Il biocentrismo di Robert Lanza, cosa succede dopo la morte?

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“Biocentrism: How Life and Consciousness Are the Keys to Understanding the Nature of the Universe” è questo il libro che sta dividendo la rete. Secondo Robert Lanza, premiato dal New York Times come il terzo miglior scienziato in vita, la vita non finisce quando il nostro corpo muore, ma invece può andare anti per sempre, questo grazie alla nostra coscienza.

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Lanza, esperto in medicina rigenerativa e direttore del Advanced Cell Technology Company negli Stati Uniti, è anche conosciuto per la sua approfondita ricerca sulle cellule staminali e per l’er clonato diverse specie di animali in via d’estinzione. E’ inoltre esperto di fisica, meccanica quantistica e astrofisica.

La sua teoria del biocentrismo si basa sulla consapevolezza che la coscienza è il motore principale dell’universo. Questa forza creerebbe l’universo materiale in cui viviamo e non, come abbiamo pensato finora, il contrario. Difatti la struttura dell’universo e della materia sembrerebbero fatte per la vita stessa e da questa considerazione si potrebbe presupporre che l’intelligenza esistesse da prima della creazione dell’universo. Lanza sostiene inoltre che spazio e tempo non siano oggetti o cose, ma piuttosto strumenti della nostra comprensione: “portiamo lo spazio e il tempo in giro con noi, come le tartarughe con i propri gusci”.

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Nel momento in cui lo spazio e il tempo si staccano, noi continuiamo ad esistere, permettendo alla coscienza di trasferirsi in un altro contenitore, come un segnale satellitare decrittabile attrerso degli speciali decoder.

La teoria di Lanza sposa gli studi sul multiverso, un concetto sostenuto da diversi fisici ed astrofisici coniato nel 1895 dallo scrittore e psicologo americano William James. In un universo, il corpo può essere morto mentre in un altro può continuare ad esistere, assorbendo la coscienza che migra in questo universo.

Senza ricorrere a ideologie religiose lo scienziato cerca quindi di spiegare la coscienza quantistica con esperienze precedenti alla morte, ultracorporee e di trasmigrazione della coscienza. Secondo la sua teoria, l’energia della coscienza a un certo punto verrebbe trasferita in un corpo diverso.

La fisica quantistica, quindi, giustificherebbe, secondo Lanza, l’esistenza della vita eterna.

La Teoria quantistica della coscienza elaborata dal medico americano Stuart Hameroff e dal fisico quantistico inglese Roger Penrose, sostiene che le nostre anime sarebbero inserite in strutture chiamate microtubuli, contenute nelle nostre cellule cerebrali. L’anima sarebbe composta da prodotti chimici quantistici che, nel momento della morte, fuggono dal sistema nervoso per entrare nell’universo.

La loro idea nasce dal concetto di cervello visto come un computer biologico e la coscienza sarebbe un software nel cervello che persiste nel mondo dopo la morte del corpo biologico.

TRANSCENDENCE

Tutto ciò mi fa riflettere ad uno degli ultimi film che ho visto al cinema: Transcendence con Johnny Depp di cui potete trovare qui la mia recensione.

Un’interessante conferma alle teorie di Robert Lanza si trovano nel libro Milioni di farfalle di Alexander Eben del quale vi riporto un estratto:

“Mi ritrovai in un mondo completamente nuovo. Il mondo più bello e più strano che essi mai visto… Luminoso, vibrante, estatico, stupefacente. C’era qualcuno vicino a me: una bella fanciulla dagli zigomi alti e dagli occhi intensi. Eramo circondati da milioni di farfalle, ampi ventagli svolazzanti che si immergevano nel paesaggio verdeggiante per poi tornare a volteggiare intorno a noi. Non fu un’unica farfalla ad apparire, ma tutte insieme, come un fiume di vita e colori che si muoveva nell’aria.” 

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Queste sono alcune delle parole usate da Eben Alexander, neurochirurgo e professore alla Medicai School dell’università di Harvard per descrivere il Paradiso. Il dottor Alexander è uno scienziato che non ha mai creduto alla vita dopo la morte eppure è toccato a lui esserne testimone. Nel 2008 ha contratto una rara forma di meningite e per sette giorni è entrato in coma profondo che ha azzerato completamente l’attività della sua corteccia cerebrale. In pratica il suo cervello si è completamente spento, eppure una parte di lui era ancora vigile e ha intrapreso uno straordinario viaggio verso il Paradiso. Al suo risveglio il dottor Alexander era un uomo diverso, costretto a rivedere le sue posizioni profondamente razionali sulla vita e sulla morte: esiste una vita oltre la vita, esiste il Paradiso ed è un luogo d’amore e meriglia.

Alla luce di queste considerazioni, non so se ere paura o gioia. Sicuramente, eliminando lo scetticiscmo, quello di Lanza si tratta di un trattato innovativo sul quale volevo riportare la mia opinione su SHIFTS. Onestamente non so mai quanto considerare veritiere le considerazioni sull’ultraterreno, ma la notizia di un universo continuativo in cui riprendiamo le nostre esistenze come alla ripartenza da un check-point di un videogioco mi ha sempre affascinato facendomi riflettere, ancora prima di leggere queste notizie, sulla possibilità di una narrazione rivoluzionaria.

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Un escamotage narrativo di questo tipo lo troviamo nella serie tv Agents of S.H.I.E.L.D. di cui vi ho parlato in questo articolo e nel film Edge of tomorrow  con Tom Cruise di cui vi parlerò dopo il 29 Maggio, data di uscita di questa pellicola.