti che si immergevano nel paesaggio verdeggiante per poi tornare a volteggiare intorno a noi. Non fu un’unica farfalla ad apparire, ma tutte insieme, come un fiume di vita e colori che si muoveva nell’aria.” 

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Queste sono alcune delle parole usate da Eben Alexander, neurochirurgo e professore alla Medicai School dell’università di Harvard per descrivere il Paradiso. Il dottor Alexander è uno scienziato che non ha mai creduto alla vita dopo la morte eppure è toccato a lui esserne testimone. Nel 2008 ha contratto una rara forma di meningite e per sette giorni è entrato in coma profondo che ha azzerato completamente l’attività della sua corteccia cerebrale. In pratica il suo cervello si è completamente spento, eppure una parte di lui era ancora vigile e ha intrapreso uno straordinario viaggio verso il Paradiso. Al suo risveglio il dottor Alexander era un uomo diverso, costretto a rivedere le sue posizioni profondamente razionali sulla vita e sulla morte: esiste una vita oltre la vita, esiste il Paradiso ed è un luogo d’amore e meriglia.

Alla luce di queste considerazioni, non so se ere paura o gioia. Sicuramente, eliminando lo scetticiscmo, quello di Lanza si tratta di un trattato innovativo sul quale volevo riportare la mia opinione su SHIFTS. Onestamente non so mai quanto considerare veritiere le considerazioni sull’ultraterreno, ma la notizia di un universo continuativo in cui riprendiamo le nostre esistenze come alla ripartenza da un check-point di un videogioco mi ha sempre affascinato facendomi riflettere, ancora prima di leggere queste notizie, sulla possibilità di una narrazione rivoluzionaria.

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Un escamotage narrativo di questo tipo lo troviamo nella serie tv Agents of S.H.I.E.L.D. di cui vi ho parlato in questo articolo e nel film Edge of tomorrow  con Tom Cruise di cui vi parlerò dopo il 29 Maggio, data di uscita di questa pellicola.

 

 

1 thought on “Il biocentrismo di Robert Lanza, cosa succede dopo la morte?

  1. La coscienza fino a prova contraria è strettamente legata a l’essere che lo ospita e non il contrario. La coscienza di un batterio non è uguale a quella di un Virus o di un Cane o di un essere Umano. Quindi? Se allora schiaccio un scarafaggio, la sua coscienza o la sua anima migra in un altro universo alternativo dove io non lo schiaccio? Allora se per assurdo eliminassimo tutti gli scarafaggi di tutti gli universi le loro coscienze o le loro anime svanirebbero nel nulla? Se sego una grossa quercia la sua coscienza dove va?.. anch’esso migra dove magari io non la taglio? Si perché anche i vegetali, a quanto pare, hanno una conoscenza! Un sasso è sempre morto? A meno che si dimostra che gli universi alternativi sono infiniti ce qualcosa non quadra nella teoria del Biocentrismo di Lanza. Lanza dice che i multi universi potrebbero coesistere simultaneamente! Ma allora un individuo,o chi che sia morirà prima o poi in tutti gli universi possibili!? Ma se essi fossero infiniti allora l’individuo è eterno? Allora ogni essere vivente sarebbe condannato a essere se stesso per l’eternità! Mi sembra che siamo sulla teoria del l’eterno ritorno o sbaglio? sarebbe una soluzione allucinante e senza senso.
    Facciamo un po d’ordine.

    Sì dovrebbe chiarire una volta per tutte che cos’è la “coscienza”, visto e considerato che esiste il mondo vegetale e animale e minerale. E quando si vive, e poi si muore, la coscienza o l’anima sarà stata marchiata dalla nostra personalità che avevamo in vita?..come un DVD? oppure (ri)prendiamo LA personalità cosmica che accomuna tutti gli esseri..?

    La vita è una rarità al confronto della materia inerte. Perciò al 99.99999% regna la NON coscienza dell’universo!? Ma molti sostengono che anche l’universo ha una coscienza!! Allora?

    Allora la materia non è morta come ci insegnano! è viva! Quindi il grande protagonista è proprio lei, la materia! che poi inerte non lo è affatto!

    A mio modestissimo parere è lui L’atomo, lo scrigno, il tesoro che racchiude il grande mistero del tutto. Se non capiremo chi è costui, i sui segreti, non sapremo mai la verità dell’esistenza stessa, compresa la morte individuale e chissà cos’altro.
    L’atomo ha quindi una coscienza? Perché esiste? È sempre esistito quindi eterno? E la piu piccola forma di vita senziente? È Senza di Lui può esistere un cosmo assolutamente vuoto? è se così fosse, cos’è questo vuoto? Il vuoto è molto! non è il nulla! Sarebbe desolazione infinita! perché esiste l’esistenza? Se cerchiamo ad immaginare che non esiste l’esistenza..non riusciamo a farlo! Niente materia,luce,tempo ne spazio ma soprattutto niente pensiero!! Zero dimensioni! Questo è il NULLA!! Ed è impossibile.

    Alt! Torniamo in dietro e fermiamoci solo All’atomo. A questo punto per concludere è chiaro che L’atomo deve per forza avere una sorta di coscienza racchiusa, altrimenti che esiste a fare?
    Una coscienza cosmica del tutto, che unisce tutti gli esseri viventi è tutti gli Atomi dell’universo o Multiverso che sia. (vedi http://www.atomo112 di Massimo Corbucci. Secondo lui ogni atomo è collegato con tutti gli altri, poiché al centro di ogni atomo c’è un buco nero, esso si comporterebbe come un vero e proprio Star Gate. Se fosse così si aprirebbero scenari a di poco fantastici. Vi consiglio di andare su sito.)

    Quando gli esseri muoiono e probabile che si ritorna in matrice originale (DIO ATOMO?). A questo punto, ammesso che questa coscienza cosmica decida e ordina e coordina il tutto allora tutto è fattibile, come la Reincarnazione, esistenze parallele è alternative, o altri livelli di esistenza che a dir si voglia, paradisi di ogni sorta..è anche ologrammi allucinatori compresi. Una cosa è sicura, i nostri atomi che formavano il nostro corpo da “vivo” continuano a esistere dopo ,magari con delle informazioni in più cioè Noi!! A tal proposito immagino che con una tecnologia molto sofisticata che oggi non abbiamo di certo..che si potrebbe scannarizzare tutti gli ATOMI del nostro corpo nell’infinitamente piccolo fino nei minimi dettagli per vedere come sono è tutte le caratteristiche possibili, catalogare tutti i loro parametri significativi. Una sorta di “DNA” ATOMICO per intenderci. Dopo la morte si ripete tutta la stessa procedura, se sono cambiati il gioco è fatto..La morte ha lasciato la sua impronta, la nostra!! se non ci fosse, invece nessun cambiamento sarebbe un vero problema. Allora si cercherebbe altrove..

    Ma trovo un po difficile, sinceramente, la soluzione antropomorfa o una soggettivazione della coscienza o dell’anima, a meno che qualcuno mi dimostri che l’anima ce l’abbiamo solo noi, oppure anime o coscienze diverse per vite diverse, e forse atomi diversi nella loro essenza. Troppo complicato.

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